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donne camioniste

Un video da Rai Due con Angela e Martina

 

Un video tratto dalla trasmissione TG2 “Lavori in corso”,  trasmesso in occasione dell’8 marzo 2018.

Si parla di donne che fanno lavori maschili, tra pregiudizi e discriminazioni, gli anni passano ma sono ancora difficili da superare in molte zone d’Italia, però piano piano sembra che qualcosa stia cambiando. Speriamo in bene!

Un saluto alla collega Angela e la futura collega Martina!
Buona strada a tutte sempre!

 

 

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38 tonnes de souvenir en vrac – Un libro Fantastique!

 

Vi è mai capitato di pensare qualcosa, di scriverlo su un quaderno, che fosse un’idea, un opinione, un ricordo, una considerazione e poi di ritrovare quelle stesse parole scritte pressoché nello stesso modo nelle pagine di un libro piuttosto che di un articolo su una rivista? Parole pensate e scritte da una persona che non avete mai conosciuto.

E’ quello che mi sta capitando leggendo il libro “38 tonnes de souvenirs en vrac” di Lilyane Slavsky detta “Fantastique” (Editions Cany). Qualche mese fa avevo linkato qui nel blog un articolo che raccontava la sua storia, di lei sapevo che era famosa in Francia in quanto una delle prime donne camioniste in quella nazione.

Ora lei ha scritto questo bellissimo libro di memorie corredato con tantissime foto che la ritraggono insieme ai camion che ha usato e altrettante foto di camion d’epoca che lei amava fotografare da ragazza. Alcuni di marchi sconosciuti in Italia!

Mi ritrovo a leggere i suoi racconti di vita e a confrontarli con le mie esperienze, ma soprattutto mi ritrovo a condividere al 100% i suoi pensieri su quello che è il nostro mestiere. La leggo con ammirazione perché quello che lei ha dovuto affrontare  per farsi strada in un mondo maschile e maschilista è stato ben diverso da quello che è capitato a me, i miei inconvenienti sono all’acqua di rose in confronto ai suoi, dovuti soprattutto all’epoca in cui ha cominciato, anni in cui io stavo ancora imparando a camminare!

Ma l’amore a 360° per i camion, la passione per questo mestiere, l’entusiasmo mai sopito dal primo all’ultimo giorno della sua carriera al volante di un poids lourd sono gli stessi che provo anch’io, e credo anche molte di voi.

E’ bello pensare che ci sia un filo invisibile che unisce generazioni di persone, che gli fa provare gli stessi sentimenti e le stesse emozioni, creando una sorta di continuità nel tempo e nello spazio.

Quelle che leggo sono le sue avventure, sono le sue considerazioni, ma tra le sue parole ritrovo i miei stessi pensieri, il mio stesso amore per i camion. Mi piace credere che me li abbia trasmessi, non so come, non so quando, ma mi viene spontaneo di ringraziarla per avere aperto la strada  con il suo coraggio e il suo entusiasmo (insieme ad altre poche donne)  a tutte le ragazze che dopo di lei hanno intrapreso la carriera di camioniste. Quello che ancora oggi non è del tutto normale, cioè vedere una donna alla guida di un camion, in quegli anni era veramente “fantastico”!

Se conoscete un po’ di francese e amate il mondo dei “routiers” questo libro è per voi, ve lo consiglio con tutto il cuore!

Buona lettura a tout le monde!

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CB Filomena – di Carmela Bruscella

 Girando nel web ho trovato questo libro:  “CB Filomena” di  Carmela Bruscella.

