Dove finiscono i camionisti nel weekend?

"Dove finiscono i camionisti nel weekend?" E' la domanda che si è posta la rivista OGGI, in edicola in questi giorni, nella rubrica "DOMANDE DI OGGI"
La risposta l'ha data il nostro amico e collega Gianni, dell'Associazione Noi Camionisti…
Ho scannerizzato la pagina e la riporto qui…

Domande di OGGI 1
Domande di OGGI 2
Ringrazio chi della rivista ha avuto un pensiero per noi, perchè a differenza di come pensano tanti, il camion non è un'entità a se, ma ha sempre e comunque bisogno di una PERSONA  che lo guida, e fermare i camion con questi "assurdi" divieti, vuol dire FERMARE una persona, in che condizioni chi se ne frega…. Mi piacerebbe che ci pensassero quelli che comandano… quelli che quando c'è una coda sfrecciano con le loro auto blu in corsia d'emergenza, perchè non hanno tempo da perdere, loro, e aggiungerei io, nemmeno un orario di guida e riposo imposto da rispettare…
Chi ha orecchie per intendere intenda!
Buona strada sempre e buon weekend a tutti!

Un nuovo Blog… in rete

Ciao Lady
 

il web ha trasformato le abitudini di molti di noi, assorbendo molto del nostro tempo libero, oppure un mezzo utile per occupare i "tempi d'attesa"… così si visitano siti, forum e blog inerenti l'argomento "camion":, normative, novità e racconti, opinioni, sfoghi ecc ecc; c'è spazio per ogni possibilità… si va dal visionare foto e video realizzati da colleghi a consultare nuove normative… dallo scambio di opinioni ai racconti di viaggio…oltre ai singoli che si dilettano a pubblicare le loro esperienze, alle associazioni che informano i propri soci, gruppi che creano aree predisposte alla discussione e approfondimento di determinati argomenti op solo per condividere la "camionite";  si va da youtube a facebook e altre piattaforme…; anche le riviste di settore hanno capito che il web è uno strumento di consultazione veloce e lo utilizzano per interagire con i propri lettori e navigando ho scoperto un blog che non avevo mai visto, mi ha fatto sorridere…. un racconto finisce con BUONA STRADA a Tutti … una frase che conosciamo bene su queste pagine,
& ….ce n'è davvero bisogno !!!

 


http://vietrasporti.myblog.it/ 

L'ultima Strada di Michele

Ciao Lady
questa è stata una settimana in cui diversi colleghi hanno perso la vita, svolgendo il loro lavoro; senza nulla togliere agli altri, vorrei ricordare Michele, che ha visto per ultimo luogo una piazzola sull'A1, dove ha subito un vero e proprio agguato… lo hanno trovato dopo diverse ore… un automobilista si è insospettito per il parabrezza rotto… Ieri era l'argomento di discussione un pò ovunque, la prima pagina dei quotidiani sembra dia diritto a tutti di sentenziare e molte di quelle parole si potevano risparmiare, cb compreso…  Sono passata in quel tratto il giorno prima e il giorno dopo, sono sgomenta e sconvolta, quel tratto è soggetto a furti e rapine da sempre, anche perchè è un punto cruciale del passaggio delle merci circolanti, ma tanta bestialità non era mai stata usata; ci saranno indagini e chi è preposto a farlo, ci auguriamo tutti, troverà il bandolo di questa  intrigata matassa, a noi resta solo da mandare un virtuale abbraccio alla famiglia e l'ultimo BUONA STRADA a Michele…

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Dal quotidiano IL RESTO DEL CARLINO

