Un sentiero, una panchina, un albero, un ricordo….

 

Di lei si parlò anni fa quando venne premiata al Quirinale dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della festa della donna.

https://danielaedintorni.com/2013/07/06/teresina-bruno-la-prima-donna-camionista-italiana/

Lei è Teresina Bruno, classe 1929, staffetta partigiana e prima donna camionista italiana. Una pioniera, una di quelle donne che ci hanno permesso, negli anni a venire, di intraprendere questo mestiere, che hanno dimostrato che anche noi eravamo in grado di farlo al pari degli uomini.

Di lei ci sono anche dei divertenti video su “La banca della memoria” in cui raccontava le sue prime esperienze da giovane camionista!

http://www.memoro.org/it/testimone.php?ID=16

 

Oggi, girando nel web, ho trovato questi articoli in sua memoria, ci ha lasciati nel 2021, indimenticata dai suoi concittadini che le hanno dedicato prima una panchina nel “Sentiero delle donne” a Settimo Torinese (vi metto il link dell’articolo che parla di questo progetto):

https://www.sentierodelledonne.org/teresina-bruno/

https://www.giornalelavoce.it/news/ed–settimo/472411/settimo-torinese-eleonora-bonaffini-dipinge-una-panchina-per-ricordare-la-figura-di-teresina-bruno.html?id=0

e pochi giorni fa, in occasione della festa degli alberi, è stato piantumato un prunus in sua memoria vicino alla “sua” panchina.

https://primasettimo.it/attualita/un-prunus-per-ricordare-la-storica-teresina-bruno/

Settimo

Un «prunus» per ricordare la storica Teresina Bruno

E’ stato piantumato in occasione della festa dell’albero

Un «prunus» per ricordare la storica Teresina Bruno
Attualità Settimo, 27 Novembre 2022 ore 08:29

Teresina Bruno

Ogni promessa è debito. E così, l’indimenticata Teresina Bruno ha avuto finalmente il suo albero. Un prunus piantumato lunedì scorso, in occasione della Giornata nazionale dell’Albero, in via Modigliani, a pochi passi dalla panchina a lei dedicata nel percorso tutto rosa tracciato da Il Sentiero delle Donne, il progetto promosso dall’associazione Settimo Futura.

Il percorso

Era inizio settembre, infatti, quando, durante l’inaugurazione della panchina, era stata lanciata l’idea di piantare un albero in suo onore, per far vivere in modo ancora più evidente il suo ricordo su tutto il territorio. Un impegno che, a distanza di mesi, è stato mantenuto dalla famiglia di Teresina. Dal figlio Mauro e dalla figlia Mimma che hanno donato alla comunità settimese un prunus in memoria di quella mamma che tutti ricordano come staffetta partigiana e prima donna camionista d’Italia.

Una persona importante

Una donna che ha fatto la differenza anche a Settimo, a cui ha lasciato un’eredità di valori da custodire e ricordare. «In occasione dell’inaugurazione della panchina, abbiamo promesso di donare una pianta alla città, e così è stato», ha raccontato Mauro, figlio di Teresina, precisando che la scelta di mettere la pianta a dimora proprio durante la Festa dell’albero non è stata affatto casuale, anzi. «In questa mattinata, ci sono in giro tanti bambini che stanno festeggiando la giornata dell’Albero e sicuramente si può pensare di portarli anche in questo punto per tramandare la storia di Teresina», ha aggiunto Alessandro Raso, assessore all’Ambiente. Un’area foriera di memoria di una donna che – ha ricordato la sindaca, Elena Piastra – è stata un simbolo della città per le altre donne e non solo. E adesso diventa un modello anche per i più piccoli. Un esempio raccontato da un contesto urbano in cui, tra la panchina e l’albero, si riscopre la sua storia e la sua vita.


 

Buona strada Teresina, qualunque essa sia!

 

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Il sogno realizzato di Gloria!

 

Questa sera ho aperto la pagina di Uomini e Trasporti dedicata a noi donne “Anche io volevo il camion” e, sorpresa! C’è la storia di Gloria! L’ho letta tutta d’un fiato e mi sono emozionata perchè finalmente è riuscita a realizzare il suo sogno di sempre, salire su un camion e fare l’internazionale! Grande Gloria!!

Sono sempre contenta quando scopro che un’altra ragazza ce l’ha fatta, perchè lo so che nonostante tutto i pregiudizi ci sono ancora, e anche se qualcosa sta cambiando – più per la necessità di reperire nuovi autisti che per altro – è tuttora difficile farsi accettare al 100%. Te ne accorgi dai discorsi che ti girano intorno, da certe battutine, da certi sguardi, ma noi non ci arrendiamo, stringiamo i denti e andiamo per la nostra strada, sperando sempre che sia una “buona strada”!

