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Anno 2012: il mio weekend del camionista…

Questo è un racconto di Gisytruck, una pagina del suo diario, una di quelle che ti si imprimono nella mente e non si cancellano più, passano gli anni ma certi giorni  non si scordano, non è possibile e non sarebbe giusto.

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0098 - 26 Gisy e Tania 23 09 2008

Ma quanto mi son divertita stasera?!?!

Un’ottima scelta quella di Tania, un ristorante dove il pesce è re del menù e per chi come me viene dall’entroterra è un vero paradiso. Antipasti, vino bianco frizzante…Spaghetti e vino; frittura e vino; dolci e vino dolce… che spettacolo!!! Approfitto del fatto che non devo guidare… e che per una volta stacco la spina dalla quotidianità…Tania ci riporta sani e satolli in albergo.

Finalmente in camera, a dar sollievo ai miei piedi… tutta la giornata a guardare le prove dei camion e quegli stand che han scelto di venire a questa manifestazione: Week End del camionista.

Camion in tutte le salse: in esposizione, in gara, in prova, modellini, raduno… poi la cena, il rientro, le ultime chiacchiere e ora son talmente stanca che non riesco ad addormentarmi.

Questo albergo è a ridosso del circuito, ieri sera quando siamo arrivate c’era un Blue Shark parcheggiato vicino all’ingresso, sembrava un maggiordomo a dare il benvenuto. La mia camera ha finestra su degli alberi e sento musica, senza vedere da dove proviene…dopo toilette e pigiama, in tv non trovo nulla di interessante e allora meglio dormire… domani sarà un altra sfacchinata.. appuntamento alle 9 per colazione.

Non mi rendo conto di quanto tempo è trascorso da quando mi son sdraiata, mi sveglio di sobbalzo spaesata… non capisco cos’è il rumore che mi ha svegliata, ma soprattutto cosa succede al mio stomaco, mai provato questa sensazione di nausea: ho capito, mi sono ubriacata per la prima volta in vita mia…in pochi secondi accendo la luce… sul tavolino vedo che la bottiglia d’acqua che ho portato su prima dalla reception sembra schekerata… ma allora? Allora questo rumore non è un bisonte della strada… queste vibrazioni sono altro… le pareti non sembra a me che si muovano, si muovono veramente e devo uscire prima possibile.. cerco di aprire la porta ma serve un ‘infinità di tempo o così sembra a me… quando finalmente esco in corridoio c’è un silenzio da film horror… a parte la porta sulla mia destra che si sta aprendo è tutto normale… luce accesa e silenzio…

ci guardiamo increduli… non ci conosciamo e siamo gli unici in tutto lo stabile ad essere svegli, è un ragazzo che mi chiede “ma era il terremoto?” “sembrava di sì, ma l’abbiam sentito solo noi? Impossibile!” Aspettiamo qualche minuto, nessun movimento… guardo la porta dove dorme Tania con la tentazione di svegliarla, poi l’immobilità totale di tutto mi fa desistere “sarà stato un camion, ciao, buonanotte!” e me ne torno a letto, dove ovviamente non riesco a prender sonno… prendo il computer e in pochi minuti capisco che siamo lontani da un disastro… chiamo a casa e mi assicuro che sia tutto a posto, svegliandoli… ok ora provo a dormire davvero. Sogno un terremoto che in realtà non ho sognato ma era una scossa d’assestamento..

terremoto-maggio-2012

Dopo poche ore mi alzo, mi preparo per trascorrere un altra giornata sul circuito e vado a svegliare Tania, la informo del terremoto dalle nostre parti e lei mi prende in giro dicendomi che era solo una sbronza e non mi devo preoccupare… poi accende la tv e finalmente mi crede. Le racconto che durante la notte dalla camera a fianco la mia era uscito un ragazzo, mentre la sera precedente ci ha dormito un collega che si definisce play boy e scoppiamo a ridere, per un attimo …poi Lei parte in quarta a fare supposizioni su come aiutare e cosa può servire. Trascorriamo la giornata chiedendo a chi arriva notizie più dettagliate, sul momento sembra non ci siano gravi danni, invece non sarà così.. una giornata un po’ in sospeso, felici di stare in compagnia e guardare le gare ma allo stesso tempo preoccupate per gli amici che abbiamo in quella zona; Comincia da lì la nostra collaborazione con la protezione civile e le varie consegne a Finale Emilia perchè il giorno dopo ci mettiamo in contatto con l’associazione di cui facciamo parte e ci organizziamo.

Rientrando la sera cominciamo a capire l’entità del disastro dal numero dei mezzi delle forze e dei vigili del fuoco che si dirigono verso l’Emilia ferita.

A building in San Felice Sul Panaro is damaged following an earthquake on May 20, 2012 in the Modena province. Panicked people rushed into the streets when a powerful earthquake shook northern Italy early Sunday, killing three people and injuring at least 50.  AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE        (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/GettyImages)

Non era un Truck e purtroppo non era neanche un sogno, una cruda realtà.

