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Posts Tagged "donne camioniste"

La Regina e le camioniste…

 

Ho trovato questo articolo di pochi giorni fa, che parla della Regina Maxima d’Olanda, sul sito di AMICA…

Questo è il link:

https://www.amica.it/2021/07/16/maxima-d-olanda-la-regina-piedi-nudi-camion-ponte-robot/

La cosa che mi ha colpito nell’articolo è questo paragrafo:

(…)

“Detto fatto, la moglie del re Guglielmo Alessandro non si è limitata a guardare i grandi autoarticolati che facevano bella mostra di sé nel parcheggio ma, tolte le scarpe, è salita a bordo di uno dei giganti della strada. E, le foto, hanno fatto ovviamente il giro del mondo.

Chissà, forse voleva sentire la sensazione di posare i piedi su i pedali di un mezzo così gigantesco. O dimostrare che, al di là dei pregiudizi e degli stereotipi, anche le donne sanno tenere a bada un camion del genere. Un’ipotesi più probabile, questa, considerando che durante la visita Maxima d’Olanda ha chiacchierato con diverse lavoratrici, venendo a sapere che “la carenza di camionisti donne era in parte dovuta ai pregiudizi che esistono intorno alla professione di camionista”. Fortunatamente, come è stato confermato dalle presenti, sempre più datori di lavoro stanno iniziando ad assumere donne come autisti di camion.”

NIEUWEGEIN, NETHERLANDS – JULY 14: Queen Maxima of The Netherlands visits a truck driver school on July 14, 2021 in Nieuwegein, Netherlands. (Photo by Patrick van Katwijk/Getty Images)

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Mi ha colpito perchè sentiamo sempre dire che in Italia le donne camioniste sono poche, anche a causa del maschilismo del settore, ma all’estero…all’estero è pieno di camioniste…

Evidentemente la realtà è ben diversa…anzi è molto simile alla nostra!!!

Buona strada a tutte le colleghe, italiane, olandesi, ecc, ecc!!!

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L’intervista ad una collega!

 

Un’intervista alla nostra collega Laura che ci parla di alcuni dei tanti problemi che un camionista deve affrontare in una giornata di lavoro. Ancora dal canale You Tube “K 44 RISPONDE“.

Buon ascolto e buona strada a Laura e a tutti voi!

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Un libro: Storie di uomini “straordinari”

 

Rieccomi a parlare di un altro libro dedicato al mondo dell’autotrasporto. Questa volta non si tratta di un romanzo e nemmeno di un’inchiesta. Non è neppure un libro nuovo, è stato pubblicato una decina di anni fa. Questo libro, scritto da Gianni Storari e Luigi Zusi, è una raccolta di tante storie. Sono le storie degli uomini e delle famiglie delle aziende di autotrasporto del veronese. Si intitola “Storie di uomini straordinari”, perché racconta la fatica, l’impegno, le speranze e a volte le delusioni che hanno dovuto affrontare questi uomini per creare e portare avanti la propria attività di autotrasporto.

Ci sono anche delle belle foto d’epoca in bianco e nero. A leggerlo vengono in mente le livree di molti camion che si incontrano sulle nostre strade e autostrade, ci sono tanti nomi noti e altri un po’ meno. Magari chi è della zona li conosce tutti!

Vi parlo di questo libro perché leggendolo, in mezzo a tante storie di uomini ce n’è anche una di una donna “straordinaria”! Lei si chiama Erminia e lavorava nell’impresa familiare.

Il suo esordio non fu semplice, siamo negli anni ’70, dopo aver frequentato i corsi e superato gli esami non le arrivava la patente… scopri che la sua pratica era stata archiviata pensando si trattasse di un errore, di uno scambio di persona, non credevano che una donna potesse fare la camionista! Risolto il problema poté iniziare a viaggiare. Ma la prima volta che si presentò alla Falk di Milano per scaricare non volevano far entrare una donna al volante di un camion. Cosi lei fu costretta ad andare a cercare il direttore per risolvere la situazione!

Non c’è da stupirsi di quello che le capitò, visto che ancora oggi, a distanza di tanti anni e nonostante il numero delle donne camioniste sia cresciuto parecchio da allora, veniamo spesso guardate con meraviglia e a volte con “sospetto”.

Buona strada a tutte sempre!

Questo è il link su ibs:

https://www.ibs.it/storie-di-uomini-straordinari-viaggio-libro-gianni-storari-luigi-zusi/e/9788895351377

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Una collega racconta

In questo video di K44 RISPONDE, “Gli autisti in area di sosta: cosa cercano, cosa trovano“, c’è anche la testimonianza di una collega che fa l’internazionale e racconta la sua esperienza, le differenze tra Italia e paesi europei per quanto riguarda i servizi offerti dalle aree di servizio. lei si chiama Diana Danila, questo è il link del video:

 

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Un altro racconto di Laura –

 

Un altro dei divertenti racconti di Laura, camionista scrittrice, dalle pagine di TimoCom.

