"Noi, le camioniste felici"

Ciao a tutti.

Giravo per il web, ho trovato questo articolo sul sito de "IL TIRRENO" di Livorno  di qualche mese fa, sui lavori maschili delle donne, naturalmente ci sono anche le camioniste!
Qualcuna è anche una delle nostre amiche!
Buona lettura e buona strada sempre!

Noi, le camioniste felici

Ma come siamo brave al volante dei Tir

 
di Ludovica Monarca

Aveva 12 anni Alessia Zanaboni quando il padre le disse: «Monta sul camion». Da allora non ha smesso di guidare. Racconta che fare la camionista le dà un grande senso di libertà. E non è la sola donna a cui piace guidare Tir e sfrecciare sulle autostrade della penisola e di Europa. Si è sempre pensato all'uomo quando si parla di Tir. Invece le donne al volante di bisonti aumentano. E, per la verità, come raccontiamo in questa pagina, sono sempre più le donne che fanno i lavori dei maschi. Dalla scaricatrice di porto all'imbianchina. Dalla meccanica di auto all'elettricista. Alla vigilia della festa delle donne le nostre storie sono un omaggio alla parità dei sessi. E al coraggio femminile per ottenerla. (M.L.)  
Io, donna falegname. Viola Pineider, fiorentina di 29 anni, dopo tanti sacrifici, è riuscita ad aprire la sua bottega di falegnameria. Tra lei e il legno è stato amore a prima vista da quando, dopo aver frequentato un corso alla scuola edile di Firenze, fece uno stage di 3 mesi da un falegname. Terminati gli studi ha cercato di essere assunta in una bottega, sentendosi dire di no. Finché ha trovato chi l'ha presa in considerazione. «Non è semplice riuscire a trovare qualcuno disposto a insegnarti un mestiere così difficile, specialmente se sei donna. Anche adesso quando chiamano in bottega chiedendo del falegname e rispondo "Sono io", il cliente spesso non crede che possa essere una donna».
 Isabella, la portuale. Da facchino di porto a presidente della Compagnia dei portuali. E' il sogno segreto di Isabella Isetto, livornese, 36 anni, portuale di Livorno. «Ma non lo scriva, altrimenti i miei colleghi…», sorride Isabella, figlia di una famiglia di portuali. «Certo, perché non pensare un domani ad una donna a capo della Compagnia dei portuali? Io sono ambiziosa e mi piacerebbe occupare posti di rilievo», spiega la Isetto. E' partita dal basso, nonostante una laurea in biologia. Al porto ha cominciato come facchina: metteva le aste di ferro per fissare i contenitori. Oggi si occupa dello sbarco dei contenitori dalle stive delle navi. «Ma la pesantezza del lavoro non sta tanto nello spostare oggetti pesanti quanto nei turni, soprattutto quelli notturni. A volte faccio il turno dalle una di notte alle sette e mezzo del mattino. Sono una mamma con un bambino di sei mesi, Leonardo, ed è davvero dura», racconta la Isetto.  

Meccanica di auto. «I clienti quando si trovano davanti una donna in tuta pronta a riparare la loro auto, rimangono un attimo perplessi, ma in maniera divertita. Alcuni invece sono subito entusiasti e mi riempiono di complimenti», racconta Alessandra Marinari, 33 anni, di Portoferraio, dove lavora come meccanica nell'officina che una volta era di suo padre. Risolvere problemi complicati, aggiustare motori, guidare il carro attrezzi, effettuare il soccorso stradale, è per lei un vero divertimento. Alessia non crede che ci siano lavori da uomini o da donne, ma semplici passioni da realizzare.  
A 12 anni sul camion. «Mio padre mi ordinò: sposta quel camion. E io lo feci. Da allora non mi sono staccata più dal volante», racconta Alessia Zanaboni, 31 anni, camionista di Venturina. Le piace da morire guidare i camion, spiega. Ha cominciato a 12 anni. La Zanaboni sostiene che andare giù e in su per l'Italia le dà «un grande senso di libertà». Ha cominciato nell'azienda del padre, ma oggi è dipendente in un'altra ditta e oltre che girare la penisola va spesso in Francia. Viaggiare le dà la possibilità anche di vedere che effetti fa la crisi. «Ho visto in Lombardia un'azienda che tre anni fa aveva 300 dipendenti, oggi in gran parte messi in cassa integrazione», racconta.  
Se il cliente è scettico. «Aveva lavorato con me per settimane e non mi ha riconosciuta un sabato pomeriggio in un centro commerciale. Abituato com'era a vedermi in tuta e senza trucco…», racconta divertita Azzurra Landi, 29 anni, tecnica di revisioni auto di Rosignano, dello stupore di un suo collega di lavoro. Azzurra è contenta del suo lavoro. «Capita che qualche cliente, sul momento, non voglia che sia una donna a fare la revisione della sua auto. Ma io spiego che sono estremamente professionale e brava. Alla fine si ricredono tutti. E' la mia sfida vinta», conclude Azzurra.