Il lunedì mattina il mio viaggio era per Camposanto e ho cominciato a toccare con mano cosa significa mollare tutto e scappare perchè vibra tutto, il pavimento , le pareti e il tetto… solo sul camion e lontano da edifici c’è un momento di tranquillità… la ditta è aperta, manca molta gente, ma ogni tanto tutto s’interrompe e si radunano le persone nell’area predisposta… andrà avanti così per tante settimane del 2012… e non ci si fa l’abitudine, si sopravvive.

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Un altro “week end del camionista ” sta arrivando ma il 2012 sarà indimenticabile! Almeno per me.

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(Le foto del terremoto sono prese dal web)

 

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Le vecchie storie che mi piacciono tanto….

Ciao a tutti/e….

Torno con un altra storia che mi ha raccontato il nostro amico Vincenzo, un’altra storia di tanti anni fa con protagonisti un 690 macchina e rimorchio con un carico “speciale”,una coppia di autisti e lui ragazzo che li accompagnava nel lungo viaggio… 

Io l’ho letta tutta d’un fiato, perchè a me le storie dei vecchi camionisti  piacciono un sacco, passerei le ore ad ascoltarli, purtroppo non capita spesso l’occasione, ma che bello cercare di visualizzare i suoni, i colori, le atmosfere, le chiacchiere di un mondo passato che non era in bianco e nero come ci fanno pensare le foto dell’epoca ma variopinto ed affascinante!!!

L’Esatau B del suo papà

 

La storia eccola qua, si intitola:

“IL SOTTOPASSO”

“Era quasi mezzanotte, eravamo in viaggio ormai da quasi un’ora, il nostro Fiat 690 N2 (ma per noi più semplicemente “la novanta”) e il suo rimorchio Bartoletti s’inclinavano paurosamente sui ripidi tornanti di Rocca Pia, sulla vecchia statale SS 17 verso Roccaraso, si aveva la sensazione di ribaltarsi da un momento all’altro! Donato era nervoso, troppo nervoso, non sembrava lui che è un tipo calmo e borbottava un po’ a voce alta…”ma a Giulio, a Giulio come gli è venuto in mente sta’ cosa?” Giulio è il mio papà, e..sta’ cosa era questo trasporto un po’ fuori del normale per noi, quelle specie di strutture di acciaio che portavamo una sulla motrice e l’altra sul rimorchio erano così alte che ci facevano ondeggiare in curva, c’era un po’ di preoccupazione, avevamo percorso sì e no 50 km e dovevamo farne altri 600!
Ancora oggi mi chiedo come il mio papà avesse accettato di fare sta’ cosa, forse a lui dovevano sembrare bruscolini che ne aveva viste di cotte e di crude con il 666, con l’Esatau e l’Esagamma, negli anni 50 e 60, senza uno straccio d’autostrada fin su le alpi bergamasche!
Donato era il nostro number one, bravo, anzi bravissimo, grande amico ancora oggi. Valentino era l’altro autista, più giovane e inesperto, qualche settimana prima con l’altra “novanta”, la “enne uno”, eravamo sprofondati sul ciglio di una carrareccia di un cantiere a L’Aquila, tanta fu la paura che saltammo giù dalla cabina in preda al panico, quella volta la nostra cara “ novanta enne uno” sembrava andata, inclinata su un fianco con il suo carico di cemento con le cisterne alte, era lì lì per rovesciarsi. Aspettai che aprisse un bar per telefonare a casa e chiedere l’aiuto al solito papà, lui arrivò qualche ora dopo, guardò la scena….e disse sorridendo, è questo il camion che si sta ribaltando? Forza! Fatevi prestare pale e picconi dagli operai! Così scavando da un lato, riuscimmo a rimettere in asse il camion e tutto finì per il meglio.
Donato si mise in branda a riposare e disse a Valentino: ricordati che a Venafro c’è un sottopasso, rallenta, forse non si passa.
Non era tranquillo Donato, si svegliò qualche ora dopo e quasi preso da un incubo gridò, dove siamo? Il sottopasso, il sottopasso! E Valentino rispose…quale sottopasso? Eravamo già oltre e lui non si era ricordato del pericolo!
Era ormai mattino, a Napoli, all’ingresso dell’autostrada il casellante misurò con l’asta l’altezza del carico, troppo alto! Ci rimandò indietro! Caspita! Allora il carico è oltre il limite! Viaggeremo solo su strade statali o provinciali con l’incubo di incontrare ponti o gallerie troppo bassi per noi, avevamo studiato per bene sulle cartine stradali e chieste informazioni, ma si sa, un imprevisto può esserci sempre dietro ogni curva!
Era notte fonda, solo 14 km e saremmo arrivati a Vibo Valentia, la meta del nostro viaggio, non ci sembrava vero, nonostante tutto e gli oltre 600 km percorsi sembrava fatta, quelle notti a dividere la branda con gli autisti o arrotolato sul sedile per riposare un po’, giornate ad ammirare paesi mai visti, l’Italia è bella, sempre! All’improvviso una frenata, un’imprecazione, e l’imprevisto eccolo là! Donato butta giù dalla branda Valentino e disse: vai sul cassone e vedi se si passa; il ponte della ferrovia sembrava più basso del solito, e mentre Donato avanzava lentissimamente in prima ridotta ecco che Valentino grida, frena! Non si passa! Non si passa!
E ora che si fa? Era difficile persino tornare indietro su quella strada un po’ stretta, ci devono venire a prendere con un elicottero, pensai tra me e me un po’ preoccupato.

