Articolo su Vero

Vi pubblico l’articolo uscito su "Vero" n. 27 cioè quello di questa settimana…

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"Ambra Craighero – Modena, Giugno

Chi non associa la figura del camionista al viaggiatore solitario con spirito "on the road"? Ma soprattutto, chi ha mai messo in dubbio che dietro il parabrezza dei camion ci sia altri che un uomo? Forse nessuno. Ma da qualche anno qualcosa è cambiato e nelle cabine dei "bisonti" non è difficile trovare esponenti del gentil sesso. Tendine di rado ricamate, tappetini leopardati e targhette con soprannomi che poco hanno a che fare con l’identikit del camionista tradizionale adornano le cabine. E dentro, al volante, donne con le mani unte di grasso per aver cambiato un pneumatico da 70 chili: perchè anche loro, come i colleghi uomini, ci pensano due volte prima di rivolgersi al gommista. Con questa filosofia le "Lady Truck" (associazione per sole donne camioniste) si fanno largo con i loro tir per le strade d’Italia a suon di chilometri e sudore. Solo in questa associazione sono 120, tutte italiane, e si riconoscono grazie alle t-shirt rosse con su scritto "Pink Road, buona strada".

<<Da 15 anni guido i tir e siamo sempre di più a fare questo mestiere>>, racconta Gisella Corradini, modenese di 43 anni, che tutti i giorni parte da Fiorano, alle porte di Modena e percorre 500 km. Trasporta merce leggera ai cargo dell’aeroporto di Maplpensa. <<Siamo un migliaio in tutta la Penisola. Viaggiando di notte ho incontrato molte donne che fanno quasi sempre la stessa tratta. Così è nata l’idea di radunarci in un’associazione e ribattezzarci "Lady Truck">>. Non c’è un sindacato di categoria, per questo si sono unite per condividere le loro storie, per darsi dei consigli sulla sicurezza stradale. <<Sono gli angeli della strada>>, spiega Anna Manigrasso, presidente di Assotir, l’associazione italiana imprese di trasporto, <<sono concrete, hanno un grande temperamento e spesso a casa lasciano la famiglia>>. Ma per loro più che di un lavoro si tratta di una passione, anche se si tratta di guidare autotreni lunghi 18 metri, con a bordo 150 quintali di merce. E’ il caso di Rosa Di Gregorio, 31 anni di Orgiano, nella bassa provincia vicentina. <<Mio papà è camionista da più di trent’anni, e fino a qualche anno fa viaggiava insieme a mia madre. Siamo tre figlie e a un certo punto, dopo la maturità, ho deciso che avrei iniziato a guidare per essere utile alla famiglia. Solo mio padre mi ha incoraggiato fino in fondo. La maggiore preoccupazione erano le notti. Poi ho iniziato e ho accumulato una certa esperienza, tutti i giorni guido il mio autotreno da Verona a Bolzano. Mi sento libera.>>

Saliamo con Rosa a bordo del suo tir, alla prima curva incrociamo un altro camion che lampeggia i fari. <<Ci conosciamo tutti e comunichiamo via radio con i cb (ricetrasmittenti veicolari portatili, ndr) che ci tengono compagnia durante i tragitti. Ognuno di noi ha un nome di battaglia, il mio è "Misteriosa">>. Rosa impugna il ricevitore e dall’altra parte c’è "Lupo". <<Ciao Misteriosa, le strade sono pulite, non c’è molto traffico>>, le dice lui. <<Buon lavoro, chiamami se hai bisogno>>. Il maggior timore quando si guida per ore un bestione in autostrada è la notte nelle aree di servizio. <<Bisogna stare molto attente>>, dice Gisella. <<Con gli anni abbiamo imparato a evitare piazzole poco illuminate e poco raccomandabili. Una volta chiuse nel tir, siamo al sicuro>>. Il nostro viaggio a bordo dei tir continua e a Salsomaggiore ci aspetta Marzia Guareschi. <<Sono nata sul camion, ho sposato Enzo, un camionista, e ho allattato i miei due figli sui tir. Ho 44 anni e da sei sono il "Jolly" dell’azienda: guido a turno i cinque tir a disposizione per consegnare mangime per animali>>. La tratta di Marzia è la Salsomaggiore-Perugia, tutti i giorni. A volte accompagna il marito, spesso va da sola, e preferisce guidare di giorno. <<Mi piace da impazzire questo lavoro e ho realizzato il sogno della mia vita, grazie a mio marito che non mi ha mai ostacolato. Ha capito subito che tra me e il tir c’era un feeling speciale, cambiavo i flessibli e le lampadine con una certa facilità>>. Ma non è solo il fascino della guida, il segreto di tanta abnegazione. <<Per me il tir è una casa e spesso ho il piacere di condividere i viaggi con Enzo. Abbiamo scoperto che nella cabina di guida riusciamo a parlare di tutta la nostra vita con maggior disinvoltura>>. Nella cabina ci sono anche progetti: <<Vorremmo festeggiare il nostro 25esimo anniversario di matrimonio girando l’Europa sul nostro Tir, fino in Lapponia>>. E’ quasi sera, la notte scende come un sipario e per alcune di loro le luci della strada scorrono come sogni. "