 


L’ho ordinato, mi è arrivato ieri  e ora lo sto leggendo. E’ un romanzo in cui c’è  la storia di una donna camionista… ma non vi dico di più…

Questo è il link:

https://www.letteraturaalternativa.it/shop/narrativa-italiana/cb-filomena-carmela-bruscella/ 

e questa è la descrizione che c’è sul sito:

Quando si pensa alla parola camionista, solitamente si immagina un
uomo muscoloso che possa domare un autotreno da centinaia di quintali. E
invece, esistono donne camioniste che guidano ogni giorno il proprio
mezzo, percorrendo migliaia di chilometri in lungo e in largo per
l’Italia e non solo. Ancora oggi esistono dei pregiudizi su questo
argomento, per cui è facile immaginare quali potessero essere negli anni
Settanta e Ottanta, quando le donne lottavano attivamente per avere i
minimi diritti nella società e certi lavori erano svolti solamente da
uomini.
Per Filomena fu proprio così.
Fin da piccola aveva avuto la passione per il camion e già guidava il cingolato con fierezza.
Era una donna forte nell’affrontare ogni ostacolo della vita. Moglie e
mamma di due maschi che hanno, fin da piccoli, manifestato la volontà di
fare gli autotrasportatori.
Filomena, a cui spesso i forzuti colleghi maschi dicevano “sei una
forza, sei grande”, orgogliosa del suo lavoro, ha sempre affrontato la
vita con un sorriso e con l’appoggio incondizionato di suo marito,
compagno fedele.

 

Informazioni aggiuntive

Isbn: 978-88-31468-09-1
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 84
Dimensioni: 15 x 21

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Nora, la nostra indimenticabile madrina!

 

Questo video è un omaggio a Nora, al suo coraggio e alla sua intraprendenza.

Nel 2004, in occasione del secondo raduno “Guida in rosa” a Montichiari, Nora, una delle prime camioniste italiane, venne a fare da madrina al gruppo delle Lady Truck. L’evento venne trasmesso in TV, su Rai Uno, all’interno del programma “La vita in diretta”.

Un immenso ringraziamento a te Nora che col tuo coraggio hai aperto la strada a tutte le camioniste che dopo di te hanno intrapreso questo mestiere! Sarai sempre nei nostri cuori!

Buona visione e buona strada sempre!

 

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Un incontro… in maschera!

Diventa sempre più difficile incontrarsi “on the road”…

Oggi ero in Veneto e ho provato a chiamare la Rò e finalmente siamo riuscite a bere un caffè insieme, ma com’è strano dover parlare “mascherate”!

Comunque è bello lo stesso incontrare una cara amica: ciao Rò è stato un piacere rivederti!!

E dopo il caffè le foto di rito, ci ricorderanno per sempre questo strano periodo che stiamo vivendo ormai da mesi. Io scherzando le ho detto che avevo la maglia rossa perchè da oggi la Lombardia è nuovamente zona rossa… in qualche modo bisogna sdrammattizzare ma il periodo non è decisamente dei migliori.

Ognuno dice la sua e non so chi abbia ragione veramente, ma dobbiamo stare tutti attenti perchè purtroppo l’emergenza non è finita, mascherine, mani sempre pulite e distanza di sicurezza e forse riusciremo a venirne fuori…

E’ già ora di ripartire, ciao a tutte/i e buona strada sempre!!!

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Des femmes et des camion

 

Questo è un video della TV francese dell’inizio degli anni ’90 in cui cinque donne raccontano la loro esperienza come camioniste. Comune denominatore è la passione per questo mestiere.

Quante volte abbiamo sentito dire che all’estero le camioniste erano tante e ben accette…. la loro testimonianza conferma l’esatto contrario. Si trattava di un mestiere prettamente maschile in cui le donne venivano guardate con curiosità e spesso con diffidenza. Proprio come in Italia.

Bello rivedere le strade e i camion che circolavano in quegli anni, un altro tuffo nel passato!

Grazie a Philippe Fournet di pubblicare sempre bei video!

Buona visione e …. et bonne route!

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La Paola!!!