Questo è il link dell’articolo, scritto da Elisa Bianchi (che ormai possiamo considerare una di noi!):

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/anche-io-volevo-il-camion/giovane-e-donna-gloria-benazzi-sogna-di-abbattere-gli-stereotipi-nellautotrasporto/

 

Inizia cosi:

Giovane e donna, Gloria Benazzi sogna di abbattere gli stereotipi nell’autotrasporto

Classe 1996, romagnola e figlia d’arte, Gloria Benazzi nell’estate del 2022 lascia la sua attività – un centro estetico – per inseguire il sogno dell’autotrasporto. Un sogno che l’ha portata in Olanda, tra il profumo di fiori e i colori dei camion personalizzati che tanto ama, ma soprattutto dove si sente capita. E per avvicinare i suoi coetanei al settore dice: «Aprite le scuole al mondo del trasporto»

Si dice che il tulipano giallo rappresenti gioia, speranza e solarità. Gloria Benazzi, autista, classe 1996, i tulipani li ha tatuati sull’avanbraccio – insieme ad altre sue passioni, tra cui il motore del suo camion d’epoca – e questa descrizione le calza benissimo addosso. Quando la raggiungiamo al telefono ci risponde da un’area di sosta in Olanda dove sta facendo pausa a bordo del suo camion. È felice, e si sente. Solo pochi mesi fa ha realizzato il suo sogno, tra l’altro piuttosto originale: trasportare fiori dall’Olanda, il paese patria dei tulipani. Sì, perché Gloria non voleva semplicemente fare l’autista, voleva unire la sua passione per i fiori con quella per i camion e la sua tenacia l’ha ripagata, anche se per parecchio tempo dubbi e insicurezze l’hanno tenuta lontana dalla cabina. «Spesso sono solo le nostre paure a farci vedere un limite che in realtà non esiste» ci racconta. Ed è proprio dalle sue paure che le chiediamo di iniziare a raccontarci la sua storia.
«Ho sempre avuto paura di partire con il camion, paura di deludere altre persone, paura di fare errori. Mi rendo conto però che in questo modo mi sono imposta da sola dei limiti che oggi ho deciso di affrontare. Sono figlia d’arte, la mia famiglia aveva una ditta di trasporti tramandata da generazioni e fin da piccola ho sempre avuto a che fare con questo mondo. Quando sono cresciuta ho iniziato ad aiutare in azienda, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti più logistici e burocratici, ma io volevo guidare. Papà ha però sempre cercato di tenermi lontana, mi sconsigliava di intraprendere questa strada perché sapeva quanti pregiudizi e difficoltà avrei potuto incontrare e per un po’ gli ho dato ascolto. Sei anni fa ho aperto una mia attività come onicotecnica in attesa del momento giusto per riprendere la strada dell’autotrasporto».

Il momento giusto è arrivato qualche mese fa…

Le patenti le avevo già prese a 21 anni con i soldi che avevo messo da parte lavorando. Fare le unghie mi piaceva, disegnare è un’altra grande mia passione e questo lavoro mi consentiva di esprimere la mia arte. Poi la svolta è arrivata grazie al mio ragazzo, Luca, anche lui autista, che mi ha spronato a non lasciar sbiadire il mio sogno di mettermi alla guida. Mi ha sempre detto «se non provi non potrai mai sapere se ti piace davvero o se è solo una bella idea che ti sei creata». Così ho fatto richiesta per lavorare nella sua stessa azienda e mi hanno assunta. Ho iniziato con il camion frigo ma avevamo un sogno: trasportare i fiori in Olanda.

Da cosa nasce questo desiderio?

Papà viaggiava in Olanda e Inghilterra e ricordo che da piccola ci raccontava dei paesaggi meravigliosi che attraversava. Le sue storie mi hanno fatta sognare. Poi il sogno è diventato realtà quando ho iniziato a visitare quei posti e rendermi conto della loro cultura. Viaggiavo da passeggera, ma era normale vedere donne alla guida dei camion. Ai raduni erano tantissime, tutte con camion personalizzati bellissimi. Io volevo essere come loro. Così ho iniziato a covare il desiderio di mettermi alla guida anche io e di viaggiare in quei paesi in cui sapevo che sarei stata capita.


 

Il resto della storia lo potete leggere sulla pagina di “Uomini e trasporti” al link che vi ho segnalato.

Buona strada sempre!

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Serena, il libro e le api!

 

C’è una ragazza che di professione non fa la camionista, ma per il suo lavoro trasporta… le api!

