Ricordi di Grisignano… ospiti dei Belli & Budelli

 Ciao a tutte/i
Da alcune settimane ci siamo incontrate a Grisignano, al raduno organizzato dai Belli & Budelli, eravamo in tante, abbiamo sacrificato gambe e dignità e non c’è rimasta forza per scrivere…
Nessuna ha scritto, non perché non aveva nulla da dire, solamente che si ha paura di sminuire ciò che in realtà è avvenuto, dimenticare qualcuno o qualcosa… ci sono video e foto in FB ma parole poche… perché esprimere tanta emozione non è facile.
Siamo state sfidate a calcio e abbiamo raccolto, come l’anno scorso la sfida, i nostri amici e fans ci hanno aiutato moralmente, Paolina con la sua forza di aggregazione ha coinvolto altri e così all’appuntamento c’era Paolo con Riccardo,Daniele,Mattia, Stefano,Vittorio,Michele…. Ironicamente in campo e davvero Grandi!!!

 


Personalmente mi sono portata due sostenitrici dall’Emilia, un po’ di tifo non guasta, io e Tania eravamo presenti anche l’anno scorso, ci siamo rimesse in gioco, Romy dalla Romagna non aveva potuto partecipare, perché come i grandi campioni era infortunata e quest’anno ha dimostrato che forse è l’unica ad avere dimestichezza col pallone, Elda sempre disponibile quando c’è da impegnarsi per beneficenza, Sabry  non del tutto convinta ha deciso all’ultimo che non poteva lasciarci da sole, Rò assente l’anno scorso ha speso le ultime energie della giornata per rappresentare il gruppo, Silvia e Chiara hanno dato il loro prezioso contributo venendo dal Trentino, come Narcisa che è arrivata un po’ tardi ma ha contribuito con forza nuova… altre avrebbero voluto portare il loro contributo ma il sabato lavorano e le ringraziamo comunque, altre per impegni e distanza… ma si sa il nostro lavoro è fatto così… grazie ugualmente per il sostegno morale.

Sabato pomeriggio, il tempo è buono e l’umore pure, arriviamo un po’ tutte in ritardo e si va negli spogliatoi dopo aver salutato frettolosamente chi ci ospita e non aver neanche visto i camion…
 

Della partita voglio solo sottolineare l’impegno a divertirsi e far divertire, qualcosa di molto lontano alla parola calcio, la fatica di chi non sa giocare e non è allenato in contrapposizione a chi è veramente bravo. E’ un’occasione unica che solo a Grisignano è possibile, chi era presente sa di cosa parlo. Risate, fiatone, sudore e impegno e qualche caduta… ma ne valeva la pena. Il risultato non conta, solo le emozioni.


Finito il tempo di gioco e le energie dei partecipanti è arrivato il momento “serio”: a sorpresa Paolina e la sua squadra speciale che si è aggregata alla nostra, hanno consegnato alle Lady Truck una lapide in marmo bianco in ricordo di Michela, che c’impegneremo a far posizionare nel luogo in cui è caduta; molti dei presenti non l’hanno conosciuta ma come nella vita, Michela a rappresentare tutti i colleghi che hanno perso la vita sulla strada e quindi eravamo tutti coinvolti, ognuno di noi ha perso qualcuno. “ Buona Strada Cucci”  da Tutte/i noi. Poche parole, sincere.

 

Doccia ristoratrice, un giro per il raduno dei camion e le chiacchiere che erano state rimandate in precedenza, le presentazioni tra chi non si conosceva, gli abbracci con la famiglia Sette, uno sguardo alla fiera e l’aperitivo in attesa dell’arrivo di altri amici per la cena, Paola gentilmente ci fa riservare una stanza al ristorante…arrivati  Daniel, Silvia, Luisa, Renata, Luciano, Elisabetta, Adrien… ci avviamo verso la tavola, dove Tania si adopera per velocizzare il compito dei camerieri troppo presi dalla troppa affluenza della clientela… una serata a cena tra amici, stanchi ma felici …

Una sorpresa: Patrizia di Venezia ci ha mandato una torta, non potendo essere presente, un dolce pensiero rivolto a chi ha speso tempo ed energie, Grazie.

Ci accontentiamo di piccole cose, si aggiungono altri posti a tavola, senza tante storie, basta stare insieme… Il tempo passa è ora di rientrare, ci aspettano tanti kilometri, ci ricordiamo che non abbiamo potuto salutare tanti che non erano con noi, lasciamo l’incarico a chi rimane anche la domenica e imbocchiamo l’autostrada, durante il viaggio commentiamo i momenti più divertenti della giornata e arrivate a Ferrara viene un po’ di tristezza a dover lasciar partire sola Romy per casa, che strano, nonostante tutto, un lavoro indipendente e l’autonomia di una lady truck c’è sempre apprensione… ci ridiamo su e invierà un messaggio appena arrivata; altri kilometri ed è il momento di separarsi da Tania, ma lei è nel cortile di casa e non serve nessun sms, a chi mi accusa di essere un po’ chioccia non posso dar torto…; pochi altri kilometri e schiacciando il pulsante del telecomando del cancello a casa della Tata so che la giornata è terminata, il bilancio è positivo, la stanchezza vale tanta serenità, quella di sapere che siamo un bel gruppo, tosto e spontaneo.
Il mio punto di vista del raduno dei Belli & Budelli è questo, ma eravamo in diverse e ognuna l’ha vissuto in primis, sarebbe interessante leggere da un’altra angolazione.


