Posts Tagged "camionisti"

Tragedia annunciata?

 

Ciao a tutti e tutte,

questa volta non parlo di donne camioniste ma di un “problema” segnalato da un collega, e non è un problema da poco, lo potete vedere nelle foto qui sotto e leggere nel testo, speriamo che non diventi l’ennesima tragedia dovuta all’incuria di chi non fa il suo dovere… poi parliamo di sicurezza sul lavoro????

 

Messaggio da Chiodo…

“Guardate le condizioni di questo pilastro…. siamo in attesa di una tragedia annunciata: SOPRA passa la corsia che porta al Terminal container Sech a Genova…tutti i giorni ci sono decine di camion fermi in attesa di entrare per le operazioni portuali, quanto peso devono sostenere questi pilastri? Quanto resisteranno ancora? Siamo SOLO camionisti ma non vorremmo essere le nuove vittime dell’incuria delle amministrazioni competenti.
Qualcuno vuole intervenire per cortesia????? “

Tutto il tempo che passiamo in coda preghiamo…. che non tocchi a noi di venire giù insieme alla sopraelevata…

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“In bilico”

 

Oggi vi parlo di un libro, un romanzo “speciale”. Nelle mie ricerche sul mondo dei camion nel web, mi sono imbattuta in questo titolo: “In bilico”. Sono andata subito a vedere: è edito da “Il mio libro”, scritto da Marco C. Roi. Sulla copertina, sotto il titolo c’è scritto “Racconto di un viaggio su quattordici ruote (due di scorta), e la foto di uno Scania bilico.

Il mio pensiero immediato è stato: “Lo voglio leggere!”

Cosi me lo sono fatta ordinare da mio fratello e in meno di una settimana è arrivato. Nel sito si potevano leggere le prime pagine e me le ero già divorate… ma appena è arrivato me le sono rilette tutte perché…perché c’erano frasi che mi appartenevano. E in questi giorni ogni minuto libero l’ho dedicato alla lettura del libro.

“Della vita del camionista non c’è nulla da temere, se non la possibilità di non poterne più fare a meno”.

Inizia cosi questo libro, ed è bello. E’ bello perché è la storia di un ragazzino, soprannominato Jonathan (come il famoso gabbiano) che viaggia in camion con Luiss.

E Luiss, prima che un camionista è un UOMO. E si prende la briga di portare in viaggio con se, ogni volta che gli è possibile questo ragazzino che ha un padre violento e alcolizzato. Lo porta con se e gli insegna tutto quello che c’è da sapere sul mestiere del camionista, tutti i trucchi e i segreti della guida, come posizionare un carico, ecc.. Ma soprattutto gli insegna a vivere. Gli insegna la STORIA, quella stessa storia che a scuola era una materia noiosa, gliela spiega portandolo in viaggio per le città europee dove la storia ha lasciato il segno. E gli fa conoscere la musica degli anni 60/70 da Jim Morrison con i Doors a Janis Joplin, dai Who ai Pink Floyd ai CCR e tanti altri. Canzoni che diventeranno la colonna sonora della sua vita.

Non vi dico altro, solo che ho pianto e riso insieme ai protagonisti, e mi è piaciuto leggerlo e ho riascoltato le stesse canzoni che ho amato in gioventù e…

E ve lo consiglio, e ringrazio di cuore l’autore per averlo scritto.

Buona strada Marco C. Roi !

Questo è il link:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/383520/in-bilico-4/#commenti

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“Il camionista” – folklore italiano

 

Una canzoncina divertente che racconta di un camionista fermato dalla Polizia appena partito, ma poichè aveva lasciato a casa la patente gli toccò  tornare indietro a prendere i documenti e….

Per sorridere un pò…

 

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LES COWBOYS FRINGANTS – L’Amérique pleure

 

E’ un pò di tempo che questa canzone di un gruppo Québécoise: “Les Cowboys Fringants”  mi fa da colonna sonora,  il testo è stupendo…è stata scritta nel 2019, ma è attuale più che mai, questo è il video:

 

Queste sono le parole:

 

Encore un jour à se l’ver 

En même temps que le soleil 

La face encore un peu poquée 

D’mon quatre heures de sommeil (yeah!) 