Modena, 15 luglio 2011. 
 Dietro il sedile teneva una piccola icona della Madonna per accompagnarlo durante i suoi viaggi su e giù per l’Italia. L’ultimo l’ha fatto l’altra notte quando è stato assalito e ucciso a colpi di fucile. L’autista — il 38enne Michele Langella — di un tir proveniente da Napoli è stato trovato, in boxer e con la faccia ancora ‘stropicciata’ dal sonno, riverso in una pozza di sangue nella cabina del mezzo parcheggiato. Pare che i malviventi volessero rapinarlo anche se trasportava solo succhi di frutta e pelati. Ha comunque difeso fino all’ultimo il suo carico di poche migliaia di euro lottando con i banditi che hanno sparato più volte.
Due o forse tre. I pallini si sono conficcati nel torace (ci sarebbero fori anche su un fianco e sull’addome) e alcuni hanno trapassato il corpo scalfendo il parabrezza. Il volto era coperto di sangue. Il corpo senza vita è rimasto nella cabina del tir per ore, nella piazzola di sosta al chilometro 179 dell’A1 (direzione Nord), all’altezza di Castelfranco Emilia.
Un residente aveva già visto il camion mercoledì sera intorno alle 23.30, fermo nella stessa posizione e con le luci accese. Altri ricordano di aver notato quel ‘bestione’ della ditta Del Vecchio di Piazzolla di Nola, nel Napoletano, verso le 5. «Pensavamo che l’autista si fosse fermato a fare un pisolino, non ci abbiamo fatto più di tanto caso», dicevano ieri increduli guardando il luccichio di sirene dal cavalcavia che porta al cimitero di Piumazzo. Solo un residente è sicuro di aver sentito un colpo di arma da fuoco, intorno all’una di notte, mentre rientrava da un giro in bici. Una testimonianza, la sua, che potrebbe aiutare la medicina legale a collocare l’esatta ora della morte dell’uomo.
Il corpo è stato trovato solo ieri, intorno a mezzogiorno e mezza, dopo la segnalazione di un automobilista che aveva notato qualcosa di strano. I primi ad arrivare sono stati gli agenti della Stradale. C’è voluto poco per capire che si trattava di un omicidio. I vetri per terra e il foro circolare sul parabrezza hanno immediatamente fatto alzare il telefono per chiamare la squadra Mobile della questura e la Scientifica. Guanti, telecamera e ‘polverina’ per rilevare le impronte, gli esperti hanno fatto tamponi in ogni centimetro della cabina del tir alla ricerca di qualche traccia degli aggressori. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi (difficile dire quanti fossero: forse tre o quattro) hanno rotto il finestrino lato autista, poi hanno messo i piedi sulla scaletta cercando di arrampicarsi e di entrare all’interno. Deve essere stato in quel momento che il 38enne si è svegliato di soprassalto cercando di metterli in fuga. A quel punto ci sarebbe stata una colluttazione durante la quale potrebbero averlo colpito anche con un altro corpo contundente: il volto dell’uomo — trovato steso a terra — era una maschera di sangue.
Quello che è certo è che non si tratta della classica esecuzione e la malavita pare non c’entri proprio nulla (ma nessuna ipotesi è ancora esclusa). Alcuni pallini, dopo aver trapassato il torace della vittima, hanno infranto il parabrezza, poco sotto la scritta ‘Diego’, in onore del fondatore della ditta, attiva dal 1950. I malviventi, a quel punto, in preda al panico devono essere scappati riprendendo l’auto e andando a tutta birra sull’A1. Per ore la scena del crimine, quella piccola striscia di asfalto ieri incandescente, è stata isolata con il nastro bianco e rosso. I dipendenti di Autostrade per l’Italia, con la pettorina, facevano circolare le auto che rallentavano per capire cosa era successo. Tanti i curiosi e i vicini che, saputo della notizia, sono accorsi e si sono assiepati mentre le forze dell’ordine lavoravano. Gli uomini della Mobile hanno passato al setaccio il campo, nei pressi all’autostrada a caccia dell’arma del delitto. Hanno cercato in lungo e in largo, tra erbacce e bottiglie vuote abbandonate vicino al guard-rail. Ma non è stato trovato nulla.
A coordinare le indagini il pm Maria Angela Sighicelli. La pista fin da subito ipotizzata è stata quella della rapina finita male, anche se una banda esperta avrebbe dovuto sapere che quel tir trasportava solo pelati e succhi di frutta per un supermercato della Lombardia. Meno battuta la pista dell’agguato o del regolamento di conti. L’autista stava viaggiando in direzione Milano. Difficile pensare che qualcuno lo aspettasse proprio in quel punto. Strano anche, però, che il conducente si sia fermato proprio lì, visto che poco più avanti c’è una piazzola molto più ampia e tranquilla. Ora saranno i periti balistici a dover ricostruire la scena del crimine. Pare che l’arma sia un fucile a canne mozze. Sarà da ricostruire anche la traiettoria dei colpi. Gli agenti della Mobile hanno trovato entrambi i finestrini del camion rotti.
E’ possibile che uno sia stato rotto con un sasso dagli aggressori, mentre l’altro è andato in frantumi dopo essere stato centrato di rimbalzo dalla ‘rosa’ di pallini. Una prima perquisizione della cabina del tir non ha permesso di trovare i documenti della vittima. E’ possibile che i malviventi abbiano preso il portafoglio o che lui li avesse nascosti. Questo ha reso ancora più difficile l’identificazione del cadavere avvenuta solo in serata dalla moglie che lo ha riconosciuto. Sotto choc i colleghi che non riescono a spiegarsi il perché di tanta violenza. Michele Langella, 38 anni di Poggiomarino (Napoli) viene descritto dai compaesani come un bravo ragazzo, gran lavoratore, incensurato e senza problemi.
di VALERIA SELMI

