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Attirare l’attenzione…

 

Primavera del 1986, finalmente il foglio rosa della patente C. Parto col mio moroso per un viaggio da Varese a Napoli. Naturalmente in autostrada non potevo guidare, non ancora, cosi il ritorno, da Napoli verso Roma l’abbiamo fatto quasi tutto sulle statali. E li mi ha ceduto il posto di guida, per la prima volta avevo il volante tra le mani e potevo guidare veramente e non solo per qualche centinaio di metri come avevo fatto fino ad allora, di notte, in una zona industriale… per provare, per fare l’occhio sulle misure e pratica col cambio.

Cosi ho messo le marce e via, allora il limite di velocità sulle “piccoline” era di 60 km/h per i camion. Potevo andare tranquilla, ero felice! Il mio sogno si stava realizzando! Sulla Pontina lui si è addormentato sul sedile del passeggero, era stanco e le mie chiacchiere non erano riuscite a tenerlo sveglio. E se si fidava a dormire, evidentemente stavo guidando bene!

Ad un certo punto mi sorpassò un collega con un Fiat 180 NC, guida a destra. Fu una scena troppo divertente per me, perché mi guardò di sfuggita, poi si doveva essere chiesto se avesse visto bene perché si rigirò di scatto e picchiò la faccia contro il finestrino…

Allora non avevo idea di quante potessero essere le donne camioniste in Italia, non mi ponevo il problema di essere una rarità, io volevo guidare il camion e questo era tutto.

Scoprii ben presto che una ragazza al volante di un camion attirava l’attenzione, e non sempre era una cosa piacevole. Ma questa è un’altra storia.

Sono passati già 35 anni da allora e, facendo due conti, altrettanti più o meno ne erano passati da quando le prime donne camioniste cominciarono a viaggiare sulle strade d’Italia appena dopo la II Guerra Mondiale. Non ero certo una pioniera come loro, ma ero ancora una rarità…

Trentacinque più trentacinque fa settanta anni, e sono anche di più… eppure anche al giorno d’oggi ancora attiriamo l’attenzione. Ancora mi capita di andare in qualche azienda e sentirmi dire: “Sei la prima camionista che viene qui!”, “Che bello, una donna camionista, ma quante siete?”, ecc. Recentemente un signore mi ha chiesto – e non so se scherzava – “Ma le donne possono guidare i camion?

Certo, capita solo in posti relativamente piccoli, nelle grandi logistiche ormai sono abituati a veder arrivare qualche donna al volante di un camion, anche se diverse volte, quando vado a registrarmi e ho pochi bancali mi chiedono se sono con un furgone…

Sarà vero che il numero delle donne camioniste è aumentato negli anni, ma siamo ferme ancora al 2% (secondo le statistiche) degli autisti. Poca cosa…purtroppo.

Non so se sia dovuto ai pregiudizi che da sempre hanno ostacolato l’ingresso delle donne nel mondo dell’autotrasporto o a un mancato interesse da parte delle donne di svolgere questa attività però siamo ancora veramente una minoranza…che attira l’attenzione!

Buona strada a tutti!

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4 Comments

  1. Longobardo ha detto:

    È normale che all’epoca si girassero a guardarti… vedevano una ragazzina alla guida di un camion. Sembravi una quindicenne 😊

  2. ironduckmoni ha detto:

    Ciao Ivan, grazie! In effetti in quegli anni sembravo molto più giovane, quando mi fermava la Stradale la prima cosa che mi chiedeva, non era patente e disco ma se avevo l’età per guidare ahahah!
    Un caro saluto e buona strada sempre!

  3. Mario Dalmonte ha detto:

    Carissima Monica, il racconto di Mariagrazia mi ha ricordato la mia infanzia quando mamma andava in latteria dalla Marina a comprare il latte sfuso nella lattiera. In quella bottega trovavi 3 cose: il latte, il burro e le uova. Eravamo sul finire degli anni 50 e dovevi sentire le chiacchiere fra donne che ancora ricordo! Il teatro? Era roba da ridere. Mi piacerebbe raccontarle dal vivo, con i giusti accenti e moine! Al solo pensiero sorrido ancora ora. Poi la Saura col suo entusiasmo, un abbraccio simbolico a tutte voi e al bell’esempio positivo che lasciate! Infine la Franca che mi ha dato la conferma su ciò che penso nei confronti di chi svolge una professione carica di responsabilità come quella del camionista. Ascoltando e leggendo le parole di ognuno, mi è sembrato di vedere in lontananza un orizzonte particolare in cui nascondere segreti, racconti di viaggi, preghiere, sogni in un cassetto, ricordi e amori confidati ad un amico che mai ti tradirà. L’orizzonte di un cielo stellato lo vedo nel momento in cui sulla Pontina prendi il volante e sul tuo viso i tuoi occhi sono pieni di gioia, il cuore batte entusiasmato e contento, mentre vuoi dimostrare al tuo fidanzato la tua parte migliore. Ci stai riuscendo, lo dice il suono della tua voce, il tuo discorrere è come una dolce melodia che giunge alle sue orecchie così delicatamente che per la stanchezza ma sognandoti lui si addormenta ed è così che ti rivedrà nei suoi sogni! Il tuo discorrere anche se non lo dici risuona come un “Buon riposo amore mio”. Ecco cosa leggo fra le tue righe! Non so se ho visto giusto tuttavia mi auguro che ciò ti faccia piacere. Quando scrivi, le tue frasi sono colpi di pennello lasciati da un artista che racconta di una vita, ecco perchè è bello leggerti! L’orizzonte che porto con me fin da bambino mi è stato regalato da mio padre, da mia madre che mi faceva volare su una slitta chiamata fantasia il cui motore si chiamava curiosità, poi da Tonino quando con l’Esatau musone impiegava dalle 18 alle 24 ore per raggiungere Bari. Da Domenico quando col 3Ro e un piccolo rimorchio nel 1946 impiegava 3 giorni per andare a Napoli, da Danilo mio compagno di scuola quando sul Pinocchio di Ancona inseguiva con i gelati in un sacchetto il 682 di suo padre che saliva in prima ridotta. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa di bello che gelosamente ho conservato nel mio cuore. Qui mi fermo, come vedi il camion è venuto a far parte della vita anche se io non ho svolto questa professione. Buona strada e occhio vivo sempre Mario da Bologna

  4. ironduckmoni ha detto:

    Ciao Mario!
    Che bello trovarti anche qui, le tue considerazioni e i tuoi racconti mi piacciono tantissimo, dovresti fare lo scrittore, riesci sempre a emozionarmi…. Il tuo papà e la tua mamma ti hanno fatto dei doni bellissimi e tu ne hai fatto tesoro, se ci fossero più persone come te il mondo sarebbe un posto migliore in cui vivere!
    Grazie di cuore!
    E naturalmente, buona strada e occhiovivo sempre!
    Ciaoooo!

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