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Archive for Gennaio, 2013

Buon compleanno Lissy!

Il 30 gennaio ha compiuto gli anni Lissy!!! auguri da tutte noi!!!

Lissy

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Auguri Alessia Ribelle!!!

Oggi tocca a te Ale ricevere una cartolina di auguri da tutte le tue colleghe!!!

Alessia 2

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Quanto vale il tempo dei camionisti?

In un mondo sempre più di corsa e sempre più egoista e menefreghista (esagero?) quanto costa il tempo di un camionista? Se mai ha un costo…
Forse dovrei dire quanto importa agli altri il tempo che ti fanno perdere in inutili (sbaglio??) attese?

31 12 2012 (1)

Eppure, nei luoghi dove i camionisti vanno, a caricare, a scaricare, a fare dogana, ecc., dovrebbe avere un valore…Dovrebbero essere a conoscenza del tempo…della sua importanza…
Mi capita spesso di parlare con Chiodo, ma anche con altri amici che fanno container, del FAMIGERATO CAMBIO TURNO nei porti. In che cosa consiste? Consiste semplicemente nel tempo che trascorre da quando un addetto scende dal carro ponte e ne sale un altro per continuare le operazioni di carico e scarico dei container. Per esempio al VTE (famoso porto genovese) ci vogliono MINIMO 45 MINUTI.
Minimo 45 MINUTI per scendere e salire…
Minimo 45 MINUTI nei quali i camion si ammucchiano inevitabilmente nelle corsie in attesa del loro pezzo da caricare….
Minimo 45 MINUTI che alla fine diventano un’ora abbondante, a volte anche due, se sei sfortunato di trovarti in fondo a qualche corsia…
45 MINUTI e oltre, che nessuno retribuisce, ma peggio ancora che vanno ad accumularsi al monte ore di impegno dell’autista. E’ già, perché i tempi sono cambiati…ora bisogna stare attenti a tutto. Anche all’impegno. E allora? Cosa si fa se un autista che arriva al porto con ancora almeno due ore di impegno, non riesce a venirne fuori rispettando le regole al minuto come pretendono quelli che poi fanno i controlli? Quelli che poi scrivono i verbali, quelli che poi tolgono i punti…??
Rimane dentro a fare la pausa delle nove/undici ore? Non è ammesso dal regolamento portuale però.
Deve trovare qualcuno che gli porta fuori il camion e poi fermarsi nove/undici ore nel piazzale? Ma non si può far guidare il camion a chicchessia…è una regola anche questa…
Dovrebbe avere qualcuno che dalla sede della ditta viene a prendere il camion e gli lascia un’auto per tornarsene a casa (questa poi non l’ho mai capita: se sono pericoloso a guidare il camion, non lo sono più se salgo su una vettura?).
E se è un padroncino che non ha nessuno che può fargli questa “cortesia”? Cosa fa?
Qualcuno ce l’ha una risposta SERIA??

31 12 2012 (2)

Poiché tutto il problema viene creato dalla disorganizzazione cronica dei tempi di lavoro degli addetti ai carri ponte, e non per colpa dei camionisti che si trovano loro malgrado invischiati in questa rete…(Due ore per caricare un container sono un po’ troppe, no??? Due ore ci stanno per riempirlo un container, non per prenderlo pieno e appoggiarlo su un pianale!) …vorrei girare questa domanda ai DIRIGENTI del Porto, a quelli che organizzano il lavoro degli addetti ai carri ponte. A loro, perché sono loro che hanno il potere di fare cambiare le cose!

Ho una nipote che faceva l’infermiera in ospedale, che faceva i turni.
“Ele – le ho chiesto – ma voi quanto ci mettevate a cambiare il turno?”
Mi ha risposto che, dopo che il turno era finito, doveva stare li comunque a “passare le consegne” alla collega che prendeva il suo posto, passare le consegne significa stare li a spiegare tutto quello che c’è da fare in reparto, le terapie per ogni malato, se qualcuno deve essere portato a fare qualche esame, ecc., significa stare li ancora minimo 10/15 minuti (non retribuiti) se bastano…perché se nel frattempo qualche paziente chiama bisogna andare…e i tempi si dilatano.
Un Porto non è un Ospedale, ma se si fanno i turni, non ci devono essere tempi morti cosi ABBONDANTI… o no?