C'è posta per noi… – 28

 

 

Trasportare Oggi  è anche su Facebook!
Stare al passo coi tempi è una regola fondamentale per chi, come noi, si occupa di comunicazione. Non solo nel senso di fornire una informazione sempre puntuale sull’attualità del nostro settore, ma anche in quello di utilizzare i canali più adeguati per veicolarla nel modo più veloce ed efficiente. Canali che, inoltre, ci permettano di avere un feedback immediato da parte dei protagonisti dell’autotrasporto (e non solo), invitandoli ad interagire con noi.
Oggi l’informazione travalica i confini della carta stampata viaggiando (anche) in rete, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie per essere condivisa in un altrove virtuale, nuovo punto di incontro per la comunità digitale. E’ l’ultima frontiera della comunicazione sociale: ogni giorno, ogni ora, idee, opinioni, commenti su qualsiasi fatto rimbalzano sui social network, luoghi privilegiati per la condivisione, il dialogo, lo scambio.
Ecco perché anche Trasportare Oggi ha scelto di aprire una pagina dedicata su Facebook, il più famoso e frequentato tra i social network. Per essere ancora più accessibile, per relazionarsi e confrontarsi con voi. Per aprirsi al mondo.
Non rimane dunque che invitarvi sulla fan page di Trasportare Oggi, sulla quale saranno inoltre rimandati automaticamente i video e le playlist preferite creati sul canale Youtube dedicato alla nostra rivista.
Cliccate numerosi su “Mi piace”! Noi siamo lì ad aspettarvi:

http://www.facebook.com/transpobank#!/pages/Trasportare-Oggi-in-Europa/213543848657022
 
Trasportare Oggi in Europa delfini  

Lady Truck su OGGI e in tv

Ciao Lady

Mercoledì 20 dovrebbe essere il giorno in cui si può trovare un articolo sulla rivista OGGI  su alcune Lady Truck del comprensorio ceramico, un incontro per un pranzo veloce e un simpatico brindisi a cui hanno assistito Celeste e Gughi e… vedremo cosa verrà pubblicato;
 dovrebbe essere trasmesso, a partire da domani, anche un servizio che mi riguarda, su LA VITA IN DIRETTA di Rai1….
Qualcuno potrebbe ripetere che è sempre la mia faccia/storia, con tutte le ragioni, ma ci sono motivazioni e molte di voi le conoscono bene, per chi non condivide o vuole proporsi esiste una email a cui scrivere e si accettano volentieri volontarie…. Ah, dimenticavo, esclusi perditempo, ne abbiamo poco a disposizione e non possiamo sprecarlo.

