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17 commenti

Vincere un concorso…

Ciao a tutte/i

facciamo ancora fatica a entrare nell’immaginario collettivo come una normalità… una donna che guida il camion, piccolo o grande che sia deve aver per forza qualcosa che non va, o non funziona, questo si pensa in generale… dovranno passare ancora tanti anni prima che i pregiudizi scompaiano definitivamente…

Correva l’anno 2006 e in provincia di Ravenna, Franco Calandrini vince un concorso di Prosa con un racconto :"Non so far niente.", la protagonista è una camionista, riporto  il testo, da diversi particolari si capisce che è scritto da un uomo… ma in qualche modo ha descritto il mondo dei camion come lui lo interpreta…:

Non so fare nientetruck States

di Franco Calandrini

Io non so fare niente ma niente di niente. Non so leggere non so scrivere non so fare i calcoli non conosco nessuna lingua tranne la mia e a dire il vero la mia neanche tanto bene. Sono così da quando ero bambina. A scuola pensavano che facevo finta: “Come fai a non capire nemmeno questo? – dicevano – è semplice, è che non vuoi e ci stai prendendo in giro tutti”. Ma perché dovevo prenderli in giro? Non so fare nemmeno quello. Ma c’è una cosa che so fare meglio di tutti di questo sono sicura: guidare il camion. Non guidare così per guidare qualsiasi cosa no. Guidare il camion. Tutti i camion. Quello a rimorchio il bilico i trasporti eccezionali – quelli sono quelli che mi piacciono di più perché devo andare pianissimo in strade drittissime e se delle volte mi viene da pensare qualcosa mi resta in testa. Quando invece devo fare dei percorsi lunghi e pieni di curve con la merce che se non arrivo in tempo va a male non riesco a pensare a niente. È come se ho una clessidra in testa con la sabbia o l’acqua o quello che è che scende solo da una parte e che quando ha finito non la puoi più girare. Allora sento che mi scende la sabbia da un’orecchia all’altra e che devo fare in fretta sempre più in fretta che se la roba marcisce nel cassone poi non pagano neanche il mio padrone. E dopo mi dispiace perché io posso anche restare senza soldi ma lui come fa se non guadagna? Come li paga tutti i camion la nafta e noi che stiamo sempre lì a chiedergli soldi? La voglia di guidare il camion m’è venuta che avevo cinque anni. Mio padre l’uomo più fantastico del mondo guidava sempre camion grossi. Abitavamo a Pescara in un appartamento al terzo piano che girava su tre angoli della casa. Lo vedevo dal balcone mettere in moto e lo salutavo anche se so che non mi vedeva ma tanto lo so che lo sapeva che lo salutavo. Partiva da sotto il cortile girava dietro l’angolo e io lo vedevo dalle tre finestre finché non lo vedevo più. Una volta ho anche pensato che non tornava più. Mangiava sempre le pesche dopo pranzo e una volta che un contadino ce le aveva regalate per la fretta di partire ne ha mangiata una che era ancora sporca di verde rame. Mia nonna dice che il verde rame è veleno e che “va a finire che muore”. Non era mica vero. Però quella notte non sono riuscita a dormire fin quando non l’ho sentito tornare a casa. Sono stata tanto male e ho pensato che era meglio se moriva mia nonna invece che lui. Poi ho pensato che non era un gran bel pensiero perché in fin dei conti mia nonna ci dava da mangiare a tutti. È lì che ho capito che il mio desiderio più profondo è che non volevo che moriva nessuno e che volevo guidare il camion anch’io. Già ad otto anni mi faceva mettere la macchina in un garage piccolissimo che quando c’era la macchina dentro se mettevi anche la bicicletta non si usciva più. Il senso della manovra penso che è una cosa ereditaria come non so le lentiggini o un brutto carattere. Adesso che non guida più perché ha avuto un infarto mi dice che una volta era tutto più scomodo che non c’era nemmeno il servo sterzo e che quando dovevi fare delle manovre dovevi puntare una gamba sul cruscotto e tirare con tutte le forze nei raggi dello sterzo con tutte due le mani. Mi diceva anche che ai suoi tempi non è che portavi il carico e lo lasciavi lì e te ne fregavi. Dovevi anche scaricarlo e che se non c’era nessuno che t’aiutava dovevi fartelo da solo. Diceva che quando sapeva di dover scaricare i sacchi di farina o di granturco mangiava a colazione otto etti di maccheroni col ragù perché diceva metti che là non c’è nessuno che t’aiuta dopo cosa fai? Adesso è tutto più semplice siamo diventati come dei professionisti. Ci caricano il camion di tutto quello che c’è noi facciamo i chilometri che dobbiamo fare e quando arriviamo nel posto giusto che il più delle volte ci si mette di più a trovare il posto giusto che a fare tutto il viaggio dopo là c’è sempre qualcuno gentile che ci scarica il camion. Il rispetto me lo sono guadagnato sul campo facendo manovre che molti uomini non si sognano neanche. Io so sempre qual è la manovra giusta. Dove va il rimorchio se giro di qua dove va se lo giro poco dove va se lo giro tanto o dove va se non lo giro per niente. E poi poiché non ho nessuno a casa che mi aspetta io lavoro giorno e notte sabato e domenica Natale Pasqua e Capodanno e poi faccio i viaggi lunghi che non vuole fare nessuno perché al contrario di quelli corti sei pagato di meno. Cioè non è che sei pagato di meno è che devi tirarti giù dai tuoi soldi i soldi per il secondo autista. Ma io non ho mai avuto bisogno del secondo autista perché quando sono stanca mi fermo un’oretta in piazzola e poi riparto per altre otto ore di sicuro. Il fatto poi che non sono una bella donna e che sono più grande e grossa di molti uomini mi ha salvato dalle scocciature. Solo una volta sono stata violentata perché era un uomo veramente grosso solo che dopo mi ha chiesto scusa e ha pianto e ha detto che l’aveva fatto perché nessuna donna lo voleva e allora mi ha fatto anche pena e non l’ho neanche denunciato. Poi a parte i pugni e i calci e gli schiaffi non so nemmeno se è riuscito ad entrare perché è venuto grugnendo come un maiale appena mi ha sfilato le mutande. Io non ce l’ho con lui non ce l’ho con nessuno. Io guido il camion non faccio incidenti e non do fastidio a nessuno.

