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Carne da macello…

Ciao a tutte,

vorrei parlare di un argomento spiacevole, serio e grave: non so se troverò le parole giuste…

L’argomento tornato alla ribalta, dopo la morte di 7 persone in un unico incidente nel torinese camion+ribaltato+bersezio2[1]settimane fa, ieri altri due a Porto Marghera e 1 ad Ancona,  quindi : i  MORTI sul lavoro, una triste realtà che ci tocca molto da vicino, più di quanto ci possa sembrare… anche noiIncidente abbiamo avuto la nostra vittima in provincia di Padova, scaricando col ribaltabile ha ceduto il terreno ed è rimasto schiacciato, senza scampo e senza titoli sui giornali…  Senza nulla togliere alle vittime degli altri settori, anzi siamo solidali con tutte anche le più sconosciute,  TUTTE ingiuste!!!

Chi di voi non ha ricordi di un collega che purtroppo non guida più? Che è partito, magari salutando frettolosamente per prendere una strada senza ritorno… Purtroppo qui i numeri contano e sono a sfavore  della nostra categoria, considerata anche dall’Inail una delle più rischiose a livello d’infortunistica.  Nelle cronache i grandi titoli sono sempre: Tir Assassino – Muore schiacciato dal Camion- Maxi tamponamento causato da Tir-incidente aia Nell’incidente era coinvolto un camion-  evidenziati e ben leggibili… non voglio difendere a priori nessuno, ma neanche colpevolizzare…

Avessi letto una volta sola: L’Autista non ha potuto evitare l’urto… Nonostante le manovre appropriate il camion si è scontrato… Non mi è ancora successo che in un articolo venisse messa in dubbio la colpa del conducente del camion, sempre colpevoli a priori, so che non è compito dei giornalisti stabilire le responsabilità, ma contribuiscono a far nascere il pregiudizio nei nostri confronti, come fossimo tutti incompetenti, incoscienti e indisciplinati…

Mai come nel nostro mestiere per colpa di alcuni, purtroppo neanche pochi, ne paghiamo le conseguenze tutti. Chi viene dimenticato più in fretta di un autista che ha perso la vita sull’A4?camion-curva-villanueva-rio

Su un’autostrada qualunque in  un tamponamento?  In una deviazione? Nelle corsie d’immissione? Quando le cifre salgono e lo stesso Km della stessa strada appare più volte come teatro d’incidente,  quando i numeri  delle vittime,sono già alti, chi di dovere s’interroga e prende provvedimenti, mi  chiedo se non sono gli stessi che avrebbero dovuto prevedere e rendere nulle o quasi le Tamponamentosituazioni di rischio… Mi chiedo a cosa serve una quarta corsia, in un’autostrada dove le corsie d’immissione sono lunghe poche decine di metri, non consentendo di prendere velocità e non creare rischio a chi viaggia a velocità regolare?  Un’altra domanda che mi pongo spesso, tutte le volte che vedo coinvolto  un mezzo straniero: chi controlla l’efficienza di quei mezzi , la professionalità  e le ore di guida di quegli autisti?  Non mi capita mai di vedere pattuglie che hanno fermato stranieri, a voi è successo? Ieri alle ore 14 entrando a Re si leggeva sul tabellone: Code per incidente al Km 121;  oreBari 15 12 2007 19,30 entrando a Mo Nord si leggeva : 6 km di coda in aumento per incidente tra Re e Pr… erano sempre BM  quindi non sono sempre e solo i camion a fermare la circolazione… Siamo tutti sulla stessa strada, se gli automobilisti mettessero in conto che rientrare a filo di un camion, costringendolo ad inchiodare potrebbe causare una catastrofe, forse ci penserebbero su un attimo… Altro pensiero alle statali e alle provinciali, causa sorpassi azzardati, impotenti si può colpire un’auto e ferire gravemente gli occupanti…. Gli esempi sarebbero tanti, ognuno di noi ha esperienze proprie, ma l’evidenza rimane, dalla parte del torto o della ragione se a lasciarci la vita è l’autista del camion non avrà nessuna rilevanza… più o meno la considerazione della carne da macello… Dispiace venga soppressa una vita ma lo si accetta in silenzio…

Nonostante questo… Buona Strada!!!