Il sottopasso

Aspettavamo che Donato ci disse qualcosa, lui era sempre il nostro number one, ma stavolta la vedevo brutta! In quel momento era po’ inc…ato, non solo con il Giulio, ma con il mondo intero!
All’improvviso disse: sgonfiamo le gomme! Io e Valentino pensammo, ma è matto? 18 erano le gomme! E di notte con una lampadina ci mettemmo lì a sgonfiarle tutte fin quasi a terra!
E così passammo, non senza dare una bella strisciata sotto il ponte, ma passammo!
Il viaggio di ritorno mi sembrò una gita turistica, la costa della Calabria o l’entroterra del Pollino, trattorie, paesi, e qualche bella risata per trascorrere le lunghe ore di viaggio con il mitico Fiat 690 N2 (cioè “novanta enne due”)…ed anche stavolta il Giulio aveva visto giusto!”

Ringrazio ancora Vincenzo ed il suo papà per condividere con noi la storia del trasporto in Italia.

Leggendo questi racconti mi viene nostalgia dei tempi andati, dove forse tutto era più faticoso di adesso ma anche più umano. Mi sbaglio? Chissà…

Buona strada e buon weekend a tutti!!!

 

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C'è posta per noi… – 30

Ciao Lady Truck members!
Sono Giuseppe Pedeliento il responsabile scientifico di quella ricerca di cui a suo tempo avevate dato notizia sul vostro blog.
Ora abbiamo un questionario on line che è diffuso anche da Camionsfera e da Trasporto Europa.
Sotto vi metto tre link:
– il primo è l’articolo che è uscito su Camionsfera: http://www.camionsfera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=339:ricerca-sulle-abitudini-dei-camionisti&catid=40:cronaca&Itemid=15
– il secondo è quello uscito su Trasporto Europa: http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5684:ricerca-universitaria-sulla-vita-dei-camionisti&catid=9:autotrasporto&Itemid=71
– il terzo è quello che manda direttamente al questionario: https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=en_US&pli=1&formkey=dDJ5ZDR5X1FveGJMZE94bWpPM0ctSlE6MQ#gid=0
 
Me lo pubblicate sul vostro blog? Potete tranquillamente riprendere il testo che è uscito sui due portali sopra menzionati. Il vostro aiuto è fondamentale per capire qualcosa in più sulla categoria!
 
Grazie mille e ….. BUONA STRADA!
P.S. Per qualunque informazione o chiarimenti sotto avete tutti i miei contatti. Scrivetemi.
 
Giuseppe

images

 
Giuseppe Pedeliento
+39.349/0897216
[email protected]

Ho pensato di pubblicare la email integrale, rende meglio l'idea; personalmente non l'ho ancora compilato, ma mi è stato riferito da altre lady che in certi punti servirebbero più opzioni o la possibilità di scrivere altre definizioni e/o risposte.
Se avete tempo e voglia, collaborate a questo studio, magari serve a far capire cose su di noi che chi non è mai salito su di un camion non immagina neanche… è già successo che ci siamo sentite dire da una giornalista affermata:"Ma io prima di conoscere voi questo non lo sapevo… questo non lo immaginavo e quest'altro non lo credevo possibile…"

BUONA STRADA a Tutte/i!!!
[email protected]
skype: giuseppe.pedeliento

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Per vivere libero….