BUONA STRADA a Tutte!!!

 
 

…BUONA STRADA… – 1

… BUONA STRADA…

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Ciao Lady…

Ripensare a queste due parole che fino a otto anni fa non avevo mai sentito mi fa sorridere… le prime volte che le leggevo in forma di saluto a chiusura dei messaggi di Mony mi facevano pensare ad un buon augurio, successivamente inserite nel nome di questo gruppo e ora le sento sempre più spesso, da tanti, e fa piacere saper di aver contribuito a diffondere un messaggio positivo… , ma mai mi sarei aspettata di trovarle nell’editoriale di Ferruccio Venturoli per salutare i lettori di Professione Camionista: …Buona Strada…

240120111295In questo caso lo interpreto sempre come un augurio a chi continuerà a percorrere le malridotte strade italiane, ed estere, per chi fa quel genere di trasporto… ma la sensazione è la stessa di quando saluti un collega che scende dal camion per andare a fare un altro mestiere…
Il resto del testo spiega meglio, ma non cambia il risultato, non ci saranno più quelle persone che per noi significavano quella rivista, con cui nel tempo avevamo costruito un rapporto basato sulla fiducia, in qualche caso anche più personale…; sarà un nuovo gruppo di persone a costruirlo, non sempre i cambiamenti sono positivi, le novità portano sempre qualche difficoltà di “adattamento” e lasciare la strada vecchia per la nuova… come diceva il proverbio… ; poi ci sono strade nuove, costruite bene, a regola d’arte, altre posate su un fondo non abbastanza battuto e che cedono in poco tempo, non reggendo al passaggio dei mezzi pesanti… Vedremo che tipo di percorso 280120111306condivideremo…
… Buona Strada a tutta la squadra che fin qui ci ha accompagnato & Buona Strada alla nuova.
Buona Strada a tutte quelle persone che attraverso i media cercano di aiutare e collaborare obbiettivamente con questo problematico settore… & Buona Strada a chi la percorre al volante!!!
 
  

Non siamo "carne da macello"!!!

Ciao Lady
da anni diciamo che in caso di morte il camionista deve essere considerato una VITTIMA del LAVORO e non di un incidente stradale, sembra poca differenza perchè non si ridà la vita a nessuno, ma non è così, l'opinione pubblica e le istituzioni devono riconoscere la differenza e devono cambiare atteggiamento, finirla con la loro indifferenza…
Smettere di lasciar passare il messaggio:" Ma faceva il camionista!!" come se comprendesse un'ipoteca sulla vita!

BUONA STRADA A TUTTE/I!!!

Tratto da : CAMIONSFERA


Road Train in stile europeo

Giovedì 03 Febbraio 2011


I convogli stradali lunghi trenta metri e pesanti novanta tonnellate non viaggiano solamente sulle strade australiane. Li potete vedere anche su quelle europee, anche se non proprio sotto casa. Bisogna, andare, infatti, in Svezia, su quelle interminabili strade del centro-nord, percorse sol0 da qualche autovettura e dai camion che trasportano lunghi e pesanti tronchi di legno.

Qua già da anni è consentito un peso totale di 56 tonnellate e si sperimentano lunghezze di 25 metri, con lo scopo di caricare il più possibile ogni veicolo industriale, diminuendo così il numero delle unità utilizzate e, di conseguenza, i costi del trasporto. Ma gli svedesi hanno compiuto un passo avanti, con il progetto One Pile More, ossia "una catasta in più", avviato due anni fa nel nord del Paese, dove il traffico automobilistico è praticamente inesistente (come avviene all'interno dell'Australia). Esso prevede la sperimentazione operativa di convogli da trenta metri e con massa complessiva di 90 tonnellate (che consente una portata di 66 ton). Una soluzione applicata solamente nel trasporto di tronchi, dove porta un risparmio di carburante fino al venti percento, come mostra il primo biennio di test. 