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5 Comments

  1. SimonaeGuido scrive:

    Come suonano vere le tue parole. Si sa di un incidente via baracchino e la prima cosa che si dice è: “c’è tanta coda, si passa ?” Non si pensa mai che quel collega la mattina è andato in azienda ha lasciato la macchina, è salito sul baraccamento e magari quella macchina non tornerà più a prenderla. Non si pensa mai, perchè se ti fermi a pensare a quello che può succedere non esci più neanche di casa. Tutti, dovremmo riscoprire il lato umano della vita perchè come diceva una canzone “gli altri siamo noi”.

  2. ironduckmoni scrive:

    Accendere la domenica mattina e leggere di incidenti non è tanto bello…si cerca sempre di non pensarci, se no, come dice Simo non si uscirebbe più di casa (che poi succedono anche li, purtroppo). E’ vero che se ti guardi indietro vedi nella memoria i visi di tanti colleghi che non possono più raccontarti le loro avventure…interrotte bruscamente in modo ingiusto e a volte assurdo. E che le vite degli autisti valgono poco…se uno esce di strada per la stanchezza e si ammazza dicono che è colpa sua, che poteva fermarsi prima…forse…forse se avesse trovato posto in un’area di servizio (provare a entrare di notte in un qualsiasi autogrill sull’autosole per crederci!!!Io una notte ho litigato con uno per un posto che non era nemmeno un parcheggio, ma non ce n’erano altri!), nelle piazzole hanno messo il divieto di sosta :per la sicurezza, dicono…non si sa di chi…ci sono zone industriali che hanno il divieto di accesso ai camion nelle ore notturne…

    Magari ti hanno fatto partire tardi e hai un orario da rispettare, altrimenti rischi penali se non addirittura il posto…e allora vedi tanti tirare avanti, nonostante la stanchezza, nonostante tutto…non bastano le belle leggi sulle ore di guida, è tutto il sistema dei trasporti che è impostato male, sul just in time, sulla fretta, sulle altrui esigenze…hai ragione Gisy, siamo solo carne da macello per tanti, forse per troppi…siamo una categoria che è stata scelta come capro espiatorio di parecchi mali del paese, e alcuni articoli fatti ad oc per colpire l’opinione pubblica in senso negativo nei nostri confronti completano l’opera…tanti ci “odiano” perché intralciamo il loro cammino, diamo fastidio sulle strade, ecc…poi fai uno sciopero, ti fermi 3 giorni e sei doppiamente criminale perché non ti puoi permettere una cosa del genere, tu devi lavorare, sempre e in silenzio…la merce deve viaggiare, deve arrivare se no gli altri come fanno…una rotella di un ingranaggio questo sei, niente di più, niente di meno.

    Che tristezza…e oggi c’è pure la nebbia.

    Buona strada.

    Moni.

  3. Misteriosa scrive:

    Ciao Gisy… ho visto che hai messo anche la foto del lupetto dell’AIA… conoscevo Flavio, nn ci vedevamo spesso, ma capitava allo scarico dei bancali vuoti e all’officina x il frigo… era una persona educata, sempre a salutare e a scambiare 2 parole… e poi ad agosto 2006 l’incidente. Quanti colleghi deceduti sulle strade e i mass media tendono sempre a considerare noi trasportatori cause di incidenti e dei veri e propri incapaci. Ci sono troppe pretese su di noi e poca considerazione. Un autista dovrebbe essere rispettato come un soldato che va in guerra, xchè sa quando parte ma nn sa quando torna, e la sua missione è sempre a favore del prossimo, una scelta di vita che merita la stima di tutti!!!

  4. FrancescoPatti scrive:

    La mia impressione è che i camionisti sciaguratamente periti in incidenti stradali siano considerati vittime di serie B sul lavoro.

    Chi precipita in un pozzo, chi muore per una fuga di gas velenosi, chi cade da un’impalcatura, chi rimane schiacciato sotto il carico di un paranco e così via suscita secondo me un effetto diverso rispetto a chi perde la vita al volante del proprio camion.

    E’ come se venisse data per scontata una partecipazione personale alla tragedia, quasi a sottintendere che se muore un autista in un certo qual senso è andata a cercarsela. E quindi è una morte di classe inferiore.

  5. gisytruck scrive:

    Un bacio a Francesco!! Queste parole dette da una persona che non fa l’autista per mestiere non sai che valore hanno!! Il post l’ho scritto con la presunzione che venisse interpretato in questo modo.

    GRAZIE!!! Anche se mi ha stretto il cuore sentire al tg dell’operaio morto nel silos dell’atomizzato in ceramica a Faenza, soffocato… Che tristezza… come si fa a chiamarle morti bianche….

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