donne camioniste

Marie Martine

 

Un nuovo “vecchio” video dal canale francese di Philippe Fournet, la storia di Marie Martine che all’inizio degli anni ’80 ha intrapreso l’attività di autotrasportatrice!

“1981 Marie Martine raconte la création de sa petite entreprise de transports”

Au début des années 1980, Marie Martine s’est installée comme transporteur dans la région Clermontoise. Une équipe de télévision l’accompagne à bord de son Volvo F1020 lors d’une tournée de travaux, elle raconte son parcours.

Buona visione e buona strada sempre!

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Il sogno realizzato di Iwona!

 

In questo video c’è la realizzazione di un sogno!

Iwona, dopo 10 anni da autista, riesce a realizzare il suo sogno e ad aprire una sua ditta di autotrasporti!

“Se puoi sognarlo, puoi realizzarlo!” e lei l’ha fatto! E’ bellissimo vederla sorridere e piangere di gioia!

Il 18 agosto è andata a ritirare il suo nuovo camion e da li partirà la sua nuova avventura,  augurarle BUONA STRADA SEMPRE  è d’obbligo!!!

Buona visione!

 

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Laura scrive: “Donne e camion”

 

Un altro simpatico articolo della nostra collega Laura Broglio, sempre dal sito TIMOCOM.it

Questa volta ci parla di donne e camion, ovvero di come le donne vengono percepite nel mondo dell’autotrasporto, da sempre un mondo maschile e anche abbastanza maschilista… argomento più volte trattato anche in queste pagine, ma questa volta visto con brio e un pizzico di ironia che non guasta di certo!

Buona lettura e complimenti a Laura!

Questo è il link:

https://www.timocom.it/blog/donne-e-camion?siamocarichi

Il pezzo inizia cosi:

Siamo Carichi : Donne e camion

Solo il 2% degli autisti professionisti sono donne. Come ci si sente a lavorare in un mondo ancora quasi esclusivamente maschile?

Come ci si sente ad essere una camionista donna in un mondo esclusivamente maschile

„Sono donna, mamma e camionista. Rigorosamente in quest’ordine”. Lei è Laura e si descrive così, se le chiedi di farlo.
A proposito di camion aggiunge: “compenso la mia piccola statura con i due metri di altezza del mio Volvo FM, perché nell’Fh non vedo fuori”.

Con il suo stile ironico e mai banale, nella serie “Siamo Carichi”, Laura ci racconta spaccati e momenti della sua vita di autista professionista.
In questo articolo, Laura ci parla proprio dell’essere donna in un mondo quasi esclusivamente ancora maschile, quello dell’autotrasporto.

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Il due per cento della totalità degli autisti è composto da donne. Un numero talmente piccolo da nascondersi tra la moltitudine di chi tutti i giorni si mette al volante.
Sarà per questo motivo che su di noi si raccontano tante storie narrate nel “foro boario” camionistico per eccellenza, punto strategico dove si decide il destino del popolo, al pari del Bar Sport per i pensionati: la saletta caffè.

Quando ci siamo noi camioniste al centro della scena, i toni raggiungono enfasi degne di Mastrota durante la pubblicità dell’Eminflex e godono di trame avvincenti come quella di “Un Posto al Sole”. Competono in attenzione solo le vicende dell’unica vera star, il The Rock dell’autotrasporto, l’unico maschio in grado di essere più irresistibile di una donna: il 190/48.

La fantasia si scatena e l’immaginazione cerca di darci un volto: per alcuni siamo tutte tedesche bionde alte un metro e ottanta, praticamente delle pinte di birra all’Oktober Fest. Per chi invece preferisce le more, siamo come Serena Grandi in “Teresa”; che se fosse per lo stacco di coscia e il decolleté, ci sarebbe anche andato bene, ma – diciamolo – l’atteggiamento procace e volitivo lo abbiamo abbandonato dopo aver affrontato il rito di iniziazione per tutti i viaggiatori che si rispettino: il caffè dell’autogrill.

Superato quello, sei arruolato.