Questa volta ci parla del camion, anzi di una cosa che nessun camionista vorrebbe mai accadesse: che gli tocchino il camion!

Per sorridere un pò, buona lettura e buona strada sempre, a Laura e a tutti/e voi blog-lettori!

Questo è il link:

https://www.timocom.it/blog/tre-cose-da-non-toccare-nella-cabina-del-camion?siamocarichi

E questo è l’inizio, il racconto completo sulla pagina ufficiale di TimoCom:

 

Siamo Carichi : Gli Intoccabili

Per ogni camionista, la cabina è come una casa. E, al suo interno, ci sono alcune cose che non vanno MAI toccate.

Tre cose che un camionista non vuole gli vengano toccate

„Sono donna, mamma e camionista. Rigorosamente in quest’ordine”. Lei è Laura e si descrive così, se le chiedi di farlo.

Da perfetto sagittario, le piace godersi i piaceri della vita: il buon cibo, la compagnia delle persone che ama e il suo cane Ray. Adora viaggiare ed avere dei momenti tutti per lei: ecco allora che la cabina del suo camion diventa il suo rifugio perfetto, là dove ogni cosa è a sua dimensione.
E a proposito di cabina e camion aggiunge: “compenso la mia piccola statura con i due metri di altezza del mio Volvo FM, perché nell’Fh non vedo fuori”.

Con il suo stile ironico e mai banale, nella serie “Siamo Carichi”, Laura ci racconta spaccati e momenti della sua vita di autista professionista.
E voi? Siete carichi? Allora allacciate le cinture e godetevi questo viaggio a ritmo di rock lungo le strade d’Italia.
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Non toccatemi il camion

Il motore subbuglia sotto il morbido e avvolgente sedile, il leggero tremolio della cabina è quel tipico rumore a cui ci si abitua, ma che fa notare la sua mancanza quando non c’è.
Tutto sembra calmo, normale, quasi asfissiante da quanto è uguale a ieri.
Ti aspetti questo quando prepari le tue cose per la partenza, esattamente come fai tutti i giorni, ma oggi non riesci a inserire la scheda comodamente sdraiato sullo schienale.

Oggi devi alzarti un po’.
Quello è un segno inequivocabile.

Le mani si accartocciano, le tempie si rigano di lucido sudore, gli occhi diventano prima vitrei, poi furibondi: qualcuno ha usato il tuo camion!

Quella verità, temuta come la multa e certa come le bollette, in un normale martedì, è deleteria per qualunque sistema nervoso di un qualunque autista. Come tutte le cose però, finché capita agli altri sembra un soggetto di fantasia come la serenità di Timon e Pumba mentre cantano Hakuna Matata. Oggi invece, è capitato a te.

Aguzzi la vista in cerca di tracce, dettagli che ti facciano capire chi possa aver commesso tale delitto. Ti aiuti con l’olfatto in cerca di quel profumo che ti riconduca senza dubbi al colpevole. Passi da preda a predatore affamato.

Perché se c’è una cosa, anzi tre, che noi camionisti non possiamo tollerare è:

che ci tocchino il camion,
che ci tocchino il camion,
che ci tocchino il nostro camion.

Lo sappiamo tutti, infatti, quali sono i tre intoccabili di ogni camionista che si rispetti:

Il sedile

Ore, giorni, anni alla ricerca della posizione perfetta. Uno studio meticoloso, fatto di esperimenti e raccolta dati. Insomma, le ricerche scientifiche ci fanno un baffo.
Tentativi e fallimenti, arrabbiature e piccole infinitesimali soddisfazioni nel trovare anche solo l’inclinazione della parte lombare, consapevoli che nei sedili odierni le posizioni sono: nei migliori dei casi almeno 666 (come il diavolo), nel peggiore il numero diventa periodico. Il che vuol dire che, periodicamente, il sostegno laterale-inferiore-sinistro-interno ci darà inspiegabilmente fastidio. È chiaro quindi, che una qualsiasi mutazione, che non sia genetica, non verrà perdonata. Il perdono non arriverà nemmeno dall’ernia cervicale che grazie alla posizione perfetta veniva coccolata dalla fascia di avvolgimento del trapezio. E siccome “oltre al danno la beffa”, questa potrebbe pure arrabbiarsi per la mancanza di affetto e tornare a far male.

Il sedile, quindi, non si deve toccare, mai. Per nessun motivo. Fidatevi, io lo so. Eccome. Non per le complicazioni nel trovare l’assetto perfetto, no; in questo sono una dei rari casi in cui ci si mette tanto quanto un pit stop.