Capita di perdersi di vista… la vita va avanti e per un motivo o per l’altro non sappiamo più cosa fanno alcune ragazze del gruppo … ma c’è il magico mondo del web, e cosi girando e rigirando sono incappata in questo articolo (è dell’anno scorso però) che racconta di Paola che è scesa dal “TIR” per gestire un bar. Nell’articolo lei parla contenta della sua nuova vita, io spero che, visto il periodaccio che stiamo vivendo, sia ancora cosi! Appena passerà questa emergenza andrò a farci un giro!

Buona strada sempre Paola!

Questo è il link dell’articolo da “La sentinella del Canavese”:

https://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2019/12/27/news/reinventarsi-a-53-anni-dai-tir-al-banco-del-bar-1.38260479

E questo è il testo:

Reinventarsi a 53 anni Dai tir al banco del bar

Strambino. Paola Pacelli ha rilevato il locale della stazione «La crisi ha rivoluzionato la mia vita, ma ora sono felice»

STRAMBINO. Dal volante del tir alle tazzine da caffè, dal guidare gru di mille quintali a maneggiare stoviglie nel suo nuovo bar. La protagonista della singolare trasformazione professionale è Paola Pacelli, chivassese di 53 anni. Paola è pure pronipote di Papa Pio XII: suo nonno Augusto Pacelli, originario della provincia di Viterbo, era il cugino del padre di Eugenio Pacelli, il 260° pontefice in carica dal 1939 al 1958.

«Festeggio in questi giorni i primi sei mesi della mia trasformazione professionale che mio ha portato a fare prima la camionista e ora la barista – ha raccontato –. Ancora non mi sembra vero. Dopo aver guidato i mezzi pesanti per centinaia di migliaia di chilometri, prima come dipendente poi come padroncina, percorrendo le strade e le autostrade di tutta Italia, sono arrivata casualmente a Strambino dove, insieme alla mia amica e attuale socia Jessica Trogolo Got, di 44 anni, esperta ristoratrice di Torino, ho rilevato la gestione del bar della stazione. Lo abbiamo chiamato Parlapà, che è una tipica esclamazione piemontese, con l’obiettivo di farlo tornare a essere come in passato, cioè un punto di riferimento per lo svago».

Paola Pacelli ha guidato camion per 25 anni poi, a causa della crisi, ha dovuto abbandonare il suo mestiere e la sua passione, ma essendo, come lei stessa si definisce, “una guerriera” ha accettato la sfida di una nuova attività, accettando gli insegnamenti della sua esperta socia per misurarsi in quello che era prima solo un hobby: la passione per la cucina. «Siamo molto soddisfatte dei primi sei mesi di esperienza a Strambino – hanno commentato Paola e Jessica – abbiamo abbinato al bar anche il ristorante tavola calda con una crescente clientela, abbiamo anche il collegamento gratuito a Internet e abbiamo promosso una serie di iniziative musicali e culturali, incontri a tema ed attività particolari come compleanni, serate per gruppi, con un buon riscontro da parte dei nostri clienti». Il bar della stazione è stato nell’ultimo Dopoguerra l’unico locale da ballo del paese, a fianco della stazione ferroviaria che, tra gli anni Settanta e Ottanta, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra le stazioni ferroviarie più belle e ben tenute dal Genio Ferrovieri e persino l’elogio dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Oggi, rinnovato e aggiornato, si propone di nuovo al pubblico nella sua nuova veste e con il nuovo accattivante nome Parlapà. —

Sandro Ronchetti
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I video che non vorremmo mai vedere….

I video che non vorremmo mai vedere…. le notizie che non vorremmo mai leggere…

http://gazetaderosario.com.br/acidente-entre-caminhoes-tira-a-vida-de-caminhoneira-da-fronteira/

Purtroppo però succede, succede un incidente e qualcuno ci lascia, questo è un video brasiliano in omaggio a una collega, Carla Geovana,  morta a soli 37 anni pochi giorni fa in un incidente alla guida del suo camion. Guidare un camion era stato il suo sogno e lei aveva combattuto e alla fine era riuscita a realizzarlo… Un sogno breve purtroppo.

