«Non chiamateci maschiacci». Storie di donne che fanno lavori da uomini

Chissà perchè non si riesce a superare lo scoglio dei lavori “maschili” e di quelli “femminili”… e chissà perchè le donne che fanno uno dei cosiddetti lavori maschili stupiscono ancora e soprattutto chissà perchè le donne che guidano i camion ci sono sempre quando vengono fatte inchieste su questo argomento!

Ho trovato questo bell’articolo di Beatrice Barbato nel web, è del mese scorso:

http://masterx.iulm.it/speciali_masterx/non-chiamateci-maschiacci-storie-di-donne-che-fanno-lavori-da-uomini/ 

Ne pubblico anche l’estratto dedicato alla collega Claudia:

«Non chiamateci maschiacci».
Storie di donne che fanno lavori da uomini
 

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In nome della libertà

Parte da Ancona alle 23 e arriva a Carpi al mattino, percorrendo circa 700 km ogni giorno. Claudia Trucker, 30 anni e un nome d’arte forte come lei. Guida mezzi pesanti da quando ne aveva 20 ma a detta sua sul camion ci è nata. Ha imparato ad amare questo mestiere grazie alla madre che «ha aperto lo spartitraffico della situazione».
Così l’ho intervistata di notte proprio nel suo ambiente ideale. «Ho deciso di coprire questo turno forse per evadere. La notte ci si nasconde quasi». Ma Claudia è una ragazza che difficilmente passa inosservata. Mora, folti capelli ricci e decine di tatuaggi che la vestono come una seconda pelle.

 

 
Attualmente Claudia lavora come corriere espresso per una 
grande flotta di trasporto merci.
 «Una donna per fare la metà di quello che fa un uomo lo deve fare bene il doppio. In questo lavoro vieni osservata continuamente, sai di avere gli occhi puntati su di te e il margine di errore deve essere minimo.  È per questo che spesso cerco di mantenere un profilo basso anche a livello comportamentale, di spiccare poco tra gli altri, proprio per evitare di essere messa al centro dell’attenzione più di quanto non lo sia già. Mia madre mi ha sempre detto di fare le cose per bene, a modo e a ritmo mio, per evitare di essere criticata. Perché non giudicheranno quello sbaglio come di consueto, ma come un errore da donna».
  Il camionista è sempre stato un mestiere piuttosto diffuso in Italia, ma le donne al
volante sono ancora poche. Sempre meno giovani decidono di intraprendere questa strada, perché se un tempo, oltre alle soddisfazioni personali, portava anche quelle economiche, oggi non è più così. Prendere tutte le patenti necessarie ha un costo che si aggira tra i 4.000 e i 6.000 euro (tra corsi di formazione, esami, abilitazioni e rinnovi). A ciò si aggiunge la concorrenza straniera che offre autisti a un prezzo più basso. Il risultato è che, in questo settore, l’età media è molto alta e lo scetticismo verso camioniste donne è piuttosto diffuso.
«Una volta, per esigenze aziendali, mi è capitato di dover viaggiare con un collega. Durante quel viaggio ha avuto grandi difficoltà nel fare una manovra e, pur di non chiedere aiuto a me, si è rivolto a un altro autista. In quell’occasione, grazie alla mia sensibilità femminile, ho fatto finta di niente, ma ho lasciato che parlassero i fatti per me: poco dopo mi sono trovata a fare quella stessa manovra, ma senza problemi».
 Alzi la mano chi non ha mai sentito (o pronunciato) quell’odioso detto sulle donne al volante. È lì, nascosta tra quei pregiudizi, che il vero affrancamento vacilla.
«Spesso mi è stato detto che sembro un uomo, a volte persino che sono meglio di un uomo, come se fossero complimenti, come se dovesse obbligatoriamente essere migliore di una donna. Per non parlare delle allusioni sessuali.
Qualsiasi gesto, sorriso o parola può essere fraintesa. Il segreto è crearsi uno scudo. Preferisco passare per una persona dura, scontrosa, a volte persino antipatica, per evitare di incorrere nella malizia e nella volgarità di molti uomini. Bisogna tirare il freno a mano prima che si possa andare a sbattere contro tutto questo».
Nonostante la sua giovane età, parlando con Claudia, si ha la sensazione di avere a che fare con con una persona che ha vissuto molti più anni di quelli che ha. E fa capire quanto una passione possa essere così forte e pericolosa allo stesso tempo.
«Il mio è un lavoro invadente. Condiziona non solo la giornata, ma anche la vita privata. Limita i rapporti di amicizia e molto spesso ci si ritrova soli, perché non si
viene capiti.
  A lungo andare può logorare, soprattutto se penso che la vita è una e l’ho dedicata totalmente a questo. Ma ti aiuta anche ad apprezzare di più il tempo che hai a disposizione. Da poco convivo con il mio compagnoed è bello sapere che, quando torno a casa, ho qualcuno che mi aspetta».