Dovete sapere che io sono alta quanto un mozzo di una gomma /70 (barra settanta), quindi sarei anche facilitata per l’ardua impresa: sedile tutto basso e senza sospensioni, seduta completamente abbassatae soprattutto tutto avanti fino a fine corsa. Posizione mitologica, come l’isola che non c’è per Peter Pan.

So che il sedile è il primo degli intoccabili, perché sono la compagna di un camionista alto un metro e ottanta, che guida come se fosse in un’auto della Formula Uno e pretende che io gli sposti il camion senza toccare nulla: una pretesa allucinante come ordinare a noi italiani di rispettare la fila.

Praticamente guido in piedi per riuscire ad arrivare ai pedali, MA per non dissacrare il “sacro vincolo del Sedile dall’assetto perfetto”, che sappiamo benissimo essere più importante di un matrimonio, si fa anche questo.

 

(….) continua….

 

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Una famiglia di lady truck!

 

“Life on the road in a Volvo FH16 XXL road train”, dal canale You Tube di Volvo Trucks, la storia di Heather Jones e delle sue due figlie, una famiglia di lady trucks australiane!

Buona visione e buona strada sempre!!!

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I racconti di Laura

 

Vi ricordate di Laura, la collega che vinse il Sabo Rosa 2018? Tra le sue passioni, oltre il camion c’era, anzi c’è la scrittura! E devo aggiungere che è anche molto brava!

Oggi vi posto uno dei suoi racconti pubblicati su Timo.com con cui collabora.

Il link è questo:

https://www.timocom.it/blog/cose-da-non-dimenticare-prima-di-partire-col-camion?siamocarichi

E questo è l’inizio, per leggerlo tutto, come sempre andate sul sito ufficiale!

Buona lettura e buona strada sempre a Laura e a tutte voi!

 

Siamo Carichi : le tre cose prima di partire

Quali sono gli oggetti indispensabili prima di partire per una consegna? Laura, autista professionista ci parla dei suoi.

Portafogli, chiavi e cellulare sono gli oggetti da non dimenticare prima di partire col camion

„Sono donna, mamma e camionista. Rigorosamente in quest’ordine”. Lei è Laura e si descrive così, se le chiedi di farlo.

Da perfetto sagittario, le piace godersi i piaceri della vita: il buon cibo, la compagnia delle persone che ama e il suo cane Ray. Adora viaggiare ed avere dei momenti tutti per lei: ecco allora che la cabina del suo camion diventa il suo rifugio perfetto, là dove ogni cosa è a sua dimensione.
E a proposito di cabina e camion aggiunge: “compenso la mia piccola statura con i due metri di altezza del mio Volvo FM, perché nell’Fh non vedo fuori”.

Con il suo stile ironico e mai banale, nella serie “Siamo Carichi”, Laura ci racconta spaccati e momenti della sua vita di autista professionista.
E voi? Siete carichi? Allora allacciate le cinture e godetevi questo viaggio a ritmo di rock lungo le strade d’Italia.

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Fuori c’è il sole, sono le sette del mattino e mentre il mio cane corre tra i campi vicino a casa mia, io sorseggio ancora la mia tazza di caffè nero bollente. A pieni polmoni respiro l’aria pulita, prima di infilarmi nel traffico per un altro viaggio.
Quando parlo di viaggi, le persone credono sempre che io stia per andare in vacanza, non si aspettano che io lo faccia per lavoro, a bordo di un Volvo FM.
È bello vedere come ogni volta, lo stupore assuma espressioni diverse. Mentre per alcuni, è qualcosa di strano, per me è l’assoluta normalità. Nella mia normalità, c’è tra le altre cose, quella di dimenticare sempre qualcosa a casa, così in piazzale verifico di averne tre, prima di partire: telefono, chiavi e portafoglio.

Vado alla caccia di questi tre oggetti, con la testa letteralmente dentro alla borsa, frugando tra la miriade di cianfrusaglie che non fanno altro che rallentare la ricerca. Naturalmente sono sempre in ritardo, quindi, tutta arruffata mi avvio verso il mio camion, ancora con la mano destra dentro la borsa a cercare le chiavi per aprirlo.

Ogni giorno.
E ogni giorno mi dimentico che, per non doverle cercare in borsa, le tengo nella tasca dei pantaloni.

Quando me ne ricordo, arriva il momento della giornata che preferisco: salgo a bordo del mio camion. L’attimo in cui mi guardo intorno per vedere che sia tutto al suo posto, quello in cui mi sistemo prima di partire. Sono io in cabina e il mondo fuori.
Questa è la mia stanza, come vuole Virginia Wolf. Quel posto in cui so di poter essere quello che voglio.