 

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17 Comments

  1. omega61 ha detto:

    E’ bellissima questa lettera, io l’ho letta molto tempo fa , ma credo  che quest’uomo l’abbia un pò corretta ortograficamente o magari abbia raccolto la storia a parole di questa ragazza che dice di non saper nemmeno scrivere e mi ha commossa molto, perchè mi ritrovo in quella forza che ha di superare ogni ostacolo pur di continuare a guidare il suo camion, il suo sogno ; non le importa di avere una vita privata pur di continuare a sognare ….ha quella che chiamo " la camionite " come me, malattia incurabile !!!!  è una persona talmente buona da sembrare magari un pò stupida, perchè giustifica positivamente tutto e tutti anche chi gli fà del male … bè mi piacerebbe conoscerla e dirle che non è vero che non è nessuno … è una grande donna speciale …

  2. Misteriosa ha detto:

    son d’accordo con omega! anke se scritta da un uomo può essere veramente la vita di una camionista, descritta da lei stessa, quale donna umile e ingenua ma con la capacità di fare il suo lavoro meglio di un uomo! tante donne credo si trovano in lei, arrivate a salire sul camion xkè nn c’erano altri sbocchi o anke trasmesse da "malattie" di famiglia. Eppure aldilà di ostacoli e problemi è riuscita a realizzare il suo sogno!

  3. Diamante65 ha detto:

    Ciao a tutti/e, per me la protagonista di questo racconto(vero o fantastico che sia)ha raggiunto la sua maturità esistenziale,quando ha perdonato chi le ha usato violenza. E qui il fatto di essere una camionista conta davvero poco,poteva succedere anche ad una impiegata del catasto.
     LUIGI…

  4. gisytruck ha detto:

    Hai ragione Luigi, mi chiedono spesso se non ho paura a viaggiare sola…
    rispondo che non mi sento più in pericolo di una mia amica che fa i turni e si trova sola ad attraversare centinaia di metri di buio totale per raggiungere il parcheggio, sempre agli stessi orari e sempre nello stesso luogo… di solito quando sono in viaggio stiamo al telefono finchè non è arrivata, sana e salva…
    Per il racconto, non conosco lo scrittore, ci sono parti di fantasia, ma sono contenta che abbia vinto il premio…
    Buona Strada a tutte/i!!!

