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Il “Sabo Rosa” 2020 a Stefania!

Il “Sabo Rosa” edizione 2020, premio istituito dalla Roberto Nuti Group in occasione della ricorrenza dell’8 di marzo, quest’anno è stato assegnato alla collega camionista Stefania Bartolini da Imola a cui vanno tutti i nostri complimenti e l’augurio di buona strada sempre!

Qui il link dell’articolo dal sito ufficiale della Roberto Nuti Group:

https://www.sabo.it/sabo-rosa-la-camionista-dellanno-2020-e-stefania-bartolini/

E qui il testo dell’articolo:

Sabo Rosa, la Camionista dell’Anno 2020 è Stefania Bartolini

Si chiama Stefania Bartolini, e vive a Imola in provincia di Bologna, la vincitrice dell’undicesima edizione del premio Sabo Rosa, dedicato, nella ricorrenza dell’Otto Marzo, alle donne che lavorano nella filiera del trasporto pesante: dalla guida alla logistica, passando per le officine e i ricambisti.

A scegliere la vincitrice, sulla base delle candidature pervenute attraverso il Web, e in seguito a una votazione online, è stata una giuria composta dalle dipendenti del nostro Gruppo. Alla consegna del premio, avvenuto nella nostra sede centrale a Castel Guelfo di Bologna, erano presenti le numerose dipendenti, assieme a Elisabetta Nuti, direttore finanziario del Gruppo e presidente della giuria.

“Quest’anno il voto online e la giuria hanno concordato nell’assegnare il Sabo Rosa a Stefania Bartolini per celebrare una carriera che nasce dalla passione e cresce con il riconoscimento di un lavoro ben fatto – ha sottolineato Elisabetta Nuti -. Grazie all’undicesima edizione del Sabo Rosa abbiamo conosciuto una donna tenace ed energica che, fin da giovanissima, ha seguito le parole del padre che sempre le ha consigliato di ascoltare il cuore. Stefania Bartolini è un esempio da seguire in un mondo, quello del trasporto merci, che deve ancora percorrere molta strada verso la parità di genere”.

Stefania Bartolini guida il suo camion nell’azienda di famiglia, che ha aperto assieme al marito, e che si occupa di trasporti per i comparti agricolo e delle ceramiche. Una carriera, quella della “Camionista dell’anno 2020”, iniziata in giovane età e che l’ha vista crescere con forza di volontà e tenacia. “Ho cominciato a guidare i camion a 19 anni – racconta Stefania Bartolini -, quando chiesi di poter provare a trasportare la frutta per il magazzino in cui lavoravo già da un paio d’anni come carrellista. Presa la patente C e salita sul camion non sono più scesa – scherza Bartolini -. Per me è davvero una grande passione. Quando sono al volante del mio camion mi sento bene. È un lavoro che mi fa sentire libera e forte”.

Una passione nata quasi in famiglia, con il padre ruspista e un cugino, Andrea Bartolini, appassionato di moto tanto da diventare campione del mondo di motocross. “Per me, oggi, essere rispettata come camionista, da tutti i colleghi e dalle persone che frequento per lavoro, è un grande traguardo e una grande soddisfazione – spiega Stefania Bartolini -. Abitando in una piccola frazione nella campagna imolese, l’idea che mi piacesse guidare i camion e che volessi intraprendere quella carriera, non era visto di buon grado e molti mi prendevano in giro per questo mio sogno. Mio padre Mario, invece, mi ha sempre detto di fare quello che mi piaceva e di seguire il mio cuore e di non ascoltare le chiacchiere”.

Dopo aver lavorato a lungo nell’azienda ortofrutticola dei Fratelli Cenni, per i quali trasportava la frutta dal mercato di Bologna ai magazzini, caricando e scaricando le casse da sola, Stefania Bartolini decide di prendere la patente E e di acquistare un camion scarrabile (il cui cassone può essere scaricato completamente dalla motrice o dal rimorchio che lo trasporta, ndr) e di mettersi in proprio. “Con mio marito, Fabio Borellini, abbiamo deciso di aprire una nostra impresa – continua la Sabo Rosa 2020 -, e oggi trasporto merci per aziende agricole, ceramiche e manifatturiere, muovendomi fra le provincie di Piacenza e Ravenna. I primi tempi di guida del bilico avevo un po’ paura di essere giudicata, dai colleghi”.

Stefania Bartolini oggi è una donna che ha realizzato il suo sogno in un mondo, quello del trasporto pesante, da sempre appannaggio degli uomini. “Quando arrivavo nelle aziende, per il carico e scarico, temevo di fare qualche errore – racconta Stefania Bartolini -. Invece mi sono sempre trovata bene, sia nelle manovre sia nei rapporti umani, e gli uomini con cui lavoro mi hanno sempre stimata È una questione di come ci si pone nei confronti delle persone – prosegue Bartolini -. Vedere che i colleghi che incrocio per strada hanno stima di me mi fa sentire bene e mi fa crescere ogni giorno di più, facendomi prendere sicurezza. Sul lavoro ho sempre fatto da sola perché la mia scuola di vita è questa. Però sono felice quando i colleghi mi danno una mano, o si offrono di aiutarmi, se mi vedono in difficoltà. So che non lo fanno perché sono una donna ma perché faccio parte di un gruppo e in gruppo ci si dà una mano”.