Quello che ho raccontato sui cambi turno non è soltanto per sentito dire, ci sono “passata” anch’io…ho visto con i miei occhi l’orologio girare, il tempo scorrere, l’attesa farsi snervante…i camionisti sopportare questa ulteriore mancanza di rispetto nei loro confronti…
Buon lavoro a tutti…

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“Schilpario!!” Un’altra storia d’epoca!!

Ciao a tutti!
Il nostro amico Vincenzo ha di nuovo “interrogato” il suo papà, si è fatto raccontare di un viaggio un pò particolare da sud a nord negli anni ’50! Da leggere tutto d’un fiato!!! Grazie Vincenzo per continuare a condividere con noi i racconti di tuo papà, un abbraccio a tutti e due e …aspettiamo sempre nuove storie! Buona strada!!

vincenzo corsi 1 r

Il Lancia Esatau, Giulio (a destra) e Umberto

SCHILPARIO!

Da qualche tempo mi capita di vedere sulla tv digitale un reality dal titolo “ Gli Eroi del ghiaccio”,
camionisti che operano sulla “ice road”, le strade ghiacchiate dell’Alaska o del Canada durante l’inverno polare.
Gli episodi sono molto belli, gli americani sono bravissimi a enfatizzare e a rendere eroiche vicende anche difficili ma che certamente molti di voi qualche volta si sono trovati ad affrontare.
M piacerebbe l’idea che anche in Italia a qualcuno venisse in mente di realizzare qualcosa di simile sui nostri “Eroi della strada”, fanno tante fiction solo per Carabinieri, commissari di Polizia e altro.
Il mio pensiero va soprattutto a quella generazione di camionisti che sono i nostri padri o nonni che percorrevano l’Italia in lungo e largo su automezzi e su strade impensabili ai giorni nostri, a volte sento delle storie che anch’io stento a credere ma sulla cui veridicità ho sempre avuto conferme da più parti, e siccome non posso realizzare un reality provo almeno a scriverle.
Negli anni 50, il mio vecchio, Giulio, con suo fratello Umberto faceva viaggi verso il nord dell’Italia,
spesso con carichi di legna proveniente dai monti Ernici, in Ciociaria, al confine con l’Abruzzo. Chissà che avevano di particolare questi legnami da portare al nord, anche sulle alpi, dove evidentemente ne hanno da vendere loro a noi, ma questo non era importante, il viaggio e la consegna si sa è la prima cosa.
Il loro camion non era un Kenworth, un Peterbilt o un Freightliner da 400 o 500 CV degli “Eroi del ghiaccio”, ma un bellissimo Lancia Esatau che io chiamavo “il musetto” perché come quelli americani aveva il muso e per me era anche più bello; il nostro era rosso e giallo, lo ricordo appena come in un sogno, ero troppo bambino. All’epoca del racconto, nel 1955, era nuovo di zecca con un rimorchio Viberti 3 assi, la destinazione del viaggio era Schilpario (BG), con un carico di legna per circa 25 ton.
Schilpario! Ho cercato sulle mappe, ricostruendo il tracciato che percorrevano allora, erano circa mille chilometri! Nella Val di Scalve sulle alpi, lontanissimo da noi, da Frosinone.
La partenza fu nel primo pomeriggio, dopo una mattinata dedicata al carico in quel di Guarcino (FR) sulla strada per Campocatino, a 1200 metri s.l.m.

Vincenzo corsi 2 r

Il valico di Forca Caruso sulla Tiburtina Valeria, d’inverno sempre soggetto a violente bufere di neve.