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(…) continua nella pagina TIMOCOM.it

Buona strada sempre!

 

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Benvenuta Giulia!

 

Questa è la storia di un’altra Giulia, nuova collega di Follonica a bordo di un camion alla quale auguriamo tanta buona strada!

Questo è il link dell’articolo che racconta la sua storia:

https://www.ilgiunco.net/2021/08/06/il-lavoro-che-cambia-giulia-prima-donna-a-guidare-i-camion-della-cooperativa/

Inizia cosi:

FOLLONICA – È di oggi la notizia del conseguimento della patente C per Giulia Boschi, la giovane socia di 28 anni e dipendente della Cooperativa Melograno.

Attraverso il “Bando di sostegno al conseguimento patenti per aspiranti autisti per le cooperative del settore merci” emanato dalla Fondazione Noi – Legacoop Toscana, Giulia ha raggiunto un obiettivo importante per quanto riguarda l’inclusione lavorativa di genere. Giulia, infatti, è la prima donna all’interno della Cooperativa Melograno ad aver conseguito questo importante traguardo. Giulia è inoltre iscritta al corso Cqc (carta di qualificazione del conducente) e dovrà sostenere gli esami per il conseguimento della qualifica e partecipare ai relativi corsi di aggiornamento previsti per mantenere l’abilitazione. (…)

Il resto lo potete leggere nella pagina  de “IL GIUNCO.net” il quotidiano della Maremma.

 

 

 

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La prima donna che…

 

Vi ricordate che tempo fa misi il link di un articolo che parlava di Giulia Solomita, classe 1936, la prima donna italiana a guidare un autobus?

 

Ora ho trovato questo video (di un paio di mesi fa) trasmesso dalla Rai in una serie dedicata alle “prime donne” in lavori particolari. Ci sono immagini d’epoca e una voce narrante, è molto bello da vedere! Anche perchè descrive bene i pregiudizi che c’erano allora ed è un omaggio a una pioniera che ha aperto la strada alle ragazze venute dopo di lei!

Giulia naturalmente non guida più, ma buona strada glielo auguriamo lo stesso!

Questo è il link del video:

https://www.raiplay.it/video/2021/05/La-prima-donna-che-giulia-solomita-bbc5bc75-1585-47a2-9b68-7df8e6afa987.html

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La Regina e le camioniste…

 

Ho trovato questo articolo di pochi giorni fa, che parla della Regina Maxima d’Olanda, sul sito di AMICA…

Questo è il link:

https://www.amica.it/2021/07/16/maxima-d-olanda-la-regina-piedi-nudi-camion-ponte-robot/

La cosa che mi ha colpito nell’articolo è questo paragrafo:

(…)

“Detto fatto, la moglie del re Guglielmo Alessandro non si è limitata a guardare i grandi autoarticolati che facevano bella mostra di sé nel parcheggio ma, tolte le scarpe, è salita a bordo di uno dei giganti della strada. E, le foto, hanno fatto ovviamente il giro del mondo.

Chissà, forse voleva sentire la sensazione di posare i piedi su i pedali di un mezzo così gigantesco. O dimostrare che, al di là dei pregiudizi e degli stereotipi, anche le donne sanno tenere a bada un camion del genere. Un’ipotesi più probabile, questa, considerando che durante la visita Maxima d’Olanda ha chiacchierato con diverse lavoratrici, venendo a sapere che “la carenza di camionisti donne era in parte dovuta ai pregiudizi che esistono intorno alla professione di camionista”. Fortunatamente, come è stato confermato dalle presenti, sempre più datori di lavoro stanno iniziando ad assumere donne come autisti di camion.”

NIEUWEGEIN, NETHERLANDS – JULY 14: Queen Maxima of The Netherlands visits a truck driver school on July 14, 2021 in Nieuwegein, Netherlands. (Photo by Patrick van Katwijk/Getty Images)

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Mi ha colpito perchè sentiamo sempre dire che in Italia le donne camioniste sono poche, anche a causa del maschilismo del settore, ma all’estero…all’estero è pieno di camioniste…

Evidentemente la realtà è ben diversa…anzi è molto simile alla nostra!!!