Mi fermo spesso a comprare il miele presso la loro apicoltura, di lei avevo letto in un articolo di qualche anno fa, ma non ero mai riuscita a trovarla in bottega. Questa mattina c’era, cosi dopo essermi fatta consigliare un nuovo “gusto” di miele, le ho chiesto se era proprio lei la ragazza che guida il camion! Abbiamo parlato dei suoi trasporti, delle api, dei posti dove le porta in base alle varie fioriture stagionali, dei loro nemici (inquinamento, pesticidi, parassiti), ho imparato cose che non sapevo. Poi, siccome lei non si considera una vera camionista non essendo quella la sua attività principale, le ho spiegato che il motto del nostro gruppo è avere un camion nel cuore e ho pensato di donarle copia del nostro libro in cambio di una foto ricordo da mettere nel blog! Naturalmente l’ho invitata a venire a visitarci qui  e quando sono uscita l’ho salutata con un “Ciao collega!”

Ciao Serena, è stato un piacere conoscerti! Buona strada sempre!!!

 

Un paio di link, a proposito di miele, di api e di Serena!

https://www.ilgiorno.it/cronaca/serena-baschirotto-miele-api-1.3778238

https://www.iodonna.it/attualita/famiglia-e-lavoro/2020/05/10/donne-apicoltrici-api-natura-biodiversita-miele/

 

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Ginnastica da camion!

 

Ho trovato questo articolo che spiega come eseguire alcuni esercizi per tenersi in forma quando si passano tante ore al volante. Non sarebbe male metterli in pratica…voi cosa ne pensate?

 

Il link:

https://www.suva.ch/it-ch/prevenzione/per-settori/sistemi-di-sicurezza-trasporti-strada-ferrovia-funivie-sciovie-spazio-aereo/evitare-infortuni-nel-trasposto-su-strada/esercizi-cosi-restano-in-forma-gli-autisti-di-camion#state=%5Banchor-10A68609-1046-4086-92E3-245700449CF9%5D

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Il futuro sarà dei camion elettrici guidati dalle donne?

 

Il futuro sarà dei camion elettrici guidati dalle donne? Chi lo sa… però qualcuno ci crede e ci vuole provare.

E’ di questi giorni la notizia di un’azienda trentina che metterà su strada il primo trattore elettrico Volvo da 660 CV e lo farà guidare da una donna!

Vi metto un paio di link:

https://www.uominietrasporti.it/k44/gottardi-ecco-come-faro-lavorare-il-primo-pesante-elettrico-volvo/

https://www.vaielettrico.it/mamma-a-51-anni-ritrova-lavoro-guidando-tir-elettrico/

E l’inizio di uno degli articoli per augurare buona strada alla collega Fulvia!:

Mamma di 51 anni ritrova lavoro guidando tir elettrico

Fulvia
Fulvia la camionista elettrica

Fulvia Brugnara è mamma, ha 51 anni e fino a poco tempo fa guidava un camioncino con cui trasportava pollame. Perso il lavoro quando l’azienda ha chiuso, grazie al “suo piede leggero” ha ricevuto l’offerta di diventare l’autista del primo camion elettrico di Gottardi Autotrasporti. A Trento.

Andrea Gottardi. “Ha il piede leggero per la nostra mobilità elettrica”

volvo
Il Volvo che presto guiderà Fulvia era esposto a Ecomondo

Il titolare Andrea Gottardi ci spiega la scelta. “Sono consigliere nazionale di Fiap (federazione italiana autotrasportatori professionali) e in associazione lavoriamo per valorizzare il lavoro delle donne. Stavo cercando una figura femminile, ho conosciuto Fulvia che ha esperienza grazie al lavoro con il camioncino, poi è abituata ad alzarsi presto e viaggiare con freddo e pioggia. Senza dimenticare che nell’elettrico ci vuole piede leggero per tenere sotto controllo i consumi“.

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La mia amica Cristina!

 

Come si fa a capire quando si è trovata un’amica? Credo quando sia sempre un piacere vedersi e non si stia mai zitte per tutto il tempo che si passa insieme! Quando c’è sintonia di opinioni, o quando ci si rispetta anche se sono diverse.

Ho conosciuto la Cri tramite You Tube, ci scambiavamo commenti sotto i video, poi è venuta a trovarmi al raduno di Giussano col suo caro papà e in occasione di altre manifestazioni del Coast to coast truck team. Mi invitava sempre a passare a trovarla a casa sua…un giorno l’ho fatto e da allora ci vado spesso, quasi sempre in bicicletta, cosi unisco l’utile di una bella pedalata al piacere di una bella chiacchierata. Beviamo il caffè, giochiamo con il suo bellissimo cagnolone e parliamo, parliamo, parliamo…non solo di camion però!

L’altro giorno mi è venuto il dubbio che, nonostante tutti i nostri incontri, non le avessi mai dato la nostra targa fucsia.

Cosi sono saltata in sella e sono andata a portargliene una! Lei è stata felice di riceverla, ma io in cambio le ho detto che doveva farsi fare qualche foto di rito davanti ad alcuni dei suoi camion da mettere nel nostro blog! Detto fatto: eccola ritratta qui sorridente col nostro logo tra le mani!