Buona domenica a tutti…

Questa che scrivo oggi è una pagina del mio diario di due mesi fa… un incontro e una considerazione che si ricollega a quello che ho scritto venerdi… a quella  "libertà" che giorno dopo giorno ci stanno togliendo insieme alla nostra dignità….ma noi, ostinati, andiamo avanti perchè…

"Giovedì, 02 giugno 2011

Per vivere libero…

Ieri, su una rotonda a Castellanza, ho dato la precedenza ad uno Scania bianco, bilico, portacontainer, aveva una scritta sopra il parabrezza, ho fatto appena a tempo a leggerla mentre mi passava davanti:
"PER VIVERE LIBERO"…
"Magari fosse cosi…" ho pensato….
Magari fosse vero, è la nostra illusione più grande, quella di essere liberi, forse ci sentiamo cosi perchè non lavoriamo al chiuso di quattro mura, forse ci illudiamo che il nostro essere sempre in giro, sempre in viaggio, sia un sinonimo di libertà, il fatto di non avere sempre qualcuno vicino che controlla ogni nostro movimento, il poterci fermare ogni volta in un Bar diverso a bere un caffè diverso… vedere albe e tramonti da prospettive sempre nuove, facce nuove… poter decidere di chiudere il mondo fuori dalla nostra cabina e condividerla solo con i nostri pensieri… basta spegnere il baracchino ed il telefono ed il mondo degli altri non ci raggiunge più… lasciare a casa tutti i problemi e pensare solo ai chilometri di asfalto nero che ci aspettano questa volta…
Sono tutte "dolci illusioni", e lo sappiamo, ma sognare è bello…. poi sappiamo benissimo che "dietro" abbiamo il carico da consegnare, un orario da rispettare, un padrone che vuole che arriviamo presto e consumiamo poco… che c'è chi ci tiene prigionieri in infinite attese per documenti ed operazioni varie di carico e scarico, in dogane, in porti ed aeroporti, in magazzini di logistica… che dobbiamo cercare di essere gentili con tutti, ma che non sempre ci riusciamo… che se non rispettiamo le "regole" che altri hanno scritto per noi verremo sanzionati… che… che… che…

17052010 tramonto in A 4
Ma non c'è niente da fare…
PER VIVERE LIBERI,  per sentirci liberi, facciamo i camionisti…"

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Diario di bordo: pausa alla Limenella… No, non ero su "Scherzi a parte"…

Questo è parte del diario di un viaggio a Gorizia.

Sono partita alle otto di sera con Stef, lui andava in toscana. Pensavamo di trovare tutto libero ed invece c’era un incidente con già quattro km di colonna (in aumento!) sull’A8, cosi siamo usciti a Legnano ed abbiamo fatto il Sempione fino a Milano. Appena usciti ci siamo pure trovati una BM che veniva in contromano nel senso unico… Allo svincolo per la tangenziale Ovest le nostre strade si sono divise. Io ho proseguito per l’A 4. La direzione “grande laguna” era abbastanza tranquilla, ma le mie ore finivano in zona PD. Cosi ho provato a fermarmi all’area di servizio dopo Vi est, ma non c’era posto, non è molto grande. Ho proseguito ed incrociato le dita di trovare posto alla Limenella.
Sono entrata che era quasi mezzanotte… piena… ma c’era un angolino dietro un bilico straniero, sulla corsia che porta alle pompe del carburante… si, c’era divieto di sosta e anche le strisce pedonali che vanno verso il parcheggio dei camion. Ma tant’è: o cosi o cosi!!
“Spero che non mi facciano storie” ho pensato, e comunque in divieto di sosta eravamo davvero in tanti. Sempre la solita storia che non ci sono mai abbastanza parcheggi. E comunque passavo tutti tranquillamente…
Alle sei del mattino , dormivo alla grande, mi hanno bussato “forte” alla cabina, ho fatto un salto in branda …. Poi ho scostato la tenda e guardato fuori: la Polizia!
“Oh cavolo!” ho pensato… “adesso mi fanno spostare perché non va bene dove sono ferma…”
Sono saltata davanti ed ho aperto la porta, ho cercato di spiegare perché ero ferma li, che non avevo trovato altro posto…se mi dovevo spostare…
“No, no, non è per quello… ma sei sola?”
“Si”
“Ascolta, ma cos’è successo prima con le ragazze?”
Io dovevo avere un punto di domanda stampato sulla faccia, ho detto “Quali ragazze?”
“Ma dormivi?”
Gli faccio : “Dormivo si…” … non devo essere molto presentabile la mattina alle sei…
E allora mi hanno detto che un gruppo di ragazze ha chiamato la Polizia dicendo che sul camion della TFI c’era un uomo nudo che si stava masturbando…”poi veniamo qua, bussiamo, apre la porta e c’è una donna…” si sono guardati… “ma sei sola?”
“Si, se vuole vedere”… comunque la porta era aperta ed in cabina si vedeva…
“No, no, niente..”… erano perplessi quanto me….
“Ma do fastidio qui?”
“No, no, continua pure a dormire” e sono andati via.
A quel punto invece, io non riuscivo proprio più a dormire, ero un po’ agitata: “E se un maniaco si aggira tra i camion?” ho pensato… poi ho pensato che invece era stato uno scherzo di cattivo gusto… magari un gruppo di ragazze che andavano in gita o che rientravano da una serata… che avevano creduto di fare una cosa divertente… e se invece di una donna camionista sola (che sfiga che avevano avuto, visto che siamo davvero poche!) ci fosse stato un uomo camionista solo che dormiva sonni tranquilli?
Avrebbe anche potuto passare dei guai senza avere fatto niente…

