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" MA CHI SEI…?"




 (Un racconto surreale ma non troppo…)

 

Ultimamente viaggio spesso da sola…capita…quel giorno ero a Vicenza, stavo guidando, andavo…mi sono accorta che c’era qualcuno in cabina…guardavo dritta ma sentivo la sua presenza, vedevo la sua ombra sul sedile di fianco…

Un’ombra scura…non ho distolto lo sguardo dalla strada…ho continuato a guardare dritto davanti a me. Gli ho chiesto:

         Chi sei?

         ………..

         Chi sei tu che viaggi in cabina qui di fianco a me?

Ma non mi ha risposto…Allora mi sono girata e lui non c’era, non c’era nessuno sul sedile di velluto blu…

Eh beh….” Mi sono detta…

Il viaggio è continuato, i chilometri scorrevano e ogni tanto l’ombra scura tornava a sedersi sul sedile di fianco, sentivo la sua presenza silenziosa, sembrava guardasse fuori dal finestrino, e ogni volta gli chiedevo

        Chi sei?

Glielo chiedevo gridando, ma lui non rispondeva mai…si dissolveva per poi tornare dopo un po’…si muoveva sul sedile, sembrava irrequieto…

Ma io non so chi sei… ” pensavo…

Non so perché ha fatto il viaggio con me quel giorno, non so cosa voleva da me, né se volesse qualcosa…

Ho continuato a chiedergli

  Chi sei?

  Perché sei qui? ”

OMBRA SCURAHo anche provato a fargli una foto col cellulare, ma le ombre non hanno corpo, non rimangono impresse, alla fine ho accettato la sua compagnia, sapevo che non era cattiva quell’ombra scura, non ne avevo paura. Ho cominciato a parlargli….parlavo da sola….

Fuori pioveva….Sono arrivata a destinazione ed è svanita. Ha lasciato un vuoto, un senso di nostalgia, forse era solo un’anima che aveva scelto il mio camion come ultimo passaggio verso l’eternità….forse….forse era solo suggestione come mi ha detto qualcuno…eppure io sono sicura che c’era….sono sicura che se avesse potuto mi avrebbe risposto…

Buona strada….ombra scura….

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10 Comments

  1. FrancescoPatti ha detto:

    Che bel racconto….

    Secondo me l’ombra scura è il frutto delle nostre mille riflessioni, che si accalcano man mano che la strada scorre.

    E quasi si crea uno sdoppiamento tra la nostra immagine “pubblica” e quella più intima e segreta.

    Ecco perché l’ombra pare quasi materializzarsi.

  2. frenkbarrauno ha detto:

    bella storia.. penso che a tutti-e sia capitato quello che hai raccontato te’, che sia il bisogno di parlare con qualcuno? che sia il bisogno di una parola da qualcuno? o che sia il desiderio di avere qualcuno che ascolti le nostre parole? non so’ quale di queste ipotesi possa essere vera…. certamente qualche volta pero’ me lo chiedo anche io ……..

    Franco

  3. MonyMiao ha detto:

    bellissima mony! chi sa, forse era il tuo angelo custode che ti faceva compagnia..un bacione!

  4. Diamante65 ha detto:

    A leggere questo racconto di primo impatto verrebbe da chiedere: Monica di che ti fai ultimamente ?…Poi la surreale bellezza del racconto non lascia spazio alla banalità.”Le ombre non hanno corpo” ma non hanno neanche sesso, e tu la tua ombra la chiami “LUI”…..potresti dargli anche un nome,forse è gia dentro la tua testa,ma ti farebbe lo stesso compagnia ?!…

  5. giannimille ha detto:

    Moni commentare le tue sensazioni è molto difficile, potrei dirti che di solito viaggi con Ste, mentre in quel viaggio eri sola e la sua ombra oscura era con te; ma a volte certe sensazioni si provono realmente e nn so dare una spiegazione, forse sarà l’angelo custode che ci aiuta nei momenti difficili. Voglio raccontarti un episodio che mi è successo perecchi anni fa; ero sulla A4 nei pressi di Verona con una nebbia come diciamo noi da tagliare con il coltello, ad un certo punto ho l’impressione di nn essere solo in cabina, ma!!! e poco dopo una voce mi ordina: frena….senza rendermene conto freno d’istinto e mi fermo ad un metro da un groviglio di mezzi, dietro me un altro camion riesce a fermarsi, ma sono l’unico mezzo che nn è stato toccato; in quel macello erano coinvolti circa 400 mezzi, ed io salvato da mio angelo. Da quel giorno penso sempre che sarà la mia ombra oscura a decidere il mio destino. Scusate se vi ho raccontato del mio, ma forse questo blog serve anche a quello.

    Sempre buona strada.

  6. anonimo ha detto:

    Cara Monica,credo di avere capito

    a chi appartenesse quell’ombra scura,era il mitico Sandro

    (Colautti).

    Per chi non lo sapesse è l’anima del Bestione (Film degl’anni settanta)

    il quale voleva dirti :

    guarda la strada e accellera scaga !!!

    Andavo più forte io col mio 682 !!!

    Ti saluto,un abbraccio Mario 75.

  7. ironduckmoni ha detto:

    Ciao ragazzi/e….che belle risposte che mi avete dato….beh quella di Mario merita un premio! Se fosse stato davvero il mitico Colautti che è venuto a farsi un giro sul mio camion sarebbe stato un onore!!!!! Vi ringrazio TUTTI tanto…non so se mi ero sdoppiata, non so se era il bisogno di parlare, o forse di farmi ascoltare….forse il mio angelo custode che voleva tirare un pò il fiato e si è seduto in cabina? Luigi, non so se era un LUI, ma in italiano quando non si conosce il sesso si usa sempre il genere maschile!!! 🙂 non credo fosse già dentro la mia testa, mi ha stupito la sua presenza…ma chissà?? Gianni lo sai che il blog è aperto alle storie di tutti e se hai voglia di condividere le tue esperienze qui c’è chi le leggerà sempre con piacere!!! Penso che le persone sensibili riescono a sentire queste voci che cercano di darci una mano….a te hanno evitato un brutto incidente, ma se tu non gli avessi dato retta pensando che era solo suggestione? meglio non pensarci!!!! Buona strada a tutti e occhiovivo sempre, mi raccomando, ce n’è veramente bisogno!!!

    Ciaoooo bye!

  8. anonimo ha detto:

    Ciao monica hai svirgolato bene alla mia “insinuazione,” era un modo (ruffiano) per chiederti se stavi pensando a qualcuno!.. un inghino alla tua fantasia.

    LUIGI…

  9. chiodovideo ha detto:

    Te lo dico sempre di lasciar perdere le pastiglie rosse !!!!! Bel racconto,non ho idea di chi tu possa aver visto,ma se un giorno dovesse venire a fare un viaggio com me te lo dico ! B.& O.S. Ciao BBye!!

  10. anonimo ha detto:

    leggo solo ora…

    Forse un segnale che quella giornata era più difficile delle altre, il bisogno di staccare un po’ la spina!

    La giusta cura? Una bella serata tra amici… il tuo film preferito… una passeggiata all’aria aperta… e spegni questo cavolo di computer per una volta!!! è stressante e gli occhi si “imbambolano” e poi … fanno brutti scherzi!!!!

    Ti vogliamo bene,

    Sabrina

    sosladydriver

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