Buona strada a tutte le colleghe, italiane, olandesi, ecc, ecc!!!

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L’intervista ad una collega!

 

Un’intervista alla nostra collega Laura che ci parla di alcuni dei tanti problemi che un camionista deve affrontare in una giornata di lavoro. Ancora dal canale You Tube “K 44 RISPONDE“.

Buon ascolto e buona strada a Laura e a tutti voi!

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Un libro: Storie di uomini “straordinari”

 

Rieccomi a parlare di un altro libro dedicato al mondo dell’autotrasporto. Questa volta non si tratta di un romanzo e nemmeno di un’inchiesta. Non è neppure un libro nuovo, è stato pubblicato una decina di anni fa. Questo libro, scritto da Gianni Storari e Luigi Zusi, è una raccolta di tante storie. Sono le storie degli uomini e delle famiglie delle aziende di autotrasporto del veronese. Si intitola “Storie di uomini straordinari”, perché racconta la fatica, l’impegno, le speranze e a volte le delusioni che hanno dovuto affrontare questi uomini per creare e portare avanti la propria attività di autotrasporto.

Ci sono anche delle belle foto d’epoca in bianco e nero. A leggerlo vengono in mente le livree di molti camion che si incontrano sulle nostre strade e autostrade, ci sono tanti nomi noti e altri un po’ meno. Magari chi è della zona li conosce tutti!

Vi parlo di questo libro perché leggendolo, in mezzo a tante storie di uomini ce n’è anche una di una donna “straordinaria”! Lei si chiama Erminia e lavorava nell’impresa familiare.

Il suo esordio non fu semplice, siamo negli anni ’70, dopo aver frequentato i corsi e superato gli esami non le arrivava la patente… scopri che la sua pratica era stata archiviata pensando si trattasse di un errore, di uno scambio di persona, non credevano che una donna potesse fare la camionista! Risolto il problema poté iniziare a viaggiare. Ma la prima volta che si presentò alla Falk di Milano per scaricare non volevano far entrare una donna al volante di un camion. Cosi lei fu costretta ad andare a cercare il direttore per risolvere la situazione!

Non c’è da stupirsi di quello che le capitò, visto che ancora oggi, a distanza di tanti anni e nonostante il numero delle donne camioniste sia cresciuto parecchio da allora, veniamo spesso guardate con meraviglia e a volte con “sospetto”.

Buona strada a tutte sempre!

Questo è il link su ibs:

https://www.ibs.it/storie-di-uomini-straordinari-viaggio-libro-gianni-storari-luigi-zusi/e/9788895351377

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Laura e lo scarico del camion!

 

Torno a postarvi un racconto di Laura, sempre dal blog di TIMO.COM, questa volta ci parla dello scarico… o meglio dell’attesa allo scarico, chi non si è mai sentito dire:”  Aspetta fuori, ti chiamiamo noi?”

Per sdrammatizzare le lunghe attese cosa c’è di meglio di una buona lettura?

Questo è il link:

https://www.timocom.it/blog/lo-scarico-infernale-tragedia-autotrasportatore?siamocarichi

E questo è l’inizio del racconto, per completare la lettura dovrete andare sulla pagina ufficiale di TIMO.COM

 

Siamo Carichi : Lo scarico, ovvero l’infernale tragedia dell’autotrasportatore

Il momento dello scarico al magazzino è spesso una delle incombenze “meno appaganti” nella giornata di un autista.

La tragedia dell'autotrasportatore allo scarico

„Sono donna, mamma e camionista. Rigorosamente in quest’ordine”. Lei è Laura e si descrive così, se le chiedi di farlo.

Da perfetto sagittario, le piace godersi i piaceri della vita: il buon cibo, la compagnia delle persone che ama e il suo cane Ray. Adora viaggiare ed avere dei momenti tutti per lei: ecco allora che la cabina del suo camion diventa il suo rifugio perfetto, là dove ogni cosa è a sua dimensione.
E a proposito di cabina e camion aggiunge: “compenso la mia piccola statura con i due metri di altezza del mio Volvo FM, perché nell’Fh non vedo fuori”.

