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Camioniste: di tutto e di più…

 

Camioniste: di tutto e di più…o per meglio dire una piccola rassegna stampa con articoli un pò diversi che parlano di donne camioniste. Si perchè non ci sono solo le storie di ragazze e donne che affrontando ostacoli e pregiudizi sono riuscite a diventare camioniste realizzando cosi il sogno della propria vita, ogni tanto girando nel web si incappa anche in altre cose che riguardano il variegato mondo delle camioniste….

Comincio da un vecchio articolo del 2003, non molto edificante, visto che si tratta di una lite!

 


Questo è il link per leggere l’articolo completo.

https://ricerca.gelocal.it/gazzettadimodena/archivio/gazzettadimodena/2003/10/15/DP1PO_DP104.html 

E visto che sono in argomento, un altro titolo di cronaca:

 


E  un altro, che fece notizia a fine febbraio l’anno scorso, lo riportarono diversi giornali, ne ho contati una dozzina, poi arrivò il Covid e certe piccole notizie non fecero più scalpore…

Cambio argomento, torno ai sogni delle ragazze, anzi di una Miss:

Questo è il link:

https://www.ticinonews.ch/magazine/altro/miss-svizzera-vuole-diventare-camionista-IMTCN321810?refresh=true

La patente poi l’ha presa, ma ma nel suo futuro non è diventata camionista a tempo pieno….

Sempre a proposito di patenti, lei  il camion lo guidava senza averla:

 


https://primanovara.it/cronaca/guidava-camion-con-la-patente-b-5mila-euro-di-multa/

 

Ci sono anche articoli che parlano di incidenti con donne camioniste coinvolte, come questo dell’anno scorso dove per fortuna la collega è uscita illesa:

 

https://www.oggicronaca.it/2020/10/a-tortona-una-donna-alla-guida-di-un-tir-vola-nella-scarpata-sulla-statale-camion-distrutto-lei-illesa/

E questo dove un’altra collega se l’è cavata col codice verde per fortuna:

https://www.milanotoday.it/cronaca/incidente-stradale/tangenziale-est-carugate-oggi-25-febbraio-2021.html

Questo invece  è quello che succede a fidarsi dei navigatori:

 E alla guida del mezzo pesante con targa inglese un equipaggio formato da due donne camioniste!
https://www.valsassinanews.com/2020/09/09/taceno-bellano-ennesimo-autotreno-a-rischio-incastro-e-se-contro-i-navigatori-bastassero-cartelli-piu-grandi/

Concludo con un articolo del 2015, di una collega aspirante cacciatrice:

 

https://www.lastampa.it/novara/2015/03/06/news/camionista-in-rosa-e-aspirante-cacciatrice-porto-sensibilita-in-un-mondo-maschile-1.35280585

Ne ho trovati anche altri, prossimamente ve li linko.

Un saluto a tutte le colleghe con  l’augurio di buona strada sempre!

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Una canzone per il fine settimana…

 

Una canzone per il fine settimana, quello in cui i camionisti tornano a casa (non sempre….)

Camionista tu” è dedicata da una ragazza a suo papà camionista, lei si chiama Melany, il genere è il neomelodico, la storia è quella di tanti nostri colleghi, sempre in giro su e giù per le strade d’Italia e d’Europa per non far mancare niente alla famiglia… niente tranne la propria presenza.

Buon ascolto e buon fine settimana!

 

 

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Un articolo di 26 anni fa…

 

Un articolo di 26 anni fa… questo della rivista “Tuttotrasporti” n° 160 del mese di febbraio del 1995.

Un articolo dedicato alle donne camioniste di allora: “Tocco rosa in cabina“.

A rileggerlo non sembra che le cose siano cambiate poi cosi tanto, è vero che il numero delle camioniste è aumentato nel corso degli anni, ma è anche vero che il settore dell’autotrasporto è ancora prevalentemente maschile, soprattutto al volante dei mezzi pesanti. E le donne ancora oggi vengono guardate con curiosità… forse c’è meno discriminazione quando si cerca un lavoro, ma la strada per la parità è ancora lunga…

Queste sono le pagine:

 

 

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Truck movie: “Willa”

 

Sono sempre alla ricerca di vecchi truck movie!
Questo è del 1979, Willa è una ragazza madre che sogna di diventare camionista… ci riuscirà? Per saperlo bisogna guardare il film!
Buona visione!!!

