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Old trucks

Questo weekend sta ormai per finire…domani si ricomincia…spero che l’abbiate passato tutti bene, anzi meglio! Il mio è cominciato cosi:

 

VENERDI SERA:

Telefonata con Mario:

-Ciao Monica, hai da fare domani? Hai voglia di venire a spostare qualche mezzo?

-A che ora? E se piove? Ci sentiamo domattina, comunque si!

SABATO MATTINA:

Un sole caldo, una telefonata:

-Sei già li? Arriviamo!!!!

“E semm partii”….direzione Mario e i suoi “old trucks”!!!!

DIo ci salvi

Nel capannone c’è anche questo vecchio Taurus…la scritta sopra il parabrezza suona come una preghiera: non dell’autista che lo guidò ai suoi tempi, ma del camion che come i suoi “fratelli” non vuol finire rottame ma continuare la sua vita….di creatura meccanica.

In Italia purtroppo non c’è una cultura del veicolo industriale d’epoca, se alcuni mezzi sono giunti ai giorni nostri lo si deve solo agli appassionati che con tanta pazienza li cercano, li restaurano e li conservano. E non è un’impresa da poco. Mario e la sua famiglia fanno parte di queste persone che dedicano tanto tempo ed energie a quest’attività. Io ho avuto la fortuna di conoscerli anni fa e siamo diventati amici, avere interessi comuni e poterli condividere è veramente bello.

EsadeltaWhiteMario arriva col White col carrellone su cui poi caricherà i mezzi per il trasferimento.

Forse potrà sembrare strano, ma per me il poter dedicare una mezza giornata a questi camion è stato veramente bello: chi di voi aveva mai lavato un Lancia Esadelta?

Non ho chiesto, ma a occhio e croce io e lui siamo coetanei…anni ’60…

Mario meccanicoE dopo anche un Esagamma trattore…Mario ha sistemato una regolazione e poi l’ha messo in moto….Esagammacerto niente a che vedere con i gioiellini della tecnologia che ci sono al giorno d’oggi, ma il fascino che hanno questi mezzi è una cosa speciale, hanno il profumo del passato e tanta voglia di raccontare la loro storia.

ScuolabusAmbulanzaUna vecchia ambulanza e questo esemplare veramente carino: un Fiat 238 scuolabus…fa tornar bambini solo a vederlo..

E dopo la “fatica” il viaggio premio: dal capannone vecchio a quello nuovo dove ci sarà anche un’esposizione di mezzi d’epoca, poca strada ma non c’avrei rinunciato!!

Mario al volanteLi troviamo il resto della famiglia e mangiamo insieme, chiacchieriamo, ridiamo, discutiamo, c’è sempre un calore speciale, non so come dire, ma ti sembra di essere a casa quando stai con loro.

Si è fatto tardi e dobbiamo scappare, un po’ a malincuore salutiamo tutti. Vorrei avere più tempo libero da poter dedicare a giornate come questa, ma purtroppo gli impegni sono tanti… e anche i mestieri arretrati in casa!

Ciao a tutti,

 buona settimana e buona strada sempre!

Moni.

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5 Comments

  1. FrancescoPatti ha detto:

    Veramente suggestivo crogiolarsi in un festival di simili glorie d’antan….

  2. SimonaeGuido ha detto:

    Ciao Moni, queste foto mi hanno fatto venire in mente una vecchia canzone di Luca Carboni dal titolo “Gli autobus di notte”, non so se la conosci ma l’ultima frase dice così:

    “dimmi, non ti fanno un pò spavento o ti fanno tenerezza gli autobus di notte;

    vuoti, anche se inutili, generosi, anche quelli vecchi e sfatti;

    non ti è capitato mai di provare rispetto per i vecchi motori

    che non vorrebbero tradirci mai,

    di sorridere un pò per quei vecchi motori che non vorrebbero lasciarci,

    che hanno paura, che sono ingombranti come i nonni e le vecchie zie, questi vecchi motori, come tutti quanti,

    non vorrebbero mai morire”

    A chi ne ha fatta tanta e a chi ne farà…Buona Strada

  3. FrancescoPatti ha detto:

    Ah, caspita se è bella quella canzone. Ce l’ho ben presente.

    Mette addosso una piacevole malinconia…e poi è tanto poetica…

    Ciao a tutte!

  4. carlo77 ha detto:

    ciao Monica… giuro che quando verro io a correre al ciglione ti scrivo… che belle le tue foto dei camion “old”… bellli … io ho un paio di libri che si intitolano macchina e rimorchio e , profumo di nafta… tutte immagini datate ma li ho consumati a forza di leggerli… che vita che facevano però i nostri colleghi … altro che clima e webasto… coperta di lana sulle gambe d’inverno e grandi sudate d’estate… comunque… buona strada…. ciao ciao

  5. gisytruck ha detto:

    Ciao Carlo

    a proposito di coperta di lana… il primo camion che ho guidato anche se era il ’94, aveva un riscaldamento precario, e io l’unico inverno che abbiamo trascorso assieme guidavo con i pantaloni da sci… anche perchè in fondo al piantone dello sterzo c’era un’apertura dal quale potevi vedere il fondo stradale, se attraversavi una pozzanghera o pioveva entrava l’acqua… spesso mi capitava di scendere che avevo la gamba dei pantaloni inzuppata… non l’ho mai chiusa perchè il riscaldamento riempiva la cabina di un odore fastidioso e così avevo sempre riciclo d’aria… nonostante tutte le avventure e non tutte piacevoli… ho un pò di nostalgia, come dice Mony i mezzi hanno un’anima e Piripopop… da lui si sentiva che mi voleva bene! Buona strada!!!

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