Ringrazio la famiglia Sette per l’invito, l’ospitalità, ma soprattutto la simpatia con cui ogni volta ci accolgono e l’impegno che investono con costanza per la realizzazione del MONUMENTO al CAMIONISTA, oltre all’impegno, non meno importante di dare un volto umano al camionista che tutti a priori tendono a demonizzare.

 
Arrivederci a GRISIGNANO!!!
 
BUONA STRADA a Tutte/i!!!

Donne… in pericolo

Ciao a tutte/i

oggi ho letto questa notizia e sono rimasta ammutolita, come tutte le altre volte che ho verificato che ci sono etnie che pur di non perdere il possesso sulle loro donne, mogli, figlie o sorelle che siano, sono pronti a sopraffarle fisicamente e nei casi più gravi a ucciderle.
Qui finisce la mia democrazia, di violenti ne abbiamo già in abbondanza  indigeni,  se mantieni un atteggiamento violento nei confronti delle donne della tua famiglia, torni subito da dove sei venuto, perchè questo Paese, almeno con le leggi rispetta le donne.
Non vorrei mai leggere che una madre muore per proteggere la figlia dalle "sprangate" dei familiari…

 3/10/2010 (19:13) – LA TRAGEDIA DELL'IMMIGRAZIONE
Uccisa a sassate dal marito pakistano
La figlia rifiutava le nozze combinate

Butthamad Kahn portato via dai carabinieri a Novi (Modena)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MODENA
Padre e figlio «puniscono» a sprangate la figlia e sorella che rifiuta un matrimonio combinato, poi con un sasso, usato forse solo dal genitore, mettono a tacere la disperata difesa della madre: la giovane è grave, ma non in pericolo di vita, la mamma è morta sotto i colpi di una storia che ricorda quella di Hina Saleem, la pachistana di 21 anni che voleva vivere «in modo occidentale» e che per questo fu sgozzata il 10 agosto 2006 a Sarezzo (Brescia) nella casa dei genitori.

Una similitudine rovesciata. Là morì la giovane Hina Saleem e la madre di fatto accettò le scelte del padre. Qua è la mamma di Nosheen Butt a pagare il prezzo più alto per una ribellione ritenuta evidentemente oltraggiosa da «morire». È successo nel pomeriggio attorno alle 16.30 nel cortile di un edificio del centro abitato di Novi di Modena, via Bigi Veles 38. In quella casa la famiglia e i cinque figli vivono da alcuni anni e all’interno del giardino si consuma il dramma, ancora tutto da definire e da decifrare. Ma sembra proprio, almeno così si apprende nell’ambiente investigativo, che la ventenne Nosheen si sia ribellata alla decisione familiare di affidarla in sposa a un connazionale. Pare che in casa in quel momento ci siano anche due degli altri tre figli più piccoli che la coppia, Hamad Kahn Butt, operaio di 53 anni, e Begm Shnez, 46, ha generato, mentre la terza, la più grandicella, sarebbe stata fuori. Sembra che a colpire la ragazza, con una spranga che l’ha ridotta in gravi condizioni, sia stato il fratello di 19 anni, Humair Butt, anche lui operaio, aiutato dal padre, che poi avrebbe impugnato una pietra con la quale colpire la moglie, di 46 anni, uccidendola.

Alla scena hanno assistito alcuni vicini, che hanno chiamato i soccorsi. Sono intervenuti il 118, per una corsa verso il grande ospedale di Baggiovara in cui se non altro è stata giudicata non a rischio di morire la figlia «ribelle», e i carabinieri, che sono riusciti a fermare padre e figlio e a portarli in caserma a Novi per un lungo interrogatorio: hanno scelto di fare scena muta, di non rispondere alle domande.

Sono molti gli interrogativi che restano aperti quando è ormai calata la notte sul paesone della ricca provincia modenese che tanta immigrazione ha attirato negli ultimi anni. È grande la comunità pakistana, impiegata soprattutto in agricoltura. Ma sconcerta la somiglianza tra questa storia di cronaca nera e quell’altra di quattro anni fa nei dintorni di Brescia, per la quale Mohamed Saleem, il padre di Hina, è stato condannato a 30 anni di carcere, insieme con i due cognati della vittima per hanno avuto 17 anni a testa per avere aiutato il padre ad occultare il cadavere. A Novi un rifiuto di nozze combinate, a Sarezzo la voglia di vivere liberamente la relazione col proprio fidanzato italiano. In entrambi i casi, la logica del possesso fino alle più estreme conseguenze ha reso spietati assassini due padri. E soggiogate fino alla morte le mogli, le figlie.

Tratto da : La Stampa.it