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ultimo saluto a Michela

Il 17 dicembre sarebbe stato il 38° compleanno di Michela. Pertanto amici e colleghi  hanno deciso di darle l’ultimo saluto con una commemorazione che si terrà alle 15.30 nell’area di sosta in zona Canili sul Verghereto dove è successo l’incidente. I mezzi pesanti  faranno risuonare il loro clacson su tutta la vallata  e noi ovunque saremo con i nostri mezzi, sia in Italia che all’estero, faremo da eco ai nostri colleghi sul Verghereto.



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12 Comments

  1. MONDOTRASPORTO ha detto:

    Domani, 38° Compleanno di Michela, nel momento in cui tutti gli altri colleghi e colleghe Ti ricorderanno da qualsiasi parte essi si trovino, anche tutto lo staff di Mondo Trasporto Ti sarà vicino con un caloroso ed affettuoso abbraccio.

  2. gisytruck ha detto:

    Il maltempo ci ha messo lo zampino e sul Verghereto la situazione è critica… si ricorderà Michela  ugualmente, da altri luoghi, senza rischiare spiacevoli inconvenienti…

  3. paoloiceman ha detto:

    SONO A PERUGIA E VORREI TANTO PASSARE PER ESSERE PRESENTE AL MOMENTO PENSATO PER MICHELA MA COME GIA DETTO NEVICA MA TI PENSERO’ UGUALMENTE CIAO MICHELA

  4. gisytruck ha detto:

    1Trattt5.12.2009 – 00:46) 

    ermes   Rispondigli
    Attenzione: causa neve la manifestazione sul Verghereto è annullata per non correre ulteriori rischi.
    Rimane però il fermo di 5 minuti e il clacson suonato alle ore 15,34 in tutta Italia, la dove un camion di un amico di Michela si troverà. Da Bari, da Brindisi, da Ancona, da Verona, da Alessandria hanno garantito di organizzare la cosa, per ricordare Michela

    Tratto da Romagnaoggi… le parole del rappresentante del sindacato, con cui MIchela collaborava.

  5. Diamante65 ha detto:

    Un luogo vale l’altro x ricordare una persona, che è tutti noi ,sia x chi l’ha conusciuta in vita, che x chi come me ne sta facendo la conosceza postuma.
    LUIGI…

  6. paoloiceman ha detto:

    ERO A PERUGIA OGGI E NON SAPEVO SE SALIRE GLI APPENNINI O IL VERGHERETO DATO LE FORTI NEVIATE UN PO SPARSE IN GIRO . HO DECISO COMUNQUE DI VOLER PARTECIPARE AL MEMORYAL PER MICHELA , PERO’ RIMANENDONE DELUSO DATO CHE IN ULTIMO E STATO ANNULLATO PER COME HANNO SCRITTO LORO MOTIVI DI NEVE . BENE IO DI LA SON PASSATO ALLE 14.30 E CERA IL SOLE CHE SI FACEVA VEDERE OGNI TANTO . NON LO SI POTEVA FARE DATO CHE TUTTI LO ASPETTAVANO . ???? E POI LA SCORSA NOTTE SON SCESO PER IL VERGHERETO ALLE 2.30 E MI SON TROVATO IN MEZZO AD UNA BUFERO DI NEVE PIU O MENO IN CIMA AL VERGHERETO SULLA STRADA CERANO DAI 3-4 CENTIMETRI DI NEVE E DA MONTECORONARO FINO A PERUGIA IL TRATTO STRADALE E TUTTO SU UN PONTE ED IN DISCESA  . I PONTI ERANO TUTTI GHIACCIATI E SEMBRAVANO  PISTA DA NEVE , SENZA TOCCARE I FRENI SONO SCESO GIU AI 35 40 KM ORARI RISCHIANDO DUE VOLTE DI ANDARE A SBATTERE DATO CHE IL RIMORCHIO MI E PARTITO DUE VOLTE . ORA IO MI CHIEDO MA A DISTANZA DI UNA SETTIMANA DAL INCIDENTE DI MICHELA NON CE NESSUNO CHE PENSA DI FARE PARTIRE PRIMA CHI DOVREBBE PULIRE LE STRADE DATO CHE PARLANO TANTO DI SICUREZZA SULLE NOSTRE STRADE .?? E UNA COSA VERGOGNOSA  CHE NELLA NOTTE NON SI SIA VISTO NESSUN SPARGI SALE O SPALA NEVE SU QUELL TRATTO DI STRADA TUTTA IN DISCESA E SU PONTI ALTI DAI 30 AI 50 METRI . SPERANDO CHE QUALCUNO DI DOVERE LEGGA QUESTO MIO COMMENTO E NE FACCIA QUALCOSA DI UTILE PER LA NOSTRA SICUREZZA E QUELLA DI CHE COME NOI USA LE STRADE PER SPOSTARSI O PER LAVORO .