 

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La storia di Dayana

 

Un altro bel articolo che racconta la storia di una collega tratto dalla pagina di “Uomini e Trasporti” a firma di Elisa Bianchi.

E’ la storia di Dayana, una delle amiche del gruppo, camionista da sempre, nata e cresciuta in una famiglia di camionisti, sposata con un camionista, innamorata del suo lavoro!

Buona strada sempre Dayana !!!

Questo è il link dell’articolo:

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/dayana-baruzzo-faccio-lautista-perche-sono-figlia-del-camion/

E questo è il testo:

Dayana Baruzzo: «Faccio l’autista perché sono figlia del camion»

Per Dayana l’autotrasporto è una questione di famiglia, ce l’ha nel DNA. Sale sul camion a 20 anni quando inizia a lavorare per la ditta del papà e da quel momento la passione che la lega al mondo dei trasporti non si è mai esaurita. E, com’è naturale, ha finito per trasmetterla ai suoi figli

«Non mi piace essere definita una veterana del settore, faccio solo il mio lavoro. Sono un’autista per passione». Dayana è abituata ad avere a che fare con i camion fin da piccolissima, quando guardava con ammirazione i mezzi della ditta del padre. A vent’anni si mette per la prima volta al volante e da allora la sua passione non l’ha mai più abbandonata. Oggi di anni ne ha 34, è mamma di due bimbi di 5 e 3 anni e ha lasciato la ditta del papà, in Veneto, per trasferirsi a Cremona per amore.

La storia professionale di Dayana inizia 14 anni fa a Venezia: «Fin da piccola ho sempre visto i camion di papà nel cortile – ci racconta – e raggiunta l’età giusta per guidarli non sono più riuscita a stargli lontano. Il mio lavoro era molto diverso da quello che svolgo oggi, ossia il trasporto bestiame. Portavo un bilico con cisterna per il trasporto di rifiuti e materiale chimico».

Cosa è cambiato dal tuo primo impiego ad oggi?

Grazie al mio primo lavoro come autista ho potuto girare ogni angolo dell’Italia e scoprire posti bellissimi che altrimenti, forse, non avrei mai avuto modo di vedere. Ero più giovane all’epoca, mi divertivo tantissimo con il mio lavoro, passavo intere settimane fuori con il camion. Per otto anni ho amato alla follia questo mestiere, poi ho incontrato l’amore della mia vita, anche lui un autista, e ho stravolto tutto. Mi sono trasferita in provincia di Cremona per stare con lui e l’anno dopo è nato il nostro primo bambino che oggi ha cinque anni. Ho deciso di prendermi una pausa dal lavoro, ma appena ho potuto sono tornata alla guida.

Quando hai ripreso a lavorare?

Tre anni fa, poco dopo la nascita della nostra seconda figlia. I bambini hanno iniziato ad andare al nido e così ho voluto ricominciare da dove ero rimasta, ma cambiando settore. Oggi infatti mi occupo di trasporto bestiame, suini per la precisione, per la FAVA Autotrasporti. Si è trattato di un cambio di rotta voluto, perché mi ha sempre affascinato l’idea del trasporto animali. È un lavoro molto più adrenalinico, ci vuole parecchia attenzione e cautela, soprattutto nei confronti degli animali. Io sono da sola, mi occupo anche del carico e scarico: è una responsabilità. Insomma, prima guidavo di più e facevo viaggi più lunghi, oggi al contrario percorro tratte più brevi, ma non mi fermo mai.

«Le donne che fanno questo lavoro sono abituate ad avere a che fare con gli uomini; ora gli uomini si dovranno abituare ad avere a che fare con le donne»

Come è la tua giornata tipo?

Tosta. Ho la sveglia prestissimo, solitamente verso le 2.30/3 del mattino e rientro con il camion nel pomeriggio, così da poter passare del tempo con i miei bambini, anche se non è facile. Quando torno sono in piedi da molte ore, sono stanca, loro invece sono dei vulcani, non vedono l’ora di vedermi e giocare con me. Io faccio il possibile per godermi il tempo con loro, cerco di dedicargli tutte le mie ultime energie.