Questa tenacia e forza di volontà l’hanno portata, oggi, a ricevere l’ambito Sabo Rosa, lo speciale ammortizzatore in edizione limitatissima poiché creato appositamente una volta all’anno, che celebra ogni anno l’impegno delle donne che lavorano nel trasporto pesante. “Per me è una soddisfazione grandissima – commenta Stefania Bartolini -, che viene dal fatto che mi è stato riconosciuto il grande impegno che metto nel lavoro. È una vita che faccio questo mestiere, difficile e bellissimo, e finalmente mi posso togliere qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di quelli che mi guardavano con aria di sufficienza o perplessità quando dicevo che avrei fatto la camionista. Per questo ringrazio mio padre, che mi ha sempre sostenuto, e Alessandra Lucaroni, la precedente vincitrice del Sabo Rosa, che mi ha convinta a partecipare, consapevole dell’amore che metto in questo lavoro”.

Sabo Rosa 2020, al via le votazioni!

Anche quest’anno si sono chiuse le candidature per il premio “Sabo Rosa” offerto dalla Roberto Nuti Group in occasione della Festa della Donna, vi metto il link per votare la vostra candidata preferita, e che vinca la migliore! (Anche se credo che sarà una scelta difficile!)

https://www.sabo.it/sabo-rosa-vota/

SABO Rosa 2020 – Vota le concorrenti

Home/SABO Rosa 2020 – Vota le concorrenti

Si è conclusa la prima parte del concorso Sabo Rosa 2020, il tradizionale riconoscimento giunto alla sua undicesima edizione che, in occasione della Festa della Donna, il nostro Gruppo conferisce a una lavoratrice del mondo dei trasporti. Il “premio” consiste in un esemplare unico dell’ammortizzatore Sabo tinto di rosa e in un pranzo in onore della vincitrice.

Dopo la fase delle candidature comincia la seconda parte che permetterà, fino alle ore 12.30 di venerdì 28 febbraio, di votare on line per la candidata preferita.

Sei le partecipanti a questa undicesima edizione: Stefania Bartolini di Imola (Bo), Manuela Brunner di Kurtatsch (Bz), Angela Cozzolino di Sassuolo (Mo), Patrizia Giancaterino di Penne (Pe), Suzanna Howard di Solbiate Olona (Va) e Giada Pandolfini di Riccione (Rn).

Le prime tre con il maggior numero di voti ottenuti online andranno alla fase finale, che prevede la valutazione dei profili da parte della giuria, composta da giornalisti e, soprattutto, dalle dipendenti del main sponsor del premio: il Roberto Nuti Group, leader nei ricambi per veicoli commerciali da oltre mezzo secolo.

Si può votare fino al 28 febbraio alle ore 12.

Clicca qui per votare

 

Cos’è il SABO Rosa?

Il SABO Rosa è il tradizionale riconoscimento che, in occasione della Festa della Donna, viene conferito a una lavoratrice del mondo dei trasporti. Il “premio” consiste in un esemplare unico dell’ammortizzatore Sabo tinto di rosa e in un pranzo in onore della vincitrice. Hanno diritto a ricevere il SABO Rosa: autiste di camion, bus, autoscale; meccaniche, dirigenti di aziende di trasporto, dipendenti o lavoratrici autonome in ogni settore della filiera: dalla produzione alla ricambistica, passando per la logistica.

Scarica il regolamento

«Non chiamateci maschiacci». Storie di donne che fanno lavori da uomini

Chissà perchè non si riesce a superare lo scoglio dei lavori “maschili” e di quelli “femminili”… e chissà perchè le donne che fanno uno dei cosiddetti lavori maschili stupiscono ancora e soprattutto chissà perchè le donne che guidano i camion ci sono sempre quando vengono fatte inchieste su questo argomento!

Ho trovato questo bell’articolo di Beatrice Barbato nel web, è del mese scorso:

http://masterx.iulm.it/speciali_masterx/non-chiamateci-maschiacci-storie-di-donne-che-fanno-lavori-da-uomini/ 

Ne pubblico anche l’estratto dedicato alla collega Claudia:

«Non chiamateci maschiacci».
Storie di donne che fanno lavori da uomini
 

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In nome della libertà

Parte da Ancona alle 23 e arriva a Carpi al mattino, percorrendo circa 700 km ogni giorno. Claudia Trucker, 30 anni e un nome d’arte forte come lei. Guida mezzi pesanti da quando ne aveva 20 ma a detta sua sul camion ci è nata. Ha imparato ad amare questo mestiere grazie alla madre che «ha aperto lo spartitraffico della situazione».
Così l’ho intervistata di notte proprio nel suo ambiente ideale. «Ho deciso di coprire questo turno forse per evadere. La notte ci si nasconde quasi». Ma Claudia è una ragazza che difficilmente passa inosservata. Mora, folti capelli ricci e decine di tatuaggi che la vestono come una seconda pelle.