  7. gisytruck ha detto:

    Quanto hai ragione Paolo!!!
    Io da molto non percorro quella strada, se non devo proprio fare quella zona, scelgo l’Appennino o l’Adriatica… dalle foto ho rivconosciuto le precarietà di sempre… e l’ennesimo cantiere, senza conclusione, ricordo che 10 anni fa si doveva percorrere un tratto di normale, esattamente come ora… che dire? Siate prudenti! In attesa che qualcuno di decida a far qualcosa, prima di dover piangere qualcun altro, qualunque sia stata la causa del tragico incidente di Michela, quella struttura che dovrebbe impedire la caduta dei mezzi, è insufficente… e non importa se omologata per quella strada, non è sufficente… è un percorso pericoloso da sempre, ma neanche si è fatto molto per migliorarlo.
    Per i mezzi spargisale e gli spazzaneve… ultimamente sulle strade autostrade hanno adottato la tecnica di chiudere per il traffico pesante e bloccarlo… a chi frega dove, in che condizioni e per quanto? Sono solo camionisti! Costa meno.

  8. gisytruck ha detto:

     Trovato navigando….

    Giovedi 17 Dicembre 2009

    Per Michela, per la sicurezza e per la dignità dell’autotrasporto 

    Oggi 17 dicembre, alle 15.30, i camionisti di tutta Italia si fermeranno per cinque minuti.

    Non è una protesta, ma il ricordo di una collega che non c’è più.

     

    L’iniziativa è promossa dalla Filt Cgil per ricordare, nel giorno del suo compleanno, Michela Ciullo, camionista e delegata sindacale, deceduta in un incidente stradale la scorsa nei giorni scorsi a Verghereto (Forlì Cesena), mentre tornava a casa, in Romagna, alla guida del suo camion.

     

    Nell’occasione i suoi colleghi di tutta Italia faranno anche suonare per un minuto i clacson.

     

    Michela Ciullo aveva 38 anni e, come molti di noi, pur originaria del Sud Italia, si era dovuta trasferire al Nord, dove risiedeva da anni, a San Mauro Pascoli, in quella vera e propria fucina di camionisti che è la provincia di Forlì Cesena.

     

    Michela é rimasta coinvolta in un terribile incidente sull’E45, a Canili di Verghereto: stava trasportando un carico di verdura quando improvvisamente ha perso il controllo del mezzo precipitando da un viadotto. Un volo di circa trenta metri che non le ha lasciato scampo.

    Michela era separata e lascia una figlia di 19 anni.

     

    I suoi colleghi, come leggiamo sui molti blog in cui essi spontaneamente hanno raccontato le loro emozioni, la ricordano come una "camionista vitale e allegra, orgogliosa di esserlo. E, contemporaneamente, orgogliosa del suo essere mamma e innamorata della figlia.

    Era, così la descrive chi meglio la conosceva, un’attivista sindacale, sempre disponibile per i colleghi; esplosiva nella sua voglia di vivere, di ascoltare e aiutare i suoi compagni.

     

    Michela Ciullo non la conoscevamo personalmente, ma la sua morte ci riguarda.

     

    E mi riguarda ancor più personalmente, come donna e come imprenditrice dell’autotrasporto che da anni si batte per introdurre in questo settore trasparenza, legalità e sicurezza.

     

     

    Della legalità e della sicurezza fanno parte, anche e soprattutto, il rispetto delle norme che possono e devono consentire a chi lavora guidando un camion  – ed assolvendo, per questo, ad una funzione sociale insostituibile, – di veder rispettata la propria dignità, il proprio diritto a condizioni di lavoro dignitose ed alla giusta alternanza tra tempo di lavoro e tempo di riposo.

