Pirati della strada

StradaCiao a tutte/i
ho letto questa notizia e mi sono chiesta quanti siano i camion coinvolti; nell’immaginario collettivo siamo noi i Pirati della strada, una minoranza riconosco che lo sia, ma sarei curiosa di sapere la cifra in rapporto a quelle pubblicate…

Un triste podio per la nostra regione: Emilia al terzo posto per i pirati della strada

EMILIA ROMAGNA – L’Associazione Sostenitori della Polstrada ha rilevato 57 episodi di pirateria stradale nella nostra regione.

I dati sono relativi allo scorso anno, piazzando l’Emilia-Romagna al terzo posto in questa triste classifica che vede capeggiare su tutti la Lombardia, con 69 casi e il Lazio (64). Seguono subito dopo Sicilia e Veneto, con 38 episodi. A livello nazionale, l’Asaps ha contato in tutto 482 episodi che hanno portato a 91 decessi e 592 feriti. Sono stati identificati il 75,5% dei pirati che nel 36,8% avevano assunto droga o alcool. Tra le vittime ed i feriti si sono contati 62 anziani (9,1%) e 78 minorenni (11,4%).

 
Sono la prima a ricordare che con decine di tonnellate in movimento, è più facile provocare la caduta di un ciclista o un pedone, anche senza un’impatto, è successo tante volte, sicuramente troppe; ma quante volte siamo riuscite ad evitare d’investire questi "utenti deboli", decine, ognuno di noi; questo articolo tratta del caso avvenuto, quando il conducente prosegue perchè non si accorto, oppure come nella maggioranza dei casi, se ne va, per non assumersi le proprie responsabilità, un crimine grave e a mio parere disumano. L’articolo che ho riportato non riporta i numeri che riguardano il tipo di mezzo coinvolto, sono però cifre sconcertanti… Voi cosa ne pensate????

BUONA STRADA a Tutte/i !!!!!

 

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0 commenti su “Pirati della strada

  1. Da QUATTRORUOTE
    Pirati della strada
    IN ITALIA QUASI IMPUNITI
    Pubblicata il 22/02/2007
     

    C’è troppa indulgenza in Italia nei confronti dei pirati della strada: lo sostiene un’inchiesta pubblicata sul numero di marzo di "Quattroruote". L’indagine è partita da alcuni processi a carico di quegli automobilisti che, nel corso del 2006, avevano provocato incidenti gravissimi con comportamenti irresponsabili. Inspiegabilmente, la maggior parte di questi procedimenti è sfociata in condanne miti.

    Addirittura clamoroso il caso del cittadino svizzero che nell’estate scorsa seminò il panico sull’Autosole, fra Parma e Modena, rubando quattro macchine, sfasciandone quindici in una catena di incidenti con diversi feriti e che, fuggito a bordo di un’auto sulla quale si trovava una bambina in attesa dei genitori, fu arrestato solo dopo una colluttazione con la Polizia. Risultato? Processato per direttissima, l’uomo è stato rilasciato e condannato al pagamento di una multa di soli 260 euro. E la una pena di un anno e undici mesi di reclusione è stata immediatamente sospesa, lasciandolo libero di tornare in patria.

    Altrettanto grave la storia del camionista a cui per sette volta è stata ritirata la patente, ma che ha sempre potuto rientrarne in possesso, nonostante avesse all’attivo diversi incidenti fra cui una vera e propria strage in Val Pusteria.

    La sproporzione tra le sanzioni previste per questi veri e propri pericoli pubblici e per chi invece commette un’infrazione in buona fede e senza mettere a repentaglio la vita altrui resta un mistero. Così come non è chiaro, conclude l’articolo, del perché non ci sia quasi differenza nelle sanzioni, fra chi guida con un tasso alcolemico nel sangue di poco superiore alla soglia consentita di 0,5 grammi per litro e chi si trova in stato di vera e propria ubriachezza.