  5. loredana62 ha detto:

    sono rimasta di sasso nel leggere che la protagonista dichiari di essere stata VIOLENTATA SOLO UNA VOLTA Come se fare questo mestiere x una donna implichi come scotto da pagare l’essere violentata 4 o 5 volte al mese e come se non bastasse dichiara anche il fatto di non saper nè leggere nè scrivere ed a questo punto mi sorge spontanea una domanda COME DIAVOLO HA PRESO LA PATENTE? Ma forse l’autore(augurandomi sia solo un racconto di fantasia) pensa che agli esami ci presentiamo in minigonna e trucco da femme fatal et voilà la patente è servita seguita magari da un invito a cena dell’ingegnere! questo racconto è l’ennesima denigrazione per chi DONNA Affronta il mondo dell’autotrasporto con passione e sacrificio e fichè ci sarà chi scrive queste stupidate saremo sempre considerate poco di buono e la strada x l’accettazione in un mondo prevalentemente maschile sara’ sempre più lunga.Parliamone pure di queste cose ma censuriamole dimostrando di che pasta siamo fatte e stigmatizzando coloro che purtroppo prendono queste cose come oro colato!SCusate lo sfogo ma in 16 anni sulla strada ne ho sentite di tutti i colori e sono stufa di questi luoghi comuni!un bacione a tutte/i e buona strada!

  6. giannimille ha detto:

    Io penso che l’autore conosca bene le persone che fanno questo lavoro, uomini o donne che siano, e ne ha descritto la figura semplice e umana, nel racconto mette in evidenza che questo lavoro lo fa chi nn sa fare niente, agli occhi degli altri, ma in realtà sa svolgere qualsiasi altro lavoro, e descrive questa donna semplice ma che nel fare quello che le piace si sente realizzata; logicamente nel racconto c’è un po di fantasia, ma in quale romanzo nn esiste fantasia? Personalmente il racconto a me piace! e nn lo ritengo offensivo per voi donne.
    Gianni

  7. gisytruck ha detto:

    Anch’io non lo ritengo offensivo per le donne, il personaggio è descritto da un punto di vista esterno e rispecchia ciò che il pensare comune interpreta della nostra categoria. Ribadisco che è scritto da un uomo perchè credo che non sia umanamente possibile, per nessuna donna, camionista o casalinga che sia, descrivere così una violenza subita e provare pena per chi lo ha fatto, guidare è la sua unica passione ma non può cancellare un simile dolore, può alleviarla ma non cancellarla, la violenza è una lacerazione interna definitiva….

  8. loredana62 ha detto:

    ciao gisy oggi sono in punizione xchè mi toccava il solito giro mensile di commercialista e banca . capisco il tuo punto di vista riguardo al racconto ma non lo condivido xchè questa ragazza dichiara di essere stata picchiata prima di essere violentata e poi di aver provato pena per lui ed è questa la cosa negativa della cosa xchè il signore in questione si sentirà autorizzato a riprovarci lo sai che certe mele bacate non le sani più! Quante violenze si consumano tra le mura domestiche e non vengono denuncjate per amore? Ma oltre alla violenza fisica esiste anche quella mentale che forse è la peggiore la violenza DI CHI CERCA DI INCULCARTI CHE NON VALI NIENTE come fanno certi colleghi beceri quando ci vedono al volante di un camion. Penso sia capitato anche a te al rinnovo della patente o addirittura agli esami di scuola guida e ti viene domandato cosa se ne fa una donna della patente del camion! A me è capitato 2 anni fa all’esame x il rinnovo dell’adr e gli ho risposto che mi serviva x gicare al piccolo chimico! Queste sono piccole violenze e bisogna proprio cominciare da queste xchè finanche ci sarà una donna molestata pic chiata o violentata il silenzio è la cosa peggiore xchè non si potrà mai arginare il fenomeno! Ieri sera ho scambiato un paio di parole con diamante su Michela(io l’ho saputo tramite voi xchè sulla stampa di al la notizia non c’era) e gli ho fatto scoprire una forma di violenza ambisex  di cui non aveva idea:Scusami se sono stata un po’ prolissa ma io continuo ad essere del parere che ogni forma di violenza va SEMPRE DENUNCIATA SIA  piccola o grande xchè se non lo facciamo chiunque si sentira autorizzato a trattare tutte noi donne e peggio ancora i bambini come oggetti di sfogo e non come esseri umani! Ti chiedo scusa dello sfogo ma questi sono argomenti che mi mandano in bestia! bacioni e buona strada!

