Donne che fanno un lavoro da uomini…

Ciao a tutte/i

siamo ormai abituate alla classica richiesta di parlare di noi, donne che facciamo un mestiere da uomini, secondo l’immaginario collettivo, a questo proposito ho scoperto un articolo di Varesenesw, testata online che conosco da quando ha scritto di Buona Strada Lady Truck Driver Team, facendoci inaspettatamente superare il primo record di questo blog e di cui ancora siamo grate; stavolta parlano di un’azienda al femminile in un altro settore "maschile" per eccellenza… ; leggendo ho condiviso molte delle loro parole e ho provato "solidarietà"  e ammirazione per queste donne: Miryam Samuela e Luigina…

Varese

Serve un carrozziere? Largo, è un lavoro da donne

Myriam, Samuela e Luigina mandano avanti l’officina di famiglia. Riparano sfregi e ammaccature, personalizzano camion, auto e motorini. Eppure i clienti scettici non mancano

Hanno dovuto rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Per lavorare bene in una donne-carrozzierecarrozzeria tre donne devono tirar fuori la grinta. Perché il cliente tipo, quando entra in officina e trova una ragazza, seppur con i guanti sporchi e la tuta da lavoro, non si fida. Nella maggior parte dei casi indietreggia, la ignora e si guarda in giro. Prende tempo, aspetta, di veder sbucare un padre o un marito a cui affidare la sua portiera ammaccata o il suo cofano sfregiato. C’è qualche "temerario" che invece azzarda un «Posso chiedere a lei?» ma quando si sente rispondere: «E a chi, se no?», resta in silenzio con lo sguardo perplesso. Scene così sono all’ordine del giorno alla carrozzeria Alba di Varese. Perché a mandare avanti l’officina ci sono Luigina, Myriam e Samuela, tre donne. Una mamma con le sue due figlie che, un po’ per caso, un po’ per necessità, hanno imparato e continuato un lavoro “da uomini”, un impiego che ogni giorno le mette di fronte a pregiudizi e luoghi comuni.internomini

«Ormai ci siamo abituate – racconta Myriam -, ci sono dei limiti che alcune persone non riescono a superare. Lo abbiamo capito e abbiamo messo in conto: una parte della nostra giornata deve essere spesa per convincere i clienti scettici. È così difficile credere che questo lavoro può essere fatto anche da una donna?». Myriam è la sorella più grande. È paziente, i pregiudizi degli altri non la scoraggiano ma qualche volta la fanno arrabbiare. In officina fa "il lavoro duro". Prepara le superfici, lucida, stende i colori, sistema le basi, rifinisce i particolari. Ha studiato ragioneria, poi ha frequentato un corso per stilisti. Quasi per caso ha iniziato a dare una mano al padre, scomparso luiginada alcuni anni. Con lui passava i pomeriggi in officina «per imparare il mestiere», affascinata dalla sua passione e dalla sua manualità.
Con lei c’è Samuela, diplomata all’artistico, con la passione per il disegno e l’aerografia. Da autodidatta ha imparato a dipingere sugli oggetti, a personalizzare caschi e carrozzerie, oggetti per la casa, orologi, tavole da snowboard, stecche da biliardo. È diventata così il punto di forza dell’officina. Grazie alle sue doti la carrozzeria Alba si è specializzata in aerografie: disegni su cofani, portiere, motorini, accessori, sedili e interni.

E poi c’è Luigina, la mamma, la vera colonna della famiglia. «Per vent’anni ho aiutato mio marito, occupandomi della contabilità e delle commissioni da sbrigare. Tutto questo ce l’ha lasciato lui, l’azienda già avviata, macchinari, collaboratori di fiducia. Continuare con impegno quello che aveva iniziato è stato il nostro modo per dirgli grazie. Oggi la carrozzeria funziona bene, ma non è stato facile arrivare fino a qui».
Per farsi conoscere girano fiere, mercatini e motoraduni. Sono vetrine per mettere in mostra le loro creazioni: «Lasciamo che siano i nostri prodotti a fare da biglietto da visita – aggiunge Myriam -. Ma anche dopo aver visto quello che sappiamo fare c’è ancora qualcuno che storce il naso».

Eppure per fare il loro lavoro serve una certa fiducia da parte del cliente: «Si deve rompere il ghiaccio, bisogna fare qualche chiacchiera, capire a grandi linee la personalità di chi abbiamo di fronte. Un’areografia – spiega Myriam – è una decorazione molto particolare, deve rispecchiare il carattere, deve essere un simbolo dell’individuo. C’è chi si è fatto disegnare il volto dei figli, della fidanzata, perfino chi si è fatto riprodurre antiche immagini di famiglia. Diciamo che serve una certa abilità. Abilità, competenza, pazienza. Che richiedono molto impegno, più di quello richiesto ad un normale carrozziere. E dopo tutto questo, quando sono a casa, con i piatti da lavare, la cena da preparare e una figlia da mettere a letto, mi viene da ridere a pensare a chi ancora dice che il mio non è un lavoro da donna. Metterei un uomo-carrozziere a tener pulita una casa dopo una giornata di lavoro».

Voi che ne pensate???? Affidereste il vostro camion e/o la vostra autovetture in mani femminili?

Personalmente sarei curiosa di conoscere questo trio….

 

Auguro loro Buona Strada nella vita e nella professione!!!