Loro come percepiscono il tuo lavoro?

Sono ancora molto piccoli, ma nonostante questo saprebbero riconoscere il camion della mamma tra mille. Per loro è normale, sono sempre stati abituati a vedere sia me che il mio compagno alla guida di un mezzo pesante, entrambi ci sono già saliti. Sono a tutti gli effetti figli del camion. L’autotrasporto è una questione di famiglia, come per mio padre è stato naturale vedermi salire al volante, così per loro è normale vedere la mamma e il papà alla guida di un bestione della strada e se un giorno vorranno continuare questa tradizione io sarò contenta per loro.

Come riesci a coniugare l’essere mamma con il tuo lavoro? 

Non è facile, ho dovuto fare qualche rinuncia, come per esempio vederli la mattina e accompagnarli a scuola, ma è inevitabile. Mi faccio aiutare da una babysitter e pensa lei ad accompagnarli all’asilo. In compenso non dormo quasi mai fuori casa come facevo spesso un tempo e quindi posso vederli la sera.

Ci sono molte donne nel tuo settore? 

No, siamo pochissime e spesso ancora siamo guardate con sorpresa e un po’ di diffidenza. Si fa ancora fatica a capire il mestiere dell’autista. A volte mi chiedono se so fare manovra o se so caricare gli animali. Io sorrido, non c’è motivo di prendersela, effettivamente siamo poche donne ancora a fare questo mestiere, quindi rispondo che sono tre anni che ci provo e che mi sembra di riuscirci piuttosto bene, oppure quando termino la manovra con successo chiedo: «Allora, vanno bene le donne?».

«Fare il lavoro dei propri sogni è appagante, vedere che i tuoi figli lo apprezzano lo è ancora di più. La loro mamma è un’autista e ne vanno parecchio fieri»

A tuo avviso, cosa manca per rendere più attrattivo il settore anche per il mondo femminile?

Le donne che fanno questo lavoro sono abituate ad avere a che fare con gli uomini; ora gli uomini si dovranno abituare ad avere a che fare con le donne. Come autisti abbiamo tutti le stesse esigenze e necessità, si tratta solo di eliminare questo pregiudizio nei nostri confronti. Io ormai sono temprata, ma chi decide di iniziare a fare questo lavoro deve sapere che bisogna farsi le spalle forti, ingoiare tanti rospi, ma anche che un giorno si proverà così tanta soddisfazione da poter rispedire i rospi al mittente.

Il 2020 ha acceso un faro sul mondo del trasporto, tu come lo hai vissuto?

È stato un anno strano e difficile che ho avvertito particolarmente per via del settore di cui mi occupo, il trasporto bestiame appunto. Inizialmente abbiamo avuto un boom di domanda di carne e quindi più viaggi, più lavoro. Poi la richiesta è calata e così anche la mole di trasporti. Ci sono stati dei momenti in cui non era chiaro se avremmo lavorato ancora la settimana successiva oppure no. Dal punto di vista sanitario, invece, trattandosi di un lavoro prevalentemente all’aperto e con pochi contatti non mi ha creato particolari problemi.

Ad oggi qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro? 

Sicuramente la soddisfazione che vedo negli occhi dei miei bambini quando rientro la sera e loro esplodono di gioia urlando «È arrivato il camion della mamma!». Fare il lavoro dei propri sogni è appagante, vedere che i tuoi figli lo apprezzano lo è ancora di più. La loro mamma è un’autista e ne vanno parecchio fieri.

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Elisa, dal negozio al camion

 

Questo video lo trovate nel canale  K44 su You Tube:

https://www.youtube.com/channel/UCQO7VgBt8zljVyn3Xa-yLRA

E’un canale che affronta diverse problematiche del mondo dell’autotrasporto.

In questo video si parla della sempre più grave carenza di autisti di camion, e del fatto che molti ora si rivolgono alle donne per cercare di tamponare questa mancanza. Sembra strano perchè le donne per anni hanno dovuto superare diversi ostacoli per poter arrivare a guidare un camion.

Che sia la volta buona e  che le cose possano finalmente cambiare?