 

Sono rimasta da lei fin quando il sole ha cominciato a calare…. non è molto salutare attraversare le città in bicicletta quando fa buio, purtroppo nel tragitto che faccio ci sono poche piste ciclabili su cui transitare,  già all’andata avevo rischiato di scontrarmi con un paio di automobili: ti sorpassano e girano subito a destra fregandosene di te!

Ciao Cri, grazie della tua amicizia, buona strada sempre!!!!

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Lisa!

 

Vi ricordate di Lisa Kelly? Io si, e come non potrei, mi sono vista quasi tutti gli episodi degli “Ice road truckers”, in italiano  “Gli eroi del ghiaccio” e lei è stata la prima presenza femminile al volante di uno dei trucks che in quella trasmissione percorrevano le strade dell’Alaska e del nord del Canada, sempre pronta ad ogni nuova sfida, dimostrando che la forza di volontà a volte è più importante della forza fisica.

Su You Tube Lisa ha un canale personale:

https://www.youtube.com/user/kx232

Pochi giorni fa ha pubblicato questo breve video, davanti al suo camion, ferma in mezzo alla strada, mentre torna verso casa… credo che li si senta solo il “rumore” del silenzio…e un pò di invidia per quella pace mi è venuta se la paragono al caos delle nostre strade sempre intasate di traffico!

 

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Un video da 6RDS

L’1 novembre sono andata all’Autodromo di Monza con gli amici del Coast to Coast Truck Team, per partecipare alla manifestazione 6RDS. E’ una manifestazione motoristica dedicata alle persone con disabilità, si da loro la possibilità di girare in pista a bordo di bellissime vetture sportive o auto d’epoca e, nell’area truck, di salire in cabina dei camion messi a disposizione dai colleghi del Coast.

Ho fatto questo primo breve video per cercare di trasmettere l’emozione della giornata, c’erano ragazzi che sono voluti salire su tutti i camion e poi non volevano più scendere…per loro è un’esperienza unica, ed è bello riuscire a donare un pò di serenità con un semplice girotondo in un piazzale.

Grazie a tutti i colleghi del Coast, a tutti i partecipanti e agli organizzatori di questa bellissima manifestazione!

 

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Camioniste messicane e camioniste italiane!

 

 

In un altro blog ho trovato pubblicato questo post che parla di camioniste messicane, “Las reinas de la 57”,  è interessante da leggere e ve lo consiglio, e poi… poi vorrei ringraziare l’autrice, Teresa Messidoro, perchè nel finale cita anche noi e il nostro libro! Grazie di cuore!

Questo è il link del post:

https://www.labottegadelbarbieri.org/sognavo-di-essere-una-camionista/

 

Questa è un’intervista all’autore del libro sulle “Reinas de la 57”

 

 

Altri link di  articoli con foto:

https://usecim.net/2022/03/18/las-reinas-de-la-57/

https://www.e-consulta.com/nota/2022-09-25/cultura/reinas-de-la-57-el-libro-de-las-primeras-traileras-en-mexico

 

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Nathalie trace sa route

 

Volere è potere! E’ quello che pensa Nathalie:

 

Oggi vi propongo un documentario francese dedicato alla storia di una “routière”, una  donna camionista, lei si chiama Nathalie e fa questo mestiere da 17 anni. E’ figlia d’arte, suo papà era camionista e lei ha seguito le sue tracce, ha 43 anni, è sposata ed è mamma di una bambina, passa le sue settimane sulle strade di Francia e niente le farebbe cambiare il suo lavoro. All’inizio della sua carriera ha dovuto lottare per essere accettata, il mestiere è ancora molto maschilista anche oltralpe. Una delle risposte che le venivano date opponendo un rifiuto era che “le donne sono spesso ammalate”! Perchè? Non lo sa…non capisce da dove arriva questo genere di risposta!

 

In Francia solo il 3% dei camionisti sono donne. Noi sentiamo sempre dire che all’estero sono tante, molte  più che nel nostro paese, ma bisogna guardare le percentuali da un altro punto di vista: sono solo il 3%, ma su 300.000. quindi si parla di 9.000 autiste!

 

 

 

Vi metto due link, in uno c’è solo un’estratto di pochi minuti, nell’altro il video completo che dura poco più di mezz’ora:

 

https://www.francetvinfo.fr/economie/emploi/carriere/vie-professionnelle/emploi-des-femmes/video-qui-le-veut-le-peut-au-volant-de-son-camion-la-routiere-nathalie-fait-un-metier-qui-ne-compte-que-3-de-femmes-en-france_5085670.html

https://www.francetvinfo.fr/replay-magazine/france-2/13h15/13h15-du-samedi-16-avril-2022_5052709.html

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