Donne… in pericolo

Ciao a tutte/i

oggi ho letto questa notizia e sono rimasta ammutolita, come tutte le altre volte che ho verificato che ci sono etnie che pur di non perdere il possesso sulle loro donne, mogli, figlie o sorelle che siano, sono pronti a sopraffarle fisicamente e nei casi più gravi a ucciderle.
Qui finisce la mia democrazia, di violenti ne abbiamo già in abbondanza  indigeni,  se mantieni un atteggiamento violento nei confronti delle donne della tua famiglia, torni subito da dove sei venuto, perchè questo Paese, almeno con le leggi rispetta le donne.
Non vorrei mai leggere che una madre muore per proteggere la figlia dalle "sprangate" dei familiari…

 3/10/2010 (19:13) – LA TRAGEDIA DELL'IMMIGRAZIONE
Uccisa a sassate dal marito pakistano
La figlia rifiutava le nozze combinate

Butthamad Kahn portato via dai carabinieri a Novi (Modena)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MODENA
Padre e figlio «puniscono» a sprangate la figlia e sorella che rifiuta un matrimonio combinato, poi con un sasso, usato forse solo dal genitore, mettono a tacere la disperata difesa della madre: la giovane è grave, ma non in pericolo di vita, la mamma è morta sotto i colpi di una storia che ricorda quella di Hina Saleem, la pachistana di 21 anni che voleva vivere «in modo occidentale» e che per questo fu sgozzata il 10 agosto 2006 a Sarezzo (Brescia) nella casa dei genitori.

Una similitudine rovesciata. Là morì la giovane Hina Saleem e la madre di fatto accettò le scelte del padre. Qua è la mamma di Nosheen Butt a pagare il prezzo più alto per una ribellione ritenuta evidentemente oltraggiosa da «morire». È successo nel pomeriggio attorno alle 16.30 nel cortile di un edificio del centro abitato di Novi di Modena, via Bigi Veles 38. In quella casa la famiglia e i cinque figli vivono da alcuni anni e all’interno del giardino si consuma il dramma, ancora tutto da definire e da decifrare. Ma sembra proprio, almeno così si apprende nell’ambiente investigativo, che la ventenne Nosheen si sia ribellata alla decisione familiare di affidarla in sposa a un connazionale. Pare che in casa in quel momento ci siano anche due degli altri tre figli più piccoli che la coppia, Hamad Kahn Butt, operaio di 53 anni, e Begm Shnez, 46, ha generato, mentre la terza, la più grandicella, sarebbe stata fuori. Sembra che a colpire la ragazza, con una spranga che l’ha ridotta in gravi condizioni, sia stato il fratello di 19 anni, Humair Butt, anche lui operaio, aiutato dal padre, che poi avrebbe impugnato una pietra con la quale colpire la moglie, di 46 anni, uccidendola.

Alla scena hanno assistito alcuni vicini, che hanno chiamato i soccorsi. Sono intervenuti il 118, per una corsa verso il grande ospedale di Baggiovara in cui se non altro è stata giudicata non a rischio di morire la figlia «ribelle», e i carabinieri, che sono riusciti a fermare padre e figlio e a portarli in caserma a Novi per un lungo interrogatorio: hanno scelto di fare scena muta, di non rispondere alle domande.

Sono molti gli interrogativi che restano aperti quando è ormai calata la notte sul paesone della ricca provincia modenese che tanta immigrazione ha attirato negli ultimi anni. È grande la comunità pakistana, impiegata soprattutto in agricoltura. Ma sconcerta la somiglianza tra questa storia di cronaca nera e quell’altra di quattro anni fa nei dintorni di Brescia, per la quale Mohamed Saleem, il padre di Hina, è stato condannato a 30 anni di carcere, insieme con i due cognati della vittima per hanno avuto 17 anni a testa per avere aiutato il padre ad occultare il cadavere. A Novi un rifiuto di nozze combinate, a Sarezzo la voglia di vivere liberamente la relazione col proprio fidanzato italiano. In entrambi i casi, la logica del possesso fino alle più estreme conseguenze ha reso spietati assassini due padri. E soggiogate fino alla morte le mogli, le figlie.

Tratto da : La Stampa.it

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0 commenti su “Donne… in pericolo

  1. odio queste storie.  ma ce ne sono tantissime di simili, che non riescono neppure a venire alla luce.  donne che spariscono A DECINE,  come afferma quell'associazione di donne marocchine in lombardia. I familiari  dicono: "sono tornate in pakistan, sono tornate  in algeria, ecc. " e la polizia non indaga di più.  Intanto, le rose dei loro giardini crescono con più vigore.  Se Hina non avesse avuto il fidanzato italiano che ha fatto il diavolo a quattro, anche lei avrebbe finito per  ingrassare le rose del suo giardino. Queste forme di barbarie in piena Italia sono inaccettabili e dimostrano l'incompatibilità per l'islam più retrivo, di adattarsi alla vita in occidente.

  2. @ commento 1    Apprezziamo il tuo contributo, ma per correttezza nei confronti di chi legge e chi scrive, chiediamo una firma, da sempre.