Le sorelle delle scatole. Mila, Maura e Simona Alfaroli sono tre sorelle di Empoli che insieme gestiscono uno scatolificio. Hanno rispettivamente 55, 51 e 47 anni. Il loro lavoro non si limita alla sola amministrazione: guidano i camion, lavorano alle macchine, caricano e scaricano materiali. «E' senza dubbio un lavoro faticoso e stancante. Lo scetticismo e la diffidenza di molti colleghi e clienti si combatte con l'impegno». Secondo Mila le donne nel mondo del lavoro sono sottovalutate e ostacolate, quando invece andrebbero sostenute e valorizzate. «M'innervosisce sapere che ancora oggi la maternità venga vista come un problema da molte aziende», conclude Mila.
 Mara l'elettricista. «Mi dispiace, anche se sei preparata, non posso assumerti come elettricista. Per esperienza, so che i clienti non si fidano delle donne per lavori pesanti come questo», così Mara Cugusi, 32 anni, si è sentita rispondere da diverse ditte quando cercava lavoro come elettricista. Nata a Montepulciano nel 1979, dopo aver frequentato un corso per elettricista civile e industriale, aveva cominciato subito a cercare lavoro nel suo ambito ricevendo però una serie di riposte negative. Non si è lasciata abbattere e adesso lavora da 7 anni come tecnica luci per spettacoli a teatro e festival.  
Serena, l'imbianchina. Serena Bianchi ha 40 anni ed è nata a Firenze. Fa l'imbianchina e pensa che esistano lavori che sono oggettivamente più faticosi rispetto ad altri, ma ciò non implica che una donna non possa riuscire a farli. «E' semplicemente questione di avere la determinazione di scegliere ciò che ti piace davvero. In cantiere non ho mai subito alcun tipo di discriminazione. Anzi, mi sento coccolata, sia dai clienti che dai colleghi». Serena è inoltre un'insegnante di pugilato, anche se non è mai salita sul ring.
 Le camioniste di Capannori. Giovanna Cinquini, trentatreenne di Capannori, non solo affronta lunghi percorsi senza paura, ma con la guida sicura ed elegante a bordo della sua "smart" – così chiama scherzosamente il suo camion – è stata capace di ispirare un'altra ragazza – Giulia Benetti, 28 anni – a intraprendere la sua stessa professione. Giulia dei camion è letteralmente innamorata: «Rispetto a tanti camionisti che si trovano a fare questo lavoro per necessità, la mia è davvero una scelta di passione». Adesso Giulia, come Giovanna, vive a Capannori. Vuole sottolineare che non ha mai subito discriminazioni nel suo lavoro «anzi, spesso si dimostrano più permissivi con me. Capita che mi aspettino per scaricare anche se sono in ritardo perché sono una donna e forse mi vedono più indifesa», dice.  
La marcia in più delle donne. «Le donne, specialmente le mamme, hanno una marcia in più. Possono riuscire a fare qualsiasi cosa, anche grazie alla forza che ti da l'amore dei figli», così risponde Rosa Calabrese, 44 anni, autotrasportatrice di Pisa, a chi le chiede se il suo non sia un lavoro troppo faticoso per una donna. Dopo aver lavorato come cassiera e assicuratrice ha deciso di aprire una sua attività e conciliarla con una sua grande passione: la guida. «Se non dovessi scaricare tutti i pancali di merci sarebbe un lavoro quasi perfetto. A volte torno a casa distrutta, ma mi basta sentire mio figlio dire che è orgoglioso di me che riprendo forza».

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