Buona Strada!! Romy

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8 commenti su “Articolo su Vero

  1. Grazie Romy di aver riportato l’articolo del giornale. Peccato che nn avevo Dafne con me nel piazzale ma è anche vero che uso ancora il bilico, quindi diamogli ancora un pò di gloria :-). Buona strada a tutti!!

  2. Grazie a tutti

    sacrificare la nostra privacy o parte di essa, per provare a dare al mondo esterno una visione diversa dallo stereotipo è una scelta che abbiamo fatto, ci è costata molto perchè poteva essere interpretata come voglia di protagonismo, in realtà se uno solo dei lettori cancellerà i propri pregiudizi nei confronti dei camionisti, cioe noi, saremo convinte di aver scelto la BUONA STRADA!!!

  3. anonimo il said:

    Brave complimenti a tutte ,un in bocca al lupo a chi ancora progetta e crede nel futuro del camion e del camion nel futuro .

    I pregiudizi li spediamo al mittente.

    LUIGI:

  4. Brave, spero che questo serva a migliorare l’immagine di chi fa questa professione, e se sono delle donne a farla, forse l’oppinione pubblica riesce a dare una diversa valutazione.

    Un altro commento vorrei fare: La sciagura capitata a Viareggio, vi immaginate se fosse stato un camion!!! Con tutto il rispetto e il dolore per le vittime e feriti di persone innocenti coinvolte.

    Buona strada a tutte/i.

  5. Saluto Paolo, Marino, Luigi, Roberto, Fra, Marco,Gianni,Franco… tutti coloro che ci seguono abitualmente e come noi pensano che lasciare un commento sia un contributo a far crescere il blog e la discussione…

    X Gianni… anch’io ho pensato che se fosse stato causato da un camion i media avrebbero crocifisso la categoria indistintamente creando un domino con le immagini di altre sciagure riempiendo il video di orrore, non che quelle che sono passate non siano spaventose e orribili… ma per una volta i camion non c’entrano. Solidarietà per tutti, morti, feriti e famiglie… una tragedia che ha colpito tante persone e come tale va rispettata; vorrei ricordare anche il collega che ha trovato la morte all’interno della sua cabina, un triste destino e che potrebbe fatalmente capitare ad ognuno di noi… Avrei tante domande da porre ad un probabile interlocutore… magari sono stupide e insignificanti ma mi lasciano perplessa diverse cose…

    In diverse strade in Italia esiste un divieto di transito per le merci pericolose su gomma, per non concentrarne quantitativi alti in piccole zone e preservare le infrastrutture e proteggere la popolazione da eventuali incidenti, come mai sulle ferrovie, che attraversano sempre paesi e città tante merci tutte insieme, in questo caso c’erano altre cisterne e non voglio neanche immaginare le conseguenze se fossero continuate le esplosioni… I politici che tanto decantano l’incentivazione del trasporto su rotaia hanno un’idea delle condizioni in cui viaggiano le merci e di quanti piccoli incidenti succedano, questi vengono nominati con due righe sui giornali locali quando lo sono… Le revisioni dei mezzi è sempre fatta a regola d’arte e con coscienza? Quante volte in fase di revisione annuale ci rimandano a casa per fanali supplementari o vetri oscurati e nella stessa fila abbiamo visto mezzi che cadono a pezzi e lui non si è neanche piegato a vedere se le balestre sono integre o ci sono altre anomalie…?

    Domande senza risposta? Sicuramente… Scusate le polemiche… Buona Strada a tutte/i!!!

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