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0 commenti su “Articolo pubblicato sulla gazzetta di parma

  1. Complimenti Marzia
    questi articoli servono a dare una visione del nostro mondo diversa da quella che è nell'immaginario collettivo, so bene che si rinuncia a una parte di privacy, ma vale la pena, dimostrare che la maggior parte dei camionisti non è "brutto, sporco e cattivo"… anche se sappiamo esistere una minoranza che fa screditare tutti.
    Ciao e BUONA STRADA!!!

  2. Brava Marzia, complimenti per il racconto, dimostrare che questo lavoro è fatto da persone vere, e che nel cuore hanno tanta umanità, è sempre la cosa migliore.
    Buona strada, e un arrivederci presto, Gianni.

  3. anonimo il said:

    Questo racconto evidenzia l'amore per il proprio lavoro.
    Se si dimostra serietà, anche i più diffidenti devono poi ricredersi.
    Buona strada.
    Marino

  4. Sei una grande Marzia …… una di noi , un'altra donna, che ha l'onore di portare alla luce sempre di piu la nostra categoria e far conoscere sempre di piu il nostro lavoro pieno anche di rinuncie e sacrifici , cosi che ogni giorno qualche persona in piu ci rispetti tutti , camioniste e camionisti !!! Ciao Buona Strada !!!

  5. anonimo il said:

    Cara Marzia,sei veramente stata una fortunata nel lavoro…nn solo grazie alla bravura,ma anche ad aver incontrato tuo marito…è una sana invidia la mia,nulla più,ma vorrei vedere la storia di una di noi che abbia iniziato questo lavoro senza avere un uomo alle spalle,nn ne ho ancora conosciute. Grazie Mascherinalea

  6. Ciao. Complimenti a Marzia. Complimenti non  perché donna che guida un camion, ormai non si stupisce più nessuno. Ma perchè riesce (se ci riesce) a coniugare questo lavoro con, casa marito e figli. E noi tutti sappiamo quanto è difficile !!!

    Detto questo una piccola riflessione se mi é consentito; Ma veramente suscita ancora tanto interesse da parte della stampa la donna camionista?
    Non vi sentite un pò fenomeno da baraccone? (passatemi il termine)

    E non mi si venga a dire che è un modo come un altro per far conoscere i problemi della categoria, perchè ancora  non ho  letto un solo rigo che ve ne faccia riferimento. Solo il classico stupore e il mieloso bla bla bla…

    Ci fosse uno (giornalista)  che si abbia chiesto o che  abbia chiesto a voi stesse: <scusate ma come fate a farvi una doccia nelle aree di servizio Italiane>?
    oppure :< Scusate vi sentite sicure sul vostro camion dopo che avete guidato per una notte intera,ed esauste  chiudete le tende per concedervi un paio d'ore di sonno> ?? Per non parlare d'altro. Solo belle foto e sorrisi a trentadue denti!!!
    LUIGI…

  7. @Barbara: tutti coloro che vogliono intraprendere questo lavoro sono seguiti da altra persona più esperta. L'insegnante di base potrebbe essere il parente, il marito, un amico, ma anche il datore di lavoro stesso  xchè nessuno nasce maestro, e vale anche per i colleghi uomini. Poi è l'esperienza che forma l'autista, anche se non si finisce mai di imparare.
    @Diamante: anch'io a volte mi stupisco di tanta curiosità verso la donna camionista eppure come vedi fa sempre notizia. D'altronde ancora oggi si vedono facce stupite nel vederci caricare o scaricare, anche se non siamo più mosche bianche. Per i problemi ce ne sarebbero da dire! credo che il giornalista abbia risaltato la passione e la determinazione che ci spinge a fare questo mestiere… anche se sotto sotto sappiamo che è veramente dura ma nonostante ciò non ci scoraggiamo e andiamo avanti per la nostra strada. Ben vengano domande sulle difficoltà lavorative e i servizi scadenti.

  8. X Mascherinalea …. eccomi , fatto tutto da sola !!! Senza nessun aiuto o accompagno da nessuno …..  nemmeno per la …. prova !!! E quando ho cominciato ero davvero una "mosca bianca" … donne non se ne vedevano molte o non si facevano vedere …. solo tanta passione e voglia di fare questo mestiere …. ciao e buona strada !!!!

  9. Anch'io ho fatto tutto da sola, anzi, contro tutti.  Fin da bambina a chi mi chiedeva cosa avrei fatto da grande, rispondevo: la camionista. E fin da allora mi sono cercata gli amici in quella categoria perchè con loro avevo qualcosa da condividere. Uscivo da scuola, ragioneria, e correvo al vicino scalo della ferrovia per incontrare i camionisti e giorno dopo giorno siamo diventati amici, ma poi ho fatto tutto da sola, dalla patente al cercarmi un posto di lavoro, dal guidare un camion piccolo al passaggio su quello più grande. Ti assicuro che è stata dura, ma non vorrei ancora oggi, l'aiuto di nessuno !!!

  10. @Barbara: ciao, conosco tante ladytruck che hanno intrapreso questo lavoro di loro iniziativa senza avere familiari nel campo, ne fidanzati, mariti, compagni!
    Io stessa, tecnico informatico prima, impiegata multilingue diplomata e con università interrotta di laurea in matematica,  genitori con un negozio di alimentari e mai fidanzata prima ho deciso di conseguire le patenti C – CE – DE – A, su questo blog puoi leggere anche come!
    Per me è stato il contrario, non è stato il mio ragazzo a farmi avvicinare ai camion ma dopo e grazie alla guida dei camion che ho conosciuto Daniele!

    Speriamo e contiamo di poter ricevere e pubblicare le storie di tante ladytruck per sapere come si sono avvicinate a questo lavoro e ovviamente invitiamo anche te a scriverci anche la tua storia per pubblicarla, se ti va, scrivici un email!

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