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Archive for Ottobre 18th, 2020

La storia di Dorica

Questa storia inizia un paio di anni fa, quando Dorica è stata la prima donna assunta presso la ditta di trasporti SMET, si parlava di quote rosa, chissà se è rimasta l’unica o ha altre colleghe?

In ogni caso: buona strada Dorica!

Questo è il link dell’articolo:

http://www.informatorenavale.it/news/la-simpatica-nonna-alla-guida-di-un-t-i-r-della-flotta-smet/?fbclid=IwAR0Y48VlStV2QWlgdsXQblzc-fnHghukbb6D9hqOw_s3oisgKQm1r5yJOIY

E l’articolo:

LA SIMPATICA NONNA ALLA GUIDA DI UN T.I.R. DELLA ”FLOTTA” SMET

dorica-coreaDorica Corea e

Domenico De Rosa

 

Salerno, 19 dicembre 2018 – “Si tratta di un primo importante passo verso l’inserimento nel nostro organico di un numero sempre maggiore di quote rosa. Vogliamo essere un esempio per tutto il settore dei trasporti, anche per quanto riguarda le pari opportunità: oggi le donne devono avere libero accesso a una professione che da sempre è considerata
appannaggio esclusivo degli uomini”.
Così Domenico De Rosa – Amministratore Delegato del Gruppo SMET, leader a livello europeo nel settore della logistica integrata – ha commentato l’ingresso in azienda di Dorica Corea, la prima donna autista che, assunta lunedì 17 dicembre, dopo una prova guida a Torino verrà impiegata a Pisa.
Dorica Corea, nata in Romania 47 anni fa, ha un figlio ed è nonna di due bambini. Ha conseguito le patenti C ed E nel 2007 presso la Scuola Europea di Empoli e, dopo una decennale esperienza di guida, ha scelto di entrare nell’organico del Gruppo SMET, pioniere in Italia non solo del trasporto sostenibile ma anche delle pari opportunità.
Ha alle spalle un lungo percorso di lavoro: prima di dedicarsi a questa professione ha infatti lavorato per molti anni presso diverse carrozzerie e pompe di benzina. “Essere donna autista, soprattutto agli inizi del percorso professionale, può non essere semplice – ha dichiarato Dorica – Non solo per gli orari che mal si conciliano con le esigenze della famiglia, ma anche perché ci sono moltissime cose da imparare: occorre conoscere la segnaletica, saper pianificare il viaggio, saper realizzare piccole manutenzioni, saper coordinare le operazioni di carico e scarico e valutare l’eventuale presenza di danni alla merce”. Ed ha aggiunto: “Non mi sono mai scoraggiata, perché ritengo che le donne abbiano la possibilità e le capacità per affermarsi anche in questo settore. E perché ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada colleghi uomini sempre solidali e disponibili. I loro consigli sono stati molto utili”.


Poi continua in quest’altro articolo:

http://www.camionefurgonimag.com/dorica-corea-camionista-per-passione/

Tutto da leggere:

Dorica Corea, camionista per passione

4 febbraio 2019

Ha lottato tutta una vita per perseguire il proprio obiettivo, fare la camionista come il papà

Nata in Romania 47 anni fa, Dorica è migrata in Italia nel 2000 a causa della sfavorevole congiuntura economica del suo paese di quegli anni.

“La mia passione, sin da bambina, è stata sempre il camion. Sia mio padre che mio fratello maggiore facevano i camionisti ed io ero felice di andare a pulire le cabine dei loro mezzi pur di salirci – ricorda Dorica – Vedere mio padre alla guida dei camion mi trasmetteva tanta passione. Sapevo che il mio destino era quello.”

Tuttavia per guidare il camon occorrevano le patenti che, già all’epoca, avevano il loro costo. Così dapprima Dorica, pur di stare vicino a quel mondo e pagarsi i corsi di guida, si mise a lavorare presso una carrozzeria: “Mi occupavo del lavaggio, della lucidatura e della verniciatura di vari veicoli, oltre che del montaggio e smontaggio di pezzi.”

Poi dopo la carrozzeria è stata la volta di un distributore di gasolio. Finalmente nel 2007, dopo tanti sacrifici, Dorica è riuscita a prendere le tanto agognate patenti: “Appena conseguita la patente ‘E’, ho iniziato a lavorare con piccole ditte. Ma il mio desiderio era quello di entrare in una grande Compagnia di trasporti per poter avere una sicurezza economica da garantire alla mia famiglia – già perché Dorica non solo è mamma, ma anche nonna – In quegli anni ho guidato camion di tutti i tipi e marche, però il mio preferito è lo Stralis Iveco.”

“Mi ritengo molto fortunata come camionista. Da quando ho iniziato questa attività non ho mai avuto noie particolari tranne lo scoppio di uno penumatico nel 2010 – ricorda Dorica –  tuttavia, grazie al mio carattere ho gestito il tutto con lucidità e naturalezza, tanto da poter definire quell’esperienza ‘normale amministrazione’. Da sempre riesco a gestire tutto ciò che mi accade con calma e lucidità. Poi so di molte colleghe che hanno avuto difficoltà nel farsi accettare in questo mondo prettamente maschile. Per mia fortuna devo dire che il rapporto con i miei colleghi maschi è stato sempre cordiale e ricco di collaborazione.”

Anche i rapporti familiari per una camionista non sono facili da gestire: “Ora vivo con un compagno. Anche se con difficoltà, lui ha accettato il mio lavoro. Ha capito che è la mia vita, la mia passione e che io non sarei la stessa senza la guida del camion. Fa parte di me. Diverso il discorso dei nipotini. Sarebbe difficile ora come ora gestire dei bimbi piccoli. Ora vivono in Romania con i miei familiari. Riesco a vederli un paio di volte all’anno. In quell’occasione recuperiamo tutto il tempo perduto ed è come se non ci fossimo mai lasciati!”

L’assunzione alla SMET per Dorica, oggi a 47 anni, è stato il coronamento di una vita di sacrifici: “Oggi sono molto soddisfatta del lavoro che faccio. Sono alla guida di uno splendido Iveco Stralis alimentato a gasolio. Corro per l’Italia in lungo e largo. Mi piace molto effettuare viaggi dalla Toscana per il Piemonte. Adoro i paesaggi tra queste due regioni. Il lavoro intermodale, oggi, ha sicuramente diminuito i chilometri che si effettuano quotidianamente. Io oggi ne faccio un numero giusto. Spesso capita di dover dormira in cabina, ma fa parte del lavoro. Gli unici momenti ‘noiosi’ sono le lunghe attese per il carico e lo scarico dai clienti. Insomma non cambierei il mio lavoro per tutto l’oro del mondo. Io penso che ogni individuo sia padrone del proprio destino seguendo la propria vocazione.”

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