È morto Apollinare Veronesi, il «patriarca»

LUTTO NEL MONDO IMPRENDITORIALE. A quasi 99 anni, è spirato ieri mattina all'ospedale di Borgo Trento. Domani i funerali

Nel 1958 fondò quello che sarebbe diventato l'impero dei mangimi, degli allevamenti e del Pollo Aia

Verona. Può un'economia essere in lutto? Se la risposta è sì, l'economia veronese è in lutto. Ieri alle 7, all'ospedale di Borgo Trento, per una crisi respiratoria, è morto Apollinare Veronesi. Il 28 agosto avrebbe compiuto 99 anni. Nono di dieci figli di un mugnaio di Lugo di Valpantena, con mulino a Bellori, aveva cominciato a lavorare a 12 anni e a 15 era diventato il primo collaboratore del padre. A 94 anni andava ancora in ufficio, nello stabilimento di Quinto, cuore della sua attività. Poco tempo prima, ad un compleanno, aveva confidato: «Alle 7 e mezzo sono in ufficio. Dopo aver letto i giornali, illustro ai collaboratori le mie idee. Mi alzo di notte e le annoto sui fogli. Il problema è realizzarle tutte».
Tra quei 12 e quei 94 anni c'è la storia straordinaria di un uomo che ha creato uno dei maggiori gruppi agroalimentari europei, il primo gruppo industriale veronese, un personaggio che ha fatto la storia del settore agroalimentare italiano al pari di Serafino Ferruzzi, Piero Barilla, dei Ferrero.
Era umile e vulcanico. Ha messo al centro il lavoro, non ha mai dimenticato la famiglia. Il secondogenito Giordano (gli altri figli sono Carlo, Marcella, Luisa e Bruno), oggi presidente della holding che controlla un vero «impero» dell'industria italiana, prima dei due mandati alla presidenza degli industriali veronesi, prima di altri incarichi di prestigio e della laurea in veterinaria, era stato mandato dal padre per un anno a scaricare sacchi e per un altro a fare il rappresentante di mangimi. Una punizione terribile, un padre terribile? Ricorda Giordano Veronesi: «Quei due anni sono rimasti i più formativi della mia vita. Mio padre è stato il primo educatore mio e dei miei fratelli. Ci ha insegnato che nella vita- e in azienda- non c'è nulla di regalato. Bisogna dare, poi, forse, arriva qualcosa».
La data di nascita del Gruppo Veronesi è il 1° maggio 1958. Quel giorno Apollinare (porta il nome del santo patrono di Lugo), prendendo il volo dal mulino paterno, fonda, per un'intuizione tutta sua, a Quinto di Valpantena, con 13 dipendenti, il primo mangimificio industriale italiano: l'Italia deve dotarsi di una zootecnia moderna, Verona deve partire dall'agricoltura per lanciarsi nelle attività industriali, la Valpantena della povera gente deve riscattarsi. È un successo e insieme l'inizio di una sfida più grande, che coinvolge un numero crescente di collaboratori, prima centinaia, poi migliaia, trascinati dall'entusiamo del fondatore.
Negli anni Settanta e Ottanta anche altri imprenditori veronesi si lanciano nell'attività agroalimentare, come i Grigolini, gli Armellini, i Ferro. Veronesi lancia il Pollo Aia, gli altri il Pollo Arena. Verona diventa, grazie a tutti loro, la capitale dell'avicoltura italiana. Alla fine vince lui, con i figli Carlo, Giordano e Bruno in prima fila. I dati del fatturato consolidato 2009 saranno pronti a giorni. I dati 2008 parlano chiaro: il gruppo ha retto alla crisi, è cresciuto in tutti i settori dove ciò è stato possibile: 2 miliardi e 200 milioni di euro di fatturato (+ 12,4 per cento sull'anno precedente), esportazioni per 269 milioni di euro, investimenti record pari a 113 milioni (+ 44,4 per cento sull'anno prima); aumento dell'occupazione diretta (250 nuovi assunti) e indiretta. L'Aia nel 2008 è stata la prima azienda avicola d'Europa e ha registrato incrementi sia di quantità sia di fatturato. La Veronesi SpA, nello stesso anno, ha segnato un record nella produzione di mangimi. Dietro a questo, c'è l'eredità di Apollinare, il suo insegnamento. «Non so cosa chiedere di più al Padre Eterno- aveva detto ad una recente premiazione dei dipendenti anziani-. Ho avuto la soddisfazione di aver fatto qualcosa, per il bene di tutti».
Domani, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Grezzana, avranno luogo i suoi funerali. Apollinare Veronesi aveva 98 anni. Ha fondato il gruppo che porta il suo cognome 52 anni fa.
 


 

Vi riporto questa notizia perchè il sig. Veronesi è stato il mio datore di lavoro che mi ha affidato i trasporti per il nord Italia. Sono orgogliosa di portare il suo marchio e ora tocca a me augurargli…. buona strada…..
..Rosa