J’tire une coup’ de poffes de clope 

Job done pour les vitamines 

Pis un bon café à l’eau d’mope 

Histoire de s’donner meilleure mine 

 

 J’prends le Florida Turnpike 

Demain soir ch’t’à Montmagny 

Non trucker c’pas vraiment l’Klondike 

Mais tu vois du pays (yeah!) 

Surtout ça t’fait réaliser 

Que derrière les beaux paysages 

Y’a tellement d’inégalités 

Et de souffrance sur les visages

 

 La question qu’j’me pose tout l’temps : 

Mais comment font tous ces gens 

Pour croire encore en la vie 

Dans cette hypocrisie?

C’est si triste que des fois quand je rentre à la maison

Pis que j’parke mon vieux camion

 J’vois toute l’Amérique qui pleure 

Dans mon rétroviseur…

 

Moi je traîne dans ma remorque 

Tous les excès d’mon époque 

La surabondance surgelée 

Shootée, suremballée (yeah!)

Pendant qu’les vœux pieux passent dans l’beurre 

Que notre insouciance est repue 

C’est dans le fond des containers 

Que pourront pourrir les surplus

 

La question qu’j’me pose tout l’temps : 

Mais que feront nos enfants 

Quand il ne restera rien 

Que des ruines et la faim? 

C’est si triste que des fois quand je rentre à la maison 

Pis que j’parke mon vieux camion

J’vois toute l’Amérique qui pleure 

Dans mon rétroviseur…

Sur l’Interstate 95 

Partent en fumée tous les rêves 

Un char en feu dans une bretelle 

Un accident mortel (yeah!)

 Et au milieu de ce bouchon

 Pas de respect pour la mort 

Chacun son tour joue du klaxon 

Tellement pressé d’aller nulle part

 

La question qu’j’me pose tout l’temps : 

Mais où s’en vont tous ces gens? 

Y’a tellement de chars partout 

Le monde est rendu fou 

C’est si triste que des fois quand je rentre à la maison 

Pis que j’parke mon vieux camion 

J’vois toute l’Amérique qui pleure 

Dans mon rétroviseur… 

Un aut’ truck stop d’autoroute 

Pogné pour manger d’la ch’noute 

C’est vrai que dans la soupe du jour 

Y’a pu’ tellement d’amour (yeah!)

On a tué la chaleur humaine 

Avec le service à la chaîne 

À la télé un aut’ malade 

Vient d’déclencher une fusillade

 

La question qu’j’me pose tout l’temps : 

Mais comment font ces pauvres gens 

Pour traverser tout le cours 

D’une vie sans amour? 

C’est si triste que des fois quand je rentre à la maison 

Pis que j’parke mon vieux camion

J’vois toute l’Amérique qui pleure 

Dans mon rétroviseur…

 

Ouais, n’empêche que moi aussi 

Quand j’roule tout seul dans la nuit

J’me d’mande des fois c’que j’fous ici 

Pris dans l’arrière-pays (yeah!) 

J’pense à tout c’que j’ai manqué 

Avec Mimi pis les deux filles

 Et j’ai ce sentiment fucké 

D’être étranger dans ma famille

 

La question qu’j’me pose tout l’temps :

Pourquoi travailler autant 

Éloigné de ceux que j’aime 

Tout ça pour jouer la game 

C’est si triste que des fois quand chu loin de la maison

 Assis dans mon vieux camion 

J’ai toute l’Amérique qui pleure 

Que’q’part au fond du cœur

 

 

 

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Una canzone per il fine settimana…

 

Una canzone per il fine settimana, quello in cui i camionisti tornano a casa (non sempre….)

Camionista tu” è dedicata da una ragazza a suo papà camionista, lei si chiama Melany, il genere è il neomelodico, la storia è quella di tanti nostri colleghi, sempre in giro su e giù per le strade d’Italia e d’Europa per non far mancare niente alla famiglia… niente tranne la propria presenza.

Buon ascolto e buon fine settimana!

