Per non dimenticare…

Ciao a tutte/i

so che è banale parlarne oggi che lo fanno tutti, ma sarebe peggio non farlo… Mony ha scritto di recente di come possa bestiale il comportamento umano, le cronache ce lo ricordano ogni giorno e una guerra, solo perchè non ci coinvolge da vicino, non vuol dire che non metta in pericolo anche il nostro mondo, di riflesso ci saranno più degrado, più disperati, più sfruttatori e sempre meno stabilità; in tutto questo le guerre si assomigliano senza distinzioni geografiche o temporali… Non sono in grado di parlare di strategie internazionali, non ho ne la cultura ne la conoscenza ma vedo negli occhi delle popolazioni gli stessi occhi smarriti… per non dimenticare che il nostro Paese ha pagato un grosso tributo di vittime inseisco il testo di una canzone di Guccini, ripresa da molti altri, ma la sua interpretazione fa venire i brividi, a mio parere..

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,

passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….

 

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento

nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…

 

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:

è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

 

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

 

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento

di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Buona Strada a Tutte/i !!!   gisy

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7 commenti su “Per non dimenticare…

  1. graspa190 il said:

    Brava Gisy. Anche da questo blog si può lanciare un’apello, un invito, il ricordo e il rispetto verso milioni di persone morte per un stupido ideale. La canzone di Guccini, interpretata anche dai Nomadi, casca a penello. Auguriamoci di non cadere mai più così in basso e che la ragione umana sia superiore in modo che fatti accaduti così lontano non si ripetano. Buona strada.

  2. FrancescoPatti il said:

    Avete fatto benissimo, ragazze, ad inserire questo richiamo alla Giornata della Memoria.

    Solo di recente ho letto “Se questo è un uomo”. Non ci sono parole per definire le sensazioni che mi ha trasferito.

  3. ho avuto i brividi diverse volte per certe scene viste in tv, o lette sui libri o raccontate dal nonno … i film del terrore non sono niente in confronto … al sol pensare che certe atrocità sono successe davvero. Ma l’esperienza più toccante in assoluto è stata Dachau il campo di concentramento appena fuori monaco di baviera, vedere tutti luoghi, sedere sulle casse di legno dove i deportati dormivano accatastati, le docce/camere a gas, i forni… una desolazione unica, un silenzio terrorizzante…

    e per non dimenticare sabato scorso ho portato Giulia a vedere un recital dove recitava una nostra amica, a San Giorgio in Bosco PD, con foto, testimonianze davvero toccanti.

    Trovo giusto ricordare…

  4. Trattasi della compagnia teatrale BOTTEGA DELL’ARTE.

    Replicano sabato 30/01:

    – mattina al giardino di San Giorgio delle Pertiche

    – sera a Resana / auditorium

    lo consiglio a chi è in zona!!!

    Sabri

  5. Stavolta in ritardo ci sono io…le polemiche negazioniste di questi giorni lasciano sbalordita….io mi ricordo quando ero bambina e mio pà mi disse di guardare i documentari sui campi di concentramento per capire l’atrocità, non dimenticare e non cadere mai in errore. Poi negli anni ho letto tanti libri di sopravvissuti, visto ancora tanti documentari…come si può negare una cosa cosi? Come si può non imparare e cercare di migliorarsi da una cosa simile? A quando la risposta? Buona vita…

  6. come a Sabry anche a me son venuti i brividi ascoltando il racital di questa cara nostra amica, che interpretazione, mammamia, mi sono davvero commossa da come spiegavano recitando cosa si provava nei lager, sì, nei campi di concentramento! hanno elencato tutti i vari campi concentramento, caspita non finivano più! ma quanti erano! mi ha colpito il racconto di un uomo che parlava in dialetto veneziano (piangendo) di come si veniva trattati! a questo recital c’erano varie scuole di bambini delle medie che ascoltavano! impressionante! anch’io spero come Ivan che non succeda più una cosa del genere, e pensare che è successa! e per cosa? perchè i tedeschi non volevano gli ebrei? ma che senso aveva? ormai non si può trovare ragioni, così è ed è stato!!!!!

    buona strada! Giulia

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