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Altri amici col libro…

 

Mi hanno inviato altre foto del nostro libro nelle vostre mani, eccole!!

Eliana e Antonino

Eliana

Rosy

Nik

Grazie a tutti e buona strada sempre!!!

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Alcune delle “scrittrici”…

 

Sono 52 le “scrittrici” che hanno contribuito alla realizzazione del nostro libro raccontando la loro storia nel mondo del “camionismo”.

In queste foto eccone qualcun’altra!

 

Lei è Manuela dalla provincia di Bolzano

 

Loro sono Milly e Gisy dall’Emilia, due colonne del nostro gruppo di Lady truck, presenti dall’inizio e sempre disponibili!

 

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Voi e il libro!

 

Altre amiche con il libro tra le mani!

 

 

Una delle protagoniste: Lady truck Paola!

Luana!

Due protagoniste: Lady truck Orianna e Gisella!

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Grazie a “Uomini e Trasporti”!!!

 

Grazie!

Grazie a Elisa Bianchi e a “Uomini e Trasporti” per la bellissima recensione del nostro libro nel loro blog!!!

Questo è il link:

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/anche-io-volevo-il-camion/soprattutto-camioniste-storie-di-autiste-contro-gli-stereotipi/

E questo è l’inizio dell’articolo:

Soprattutto camioniste: storie di autiste contro gli stereotipi

Si chiama “Soprattutto camioniste” ed è il libro edito dal gruppo “Buona strada” Lady Truck Driver Team che riunisce oltre un centinaio di donne tra autotrasportatrici e appassionate del mestiere. Cinquantadue racconti in tutto, storie di vita accomunate sempre dalla passione per i camion, per raccontare com’è essere una donna camionista in Italia e cosa ancora c’è da fare per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi che gravitano intorno a questa professione.

«A volte è bello pensare che fai qualcosa che poche donne hanno il coraggio di fare».

Si apre così Soprattutto camioniste, il libro edito dal gruppo Buona strada. Lady Truck Driver Team nato nel 2007 per unire amiche e colleghe camioniste e che oggi conta più di un centinaio di donne tra autiste e appassionate che si riuniscono su un blog, un “Truck stop” virtuale, come lo definisco loro, per raccontare le loro storie di vita, le loro esperienze alla guida, ma anche pensieri, passioni e scambiarsi informazioni utili.

«A volte è bello guardare gli sguardi stupiti della gente che ti nota passare e tu sei lì, seduta a un metro e mezzo da terra che li guardi dall’alto in basso, non con cattiveria ma con un pizzico d’orgoglio per quello che stai facendo». Sì, perché le donne alla guida di un mezzo pesante oggi sono ancora poche. Solo il 2% del totale per la precisione, pari a circa 13 mila unità. Un mondo ancora prevalentemente “maschile e maschilista” come scrive qualcuna di loro, eppure «nel corso degli anni ci sono state donne che hanno sognato di fare questo mestiere e donne che ci sono riuscite, sono salite in cabina e ci sono rimaste». Soprattutto camioniste ne racconta cinquantadue di loro: cinquantadue testimonianze raccolte tra le componenti del gruppo Buona strada. Lady Truck Driver Team per spiegare e raccontare com’è la vita delle donne camioniste in Italia, ma soprattutto per lanciare un messaggio: le donne ci sono e non sono disposte a farsi dire che si tratta “di un mestiere per uomini”.

L’introduzione del volume si chiude con un invito a riflettere, eppure suona quasi come una premonizione: «Adesso questo settore maschilista si sta accorgendo che le donne possono sopperire alla carenza di autisti, al ricambio generazionale. Cercano di motivarle a intraprendere questa professione con varie iniziative. Forse una cosa non è stata compresa, per le donne che scelgono di fare questo mestiere, fare la camionista è la realizzazione di un sogno e se il sogno non corrisponderà alla realtà cambieranno strada».

Come fare in modo quindi che questo sogno non si infranga?

Leggendo i racconti presenti in Soprattutto camioniste sembra evidente: serve agire subito per garantire che le esigenze delle donne autiste siano ascoltate e accolte. I racconti di vita, tutti così diversi tra loro, da chi è “figlia d’arte” a chi il camion l’ha sempre desiderato fin da bambina, fino a chi mai avrebbe pensato di ritrovarsi alla guida di un “bisonte della strada”, convergono quasi tutti però su un unico punto: mancano servizi – soprattutto quelli igienici – dedicati alle donne, manca attenzione alle esigenze di madri, figlie, lavoratrici che da sempre nel nostro Paese ricoprono anche un ruolo fondamentale nelle famiglie.

I commenti sarcastici, gli sguardi attoniti, i pareri contrari, quelli si possono superare. Non è sempre facile, certo. A ognuna di loro è capitato un episodio di questo tipo, ma l’hanno sempre saputo superare con passione, tenacia e intelligenza. La cultura si può e deve cambiare, ma non possono mancare azioni concrete a sostegno dell’occupazione femminile in questo settore che oggi più che mai ha bisogno di forza lavoro.

(….)

Il resto dell’articolo  lo trovate sulla pagina ufficiale di “Uominui e trasporti”

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