Mostra fotografica a La Spezia promossa dall'Inail

Mostra fotografica "Antichi mestieri e nuovi rischi". Ecco il nostro "come eravamo"

La Spezia. Sono le operaie addette alla produzione di lampadine nella ditta ?Piero Salmoiraghi? quelle ritratte, in primo piano, mentre correva l?anno 1930 o le lavandaie della Val di Vara emigrate a Cincinnati nel 1910 o, ancora, la bigliettaia del tram del 1940 o, infine, le telefoniste della SIP.
I riferimenti vanno, poi, alle telefoniste del ?call center? dei giorni nostri, alle agenti di Polizia Municipale, alle carrelliste del Porto, alle autiste dei camion.
Volti di donne in primo piano, scene di vita quotidiana, frammenti di storia con una connotazione territoriale precisa, la provincia della Spezia, che raccontano del ?come eravamo? e di ?come siamo?, attraverso le immagini della Mostra fotografica allestita nell?atrio del palazzo del Governo della Spezia in via Vittorio Veneto, 2 che è stata inaugurata venerdì 14 maggio alle ore 11.00.
L?esposizione, promossa dall?Inail, Direzione Regionale e sede della Spezia, Provincia e Prefettura in collaborazione con DonneEuropee Federcasalinghe, Federazione italiana donne arti, Professioni e Mestieri (FIDAPA), sezione spezzina e dall?associazione culturale ?l?Aquilone?, si pone l?intento di accrescere la consapevolezza dell?apporto che le donne forniscono nei contesti lavorativi e sociali e di promuovere la cultura della sicurezza e della prevenzione del rischio con connotazione di genere.
Un obiettivo non da poco se si considera che, su una popolazione residente in Liguria pari a 1.615.064 persone, le donne sono il 42,9% della forza lavoro occupata e contribuiscono alla totalità degli infortuni in regione con una incidenza prevalente nei servizi pubblici e sociali (32%) , nelle attività immobiliari (48,3%), nel commercio al dettaglio (53,6%), nella sanità (74,4%), negli alberghi e ristoranti (58,4%) e nella pubblica amministrazione (59,7%).
"?Con questa mostra di fotografie ? è il commento del Direttore della sede Inail della Spezia, Alessandro Rossini – abbiamo voluto parlare di sicurezza al femminile, non già in relazione alle conseguenze di un infortunio sul lavoro, quanto, piuttosto in una prospettiva, volta a consolidare l?immagine di una figura femminile, che nel corso del tempo ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel tessuto produttivo attraverso l?impegno e l?attitudine a conciliare ambiti e compiti diversi"?.
Ancora una iniziativa di carattere culturale, dunque, quella promossa a La Spezia, dall?Inail, un viaggio che, attraverso gli scatti della macchina fotografica, parla di sicurezza e di ruolo della donna nel tessuto sociale e produttivo, non già attraverso le parole ma puntando dritto alle memorie e alle rappresentazioni in cui un?intera comunità, quella del levante spezzino, si riconosce e si identifica.
Uno sguardo retrospettivo sì, ma con gli occhi puntati sul presente per chi, come l?'Inail, ha fatto della sicurezza sul lavoro, la ragion d?essere e il tema centrale attorno al quale articolare la propria attività di prevenzione, cura e riabilitazione.
E un obiettivo – la sicurezza sul lavoro – che si persegue solo da una molteplicità di prospettive e a partire dall?attivo coinvolgimento di quanti, istituzioni, associazioni, svolgono un ruolo e detengono competenze per la sua tutela.
Orari apertura mostra: dal lunedì al venerdì ore 9/18 – sabato ore 9/12.

