Una bella favola… in tempi tristi, fa bene all’umore.

Ciao Lady
In un momento drammatico per la mia terra, quando negli occhi della gente riconosci il terrore, quello che nasce dalla paura e si trasforma in panico…; ho ascoltato una favola, semplice e rassicurante, la storia di una persona semplice che trasmette serenità e la gioia, quella che nasce dal riconoscere la positività nei piccoli gesti quotidiani, comuni a tanti, ma tante volte senza la consapevolezza di quale ricchezza siano. La mia Pricipessa è emiliano romagnola, è cresciuta in una di quelle famiglie dove tutti ci si tira su le maniche per aiutare, a qualsiasi età, negli anni ‘70 /’80 era scontato, ora lo è un po’ meno…; Il suo papà con sacrifici si era comprato un camion nuovo, a cambiali, come era consuetudine in quel momento e ciò gli permetteva di mantenere moglie e i tre figli con decoro, perché erano anni in cui chi faceva sacrifici li vedeva ripagati economicamente… Un giorno sfortunato subisce un grave infortunio e rischia di veder sfumato il suo sogno e di essere sopraffatto dai debiti, ma le donne padane hanno una tempra dura e la moglie si mette in gioco, prende la patente e s’inventa camionista, sfruttando l’esperienza del marito e in seguito la collaborazione; nel frattempo i figli imparano a sostituire la mamma nelle faccende domestiche e ad accudirsi a vicenda, come i loro coetanei provenienti da famiglie di operai… Dall’infanzia all’adolescenza il passo è breve, il cortile di casa diventa piazzale di lavoro per i carichi e le manutenzioni, il numero dei mezzi è cresciuto e arrivano anche autisti, una grande famiglia quella che si riunisce a tavola il sabato e le sere, come era uso e costume in quel periodo… A cena la Principessa vede un viso nuovo, un ragazzo che viaggerà con la mamma…ma non ci fa caso, lei pensa alle sue amiche e alle prime uscite, in paese, con l’orario ristretto e gli usi della provincia… una sera si va a pattinare e un saluto le fa tornare alla mente da chi proveniva, era a casa sua qualche sera prima… da lì in poi diventa la sua ombra ogni volta che lo rivede in piazzale, ma nessuno ci fa caso è solo una ragazzina e lui già adulto, il suo affetto viene frainteso come una cotta puerile e nessuno ci bada, questo Principe, è lusingato ma vede nella differenza d’età un ostacolo e crede che crescendo passerà questa “cotta” e frequenta ragazze della sua età, portandole anche con lui sul camion… ma Principessa cresce e con essa l’amore per il suo Principe, non molla e con il tempo riesce a farsi prendere sul serio, sono passati anni e lei ha tenacemente aspettato e coltivato questo rapporto da sola e ora ha ottenuto ciò che voleva… gli ostacoli sono tanti, l’età non si può cancellare e lui stesso pensa che con il tempo lei cambierà idea, conoscerà un coetaneo che le farà battere il cuore; di questa opinione è anche la mamma che a lui non dice mai nulla a riguardo, anche quando viaggiano insieme, ma alla figlia fa scenate e cerca di dissuaderla… Principessa sola contro tutti… ormai vicina alla maggiore età, sopportando anche l’atteggiamento sfuggente del Principe che ha tutta l’intenzione di renderla ragionevole… fino a che un giorno si rende conto che in realtà gli mancherebbe tanto se non fosse più presente nella sua vita… e allora si chiede perché allontanarla se anche lui desidera condividere il percorso di vita con lei; ora sono in due a combattere i pregiudizi e una sera in trattoria, a cena col papà, inconsapevole futuro suocero, gli dice che ha deciso di frequentare seriamente e si lascia sfuggire il nome, Principessa ha un nome comune per quegli anni e il caso vuole che anche la figlia del committente più importante dei loro viaggi lo porti, da lì a fraintendere il passo è breve e la risposta “: OH, hai fatto una buona scelta per far famiglia, bella ragazza e ti fai una posizione… mi dispiace perché non starai a lavorare con me per tanto ancora…”, ops, correre subito ai ripari, prima che si crei confusione e basta dire il cognome per chiarire l’equivoco. Attimo di silenzio, poi:” Ma è una bambina!” “Aspetterò…!” Il papà ricomincia a mangiare come nulla fosse e col suo silenzio da la sua tacita approvazione. Non riprende più il discorso fino ad un giorno a pranzo quando la mamma mette in croce Principessa riprendendola a parole continue, cercando di esasperarla, come solo certe mamme sanno fare…e lui per riportare il quieto vivere, batte un pugno sulla tavola:” Adesso basta! Ha abbastanza testa per saper cosa fare… ormai è grande!” C’era una volta una Principessa che ha realizzato il suo sogno di condividere la vita con l’idolo della sua adolescenza, il marito premuroso di poi, il compagno di una vita normale ma allo stesso tempo straordinaria nella sua quotidianità…
Passano gli anni e io la incontro una domenica pomeriggio, chiacchierando mi presenta il suo Principe e il secondo dei suoi figli, ha gli occhi adoranti di una ragazzina, un viso allegro, un’espressione che trasmette serenità… orgogliosa di essere figlia, sorella e moglie di camionista, parliamo tranquillamente, come se ci fossimo riviste dopo tanto tempo, in realtà ci siamo conosciute pochi minuti fa, ma condividiamo l’ansia del rientro dei figli la notte, la passione per i prodotti tipici della nostra terra, quella per la guida, i camion e la semplicità… lei non vede l’unicità della sua storia, quindi non ho usato ne nomi ne riferimenti,per identificarla, forse a proteggere la sua favola…ma sentirla dalla sua voce sarebbe stata più interessante, spero di aver trasmesso una parte dell’emozione ha trasmesso a me e a chi era presente… bello sapere che le favole esistono…
BUONA STRADA Principessa!!!