Con il suo stile ironico e mai banale, nella serie “Siamo Carichi”, Laura ci racconta spaccati e momenti della sua vita di autista professionista.
Oggi è la volta di un momento temutissimo per ogni autista: lo scarico al magazzino!

 

Immaginate di essere tranquilli sul vostro camion, tutto è andato liscio: siete partiti per tempo, la scaletta della giornata prevede un tragitto semplice, tappe conosciute e bene organizzate, il traffico scorre fluido senza farvi perdere troppo tempo.

Ho appena descritto il paradiso, vero?

Eppure, ad un certo punto, nel bel mezzo del cammin di vostra giornata, vi ritrovate in una selva oscura, che la diritta via era smarrita.

Spaesati, impauriti e in preda allo sconforto siete come Dante all’inizio della Divina Commedia.

Quella che viene considerata una delle più grandi opere di tutti i tempi, è un poema allegorico perché Dante, tutto quello che scrive, lo usa per dirci qualcos’altro. Milioni di critici, studiosi e ricercatori si sono arrovellati per cogliere i significati dietro ai suoi versi, quello che però non sono riusciti a capire è che il sommo poeta, probabilmente inconsciamente, era riuscito a descrivere in modo perfetto il mondo del camionismo! (Per dirla come un poeta un po’ meno raffinato, ma decisamente più diretto: Chef Rubio, che di camionismo ha fatto indigestione).

L’Infernale Tragedia dell’Autotrasportatore – questo il titolo della nostra opera – è divisa in tre parti chiamate cantiche: non tanto per similitudine con la Commedia, quanto più per assonanza con le cantilenanti “preghiere” delle anime perdute chiamati autisti.

Tre, infatti, sono gli steps che ognuno di noi deve compiere almeno una volta al giorno.

Inizia anche con la stessa identica immagine: il protagonista smarrito, perduto in un cupo bosco desolato con davanti a sé…. il nulla! Lui, solo, deve cercare di orientarsi in quello che non sa essere il regno dell’Ade: l’ATTESA ALLO SCARICO.

 

Inesorabile, inevitabile, infernale.

 

Ognuno di noi si addentra nei gironi dei luoghi di consegna attraversando i tre regni per raggiungere la salvezza eterna.

Solo che qui il Paradiso, a cui è meglio credere, non esiste.

(…) continua!!!

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Un altro racconto di Laura –

 

Un altro dei divertenti racconti di Laura, camionista scrittrice, dalle pagine di TimoCom.

Questa volta ci parla del camion, anzi di una cosa che nessun camionista vorrebbe mai accadesse: che gli tocchino il camion!

Per sorridere un pò, buona lettura e buona strada sempre, a Laura e a tutti/e voi blog-lettori!

Questo è il link:

https://www.timocom.it/blog/tre-cose-da-non-toccare-nella-cabina-del-camion?siamocarichi

E questo è l’inizio, il racconto completo sulla pagina ufficiale di TimoCom:

 

Siamo Carichi : Gli Intoccabili

Per ogni camionista, la cabina è come una casa. E, al suo interno, ci sono alcune cose che non vanno MAI toccate.

Tre cose che un camionista non vuole gli vengano toccate

„Sono donna, mamma e camionista. Rigorosamente in quest’ordine”. Lei è Laura e si descrive così, se le chiedi di farlo.

Da perfetto sagittario, le piace godersi i piaceri della vita: il buon cibo, la compagnia delle persone che ama e il suo cane Ray. Adora viaggiare ed avere dei momenti tutti per lei: ecco allora che la cabina del suo camion diventa il suo rifugio perfetto, là dove ogni cosa è a sua dimensione.
E a proposito di cabina e camion aggiunge: “compenso la mia piccola statura con i due metri di altezza del mio Volvo FM, perché nell’Fh non vedo fuori”.