Buona strada a Carla Geovana qualunque essa sia adesso, e a tutti i colleghi al volante sulle strade del mondo.

 

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Marta e Elda: Tutto su mia madre

La nostra cara Elda si racconta  in questa bella trasmissione  su Rai Tre insieme a sua figlia Marta!

“Tutto su mia madre”

Per chi non l’avesse vista in TV c’è raiplay:

https://www.raiplay.it/video/2020/10/Tutto-su-mia-madre-30648d31-eec6-4ae7-b88d-258ec269fe9b.html

“Lunedì 19 ottobre – Elda è una donna camionista: ha iniziato questo lavoro nei primi 2000, lasciando la sua occupazione da operaia per dare una mano al marito camionista. Oggi Elda e il marito hanno una ditta di trasporti a conduzione familiare dove lavora anche la figlia, Marta, che si occupa di contabilità. Marta ha un desiderio da confessare a sua madre: vorrebbe che Elda dedicasse più tempo a fare la nonna e meno al lavoro.”

 

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La storia di Dorica

Questa storia inizia un paio di anni fa, quando Dorica è stata la prima donna assunta presso la ditta di trasporti SMET, si parlava di quote rosa, chissà se è rimasta l’unica o ha altre colleghe?

In ogni caso: buona strada Dorica!

Questo è il link dell’articolo:

http://www.informatorenavale.it/news/la-simpatica-nonna-alla-guida-di-un-t-i-r-della-flotta-smet/?fbclid=IwAR0Y48VlStV2QWlgdsXQblzc-fnHghukbb6D9hqOw_s3oisgKQm1r5yJOIY

E l’articolo:

LA SIMPATICA NONNA ALLA GUIDA DI UN T.I.R. DELLA ”FLOTTA” SMET

dorica-coreaDorica Corea e

Domenico De Rosa

 

Salerno, 19 dicembre 2018 – “Si tratta di un primo importante passo verso l’inserimento nel nostro organico di un numero sempre maggiore di quote rosa. Vogliamo essere un esempio per tutto il settore dei trasporti, anche per quanto riguarda le pari opportunità: oggi le donne devono avere libero accesso a una professione che da sempre è considerata
appannaggio esclusivo degli uomini”.
Così Domenico De Rosa – Amministratore Delegato del Gruppo SMET, leader a livello europeo nel settore della logistica integrata – ha commentato l’ingresso in azienda di Dorica Corea, la prima donna autista che, assunta lunedì 17 dicembre, dopo una prova guida a Torino verrà impiegata a Pisa.
Dorica Corea, nata in Romania 47 anni fa, ha un figlio ed è nonna di due bambini. Ha conseguito le patenti C ed E nel 2007 presso la Scuola Europea di Empoli e, dopo una decennale esperienza di guida, ha scelto di entrare nell’organico del Gruppo SMET, pioniere in Italia non solo del trasporto sostenibile ma anche delle pari opportunità.
Ha alle spalle un lungo percorso di lavoro: prima di dedicarsi a questa professione ha infatti lavorato per molti anni presso diverse carrozzerie e pompe di benzina. “Essere donna autista, soprattutto agli inizi del percorso professionale, può non essere semplice – ha dichiarato Dorica – Non solo per gli orari che mal si conciliano con le esigenze della famiglia, ma anche perché ci sono moltissime cose da imparare: occorre conoscere la segnaletica, saper pianificare il viaggio, saper realizzare piccole manutenzioni, saper coordinare le operazioni di carico e scarico e valutare l’eventuale presenza di danni alla merce”. Ed ha aggiunto: “Non mi sono mai scoraggiata, perché ritengo che le donne abbiano la possibilità e le capacità per affermarsi anche in questo settore. E perché ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada colleghi uomini sempre solidali e disponibili. I loro consigli sono stati molto utili”.


