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Archive for Novembre 20th, 2007

Dal mio diaro…

Ciao a tutte,

in realtà io non ho un diario, ma un volume enorme di ricordi impressi a caratteri più o meno chiari nella mente; a volte ricordo le espressioni delle persone e non le parole, altre le parole e niente dei volti.So che non è un modo razionale di conservare i ricordi, qualche volta li scrivo e li condivido con chi ha voglia di leggerli…

 In viaggio da Milano verso Bologna, venerdì pomeriggio d’estate; il traffico è intenso come la calura.

Si presta particolare attenzione alle vetture che ogni tanto vengono a fare escursioni sulla prima corsia o se sei in seconda ti sorpassano e rientrano talmente vicini da costringerti a frenare. Lo stereo a manetta, l’occhio fisso avanti, se questo camion avesse il condizionatore… la settimana è al  termine…30012005448

Improvvisamente in lontananza un gran polverone si alza, immediatamente gli stop cominciano ad accendersi, frena!!! Nel tentativo di fermare il camion senza farmi tamponare dalla macchina dietro, vedo il camion sulla mia destra che arriva un po’ lungo, ma alla fine riesce a fermarsi a pochi decimetri da quello davanti. Veicoli fermi: ci guardiamo, ancora con la tensione sulle facce, poi quando ci rendiamo conto che anche stavolta è andata bene, almeno a noi, ci sorridiamo e scendiamo. La paura per noi, per gli altri è stata esorcizzata. Una stretta di mano, lo scambio dei nomi e tutti e due guardiamo intorno, davanti una marea di mezzi fermi, dietro ancora rumori di sinistre frenate. Si controlla il carico e ci si domanda cosa sia successo. La sensazione è da subito pessima, chiudo il camion e mi avvio lungo questo parcheggio improvvisato, al baracchino hanno detto che si tratta di un furgone che ha sbattuto contro il pilone del ponte. Quando arriverà la polizia sicuramente ci farà lo spazio per raggiungere l’uscita di Parma. Una signora con un bimbetto in braccio cammina sulla corsia di emergenza, il mio collega le dice che non è sicuro, di stare tra le macchine e lei arrogante lo aggredisce con una sfuriata sul fatto che lei sa badare a se stessa. 06.09,2007 veduta dal DAF

Si chiama Claudio, sembra sbalordito ma gentilmente le offre un succo di frutta fresco per il bambino che piange, lei rifiuta. E’ più paziente di quel che sarei stata io al suo posto. Finalmente arriva la polizia. Ancora sirene, questa è l’ambulanza. Il botto è notevole, ci sono detriti dappertutto, il furgone nell’urto sembra esploso. I soccorritori trafficano velocemente, ma si capisce quasi subito che l’autista è morto. Che tristezza… Non è la prima volta ma non si riesce a farci l’abitudine. Sarà un banale incidente ma qualcuno stasera aspetterà inutilmente; figli, genitori o moglie che sia.

E’ triste soprattutto quando l’hai vissuto sulla tua pelle.

Vedi un congiunto partire per il lavoro e saluti magari anche frettolosamente e non lo rivedrai più, ma tu non lo sai che ti chiameranno e ti chiederanno di andare a vederlo. Ma da morto.

Scambio qualche riflessione con il mio collega ma lui è distratto dal bimbo di prima che piange. Vuole da bere…

Si indispettisce ancora di più con quella donna che ci ha guardato come dei criminali, ma si controlla e gli va ad offrire ancora una volta da bere. Contro le braccia allungate del figlio non ha potuto protestare. Si giustifica dicendo che aveva preso l’autostrada per accorciare il viaggio, ma che con questo imprevisto… Non fa testo: con un bimbo piccolo, una bottiglia d’acqua…04092007 veduta dal DAF

Pretenderebbe quasi che noi le mostrassimo comprensione, ma un po’ si renderà conto di essere stata un’incosciente? La prossima volta si porterà l’acqua? Per un momento si chiederà se quel poveretto sotto il lenzuolo ha sofferto? O se ha famiglia? O si chiederà solo quanto tardi arriverà?

Mi offro di prestarle il telefonino per avvisare del ritardo; accetta e ringrazia ma non ci offre nemmeno un sorriso. Solo soldi che entrambi rifiutiamo.

Passiamo le prossime ore a raccontarci disavventure, avventure e notizie su conoscenti comuni perché il mondo è piccolo e “noi camionisti” prima o poi ci rincontreremo su una qualche strada.

Prima di salutarci facciamo una battuta ironica sulla signora sperando nel fatto che sia servito a farle diminuire i pregiudizi nei nostri confronti.

Si riparte: un saluto, una strombazzata e un sorriso… E’ poco, ma importantissimo…

Sono passati tanti anni da quando è successo e ho deciso di scriverlo, non ho più incontrato Claudio, nonostante abitiamo nella stessa provincia, ogni tanto lo mando a salutare attraverso colleghi del suo paese e anche lui fa lo stesso, mi è stato riferito volesse abbandonare il volante per un’altra attività, il destino ha voluto non c’incontrassimo più… gli auguro Buona Strada, qualunque essa sia. 

BUONA STRADA a tutte voi!!! gisy

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