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Archive for Ottobre 19th, 2007

Via Mazzini

Ciao colleghe…….

Oggi dovevo consegnare in un paese in provincia di Milano….mi fermo all’inizio del suddetto dove c’è la cartina e la guardo:via Mazzini…da l’idea di essere il nome di una via del centro.. e difatti..

Cerco di memorizzare le strade…prima di una rotonda un cartello indica autocarri a destra o sinistra, dritto è vietato..imbocco a destra (avevo visto che anche da li’ ci si arrivava) e come giro c’è un cartello di divieto per i camion…ma come??!!!vado lo  stesso poi giro a sinistra e percorrendo la parallela della via principale ho perso il conto di quanti cartelli di divieto ho oltrepassato…ma avevo visto che quella strada diventava via Mazzini…..e invece no!Arrivo in fondo, per entrare in via M. dovrei fare destra e sinistra ma è troppo stretta….500m di retromarcia imbocco un’altra laterale che poi mi porta sulla strada dove troverò la via sulla destra….naturalmente vietata…ci vado lo stesso e non riesco a girare a destra nella via perché torna indietro ed è stretta… grrrrrr..l’unica soddisfazione:un cartello che indica la ditta…proseguo fino al semaforo giro a sinistra…torno alla rotonda iniziale la faccio tutta imbocco il divieto e torno al semaforo dove naturalmente è vietata la svolta a destra per i camion, ci giro lo stesso, gemelle sul marciapiede e dentro…intanto s’era fatto mezzogiorno e uscivano auto dappertutto.. arrivo alla mia via MAZZINI e finalmente riesco ad entrarci.. ho un numero civico.. che naturalmente è sbagliato, mentre passo davanti a un grosso  stabilimento non ci vedo scritto fuori il nome  che cerco e proseguo fino a uno STOP, cambia la via, allora era quello là!?! Per fortuna c’è un parcheggio sterrato davanti a una palazzina e mi giro li’…l’ultima sorpresa mentre riprendo la via Mazzini: anche da questo lato è vietato entrare con i camion (altri accessi non ce ne sono, eccezioni per il carico scarico nemmeno…).

Mi fermo di fianco al cancello e chiedo a un signore se conosce la ditta.. no, però dovrebbe essere quella nominata sul campanello, pare che la chiamano tutti con un altro nome…mi allargo per entrare e vedo nello specchietto una pattuglia di vigili urbani…la tentazione di fargli un paio di domande è stata  forte….ma se sommavo tutti i cartelli di divieto che avevo oltrepassato in quei 20 minuti mi sa che i miei 24 punti non si azzeravano ma quasi…meglio stare zitti.

L’unica cosa positiva è stata che non chiudevano per pranzo e hanno scaricato.

Adesso io mi chiedo: chi sarebbe il fesso interessato ad attraversare un paese del genere con un camion se non per andarci a scaricare? Non sarebbe meglio mettere dei cartelli che ti portano dritto agli stabilimenti senza tanti giri invece di 35 cartelli di divieto? Ma queste aziende non pagano le tasse ai comuni? E quindi non dovrebbero essere agevolate nel lavoro invece che ostacolate?

Posso capire che un camion in un paese piccolo possa dare fastidio a chi ci abita, ma se ci sono delle fabbriche ci sarà anche chi ci lavora, e il lavoro dipende dal trasporto e il trasporto si fa con i camion, e se invece che ostacolarci inutilmente ci agevolassero in questi posti con delle indicazioni forse faremmo meno danni (per fortuna non ho tirato giù nessun balcone…ma a qualcuno è capitato!) e meno avanti e indietro.

Come diceva una mia amica a fare questo lavoro ti capita sempre qualcosa di strano, qualcosa che alla gente normale non succede….per oggi è andata cosi’, spero la prossima volta di raccontare qualcosa di più bello!!

Ciao, buon weekend a tutte e buona strada sempre.

 

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Socievolizzare

Socievolizzare

Questa può essere una parola grossa, dove trovare un punto d’incontro tra le camioniste e il socievolizzare: viaggi e orari diversi, culture e provenienze, età e impegni, caratteri ed emotività: davvero tutto fa pensare non ci sia possibilità per consolidare nessun tipo di rapporto, eppure le colleghe sono tante e sempre in aumento, quindi perchè non provare a instaurare un rapporto?

Non può essere la dimensione del camion, ne la quantità dei Km percorsi, l’orario di lavoro o la zona frequentata a fare da filo conduttore, ma passione per i camion, i viaggi e più nello specifico il guidare….

Ognuna ha vissuto esperienze e situazioni particolari e confrontarsi con le altre è sempre una crescita interiore, le più presuntuose possono pensare di essere uniche, ma non è così; certo è che siamo in un mondo considerato maschile e chiunque pensa di poterci giudicare o mettere in discussione la ns professionalità.

Conoscersi non è semplice, ma incontrare una collega che ti sorride solo perchè sul parabrezza hai un simbolo che ha riconosciuto è piacevole: è una di noi!

Una collega che ha condiviso qualc’uno dei ns piccoli progetti, non so il nome, da dove viene e dove andrà, ma so che ricambierà il mio sorriso perchè per un attimo abbiamo condiviso un pensiero….CIAO e BUONA STRADA!!!

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Senza titolo 1

Socievolizzare….

Cosa può esprimere la parola "socievolizzare" se la mettiamo fra le camioniste; a prima vista niente! Ma se dal 2003 ci sono ragazze che hanno condiviso esperienze, progetti, idee, eventi e anche divertimenti; qualcosa c’entra!

Onore e merito a chi ci ha creduto dall’inizio; comprensione, ma neanche più di tanta, a chi a mollato perchè le proprie idee non erano condivise dalle altre; stima per chi si è unito in seguito;  riconoscenza per chi ha destinato parte del proprio tempo libero a questo gruppo; ammirazione per chi ha dato lezioni di determinazione e saggezza; io nel mio piccolo ho avuto l’occasione d’imparare a confrontarmi e crescere interiormente: ritengo di aver avuto una vita difficile, parlando con alcune colleghe,  mi sono resa conto che non ho il record… , sono dispiaciuta per loro, ma rincuorata.

Qual’ora si misuri una camionista per le dimensioni del camion o i km percorsi, si dimostra un limite mentale: qui vorremmo condividere la passione per i camion, indistintamente dalla marca o dagli anni di fabbricazione; scambiarci le esperienze e per quanto possibile le conoscenze;  apprezzare le colleghe per l’impegno,  non perchè guidano un "bisonte".. ; guidare il mezzo è solo una parte di questo lavoro, ci sono altre difficoltà e superarle non è facile…

Potrei parlarvi del rapporto con i titolari, con i colleghi, con i magazzinieri… chiunque si sente legittimato ad insegnarti qualcosa: fai un mestiere ritenuto da uomo e questo implica che "non lo sai fare!"… Solo la determinazione e la pazienza possono aiutarti a farti apprezzare per quello che vali. Non serve dimostrarlo e basta, devi farlo nei tempi e nei modi giusti.

Conoscere le colleghe non è semplice: ognuna ha il proprio carattere, con pregi e difetti annessi; ognuna ha combattuto la propria intima battaglia con questo mondo e magari scelto di farlo in solitudine; se sorridere non costa niente, non veder ricambiato il proprio sorriso da una collega mortifica parecchio e la prossima volta ci penserai su prima di farlo per prima.

Pensa d’incontrare una collega che però sai aver partecipato a un progetto, che sia di beneficenza o altro, che anche tu hai condiviso e il Sorriso sarà reciproco! 

BUONA STRADA!!!

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