Poi continua in quest’altro articolo:

http://www.camionefurgonimag.com/dorica-corea-camionista-per-passione/

Tutto da leggere:

Dorica Corea, camionista per passione

4 febbraio 2019

Ha lottato tutta una vita per perseguire il proprio obiettivo, fare la camionista come il papà

Nata in Romania 47 anni fa, Dorica è migrata in Italia nel 2000 a causa della sfavorevole congiuntura economica del suo paese di quegli anni.

“La mia passione, sin da bambina, è stata sempre il camion. Sia mio padre che mio fratello maggiore facevano i camionisti ed io ero felice di andare a pulire le cabine dei loro mezzi pur di salirci – ricorda Dorica – Vedere mio padre alla guida dei camion mi trasmetteva tanta passione. Sapevo che il mio destino era quello.”

Tuttavia per guidare il camon occorrevano le patenti che, già all’epoca, avevano il loro costo. Così dapprima Dorica, pur di stare vicino a quel mondo e pagarsi i corsi di guida, si mise a lavorare presso una carrozzeria: “Mi occupavo del lavaggio, della lucidatura e della verniciatura di vari veicoli, oltre che del montaggio e smontaggio di pezzi.”

Poi dopo la carrozzeria è stata la volta di un distributore di gasolio. Finalmente nel 2007, dopo tanti sacrifici, Dorica è riuscita a prendere le tanto agognate patenti: “Appena conseguita la patente ‘E’, ho iniziato a lavorare con piccole ditte. Ma il mio desiderio era quello di entrare in una grande Compagnia di trasporti per poter avere una sicurezza economica da garantire alla mia famiglia – già perché Dorica non solo è mamma, ma anche nonna – In quegli anni ho guidato camion di tutti i tipi e marche, però il mio preferito è lo Stralis Iveco.”

“Mi ritengo molto fortunata come camionista. Da quando ho iniziato questa attività non ho mai avuto noie particolari tranne lo scoppio di uno penumatico nel 2010 – ricorda Dorica –  tuttavia, grazie al mio carattere ho gestito il tutto con lucidità e naturalezza, tanto da poter definire quell’esperienza ‘normale amministrazione’. Da sempre riesco a gestire tutto ciò che mi accade con calma e lucidità. Poi so di molte colleghe che hanno avuto difficoltà nel farsi accettare in questo mondo prettamente maschile. Per mia fortuna devo dire che il rapporto con i miei colleghi maschi è stato sempre cordiale e ricco di collaborazione.”

Anche i rapporti familiari per una camionista non sono facili da gestire: “Ora vivo con un compagno. Anche se con difficoltà, lui ha accettato il mio lavoro. Ha capito che è la mia vita, la mia passione e che io non sarei la stessa senza la guida del camion. Fa parte di me. Diverso il discorso dei nipotini. Sarebbe difficile ora come ora gestire dei bimbi piccoli. Ora vivono in Romania con i miei familiari. Riesco a vederli un paio di volte all’anno. In quell’occasione recuperiamo tutto il tempo perduto ed è come se non ci fossimo mai lasciati!”

L’assunzione alla SMET per Dorica, oggi a 47 anni, è stato il coronamento di una vita di sacrifici: “Oggi sono molto soddisfatta del lavoro che faccio. Sono alla guida di uno splendido Iveco Stralis alimentato a gasolio. Corro per l’Italia in lungo e largo. Mi piace molto effettuare viaggi dalla Toscana per il Piemonte. Adoro i paesaggi tra queste due regioni. Il lavoro intermodale, oggi, ha sicuramente diminuito i chilometri che si effettuano quotidianamente. Io oggi ne faccio un numero giusto. Spesso capita di dover dormira in cabina, ma fa parte del lavoro. Gli unici momenti ‘noiosi’ sono le lunghe attese per il carico e lo scarico dai clienti. Insomma non cambierei il mio lavoro per tutto l’oro del mondo. Io penso che ogni individuo sia padrone del proprio destino seguendo la propria vocazione.”

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