  9. gisytruck ha detto:

    Premetto che qui, sul nostro blog, non devi mai chiedere scusa per una tua opinione, la firmi e ne sei responsabile; anzi sono io a ringraziarti per averla esposta e quando leggeranno forse lo faranno altre… il blog è nato per questo, abolire le distanze kilometriche, scambiarsi saluti e auguri, racconti di viaggio ma anche opinioni e chi ha voglia di esprimerle è la benvenuta… confrontarsi è socievolizzare più di ogni altro modo.
    Premetto che il racconto è di un autore che non conosco, ha partecipato a un concorso e lo ha vinto, non so quanto sia vero e quanto frutto della sua fantasia, la licenza poetica non ha confini.
    Mettendo da parte il racconto come punto di partenza, ti dico che io sono la prima a combattere la violenza, nel quotidiano come nel blog, magari non sono irruenta come altre, ma non accetto violenze, neanche verbali… condivido con te l’idea che se tralasci quelle piccole da parte di uomini (piccoli anche loro)poi si sentiranno legittimati a continuare sulla loro strada… Ma la cultura del nostro Paese ha questa provenienza… erano già gli anni ’70 quando è stato tolto il "delitto d’onore"…, la legge sul divorzio e la separazione… e di pochi anni quella sulla violenza e gli abusi, che ancora ha bisogno di modifiche… Noi nel nostro piccolo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle la pesantezza di certe consuetudini, farci accettare e rispettare è giusto, ma deve essere per convinzione non per prepotenza… altrimenti si dimostra il contrario.
    Sono ancora daccordo con te quando dici che il SILENZIO è sbagliato, i miei genitori mi hanno insegnato che il rispetto è la base della famiglia, appena adolescente ho conosciuto una famiglia dove non era così, loro viveno nel terrore delle reazioni di un padre padrone, giorno per giorno, minuto per minuto, un uomo a cui veniva naturale sfruttare tutto e tutti a suo favore e per me è stato un impatto tremendo… a distanza di 30 anni c’è ancora chi paga le conseguenze psichiche di tanta cattiveria, non è facile vivere quotidianemente queste situazioni, "violente" più che un episodio isolato.
    Esistono davvero tanti tipi di violenza,purtroppo, e uno solo per combatterla: parlare e denunciare….
    Ti mando un messaggio privato per chiederti una cosa privata. Sai come si aprono?
    Buona Strada sempre!!!

  10. omega61 ha detto:

    Ciao a tutte /i , io sò cosa vuoi dire quando parli della tua famiglia Gisy , prima ce ne erano molte che andavano avanti con "quelle leggi" che lasciavano un segno psicologico pesante da portare !!! IO credo che quello che voleva dire la ragazza, che per me è vera ma scritta da qualcun altro, è che sapeva scrivere e leggere "poco" e la immagino come una ragazzona grossa e ingenua, cresciuta in campagna e vissuta in una di quelle famiglie ignoranti (culturalmente) dove le uniche cose che contavano erano il rispetto e la superiorità dell’uomo senza sconti, il lavoro duro e continuo , in casa e nelle campagne , e il valore e l’unità della famiglia ad ogni costo ….  una ragazza con un sogno , guidare un camion come suo padre … dice sono brutta e grossa e questo fà si che gli uomini non mi infastidiscano e parla dell’unica volta di violenza da parte di un uomo con problemi enormi di solitudine perchè le donne lo rifiutavano per la sua mole …. io non giustifico nè la violenza (è una cosa che non sopporto in primis quando è rivolta soprattutto a chi non può difendersi , ai piu deboli ..) nè chi la fà, ma a seconda dei casi a volte bisogna anche saper perdonare , a volte il perdono fà piu effetto di una denuncia , ( ripeto a seconda dei casi) e comunque credo che questa storia si riferisca  a molti anni fa o a qualche paese sperduto da qualche parte , dove ancora si vive nel medioevo …. quello che voglio dire è che quello che a me insegna questa storia è che dovremmo tornare un pò piu semplici e accontentarci di quello che abbiamo per poi essere felici se riusciremo ad avere di piu, di cercare di essere un pò meno pessimisti e cercare di goderci un pò di piu la nostra vita cosi com’è , di cercare di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e non mezzo vuoto , di essere orgogliose/i di cio che facciamo perchè il coraggio, il sangue freddo e l’altruismo che abbiamo noi " camionari" la maggior parte della gente "comune" non ce l’ha …. siamo grandiiiiiii !!!