Con il suo stile ironico e mai banale, nella serie “Siamo Carichi”, Laura ci racconta spaccati e momenti della sua vita di autista professionista.
E voi? Siete carichi? Allora allacciate le cinture e godetevi questo viaggio a ritmo di rock lungo le strade d’Italia.
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Non toccatemi il camion

Il motore subbuglia sotto il morbido e avvolgente sedile, il leggero tremolio della cabina è quel tipico rumore a cui ci si abitua, ma che fa notare la sua mancanza quando non c’è.
Tutto sembra calmo, normale, quasi asfissiante da quanto è uguale a ieri.
Ti aspetti questo quando prepari le tue cose per la partenza, esattamente come fai tutti i giorni, ma oggi non riesci a inserire la scheda comodamente sdraiato sullo schienale.

Oggi devi alzarti un po’.
Quello è un segno inequivocabile.

Le mani si accartocciano, le tempie si rigano di lucido sudore, gli occhi diventano prima vitrei, poi furibondi: qualcuno ha usato il tuo camion!

Quella verità, temuta come la multa e certa come le bollette, in un normale martedì, è deleteria per qualunque sistema nervoso di un qualunque autista. Come tutte le cose però, finché capita agli altri sembra un soggetto di fantasia come la serenità di Timon e Pumba mentre cantano Hakuna Matata. Oggi invece, è capitato a te.

Aguzzi la vista in cerca di tracce, dettagli che ti facciano capire chi possa aver commesso tale delitto. Ti aiuti con l’olfatto in cerca di quel profumo che ti riconduca senza dubbi al colpevole. Passi da preda a predatore affamato.

Perché se c’è una cosa, anzi tre, che noi camionisti non possiamo tollerare è:

che ci tocchino il camion,
che ci tocchino il camion,
che ci tocchino il nostro camion.

Lo sappiamo tutti, infatti, quali sono i tre intoccabili di ogni camionista che si rispetti:

Il sedile

Ore, giorni, anni alla ricerca della posizione perfetta. Uno studio meticoloso, fatto di esperimenti e raccolta dati. Insomma, le ricerche scientifiche ci fanno un baffo.
Tentativi e fallimenti, arrabbiature e piccole infinitesimali soddisfazioni nel trovare anche solo l’inclinazione della parte lombare, consapevoli che nei sedili odierni le posizioni sono: nei migliori dei casi almeno 666 (come il diavolo), nel peggiore il numero diventa periodico. Il che vuol dire che, periodicamente, il sostegno laterale-inferiore-sinistro-interno ci darà inspiegabilmente fastidio. È chiaro quindi, che una qualsiasi mutazione, che non sia genetica, non verrà perdonata. Il perdono non arriverà nemmeno dall’ernia cervicale che grazie alla posizione perfetta veniva coccolata dalla fascia di avvolgimento del trapezio. E siccome “oltre al danno la beffa”, questa potrebbe pure arrabbiarsi per la mancanza di affetto e tornare a far male.

Il sedile, quindi, non si deve toccare, mai. Per nessun motivo. Fidatevi, io lo so. Eccome. Non per le complicazioni nel trovare l’assetto perfetto, no; in questo sono una dei rari casi in cui ci si mette tanto quanto un pit stop.

Dovete sapere che io sono alta quanto un mozzo di una gomma /70 (barra settanta), quindi sarei anche facilitata per l’ardua impresa: sedile tutto basso e senza sospensioni, seduta completamente abbassatae soprattutto tutto avanti fino a fine corsa. Posizione mitologica, come l’isola che non c’è per Peter Pan.

So che il sedile è il primo degli intoccabili, perché sono la compagna di un camionista alto un metro e ottanta, che guida come se fosse in un’auto della Formula Uno e pretende che io gli sposti il camion senza toccare nulla: una pretesa allucinante come ordinare a noi italiani di rispettare la fila.

Praticamente guido in piedi per riuscire ad arrivare ai pedali, MA per non dissacrare il “sacro vincolo del Sedile dall’assetto perfetto”, che sappiamo benissimo essere più importante di un matrimonio, si fa anche questo.

 

(….) continua….

 

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