Un camionista… al cinema!

Ciao a tutte/i
in realtà il camionista è protagonista di un film che era in concorso al Festival del cinema di Cannes..

My joy di Sergej Loznitsa – In concorso **1/2

L’opera prima del regista ucraino è inquietante e oscura.

Il protagonista è un giovane camionista, che trasporta della farina. Fermato dalla polizia ad un posto di blocco, finirà in un incubo senza fine, popolato di vecchi soldati, storie di guerra, prostitute bambine.

Il film procede per accumulo, senza soluzione di continuità tra presente e passato, tra realtà e sogno.

Dopo essere stato picchiato e derubato del camion, Georgi, costretto in uno stato di catatonico silenzio, vive in una casa immersa nella neve, dove due donne si prendono cura di lui.

Arriveranno dei soldati addetti al censimento ed un vecchio misterioso, finchè Georgi riuscirà a fuggire, proprio grazie ad un altro camionista.

Ma nella notte i due si imbatteranno di nuovo nel posto di polizia…

Ricostruire una trama fatta di libere associazioni, di continue divagazioni, di grandi quadri non per forza collegati ad un flusso narrativo coerente, è impresa ardua, ma il film di Loznitsa è minaccioso, inquietante ed è capace di restituire tutta la violenza, il sopruso, il caos in cui è sprofondato il paese.

Non solo, ma i continui richiami al passato, alla Seconda Guerra Mondiale, disegnano un quadro ancora più nero, nel quale l’identità di un intero popolo è stata costruita sulla sopraffazione e sul tradimento.

La fotografia di Oleg Mutu è stupefacente: la qualità pittorica, i tagli di luce, l’efficacia drammatica delle immagini di My joy contribuiscono enormemente alle qualità del film ed alla sua tenuta narrativa.

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