La strada in Abruzzo è subito tortuosa e a Forca Caruso, il passo appenninico tra il Tirreno e l’Adriatico, si scollina 1100 metri, sulla SS Tiburtina Valeria. E’ l’alba, sull’Adriatico si ammira il sole nascente e sullo sfondo alcuni pescherecci che escono in mare, una cartolina! La strada adesso dopo Pescara è sempre in pianura. Pausa pranzo di solito in Emilia Romagna, il papà ricorda con più precisione un ristorante a Ponte Taro (PR), subito a sinistra dopo il ponte sull’omonimo fiume, chissà se c’è ancora?
La mattina dopo a Milano ritrovo in piazzale Corvetto con altri due amici camionisti con lo stesso carico su un’Alfa 900. Appuntamento con il mediatore con il quale si convenne di ritrovarsi in una località dopo Darfo (BG), era necessario trasferire parte del carico su di un altro mezzo al fine di limitare l’altezza poiché per Schilpario erano presenti tratti di strada e gallerie scavate nella roccia così basse che avrebbero potuto impedirne il transito.
I problemi quel giorno erano già cominciati fuori Milano, per una deviazione dalla statale i nostri si sono ritrovati a transitare in un paese dove in una curva tra le case il rimorchio stringeva troppo e non riusciva a passare, detto fatto lo sganciano dalla motrice e sterzano il timoneSi giunge a Darfo e superata la cittadina, si prosegue sulla statale per Schilpario, questa strada, la SS 294 mi dicono fosse chiamata “la Via Mala” che è tutto dire; strettissima in alcuni tratti, incastonata tra pareti di montagne e fiume, uno spettacolo della natura! Gli amici con l’Alfa 900, anch’esso con rimorchio, procedevano lentamente davanti all’Esatau, la strada era stretta e la pendenza evidentemente elevata, l’Alfa arranca e a un certo punto si ferma senza avere lo spunto e la potenza per ripartire.

vincenzo corsi 3 r

La “Via Mala” per Schilpario negli anni ’50

 
Strada bloccata, non era possibile procedere nemmeno nell’altro senso e in poco tempo si forma una coda di autoveicoli fermi ad aspettare. Si cerca di ripartire ma l’Alfa potrebbe rompere il differenziale e il camionista desiste da altri tentativi. Passano i minuti e tutti si guardano attorno pensando a una soluzione, non era possibile trainare il camion con altri mezzi, sganciare il rimorchio o altro. Chissà come commenterebbe il cronista di “Eroi del ghiaccio” questo momento!
Un pullman con turisti svizzeri era lì ad aspettare come altri automobilisti, ed eccola la soluzione! Forza ragazzi, se non si spinge il camion, possiamo mettere su le tende, cosi gli svizzeri, forse 40 o più si mettono in riga e insieme con altri automobilisti con grande coraggio spingono con tutta la loro forza il camion e il rimorchio, ed ecco che l’Alfa supera sullo spunto la pendenza e si rimette in marcia!
Che tempi, che strade, che camion! L’Esatau, una limousine per i camionisti di allora, era, come altri camion, senza servosterzo e con soli 132 CV in salita era così lento che il secondo autista poteva scendere, controllare le gomme e risalire con il mezzo sempre in marcia! Il leone che lo guidava oggi è un po’ acciaccato e un po’ appannato, qualche giorno fa gli dissi, papà vediamoci questo film americano sugli “Eroi sul ghiaccio”, lui se lo guarda e dopo un po’ mi dice: ma questi che stanno facendo? Una gita sulla neve?

Vincenzo Corsi

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Un aiuto per i nostri amici a 4 zampe

Ci scrive Vera, nostra amica e futura lady truck 🙂

Vera

“”Ciao amiche, come state? Volevo proporvi una cosa per beneficenza… ho in mano un calendario molto speciale, si intitola ”fetish pets e love 2013” ed è stato fatto da alcune coraggiosissime donne come noi che per aiutare i cani nei rifugi e ci hanno messo la faccia.  Io mi chiedevo, vi andrebbe di acquistarne qualcuno da mettere sui vostri camion? Il costo è di 8€ più 3 x la spedizione, se si vuole risparmiare sulla spedizione basta inviarli tutti allo stesso indirizzo e poi.. ve li darete.. poi se qualcuno vuole fare un offerta, tutti i soldi saranno poi devoluti al canile sanitario di Turi (BA) gestito da Gaetano Pirulli, presente su facebook, e a un rifugio per conigli. Se siete interessati scrivete alla ragazza che li ha fatti, è ”Lara Lopez Morphine” rintracciabile su facebook. Questo è il mese di gennaio… gli altri mesi sono uno più bello dell’altro!

mese di Gennaio

Grazie in anticipo a chi lo acquisterà! Ciao  donne buona strada!!””” Vera

Sembra che sono rimaste poche copie ancora, quindi affrettatevi!!!!

 

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C’è posta per noi…

Abbiamo ricevuto questa email, la pubblico volentieri e ringrazio gli organizzatori!!

17 gennaio 2013

SABO ROSA: LA CAMIONISTA DEL 2013 CHI SARÀ?