Un giorno, in quel momento tanto sacro, ho notato i tre oggetti che quotidianamente cerco distratta. Quei tre oggetti che mi accompagnano sempre e a cui io non do mai importanza, oltre alla loro oggettiva utilità. Eppure, quelle tre semplici cose, mi descrivono più di quanto io non immaginassi.

Il mio portafoglio, per esempio, è grande (e in questo non mi assomiglia affatto), pieno di scontrini e con pochi spiccioli, ma l’euro per il caffè non manca mai. Una miriade di carte fedeltà, che non mi serve, trova sempre spazio dietro al giallo acceso della stoffa e al ricamo di un pappagallo colorato decisamente troppo appariscente per la mia età. A trent’anni, infatti, non credo mi si addica un portafoglio del genere, ma io le cose giuste al momento giusto non le ho mai fatte. Dei colori così sgargianti poi, non rientrano nella mia scala cromatica che invece spazia liberamente tra bianco e nero. Forse l’ho scelto per ricordarmi che la vita, perché non diventi noiosa come le raccolte punti delle carte fedeltà, va presa con ironia. Ogni volta che lo prendo dalla borsa, delle facce strane compaiono sul viso di chi mi sta di fronte, un po’ come quando mi vedono scendere dalla cabina.

(….) continua su Timo.com !!!

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La vita è un soffio…

 

Vedo tanti video che raccontano le storie dei camionisti brasiliani,  mi piace vedere i paesaggi di quel grande Paese dall’altra parte del mondo, vedere le differenze che ci sono con la nostra vita su strada, i loro camion, gli allestimenti che hanno, le personalizzazioni che fanno, le loro abitudini, i pranzi e le cene che preparano nelle loro “cucine” contenute in un cassettone sotto il telaio della motrice o del semirimorchio, le storie delle caminhoneiras che viaggiano su quelle strade, tutte solari e sorridenti.

Poi però ci sono anche le notizie tristi. In questi ultimi giorni sul canale “Portal Rodoviario” , tre video dedicati a tre incidenti in cui hanno perso la vita tre colleghe. Sono notizie che non vorremmo mai sentire, ma la strada è anche questo, il pericolo è sempre in agguato, la nostra vita può finire in un soffio, in un battito d’ali, per una distrazione, per un malore, per evitare qualcuno o qualcosa…

Per questo ci auguriamo sempre “Buona strada”…

Alle tre colleghe partite per l’ultimo viaggio, Roseli Carmela da Silva, Janay Soares “Alongadinha”, Carla Karina, un pensiero, buona strada ovunque voi siate adesso… 

 

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La storia di Katia!

 

Su “Il mattino di Padova” ho trovato questo articolo con la storia di Katia, una nuova collega felicissima di fare la camionista!

Questo è il link dell’articolo:

https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2021/06/03/news/donna-e-camionista-mai-discriminata-la-scommessa-vinta-di-mamma-katia-1.40349042

E questo è l’inizio (il resto lo trovate sul sito):

 

«Donna e camionista, mai discriminata» La scommessa vinta di mamma Katia

Borgo Veneto: nel 2020 prende le redini dell’attività del padre e, a 30 anni, è felice. E non rinuncia alla sua femminilità

la storia

BORGO VENETO

Se c’è qualcosa che finora non ha mai incontrato è la discriminazione per il fatto di essere donna, nonostante abbia scelto di intraprendere un lavoro che sembra aver poco a che spartire con la femminilità: il camionista. Katia Ambrosi ha 30, un marito e tre bambini, ma ogni mattina esce dalla sua casa di Borgo Veneto e sale nella cabina di un tir, un peso massimo da 44 tonnellate, per avviarsi ad interporti e aziende tra Padova, Vicenza, Venezia, Verona e Treviso. La svolta della vita, prima dedicata interamente alla famiglia, arriva per Katia nell’autunno del 2020, quando prende le redini dell’attività di papà Francesco, anch’egli autotrasportatore con un’azienda a Mirano. «Già durante il lockdown avevo parlato con mio padre di questa opportunità», racconta. «La passione c’era, un po’ di esperienza anche, e mi sono buttata in quest’avventura. Sono felicissima della mia scelta e ogni mattina metto in moto il camion con grinta e determinazione».

(…) continua

 

Buona strada Katia!!!

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Camioniste alla radio!

Su Isoradio c’è un bel programma dedicato ai camionisti, condotto da  Paolo Barilari, che di volta in volta intervista colleghi e colleghe.

Questa puntata del 26 maggio 2021,  è interamente dedicata alle donne camioniste, in ordine sono Barbara, Angela, Francesca e Laura.

Buon ascolto!

https://www.raiplayradio.it/programmi/camionisti/

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