     

    La liberalizzazione selvaggia in cui il settore è stato sprofondato in questi anni, se non può essere identificata come la diretta responsabile dell’incidente di Michela, sicuramente ha portato, per molte imprese un peggioramento drammatico dei propri conti economici.

     

    Talvolta, da parte dei più deboli, si è cercato di rispondere ai tagli delle tariffe imposti dalla committenza, accentuando oltre la prudenza, l’utilizzo dei veicoli e del personale, in un’illusoria speranza di contrastare il peggiormento dei bilanci con l’aumento del lavoro e, quindi, di un fatturato puramente nominale.

     

    Anche di questo, vorremmo che i colleghi di Manuela, nel ricordarla, parlassero tra di loro.

     

    Perché abbiamo bisogno di far tornare l’autotrasporto e chi vi opera – piccoli imprenditori, autisti e collaboratori – al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica nazionale.

     

    Occorre ridare dignità ad un settore decisivo per la vita quotidiana di tutti noi, per la nostra economia e le nostre esportazioni.

     

    Un settore che non è fatto di "tirroristi" come si ostinano talvolta a raccontare alcuni "illustri", quanto disinformati opinionisti, ma di gente che – come ha fatto Michela fino all’ultimo schianto – conosce sulla sua pelle quanto sia duro affrontare tutti i giorni le avversità atmosferiche, la carenza delle infrastrutture, le inefficienze della rete logistica e le pretese dei più dioversi committenti, pur di assicurare a ciascuno di noi di trovare ogni giorno, sulla propria tavola, quella verdura che Michela, invece, con il suo camion non porterà più.

     

    Cara Michela, sono certa che oggi, dovunque tu sia, risponderai al saluto dei tuoi colleghi facendo risuonare anche tu la sirena del camion che certamente stai guidando tra le nuvole.

     

    E come madre sono certa che tua figlia possa essere fiera di chi, come te, è morto facendo il suo dovere perché è morta sul lavoro.

     

    Anna Vita Manigrasso

    Presidente di Transfrigoroute Italia Assotir

  9. Diamante65 ha detto:

    Basta belle parole adesso ci vogliono i FATTI…e chi non ha colpa di quello che è scritto in questa bella lettera scagli la prima pietra ! ! A cominciare dalle organizzazioni sindacali , alle associazioni di categoria ,passando dallo stao alla committenza ,fino all’ultimo autista che ancora "corre" convinto che se arriva prima è più bravo di un altro! . Basta morti ,per un lavoro che a mala pena riesce a farci vivere dignitosamente.
    LUIGI…

  10. FrankBang ha detto:

    se trovi ghiaccio, o maltempo in genere, hai poco da fare…anke se hai dormito 12 ore! Poche storie, è un lavoro di merda….ma tanto cosa gliene frega ai nostri politici??? Loro viaggiano con la scorta…o in elicottero. E a spese nostre. Almeno, se riconoscessero la professione come usurante, andremmo in pensione un pò prima, invece…’sti stronzi sfruttatori…
    Ciao Michela, mi consolo pensando che c’è un angelo in più a darci una mano.

  11. Misteriosa ha detto:

    ciao FrankBang è vero siamo abbandonati da tutti e tutti pretendono. E’ difficile farsi rispettare e con arroganza la mettono sempre sul fatto che sei utile ma non indispensabile. Un mio collega (portiamo il frigo) mi disse che il nostro lavoro è talmente stressante che l’ età che si dimostra si calcola con la tua vera età  + gli anni che lavori sul camion, cioè se hai 30 anni e lavori da 10 significa che ti senti un quarantenne. E io non posso che essere d’accordo con lui. 

  12. FrankBang ha detto:

    Mi aggrego. 15 anni di salti sul camion cominciano a pesare nella schiena e la passione…passa! Adesso sono disoccupato, non tutti i mali vengono per nuocere, almeno mi riposo e recupero…ore di sonno. Cari Signori e Signore/ine, chi dice che non siamo indispensabili sa di dire una bugia ma la dice perchè NOI non siamo capaci di dimostrare la nostra "indispensabilità" alla civiltà dei consumi.

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