Una pioniera dalla Francia!

Questo video racconta di una collega, una pioniera del mestiere, siamo nel 1970 in Francia, lei si chiama Nicole e lavorava presso Transport Wagner et Bonnefois. Tutta un’altra epoca, come ha commentato qualcuno, si scaricava a mano, non si contavano le ore e i colleghi si parlavano a tavola (al ristorante) senza facebook!

Il video l’ho trovato nel canale Youtube di Philippe Fournet, un canale da seguire per gli appassionati del mestiere!

Buona strada a tutti e tutte, anzi bonne route  a tout le monde!

Foto di gruppo… parziale!

Oggi mi sono persa in chiacchiere e….non ho fatto foto al nostro pranzo annuale al Ristorante “La 45” a Niviano di Rivergaro….

Solo verso la fine del pranzo, quando tante erano già andate via, qualcuna si è ricordata che non avevamo fatto la foto di gruppo…

Cosi abbiamo rimediato con quelle di noi che ancora c’erano!

Un saluto a tutte le lady e a tutti gli amici che hanno partecipato alla festa, buona strada sempre, ciaooooo!

Caminhoneiras!!!

Caminhoneiras do Brasil! Ovvero camioniste brasiliane, sembra che anche là non siano molte, viste le dimensioni della nazione, però su Youtube sono “tante” e quando si incontrano fanno video insieme!

Questa sera vi presento il canale di Felina Cris

https://www.youtube.com/channel/UCrFIQqd439FcL-7xLUFoEjg

che in questo video incontra la collega Juliana e scambiano quattro chiacchiere…in brasiliano!!

Buona visione e buona strada alle colleghe!

Incontrarsi a Giussano…

Ciao a tutte/i!

Sono stata tre giorni al raduno di Giussano e speravo di incontrare tante Lady…. purtroppo non è stato cosi, anzi col camion quest’anno c’ero solo io (e ringrazio gli amici del Coast per il premio “Truck Girl” che mi ha fatto sentire un pò più giovane, e poi la coppa rosa è carinissima !). Naturalmente non si partecipa a un raduno per i premi ma per la compagnia e devo dire che per me andare al Coast è come partecipare a una festa di famiglia! Tanti amici e amiche, tante chiacchiere, risate, abbracci e sorrisi, per me è un appuntamento fisso da anni, l’unico raduno a cui non rinuncio mai!

 

 

Però qualche lady l’ho incontrata e la voglio ringraziare. Comincio con Cristina che avevo invitato ed è venuta a trovarmi in compagnia del suo babbo e dei suoi autisti: grazie Cri, arrivederci a presto!!!

 

 

E poi la nostra amata Gisytruck in compagnia della sua Romy . il mestiere di “lady truck” che si tramanda di madre in figlia!!!

 

 

 

E Alessandra, futura collega a cui auguro tanta “buona strada” per la realizzazione del suo sogno e che spero di incontrare presto alla guida di un camion!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un saluto e l’augurio di buona strada sempre a tutte le colleghe, io vi invito già per l’edizione del 2020, venite numerose!!!