 

 
Attualmente Claudia lavora come corriere espresso per una 
grande flotta di trasporto merci.
 «Una donna per fare la metà di quello che fa un uomo lo deve fare bene il doppio. In questo lavoro vieni osservata continuamente, sai di avere gli occhi puntati su di te e il margine di errore deve essere minimo.  È per questo che spesso cerco di mantenere un profilo basso anche a livello comportamentale, di spiccare poco tra gli altri, proprio per evitare di essere messa al centro dell’attenzione più di quanto non lo sia già. Mia madre mi ha sempre detto di fare le cose per bene, a modo e a ritmo mio, per evitare di essere criticata. Perché non giudicheranno quello sbaglio come di consueto, ma come un errore da donna».
  Il camionista è sempre stato un mestiere piuttosto diffuso in Italia, ma le donne al
volante sono ancora poche. Sempre meno giovani decidono di intraprendere questa strada, perché se un tempo, oltre alle soddisfazioni personali, portava anche quelle economiche, oggi non è più così. Prendere tutte le patenti necessarie ha un costo che si aggira tra i 4.000 e i 6.000 euro (tra corsi di formazione, esami, abilitazioni e rinnovi). A ciò si aggiunge la concorrenza straniera che offre autisti a un prezzo più basso. Il risultato è che, in questo settore, l’età media è molto alta e lo scetticismo verso camioniste donne è piuttosto diffuso.
«Una volta, per esigenze aziendali, mi è capitato di dover viaggiare con un collega. Durante quel viaggio ha avuto grandi difficoltà nel fare una manovra e, pur di non chiedere aiuto a me, si è rivolto a un altro autista. In quell’occasione, grazie alla mia sensibilità femminile, ho fatto finta di niente, ma ho lasciato che parlassero i fatti per me: poco dopo mi sono trovata a fare quella stessa manovra, ma senza problemi».
 Alzi la mano chi non ha mai sentito (o pronunciato) quell’odioso detto sulle donne al volante. È lì, nascosta tra quei pregiudizi, che il vero affrancamento vacilla.
«Spesso mi è stato detto che sembro un uomo, a volte persino che sono meglio di un uomo, come se fossero complimenti, come se dovesse obbligatoriamente essere migliore di una donna. Per non parlare delle allusioni sessuali.
Qualsiasi gesto, sorriso o parola può essere fraintesa. Il segreto è crearsi uno scudo. Preferisco passare per una persona dura, scontrosa, a volte persino antipatica, per evitare di incorrere nella malizia e nella volgarità di molti uomini. Bisogna tirare il freno a mano prima che si possa andare a sbattere contro tutto questo».
Nonostante la sua giovane età, parlando con Claudia, si ha la sensazione di avere a che fare con con una persona che ha vissuto molti più anni di quelli che ha. E fa capire quanto una passione possa essere così forte e pericolosa allo stesso tempo.
«Il mio è un lavoro invadente. Condiziona non solo la giornata, ma anche la vita privata. Limita i rapporti di amicizia e molto spesso ci si ritrova soli, perché non si
viene capiti.
  A lungo andare può logorare, soprattutto se penso che la vita è una e l’ho dedicata totalmente a questo. Ma ti aiuta anche ad apprezzare di più il tempo che hai a disposizione. Da poco convivo con il mio compagnoed è bello sapere che, quando torno a casa, ho qualcuno che mi aspetta».

Una pioniera dalla Francia!

Questo video racconta di una collega, una pioniera del mestiere, siamo nel 1970 in Francia, lei si chiama Nicole e lavorava presso Transport Wagner et Bonnefois. Tutta un’altra epoca, come ha commentato qualcuno, si scaricava a mano, non si contavano le ore e i colleghi si parlavano a tavola (al ristorante) senza facebook!

Il video l’ho trovato nel canale Youtube di Philippe Fournet, un canale da seguire per gli appassionati del mestiere!

Buona strada a tutti e tutte, anzi bonne route  a tout le monde!

Foto di gruppo… parziale!

Oggi mi sono persa in chiacchiere e….non ho fatto foto al nostro pranzo annuale al Ristorante “La 45” a Niviano di Rivergaro….

Solo verso la fine del pranzo, quando tante erano già andate via, qualcuna si è ricordata che non avevamo fatto la foto di gruppo…

Cosi abbiamo rimediato con quelle di noi che ancora c’erano!

Un saluto a tutte le lady e a tutti gli amici che hanno partecipato alla festa, buona strada sempre, ciaooooo!