(BOLOGNA). C’è tempo fino al 24 febbraio per inviare la propria candidatura (o per candidare un’altra persona) per il Sabo Rosa 2013, il tradizionale riconoscimento che ogni anno, nel giorno della Festa della Donna, viene conferito a una lavoratrice del mondo dei trasporti (di merci o di persone). Il “premio” consiste in un raro ammortizzatore speciale, tutto rosa, prodotto in edizione limitata (uno all’anno) e in un pranzo in onore della “vincitrice”.

Hanno diritto a ricevere il Sabo Rosa: autiste di camion, bus, autoscale; meccaniche, dirigenti di aziende di trasporto, dipendenti o lavoratrici autonome in ogni settore della filiera: dalla produzione alla ricambistica, passando per la logistica. Per esprimere la candidatura si può compilare in pochi minuti l’apposito form accessibile dalla home page del sabo.it. La giuria che valuterà le candidature sarà composta da giornalisti e da dirigenti del main sponsor: la Roberto Nuti Spa, azienda leader nei ricambi per veicoli industriali. La cerimonia di consegna del Sabo Rosa avverrà nella sede bolognese del Gruppo, fondato mezzo secolo fa da Roberto Nuti. Per ulteriori informazioni scrivere a: [email protected]

Il Sabo Rosa è stato istituito nel 2010 e, finora, è stato consegnato a un’autista dei Vigili del Fuoco e due camioniste: una bolognese, una livornese e una modenese. Chi sarà la prossima festeggiata?

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2010 – Elena

2011 Daniela

2011 – Daniela

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2012 – Gisella

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Dall’anno 1961… un pò di storia…

Questi video mi piacciono un sacco… raccontano la nascita dell’autostrada, danno consigli di guida…poco ascoltati dagli italiani e fanno pubblicità comparativa!!!

Secondo me sono bellissimi!

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La foto della settimana

Questa foto l’ho scattata questa settimana in Toscana.

Ci ero passata davanti già altre volte e mi aveva incuriosito. Il soggetto mi ha fatto pensare ad una “installazione” artistica, anche se la location, su un prato, è un pò fuori mano 🙂

Comunque è un pò strana…. anche un pò inquietante direi! E fa pensare…. L’auto incidentata,  tutte quelle bottiglie, ce ne sarà voluto di tempo per realizzarla…

9 1 2013

(  Definizione di “installazione”:  http://www.artonweb.it/artemoderna/linguaggiartemoderna/articolo1.htm )

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Auguri Monimiao!!!!!

Oramai sono quella degli auguri….soprattutto di quelli di compleanno!!

Siamo nel segno del Capricorno, cosi sono andata a vedere se le caratteristiche del segno corrispondono con quelle della persona, su wikipedia ho trovato queste notizie:

“Secondo l’astrologia occidentale, le persone con posizioni di rilievo in questo segno zodiacale presentano una tendenza al distacco e all’introversione. Sono ombrose e pessimiste, ma profonde, responsabili e affidabili nell’amicizia. La loro indole ambiziosa le porta a perseguire i loro obiettivi con determinazione. Sono dotate di pazienza, costanza e serietà. Con le persone care amano rapportarsi in maniera paritaria ed onesta. Di conseguenza sono poco tolleranti verso l’inganno e la menzogna, e difficilmente le perdonano. In amore sono seri e concreti. (…) ”

Che dici Moni, ti ci vedi???

Oggi gli auguri sono per te, mia carissima amica, che vedo poco poco, ma con la quale ho una grande amicizia. Condividiamo lo stesso nome (Monica), la passione per i gatti, per i camion, la  stessa voglia di viaggiare…

Oggi voglio augurarti veramente di cuore di veder finalmente realizzati i suoi sogni!

Voglio augurarti, oltre che un buon compleanno, tanta gioia e serenità… tanta buona strada, tanta strada da fare, soprattutto!!!

 

MONI & MONI 2010

AUGURI MONI!!!!!! BUON COMPLEANNO!!!!!!

Spero di rivederti presto on the road!!!! Un abbraccio!!!!!

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Incontri e auguri!!!

Primo incontro e primi auguri dell’anno!!!

Oggi “tocca” a Roby Chiodo festeggiare il compleanno!!!

Ci siamo trovati in tangenziale a Milano, giusto il tempo per un caffè, due chiacchiere e le foto di rito…

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Solo un piccolo saluto, non aggiungo altro, perchè lo so che a lui non piacciono le ricorrenze… ma a me si!!!

Buon compleanno e Buona strada sempre Roby!!! Ciao bbye!!!

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