Elisa Crivellari, intervistata da Elisa Bianchi di “Uomini e trasporti“, racconta la sua esperienza di come, a causa della chisura del negozio in cui lavorava per l’emergenza Covid, ha deciso di cambiare vita e si è iscritta a scuola guida, ha conseguito la patente C e il CQC e si è messa alla ricerca di un lavoro. Ed è stata fortunata, ha trovato subito un impiego ed ora è entusiasta della sua nuova attività.

Buona visione e buona strada sempre ad Elisa!

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Camioniste Youtuber…dall’Europa!

 

Negli USA e in Brasile ci sono tante colleghe camioniste che condividono i loro viaggi caricando video su You Tube. In Europa invece  sono ancora  poche…

Oggi vi metto il link di qualche canale.

Il primo è quello di “Baixinha no volante” una giovane collega che gira l’Europa con un bilico di Primafrio,  lei parla il portoghese.

https://www.youtube.com/c/BaixinhanoVolante/videos

Questo è uno dei suoi video:

Un’altra collega è “Ana trucker“, anche lei viaggia in tutta Europa con un bilico frigo, in coppia con suo marito e in compagnia dei loro cagnolini! E anche lei parla il portoghese.

Questo è il link del canale:

https://www.youtube.com/channel/UCXny4VNogpcEkAtDFrkyEqQ/videos

E questo uno dei suoi video:

 

E per chiudere un’altra coppia di camionisti, loro sono brasiliani d’origine: “Pathy RJ-Xibly“, e anche loro ci portano in giro per le strade d’ Europa a bordo del loro camion, naturalmente frigorifero!

Questo è il link del canale:

https://www.youtube.com/c/pathyrj/videos

E  questo uno dei loro video:

Buona visione e buona strada sempre!

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Camion perde il carico…

 

Di solito non metto i link degli articoli degli incidenti stradali, già ne vediamo troppi in prima persona lungo le nostre strade e autostrade, purtroppo.

Ma questo mi ha colpito perchè vede coinvolta una collega, a cui va tutta la nostra solidarietà per riprendersi al più presto dalla brutta esperienza.

Questo è il link dell’articolo:

https://www.ravennatoday.it/cronaca/incidente-stradale/camion-perde-carico-terra-ribaltato-via-bastia.html

E questo il titolo d’apertura:

Camion perde il carico dal rimorchio: e la camionista che lo seguiva si ribalta

Il carico, formato da una decina di quintali di compost agricolo, si è riversato sull’asfalto per circa 200 metri


Camion perde il carico dal rimorchio: e la camionista che lo seguiva si ribalta
„Poteva avere conseguenze ben più gravi l’incidente che si è verificato giovedì mattina, verso le 8.30, su via Bastia a Sant’Agata sul Santerno. Un camionista di origini ucraine che procedeva sulla Bastia a bordo di un camion con rimorchio, provenendo da Lavezzola, poco prima di entrare nell’abitato di Sant’Agata nell’affrontare una curva verso destra ha perso il carico del rimorchio, probabilmente a causa di un guasto dello stesso rimorchio.“
„Il carico, formato da una decina di quintali di compost agricolo, si è riversato sull’asfalto per circa 200 metri. Non ha potuto evitarlo la camionista, di origini rumene, che stava viaggiando dietro al primo camion. La donna, passando sopra al compost, ha perso il controllo del mezzo pesante che si è ribaltato sul fianco.“
„Sul posto si sono precipitati i soccorsi del 118 con un’ambulanza, che hanno trasportato la camionista all’ospedale di Lugo con codice di Bassa Gravità. Per aiutare nelle operazioni di soccorso sono intervenuti anche i Vigili del fuoco, mentre la viabilità e i rilievi sono stati affidati alla Polizia locale della Bassa Romagna, coadiuvata dai Carabinieri di Lugo. Via Bastia è stata chiusa al traffico nel tratto interessato dall’incidente per permettere la rimozione del mezzo e la pulizia della strada, affidata ai mezzi della provincia“

 
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La spedizione del Sabo Rosa 2021!

Un altro video dedicato a Manuela, questo è quello “ufficiale” della Roberto Nuti, con la spedizione del Sabo Rosa 2021 alla vincitrice!

Buona strada sempre!

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Un video con Manuela!

 

Una video intervista in viaggio con Manuela camionista dell’anno vincitrice del Sabo Rosa 2021!

Complimenti e buona strada sempre!

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