Siamo in giro a lavorare, abbiamo già tanti problemi, ci manca solo che ora diventiamo bersaglio di scherzi idioti. Con le conseguenze che una denuncia del genere può comportare. Di esibizionisti in giro ce n’è, è capitato anche a me di trovarne nelle aree di servizio, ma io mai e poi mai mi sarei permessa di andare a denunciare una cosa del genere per fare uno scherzo… spero che non succeda ad altri, e poi  ragazze attenzione che a gridare “Al lupo! Al lupo!” poi non ci crede più nessuno!  Decisamente non è una buona strada questa…
Alle otto sono scesa dal camion per andare a bere un caffè, un frate veniva verso di me, mi ha sorriso ed io a lui, mi ha chiesto dove ero diretta ed augurato buona giornata e buon viaggio…
“Grazie!!!” gli ho risposto, ed ho pensato che ne avevo veramente bisogno
!

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La STRADA per Medjugorje

Ciao Lady

ripetiamo sempre e ce siamo consapevoli da sempre che siamo un gruppo di persone estremamente diverse una dall'altra: per provenienza, per età, per cultura e anche per credenza, condividiamo passione e percorsi, ognuna mantenendo la propria vita ma sempre ascoltando volentieri le esperienze delle altre come una crescita… Anche per chi non è credente, anche per chi crede in altro…

Ho conosciuto Stella prima della sua metamorfosi e sono rimasta colpita dall'energia positiva che trasmette parlando ora, le ho chiesto di scrivere le sue senzazioni per queste pagine…