Tratto da www.cittàdilaspezia.com e www.inail.it
Auguro Buona Strada a tutte queste lavoratrici, con qualsiasi mezzo la percorrano; ringrazio chi ha voluto inserirci e chi ha prestato la sua immagine in anonimato a rappresentare le Lady Truck.

gisy

C'è posta per noi… – 12

Ciao a tutte,
Ho letto di voi sul quotidiano Alto Adige dell'8 marzo scorso.
Sono una studentessa in grafologia alla scuola di Padova, e sto cercando scritture di donne che fanno un lavoro ancora prevalentemente maschile. In particolare sto cercando di vedere nelle loro grafie come esprimano il loro femminile, avendo a che fare con un mondo maschile.
Ho letto nell'articolo di Rosa di Gregorio, camionista, e mi piacerebbe potermi mettere in contatto con lei. Ma sarei ben lieta se altre ragazze avessere la disponibilità di scrivermi qualche riga al fine di poter procedere con la mia ricerca.
Lascio il mio recapito email: [email protected]
Ringrazio della disponibilità che vorrete accordare a questa mia richiesta.
Cordiali saluti.
Alba Paladin

Un libro…. dal titolo "denigrante".

 Ciao a tutte/icamion


CAMIONISTI UBRIACHI CONTRO IL RESTO DEL MONDO- ed. Due cunti.€2,50

Qualcuno di voi ha mai visto o letto questo libro? Le recensioni parlano di quattro storie ambientate nella Messina del passato, una delle quali ha come protagonista un camionista, unico comune denominatore il fantasma, della vittima  che rimane sul luogo…
Non sono riuscita ad averlo, contattando più di una libreria, ma vorrei proprio leggerlo, visto il titolo denigratorio:” Camionisti ubriachi contro il resto del mondo”; di sicuro effetto per un pubblico in cerca di una categoria da diffamare, poi magari il testo non ha nulla a che vedere con il nostro mondo, ma intanto contribuisce a insabbiare la nostra immagine…
Lo scrittore è Dario Morelli, nato nel 1986 e studente in giurisprudenza nel 2006 quando è uscito il libro… così viene descritto in un blog…

morelli

Dario vive Messina, studia, lavora come present-autore radiofonico, traduttore di libri e lettore di manoscritti per un importante editore nazionale. Ha i requisiti di legge per entrare nell’albo dei giornalisti, ma preferisce evitare certe compagnie.

Da Messina partono tanti colleghi e anche Lady Truck, persone che lavorano con impegno e contribuiscono a far arrivare al Nord ciò che viene prodotto al Sud e viceversa, complementari per l’economia del nostro Paese, nessun libro può sminuire il loro valore.

BUONA STRADA ALLE LADY TRUCK che partono dalla SICILIA!!!

Senza titolo 41

 Da qualche settimana circola questa notizia, frutto di una ricerca, tanto che anche alcuni giornali se ne sono occupati, non so quanto sia attendibile, però fa sorridere che i nostri colleghi uomini abbiano abbattuto uno stereotipo; quello che più mi fa ridere è che prima e seconda classificata sono entrambe "ragazze nate negli anni '60", categoria a cui appartengono anche molte delle Lady Truck… altra curiosità, sarebbe interessante sapere chi sceglierebbero le Lady Truck… strada facendo non si sa mai, si potrebbe studiare un progetto che abbia come finalità un ricavato da devolvere in beneficenza, ma che comporti un sondaggio di questo genere… tanto per unire l'utile al dilettevole…195
 

Se una volta erano le modelle o le veline ad avere uno spazio speciale sull’abitacolo dei camionisti, ora al loro posto sono arrivate due giornaliste: secondo lo studio presieduto dalla sessuologa Serenella Salomoni di Donne e qualità della vita e condotto su 500 camionisti italiani, è venuto fuori che, le più amate sono Monica Setta con il 34% e seconda Lilli Gruber con il 18%.

Il comunicato allegato alla ricerca, così scrive dei camionisti:lilli gruber

Preferiscono avere con sé i volti noti delle anchorwoman della tv italiana piuttosto che i corpi perfetti, ma spesso finti e volgari, delle veline.

Questo testo proviene dal web, riportato in diverse testate.

Vorrei ricordare che Lilli Gruber nel suo penultimo libro "STREGHE" ha inserito la storia della mitica Caterina, appartenente al gruppo delle Lady Truck da quando esiste…
 

BUONA STRADA a Tutte/i!!!