  11. omega61 ha detto:

    Volevo aggiungere due cose che ho dimenticato di dire prima: loredana credo che i calci , i pugni e gli schiaffi li abbia presi l’omone da parte di lei; e poi che comunque non faccio di tutta un’erba un fascio …. ci sono degli uomini che per propria cultura, non accetteranno mai che una donna faccia questo mestiere o altri che erano prettamente maschili, e gli si può fare qualsiasi bello e convincente discorso , ma per la loro cultura di base si comporteranno sempre con fare strfottente e offensivo nei riguardi di queste categorie di donne un pò piu speciali di altre….. e altri che sono nati , cresciuti e continuano e continueranno ad essere ignoranti e maleducati e non c’è che da evitarli ma sono tanti, tanti anni che faccio questo mestiere e prima ancora avevo un camion con gru e lavoravo nei cantieri edili , e posso dire che ce ne sono di piu che ci rispettano e ci ammirano …. ciao e Buona Strada … Sempre !!!

  12. loredana62 ha detto:

    cara omega 61 forse non hai letto bene ciò che l’autore ha scritto  era la ragazza che oltre la violenza ha subito le botte ed è questo che fa sentire l’essere umano ancora più vile ma questo non lo giustifica !anch’io ho scaricato in cantieri e fossero solo quelli ma il mio orgoglio ha fatto si di non aver mai problemi io sono sempre stata una persona coerente con se stessa e con il lavoro se poi tu giustifichi un uomo che picchia una donna …..non riesco a trovare commenti! Buona fortuna

  13. omega61 ha detto:

    Loredana, no io non giustifico assolutamente l’uomo che si definisce tale picchiando le donne o chi non è in grado di difendersi. Guarda è una situazione che ho vissuto in prima persona in famiglia di un padre padrone onesto e lavoratore che non ha mai fatto mancare nulla alla propria famiglia, niente vizi strani , che non beveva non fumava …. dirai un uomo perfetto ….unico problema : non contrariarlo !! ex pugile che si esercitava su chiunque non era d’accordo con lui, compresa la sua famiglia !!! e sono cresciuta con un odio per questa cosa infame….. ho solo interpretato male il racconto … ciao un abbraccio e buona strada collega !!!

  14. gisytruck ha detto:

    Un merito questo racconto l’ha sicuramente: ha scoperto un tema su cui ognuna di noi ha fondate convinzioni… e aperta un confronto… grazie a tutte/I per i vostri commenti…
    Buona Strada!!!

  15. anonimo ha detto:

    Ciao a tutti, sono calandrini franco, autore di queso racconto che è una dichiarazione d'amore per mio padre che fu camionista e per quelle persone che, donne o uomini che siano, affrontano la vita senza giudicare, che come dice Bob Dylan in "Io non sono qui" "si rifiutano di farsi ferire".
    Comunque è stato il primo racconto che ho scritto e ha tutti i limiti dell'opera prima. Il racconto è nella raccolta con titolo omonimo. E a maggio uscirà il mio primo romanzo edito da Il Maestrale che avrà il titolo "E' colpa di chi muore".

  16. gisytruck ha detto:

    Ciao Franco
    grazie del tuo commento e prima ancora di aver scritto questo testo.
    Non ricordo neanche più come l'ho trovato… ma ne è valsa la pena.
    Sarà un piacere scrivere del tuo romanzo, se puoi mandare una email con la copertina scriverò un post;
    torna a trovarci, quando hai tempo e voglia…
    Grazie & BUONA STRADA!!!
    gisella

  17. anonimo ha detto:

    Ciao, questo è il link con la scheda del libro. Vi sono vicino sempre, inutile dire perché. http://www.giovaneholden.it/autori-francocalandrini.html
    p.s. Vedo che compaio come utente anonimo, ma non è e non era mia intenzione restare anonimo, è che io sti accidenti di siti non li capisco come funzionano. Sono un po' un primate. 

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