    @PrettyVivian     Grazie per la tua opinione firmata; tante volte si sentono queste storie e sembrano poter succedere solo lontano da noi, io abito nella stessa provincia e sarò provinciale ma in questi casi mi viene da pensare che non siano pronti ad essere ospitati dal nostro paese;  il mondo mediatico si preoccupa di una lapidazione a migliaia di kilometri e sotto i nostri balconi, decine, centinaia di donne vengono prese a "sprangate" perchè non accettano le regole imposte dai loro uomini, un matrimonio imposto è una violenza unica, che si protrarrà nel temo e una madre ha cercato di difendere la figlia… sacrificando la propria vita; non è sufficente un processo penale a ridarle la vita… speriamo che i maschi di quella famiglia, ora comprendano l'errore… altrimenti questa donna sarà morta inutilmente.

  3. anonimo il said:

    Vivo in una cittadina dove la presenza islamica è sempre più massiccia,e la cosa non mi piace, si nota veramente la differenza di cultura e di comportamento. Vedi queste donne intabarrate sia in estate che d'inverno,non hanno diritti e sfornano figli uno dietro l'altro ne vedi uno in culla e la pancia già grossa, mentre gli uomini a parole seguono l'islam e poi li vedi al bar con il gin tonic od il wiskey davanti ,lap top a cazzeggiare da mane a sera!! Ma la cosa che mi amareggia è vedere bambine già costrette al velo a 5/6 anni!!! Io vado spesso a Londra x studio e lavoro e la prima cosa che m'hanno spiegato è che IO ero a casa loro e dovevo rispettare usanze,cultura e rispetto x gli altri!!! Questa gente arriva e pretende che siamo noi ad adeguarci a loro e non viceversa!!! A proposito avete visto a Le Iene il filmato schock dove venivano mostrati BAMBINI di 4/5 anni costretti a battersi in incontri di tay box ??Allucinante, siamo nel 2010 e continuiamo a vedere moltiplicate le violenze sulle donne e bambini costretti a massacrarsi di botte x 60 euro !!!!La cosa più schifosa è che la maggior parte degli spettatori sono EUROPEI!!! Gli stessi che vanno in Thailandia x i tour del sesso con bambini!!! Ribelliamoci a tutto ciò, condanniamo chi riduce le donne in schiavitù con matrimoni conbinati,lottiamo x l'abominevole pratica del SUTTHY(non sò se l'ho scritto giusto scusatemi) dove le donne devono buttarsi sulla pira funebre del marito e bruciare vive pena diventare PARIA ovvero intoccabili,rifiuti della società!!!Ben vengano gli stranieri a casa nostra ma con regole civili e di buona convivenza con chi gli ospita.Le donne sono esseri umani, non merce di scambio!!!!

  4. anonimo il said:

    scusatemi sono sempre Adriana, volevo solo farvi conoscere una pratica diffussissima in India ma che non fa notizia come una lapidazione. Il SUTTI ,ripeto spero di scriverlo correttamente ma…,è una vera e propria barbarie ed è aberrante pensare che ci siano ragazzine adolescenti o poco più grandi, che x una legge religiosa debbano immolarsi e ripeto IMMOLARSI sulla pira funebre del congiunto!!! Queste ragazzine vengono costrette a sposare VECCHI normalmente dai 65/70 anni quindi sono ragazzine a cui viene negata l'infanzia e cosa più importante ,l'adolescenza ed una vita da ESSERE UMANO!!! Capita poi che il VECCHIO muoia e la donna x non disonorare la famiglia e non perdere la dote debba BRUCIARE VIVA SULLA PIRA FUNEBRE!! Salviamo pure chi ha ammazzato il marito in conbutta con l'amante, ma a QUESTE PICCOLE DONNE CHI CI PENSA????Pensiamo a noi donne libere quando ci scottiamo su di un fornello,fa male vero??' Pensiamo doverci buttare su di un falò!!!Quelle povere donne non hanno diritti,un topo di fogna è più tutelato,hanno solo doveri ,AMARE,RISPETTARE,MORIRE!!!Battiamoci affinchè queste aberrazioni non abbiano più luogo, xchè ogni donna indifferentemente da fede e religione possa essere DONNA e non OGGETTO di compravendita!!!Scusate lo sfogo, sono solo una studentessa universitaria e lavoratrice, ma parlando con certe amiche scopri realtà allucinanti che leggendo il vs blog ci accomunano agghiacciamenti a parte saluti a tutte!!!

  5. Grazie Pretty Vivian e Adriana del vostro intervento. E' veramente vergognoso che al giorno d'oggi si devono assistere a fatti così scabrosi, di donne e bambini oggetto come proprietà su cui decidere la sorte delle loro vite. Per mezzo di regole inventate dall'uomo padrone a suo vantaggio ma che ci sia un pò di rispetto a chi ti fa da serva e ti crea una famiglia non esiste.  Ora a personaggi del genere ovvero a quel padre e figlio non si saprebbe che pena applicare, colpevoli di aver abusato delle regole del loro paese con la violenza e fanatismo, anche se credo che per loro è normale se non lecito tale comportamento. Ma le donne, come i bambini, sono PERSONE E DEVONO ESSERE TRATTATE DA PERSONE PERCHE' TUTTI HANNO IL DIRITTO DI VITA!!!!! 
    concludo con certezza che ormai siamo veramente alla fine…

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