"Sono trascorsi trenta anni da quando ebbero inizio i fatti "misteriosi" di MEDJUGORJE.
Il pomerigio del 24 giugno 1981, alcuni ragazzini di un paesino sconosciuto della Bosnia-Erzegovina,dissero di aver visto la MADONNA. E iniziò un fenomeno che poi è diventato valanga inarrestabile. Allora quel paesino era sotto il regime comunista che tentò in ogni modo di soffocare quanto i veggenti dicevano. Ma la flebile fiamma accesa dai balbettii di quei ragazzini divenne fuoco, incendio, terremoto e continua a correre per le vie del mondo".Madonna_di_Medjugorje_1E' con l'inizio della prefazione del libro "A MEDJUGORJE LA MADONNA E' VIVA" che voglio iniziare a raccontarvi quella che è stata la mia esperienza là, su quel monte, su quella terra dove ancora oggi la Madonna ci parla e ci consola.
Ho sempre creduto in DIO e ho sempre avuto la certezza che lassù qualcuno mi amava, ma non pensavo mai fino a che punto……..
Quando nel giugno dell'anno scorso mi trovai a casa della mia madrina di cresima, sapendo che loro erano ormai decenni che si recavano a Medjugorje mi uscì spontaneo chiederle quando saremmo andati a trovare la Madonnina. Mi rispose "ad agosto per la festa del 15, vuoi venire?". Senza pensarci su due volte, risposi di SI, e, arrivato agosto presi mia mamma e mi imbarcai per Dubronik. L'11 agosto ero a Medjugorje con il cuore pieno di entusiasmo e la sera corsi sul Podbro(la collina delle apparizioni) con un elenco di nomi, erano i nomi di tutte le persone che sapendo che sarei andata là, mi avevano raccomandato i saluti per la Madre Celeste. Inginocchiata d'avanti alla Madonna pregai per quella gente e quando finì l'elenco continuai a pregare per tutte le mie colleghe e colleghi, per tutti quelli che incrociavo giornalmente sulla strada, per quelli che non avrei mai conosciuto e incrociato e sopratutto mi ritrovai a pregare per tutte le persone che mi avrebbero potuto far del male. Ebbene si, soprattutto per colui che pensava di avermi sopraffatta, che si era impegnato a distruggermi la vita calunniandomi e offendendomi, dopo avermi anche picchiata, io davanti alla Mamma Celeste ho pregato anche per lui.
Perdonando lui mi sono accorta di essermi liberata da quella rabbia e quel rancore che offuscava il cuore mio. Ma non me ne sono mica accorta subito…..
Davanti al Cristo Risorto mi sono ritrovata a piangere disperatamente. Non vedevo le lacrime su suo ginocchio(è dal 1994 che dal ginocchio del Cristo escono lacrime umane) e sentendomi indegna del suo amore volevo scomparire per quanto mi rendevo conto di essere piccola e misera. E mentre mi crepavo di pianti sentii una voce dietro di me che mi diceva "Non piangere, LUI ti ama, ti ama tantissimo se solo tu sapessi quanto LUI ti ama…..", mi ritrovai abbracciata ad una ragazza che non conoscevo e insieme ci siamo sedute a leggere un brano della Bibbia. Ragazze , voi non ci crederete ma quel Cristo mi aveva abbracciata come mai uomo avesse fatto prima e mentre io ero disperata mi ha mandato un'anima bella a consolarmi ed a dirmi che Lui mi amava!!!!! Tornai alla casa con il cuore gonfio di gioia e una felicita indescrivibile, mi sarei resa conto in seguito che quelle lacrime oltre agli occhi mi avevano lavato l'anima da tutte le scorie depositate sopra di essa. Ah, dimenticavo di dire che le lacrime non uscivano quei giorni perché  si avvicinava la festa della Madonna e in quei giorni GESU' è contento e non piange!!
Là con i miei fratelli della comunità ho imparato a pregare ed a lodare DIO, ho imparato l'adorazione al Santissimo Sacramento che non sapevo neanche esistesse, ho messo la mia anima  e il mio cuore nelle mani di Maria e le ho detto" fa' di me quel che vuoi" e da quel giorno vivo nelle grazie del Signore. La Madonna mi ha portato da Suo Figlio e con loro vivo ogni giorno gioia infinita… La mia comunità è bellissima perché è tutta gente che si offre al signore per la salvezza delle anime perse e per le anime del purgatorio. Hanno detto tante cattiverie su Padre Tomislav, ma io ringrazio DIO ogni giorno per avermi fatto conoscere un uomo come lui, un uomo di DIO, un uomo che ogni giorno si offre a DIO per la salvezza delle anime. Un uomo rimasto sempre coerente con se stesso e verso DIO non inseguendo false ideologie e potere ma semplicemente offrendo se stesso pur di portare anime al Signore e ne sta' portando veramente tante, bisognose dell'amore di DIO. E non si può non riconoscere questo!!!!!!!
Lui ci insegna solo a donarci, il resto lo fa il Signore.
Lui ci indica la via e su quella via troviamo GESU' .
Se questo è un male……. il bene qual'è????
Siamo rientrati da MEDJUGORJE il 17 agosto, mia sorella e mia nipote mi prendevano in giro sentendomi parlare con tanta euforia di cio' che avevo vissuto là, ma con il passare dei giorni, dei mesi, loro hanno visto la mia metamorfosi, il mio cambiamento(anche fisico) e si sono convinte che non erano solo illusioni ma che qualcosa di grande era veramente successo. Oggi vivo nella gioia che GESU' ogni giorno mi regala, vivo abbracciata alla Croce che mi solleva da ogni pena, non vivo più nelle angosce dei problemi anche quelli si son fatti più leggeri e vivo amando il Signore e tutta la gente. Non c'è cosa più bella che provare amore verso chiunque. Non c'è cosa più bella dello svegliarsi al mattino e sentire la presenza di Colui che non ci abbandona mai, sentirlo vicino e sentirsi forti con Lui. Si, il Signore è la mia forza, è la mia guida, è il mio tutto e voglio rimanere abbracciata a Lui perche' mi da gioia infinita.00688Dimenticavo di dirvi che quest'anno se DIO vuole, tornero' a Medjugorje e oltre a mamma verra' anche mia sorella e mia nipote. Me lo hanno chiesto senza nessuna forzatura di venire ed io sono felice di portarle con me dalla tanto amata Mamma Celeste. Se non è un dono del Signore questo…. per me è un miracolo perche' mai avrei immaginato tutto ciò. Se noi siam pronte ad accogliere DIO, figuriamoci Lui com'è felice di abbracciarci al Suo Cuore!!!! Gli uomini sono meschini, non mantengono mai le loro promesse e non sono affatto fedeli neanche a se stessi. DIO invece mantiene sempre le sue promesse perche' la sua fedeltà non ha limiti.
Il nostro caro Papa Giovanni Paolo II gridava di non avere paura, di aprire anzi di spalancare le porte a Cristo!!!!!!!!!!!
Se apriamo il nostro cuore Lui ci colmerà di ogni bene.
Non è una favola, è la realta della mia vita!!!
 

Vi abbraccio in Cristo e  vi aspetto in Cristo.

 LEO    STELLA         
 

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nella terra dei tulipani

Paolo nei suoi viaggi all'estero ha potuto incontrare alcuni amici e condividere il suo racconto con noi:

"Dato che il mio lavoro mi porta spesso ad eseguire carichi o scarichi in Olanda una sera poco prima di Colonia decido di mandare un messaggio a Josephine per sapere le sue coordinate per poter combinare un incontro. Josephine mi risponde subito che abita tra Venlo e Eindhoven in direzione Rotterdam e proprio lì mi ricordo che c'è l'uscita di Asten con un autohof ben fornito. Le rispondo che il giorno dopo in mattinata avrei caricato a Rotterdam e che nella strada del rientro verso casa avrei fatto tappa ore 11 all'autohof di Asten. Arrivato all'autohof parcheggio il mio camion e mi dirigo verso lo shop dove mi lascio prendre tra tappezzerie e accessori camion. Mentre ero alla cassa che stavo pagando sento un rumore di tacchi avvicinarsi e girando l'occhio chi mi trovo? Josephine che mi saluta urlando il mio nome attirando l'attenzione di tutti i camionari presenti nel negozio! dopo i saluti decidiamo di andare a prendere un caffè dove ci siamo messi a pianificare l'imminente raduno di Assen. Decidiamo di passare alla sua auto che per l'occasione aveva preso la  bandiera delle Lady truck su mie indicazioni e ci siamo incamminati verso il Black Ice dove abbiamo sistemato la bandiera per scattare alcune foto del nostro incontro da pubblicare sul blog.
 


La settimana dopo dovendo entrare ancora in Olanda per caricare gli asparagi mando un messaggio a Stefano dicendogli che alle 20.30 sarei entrato a Venlo chiedendogli se aveva tempo e se veniva caricare con me, lui mi dà l'ok dicendomi che mi avrebbe aspettato all'uscita di Venlo. Esco e mi trovo Stefano che mi scatta subito una foto poi sale sul mio camion e andiamo a caricare. Molto contento dell'incontro mi fa i complimenti per il camion e ci mettiamo a parlare su come sarà il raduno di Assen. Arrivati al posto di carico prendiamo un caffè e mi dà una mano per finir prima di caricare. Appena usciti facciamo ancora altre foto per poi tornare all'uscita di Venlo dove lascio Stefano e proseguire per il mio viaggio verso casa. Per chi non conoscesse Stefano è un ragazzo olandese che abbiamo conosciuto al raduno di Assen tramite Josephine,  lavora alla DAF di Eindhoven, parla benissimo italiano e grazie a lui e Josephine quest'anno alcuni camion italiani entreranno al raduno di Assen.

Un saluto dall'Olanda da Paolo Iceman e Josephine la Pina e Stefano Olanda-Germania BUONA STRADA!!!
 

 

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Camion & Amici – 1

Ciao Lady
gli Amici con la A Maiuscola sono pochi, conserviamo gelosamente quelli che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso, condividiamo la loro passione per il camion e la strada… Grazie Chiodo delle emozioni che sai trasmettere… Buona Strada sempre!!!

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Pink Road…Alessandro Grassani

 Ciao LadyAlessandro_Grassani[1]
NR2OCAD0COAZCAKF55IYCACILV2LCAEXP7IDCA9TVXZDCAGUU33UCAL7UOV2CAJ0J120CA5K2MNKCAQUDMX3CA0S0K48CA9W6SUQCAP0ZUSUCA37XZQ0CA0693K7CAZASulle nostre Pink Road abbiamo incontrato diversi amici, con alcuni è rimasto un legame, con altri solo ricordi, ma è sempre stata una crescita reciproca…Alessandro Grassani è uno di questi…
 
All’inizio del 2009, quando i miei pensieri erano ales grasrivolti tutti a risolvere una grave questione di salute di un mio familiare, mi ha contattato Alessandro per un servizio su di noi Lady Truck, non era il momento più adatto, non avevo tempo per contattare una per una e chiedere chi fosse disposta a sacrificare tempo e privacy, non avevo tempo neanche per parlare del contenuto annadi ciò che voleva realizzare, non sapevo neanche che fosse un fotogiornalista importante, approfittiamo della coincidenza di uno scarico nelle sue coordinate e sale con lorename, per un percorso in un mondo a lui perfettamente sconosciuto, imparando a conoscerci reciprocamente… Per me è stata un’emozione, mi ha parlato di Paesi in cui è stato per lavoro e di quelle problematiche che dai media si percepiscono a malapena, la sua è una vita avventurosa e nonostante questo gmi fa mille domande e trova in continuazione aspetti del mio mestiere su cui chiedere chiarimenti. Io continuo a digli che lunon trarrà nessun articolo da noi, persone semplici innamorate del nostro lavoro, che ci mantiene e di ciò che ci regala, lui di tutt’altra opinione e ci accordiamo per incontrare Tania, Anna, Orianna, Luisa, Lorena e in futuro torna a trovarci per incontrare Rò,Marzia, Antonella, Debora  in occasione di un raduno, armato di zaino e macchina fotografica…oltre al suo sorriso…
gazoldoHa passato due giorni sempre scattando foto, per lui sarà stato un banale marziaimpegno, visto i luoghi e le situazioni a cui è abituato, ma non l’ha dato a vedere, anzi era interessato a tutto ciò che vedeva ed è stato un ottimo compagno di viaggio… abbiamo ammirato insieme distese di vivai, ricevuto due vini in omaggio dalla Cantina dell’agriturismo dove abbiamo consegnato bottiglie decorate a mano, e guardato il moto incessante delle pale eolitiche in Toscana, gustato la cucina emiliana di nonna Ines, apprezzato luisal’ospitalità della gisyTata, conosciuto la famiglia Degani, storica ditta di autotrasporti alimentari, la cui attività è stata iniziata da una donna; 
La sera del secondo giorno il rientro a Milano, i saluti, le raccomandazioni e il nostro …BUONA STRADA!!!

