Estate 1999, un'altra pagina dal mio diario…

Ciao a tutti i blog-lettori,

questo è l’ultimo weekend di vacanza, da lunedì si riprende la solita vita, camion, strade, km da fare, carichi da prendere e da consegnare…volevo scrivere qualcosa ma stando a casa non è che ne capitino molte…mi perdonate se vi racconto un’altra pagina dei miei diari? Spero di si….poi prometto che vado a dormire…

 Solidarietà e batterie…

 Era buia quella notte sull’Autosole, buia come tutte le notti con poco traffico, quando non ci sono molti fari a illuminare un po’ l’oscurità.

Il nostro viaggio consisteva in una consegna notturna in zona Vignola per poi proseguire verso sud, verso l’Umbria e poi  la Toscana. Al CB purtroppo c’era qualcuno che per tenersi sveglio faceva versi e diceva stupidate. Ho sentito  un altro chiedere aiuto, era rimasto in panne in una piazzola ma non riuscivo a capire dove né in che direzione perché lo stupido insisteva…Questo continuava a chiedere se qualcuno gli dava una mano, ma nessuno sembrava interessato né intenzionato a farlo….In un attimo di bianco al baracchino son riuscita a chiedergli dov’era: in una piazzola dopo Modena nord in direzione sud. Poco più avanti di dov’ero io. Gli ho chiesto che camion aveva: un DAF autotreno bianco.

L’ho visto e mi sono fermata dietro di lui. Ho svegliato Ste che dormiva in brandina e siamo scesi per vedere che problema aveva. Era rimasto senza batterie. Abbiamo provato a metterci di fianco ma i cavi non arrivavano…che fare? C’erano due alternative: la prima e più semplice di andarsene e lasciarlo li’ ad arrangiarsi…la seconda, un po’ più complicata, di smontare le nostre batterie per metterle di fianco alle sue e fare il ponte…

Le cose facili non ci piacciono, quindi abbiamo scelto l’opzione due.

Abbiamo posizionato le batterie, attaccato i cavi e …niente…non partiva….i cavi non facevano contatto, ce ne doveva essere uno rotto…per fortuna ne aveva una coppia anche lui e finalmente girando la chiave il motore si  è avviato. Abbiamo rimontato le nostre batterie…piccolo inconveniente: l’orologio del cronotachigrafo si era fermato per 45 minuti…l’ho tirato avanti e ho scritto dietro al disco: guasto alle batterie…

Siamo andati a salutare il collega, un tipo molto, molto taciturno, ci ha chiesto il numero di telefono per darlo al suo capo per farci ringraziare. Lui non l’ha fatto . Siamo ripartiti.

Non ci ha chiamato mai nessuno. Ma non era per dei ringraziamenti che mi ero fermata….dovete sapere che…..

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A1- 1999….in un libro una volta avevo letto una cosa molta bella, non mi ricordo le parole precise ma il concetto espresso da uno dei personaggi era più o meno questo: quando sei in difficoltà e qualcuno ti fa un favore, tu ricambia non ringraziando chi te lo ha fatto ma aiutando a tua volta qualcun’altro in difficoltà, cosi che diventi una catena di buone azioni, non è poi cosi difficile….

E’ un bel pensiero da mettere in pratica.

Ciao e buona strada a tutti!!!

Moni