  2. PIRATI DELLA STRADA: ASAPS, NEL 2009 91 VITTIME E 592 FERITI

    (AGI) – Roma, 27 gen – Sono 482 gli episodi di pirateria stradale osservati dall’Osservatorio il Centauro-Asaps nel corso del 2009: 91 persone morte, 592 quelle ferite. Il 75,5% dei responsabili degli incidenti viene smascherato, mentre "solo" il 24,5% resta ignoto. Si tratta quindi di uno dei reati meno "garantiti" in assoluto. I dati saranno illustrati sul numero di febbraio de il Centauro in un articolo intitolato "PiratItalia-Un fenomeno da seguire". Nel 2010, alla data del 26 gennaio, l’Osservatorio ha gia’ registrato 38 incidenti con 11 morti e 42 feriti. Continuano a migliorare le tecniche investigative, ma crescono anche la sensibilita’ e la capacita’ degli inquirenti, che non tralasciano piu’ alcun particolare.
      In effetti, su 482 inchieste, 364 hanno condotto all’identificazione del responsabile, arrestato in 173 occasioni (47,5% delle individuazioni) e denunciato a piede libero in altre 191 (52,5%). Su tutti questi eventi pesa, come un macigno, l’ombra dell’alcol e delle droghe: in ben 134 casi (36,8%) ne e’ stata accertata la presenza, ma e’ un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato "attendibile". Bisogna infatti considerare che la positivita’ dei test condotti e’ riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 364 su 482. Spesso quando le forze di polizia identificano l’autore non ha piu’ senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perche’ sono trascorse ore o giorni dall’evento. Gli eventi mortali sono stati 86 (17,8%), mentre quelli con lesioni 396 (82,2%), con 91 vittime e 592 persone finite in ospedale. L’osservatorio prende in considerazione solo gli atti di pirateria piu’ grave, quelli che bucano la cronaca o che i nostri 700 referenti sul territorio selezionano sulla scorta di precisi standard di riferimento. Lo studio tiene conto anche della presenza di pirati stranieri, definiti per questo "attivi". Il 25% dei pirati identificati e’ risultato essere forestiero. Stiamo parlando di 91 conducenti su 364. Un elemento che conferma altre nostre precedenti analisi sulla sinistrosita’, riferite alla presenza di stranieri, anche in qualita’ di vittime, sul fenomeno. Per l’appunto, i cittadini stranieri vittime di pirati sono 66, il 13,7% del totale di morti e feriti. Il 59,8% degli atti di pirateria – 288 contro 194 – avviene di giorno.
      Gli episodi osservati sono stati 482, ben 159 in piu’ rispetto ai 323 del 2008: gli eventi abbiano subito una netta crescita, pari al 49,2%. Le vittime mortali sono state 91, rispetto alle 93 del 2008 con un modesto calo del 2,15%, mentre il numero dei feriti ha toccato la cima di quota 592, nel 2008 si era fermato a quota 331, l’incremento in questo caso e’ notevole +78,9%.
      Ancora una volta sono le categorie deboli della strada, in modo particolare bambini e anziani, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalita’ e lesivita’: 78 sono i minori coinvolti, 62 gli anziani, rispettivamente l’11,4% ed il 9,1%. Tra i minori, quelli di eta’ inferiore ai 14 anni, cioe’ i bambini, rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale sono stati in tutto 31, 5 dei quali rimasti uccisi (5,5%) e 26 feriti (4,4%). I pedoni sono la categoria piu’ tartassata, con 218 eventi: 48 morti, pari al 52,7% dei decessi complessivi, e 195 feriti (32,9%). Infine i ciclisti: 40 gli episodi, con 8 lenzuola bianche (8,8%) e 26 ricoveri (4,4%). La geografia degli episodi vede al primo posto la Lombardia, con 69 casi (14,3%), al secondo il Lazio con 64 eventi (13,3%), e poi Emilia Romagna con 57 (11,8%), seguono Sicilia e Veneto con 38 (7,9%). 2 soli episodi in Basilicata e Friuli Venezia Giulia (0,4%). L’identikit del pirata? Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini di eta’ compresa tra i 18 ed i 44 anni (solo 22 le piratesse, pari al 6%), spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilita’. Hanno rilievo consistente il timore di perdere i punti della patante e lo stesso documento di guida. In netta crescita i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Le pene, peraltro, non spaventano il pirata: da sei mesi a tre anni.
      Solo in caso incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella.(AGI) .

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