pattyon the road
la sirenettaCiao Alessandro… è stato un piacere conoscerti e anche trovare le foto in rete, non so se ti abbiano regalato ciò che ti aspettavi…!!!ramona

 tania
truckrò

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Viaggio di rientro da Giussano

 Sono passate meno di ventiquattr’ore da Giussanno, sto ancora pensando a tutte le persone che ho visto, quelle che ho conosciuto e quelle che non c’è stato modo di parlarci per niente… a pensarci adesso è volato via il fine settimana e non mi sono resa conto, infatti l’amico con cui avevo preso accordi per scendere da Milano insieme era strapronto alle 00,00 io ero ancora a salutare, con ancora il bicchierino del caffè in mano gli dico di partire che farò in modo di raggiungerli, non posso farmi aspettare non ho ancora compilato il disco, neanche sistemato il sedile,le tende… ho perso la cognizione del tempo che passava, è facile succeda, quando non vorresti lasciare la compagnia…Alla fine parto e guardo negli specchi il camion illuminato e fluorescente che mi segue, così vedo troppo tardi il dosso e metà della roba che ho sul portaoggetti finisce sul fondo dal lato a destra… una porca miseria, mi esce spontanea, la colpa è solo mia e con me stessa impreco  mentre ascolto i ragazzi sul canale 16 e li seguo a distanza, ascoltando in silenzio, ho un po’ di malinconia… ci sono stati momenti emotivamente difficili… da nodo alla gola. Ascolto ancora i miei amici, con cui in realtà questi due giorni ho trascorso pochi minuti, non condivido per intero ciò che stanno dicendo… forse non ho capito bene; ora ridono di una “signorina” in prossimità dei lavori in corso, le battute sono quelle che ti escono senza riflettere e viene da ridere anche a me… poi si preoccupano che non si avvicini troppo ai loro mezzi e fanno riferimento alla corsa delle moto e capisco che è morto un pilota, non so chi sia, ma non chiedo, non ho voglia di sentire cose tristi..quando arriviamo alla paullese le strade si dividono per il nostro piccolo convoglio, solo in due prendiamo direzione BO, saluti, saluti e raccomandazioni… Fino alla barriera ci sentiamo… in lontananza… poi solo ronzio;  da lì in poi la conversazione diventa a due, punti di vista diversi e scambi d’opinioni reciproci, diverse le idee su tante cose ma nonostante tutto abbiamo la stessa passione e la condividiamo, come la strada stanotte, come la coast to coasttristezza della mancanza del Bruno… ne parliamo per esorcizzarla… “ però essere lì, al Suo raduno e far festa era rendere omaggio a ciò a cui lui ha contribuito in buona dose a costruire e anche agli altri organizzatori sarà pesato assumere le mansioni che aveva sempre svolto lui…!!!” Facciamo altre considerazioni sul raduno, io ho cominciato a frequentarli dopo di lui e ascolto volentieri…  Veniamo interrotti da un collega che mi scambia per Mony,  c’impegnamo a girarle i saluti, lo congediamo salutandolo e proseguiamo, a chiacchierare a ping pong… osservo il camion di Giuliano a pochi metri e ne commento qualche parte, ammette di dedicargli molto tempo, quello che altri impiegano negli hobby… il suo,è il camion. Parliamo di tante conoscenze in comune, senza pettegolezzi… con la semplicità di chi vive la propria vita e ripensa a momenti passati…”Che caldo quell’anno… C’eri anche tu quella volta che… Ti ricordi questo… e quell’altro, io quella persona l’ho conosciuta così e tu? ; la velocità della nostra crociera è stabile e ci sorpassano in molti, alcuni senza preoccuparsi di stare lontani e ci spostiamo sempre noi a destra… commentando che se vogliono proprio correre, liberi di farlo però mezzo metro più in là gli costerebbe poco… è un rischio voluto e inutile. L’argomento di conversazione cambia di continuo: amici, lavoro,strada, sicurezza, controlli, camion, consegne, percorsi, associazioni, sindacati, personaggi, cani, cucina e… raduni!!!  La strada scorre sotto le nostre ruote, anche le parole scorrono come le lancette dell’orologio e s’intravede l’uscita di Mo nord, finito il discorso rispondo a quell’ultima frase, informo di essere uscita e poi saluto… chissà fra quanto tempo sarà il prossimo incontro?, non importa, l’importante che entrambi troviamo BUONA STRADA sempre !!!
 

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