 

 

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Mancano i camionisti? Cerchiamoli in TV…

 

Negli ultimi mesi, ma sarebbe meglio dire negli ultimi anni, circola insistentemente la notizia che mancano nuovi autisti, sia in Europa che nel nord America. La preoccupazione principale è che quando andranno in pensione tutti gli ultra cinquantenni, che ora sono la maggioranza, non ci saranno abbastanza giovani in grado di sostituirli, e, incredibile ma vero, dei camionisti ce n’è un gran bisogno!

Ma come mai i giovani non vogliono più fare i camionisti? Le risposte possono essere tante e diverse, le più frequenti sono che gli autisti non sono pagati abbastanza per il lavoro che svolgono, e che conseguire patenti superiori e CQC costa troppo sia in termini di soldi che di tempo. Una volta, almeno in Italia, la maggior parte dei ragazzi prendeva la patente a militare e poi la convertiva, in più si faceva esperienza sul campo accompagnando padri, zii, amici nei loro viaggi (cosa ormai VIETATISSIMA da anni). E, mia personale opinione, sbagliatissima. Chi ha imparato il mestiere in quel modo era molto più preparato alla guida, nelle manovre e nelle operazioni di carico/scarico di chi oggi esce da un lungo corso teorico con qualche ora di guida, ma che tutte sommate fanno poco più di un viaggio medio che si effettua in una normale giornata di lavoro. E i risultati si vedono sulle strade… Tornando alla carenza di autisti, ogni tanto vengono organizzati e finanziati corsi da varie associazioni per invogliare un po’ di giovani…

Ma bisognava fare qualcosa di più per avvicinare i ragazzi al mestiere, per fargli credere che…

Cosi negli ultimi anni sono fiorite, in tutta Europa, trasmissioni, format, reality, che hanno come protagonisti i camionisti e il loro lavoro sulle strade del continente. Un mestiere avventuroso, pieno di soddisfazioni, anche con problemi e imprevisti da risolvere, ma che i nostri “eroi dell’asfalto” affrontano col sorriso sulle labbra portando sempre a termine con successo la loro missione: consegnare il carico in tempo! E a fine giornata, soprattutto quelli italiani, si ritrovano in trattoria, dove come vuole la leggenda, si mangia bene e tanto spendendo il giusto.

Ma tutto questo non era sufficiente. Cosi hanno pensato di rivolgersi alle donne. Le stesse donne che ancora, in alcuni casi sono discriminate, ma in carenza di  autisti maschi si potrà far andar bene anche loro! E cosi ecco le nostre “regine della strada”  che  affrontano viaggi impegnativi, carichi gravosi da sistemare, manovre millimetriche, nello stesso modo dei più grintosi colleghi uomini, dimostrando che questo è un lavoro che possono fare tranquillamente anche le giovani fanciulle.

Riusciranno queste trasmissioni a inoculare il seme della passione nelle giovani leve?

Perché se manca la passione, e credo sia proprio quella la carenza principale, le persone sul camion a fare vita randagia non ci salgono di sicuro. Nelle trasmissioni gli autisti lavorano tutti per ditte serie, rispettano tutte le regole, vengono trattati bene. Non è che non esistono aziende cosi, anzi, ci sono e probabilmente loro non avranno mai problemi a trovare autisti. Ma nella realtà ci si scontra troppo spesso con situazioni molto diverse, dumping sociale, stipendi all’osso, contratti capestro, regole assurde. E ancora porte sbarrate, come in questo periodo di pandemia dove tante volte gli autisti non sanno nemmeno dove lavarsi la faccia se non con l’acqua che hanno nel loro bidone o con le salviette umidificate. Sui servizi igienici stendiamo un velo pietoso, quando chiedi e te li negano cosa fai? Vai a farla sotto il camion? E la sera non sai dove cenare perché i ristoranti sono chiusi… praticamente sei trattato come l’ultima ruota del carro, sei solo un numero, non una persona.

 

Allora queste belle trasmissioni, perché poi sono belle e avventurose, rimarranno solo delle belle trasmissioni, come i telefilm di “BJ MacKay”, di “Movin On” e di “Due assi per un turbo” che da ragazzi guardavano, sognando di vivere le medesime avventure, i camionisti over-cinquanta che ormai sono quasi a fine carriera!

 

Buona strada a tutti!!!

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L’Autostrada del Sole… un sogno realizzato a metà…

Vi state chiedendo come mai vi propongo un video del 1959 dell’Istituto Luce?

Ve lo dico subito, perchè racconta un pezzo della nostra storia, quando le autostrade erano ancora in costruzione e si viaggiava principalmente sulle vecchie strade statali. Perchè si vedono tante vecchie auto e tanti vecchi camion di cui molti/e di noi non non hanno mai visto il passaggio e perchè parla anche del lavoro dei camionisti: “I trasporti su strada ogni giorno si incrementano sviluppando la giovane categoria di lavoratori, i camionisti che alla guida dei loro enormi autotreni divorano chilometri e chilometri da un punto all’altro della penisola….”

Prendetevi il tempo di guardarlo questo video, ne vale la pena, parla di anni pieni di speranze e di entusiasmo!

L’unica cosa che purtroppo – per noi – non si è avverata è la predizione  finale:

” L’Autostrada del Sole appare già come una tra le realizzazioni più perfette in questo campo, altre autostrade sono state già approvate dal governo e si aggiungeranno a questa fornendo la penisola di una viabilità efficiente che eliminando pericoli darà sicurezza e snellirà il traffico. Anche i nostri camionisti avranno una vita meno dura e pur intensificando la loro attività disporranno loro, uomini della strada di molto più tempo da dedicare alle gioie della casa.”

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Un oltraggio alla categoria dei camionisti….

A chi si preoccupa (giustamente) di non poter prendere l’aereo per poter tornare a casa, guardate questo video di dove sono stati “buttati” i nostri colleghi che volevano tornare in continente dalla Gran Bretagna…

Buon Natale a tutti!

 

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Anticipo d’inverno…

Più o meno tutti gli anni tra la fine di novembre e i primi di dicembre nevica…

Più o meno tutti gli anni in cui nevica chi di dovere è impreparato…

Più o meno tutte le volte succede un gran caos…

Più o meno tutte le volte la colpa è dei camionisti…

Direi che come categoria ne abbiamo le scatole piene di sentirci addossare le colpe da chi non fa il suo dovere!!!!!!!

Non è nostra competenza buttare il sale e pulire le strade….

E forse andrebbe fatto PRIMA di creare inutili ingorghi…

Questa è la SS 336 dell’Aeroporto della Malpensa ieri…una crosta di ghiaccio sotto la neve che continuava a scendere….

Per non parlare di quello che è successo sulle autostrade che collegano la Lombardia alla Liguria…

Buona strada a tutti sempre…

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“Gardel”, un libro

 

Si intitola Gardel – la mia vita sulla strada” questo piccolo libro di Francesca Ivol, lo sto leggendo ed è molto poetico, lo è come solo i racconti di un camionista che ha vissuto la strada con passione possono essere. E’ tutto li il segreto, amare quello che si fa e ricordarsi soprattutto le cose belle relegando i brutti ricordi in un angolo. La stada fa vivere una vita che altrimenti ci sarebbe preclusa, ma sta a chi la vive capirla.

Io leggo tutti i libri di camionisti che riesco a trovare, anche questa è una passione!

Se vi interessa questo è il link dell’editore:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/387759/gardel-6/

E questa la presentazione “ufficiale”:

Gardel è un camionista argentino, figlio e nipote di camionisti, nato sul camion e cresciuto tra i motori. Ha una passione: scrivere le straordinarie avventure che vive sulla strada. Leggendo il suo diario ci perderemo in un mondo meraviglioso, sogneremo davanti ai paesaggi unici dell’Argentina degli anni Settanta, fuggiremo dagli alieni, cercheremo punte di frecce indiane sulle montagne, vedremo balene, pinguini e fantasmi, guideremo per migliaia di chilometri ridendo, piangendo e amando con lui ed il suo camion.

 

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