Gli autisti hanno dichiarato che guidare 90 tonnellate non comporta particolari problemi. Lo fa anche una donna autista, Sanna Brännholm: "Confesso che la prima volta che sono salita in cabina di questi convogli ero un po' nervosa. Ora sono arrivata al ventesimo viaggio e questa è diventata la mia seconda natura". Guida un Volvo FH16 da 660 CV nella insolita configurazione prevista per questo tipo di trasporto: una motrice a tre assi aggancia un tandem dotato di ralla, su cui poggia un semirimorchio, e quest'ultimo ha un'altra ralla posteriore per un secondo semirimorchio. Il contachilometri segna già 544mila chilometri, percorsi tutti in due anni e con 90 tonnellate sulle spalle. "Finora, questo veicolo ha trasportato 100mila tonnellate di tronchi tra Överkalix e Munksund, guidato a turno da otto autisti", precisa Sanna. "Il camion è molto comodo e si comporta come ogni altro veicolo pesante. Certo, bisogna stare più attenti ed avere una guida predittiva. Inoltre, bisogna ricordarsi di dare più gas prima di affrontare una salita", spiega Sanna.




La sperimentazione dei Road Train svedesi viene osservata con attenzione anche da altri Paesi che hanno una fiorente industria del legname, come la vicina Finlandia, ma anche la Russia, gli Stati Uniti, il Canada e perfino la stessa Australia, patria dei lunghi convogli stradali. Il partner tecnico del programma è Volvo Trucks, che fornisce i veicoli. Tra i promotori c'è anche lo Skogforsk, ossia l'istituto svedese per le ricerche forestali. Il 13 gennaio 2011, questo ente ha rivelato i risultati della prima metà del periodo di prova: trasportando la stessa quantità di legname dei veicoli tradizionali da 24 metri, i Road Train svedesi hanno una capacità di carico maggiore del 50% e consentono, come abbiamo detto, un risparmio di carburante del venti percento per tonnellata trasportata (quindi, si ottiene anche un taglio del venti percento delle emissioni di CO2). Ciò significa che se il trenta metri diventasse lo standard nel trasporto di tronchi, sarebbe necessario un terzo di veicoli in meno rispetto alla flotta complessiva attuale.© Camionsfera – Riproduzione riservata
 

Quando si muore, si muore soli…

 Ciao Lady

Inizia una nuova settimana e ci auguriamo tutti che sia Buona, per noi stessi e per i colleghi…
Ripensando a quella appena trascorsa e leggendo un post di Mony, mi pongo una domanda, lo sarà?
So che in questi giorni sono pessimista, so anche di avere buoni motivi per esserlo, ma vorrei non trasmettere agli altri questa malinconia… eppure i pensieri corrono, corrono… e non solo a ciò che mi riguarda da vicino, anche a chi affronta un destino avverso… corrono a chi ha perso la vita in solitudine, nella cabina del suo camion, in una posizione in cui avrà riposato tante volte e questa è stata l’ultima… quella scatola di metallo in cui ci sentiamo a nostro agio, che ci ha protegge tante volte, di cui conosciamo ogni centimetro e che per tanti è stata l’ultima cosa che gli occhi hanno visto… ripenso al mio amico Pioppa, che ha perso la vita nel suo 190 Turbostar grigio in Tangenziale a Milano… a Luca rimasto senza ossigeno, causa il riscaldamento autonomo, in una piazzuola direzione Roma una domenica notte e tutti noi della Piastrellawalley siamo passati a fianco ignorando ciò che gli stava succedendo… si poteva svegliare??? A quell’autista di bisarca trovato dopo due giorni in Trentino in un’area di servizio… a quell’autista di una ditta emiliana che il Golfo dei Poeti è stato l’ultima sua meta… e tanti altri…di cui ho sentito parlare o letto,… sicuramente tanti altri di cui non ho mai saputo nulla…

 

http://www.cronaca4.it/cronaca/muore_camionista_agli_stagnoni.htm

 Fabrizio De Andrè ha scritto queste parole, che mi sembrano appropriate per salutare i colleghi:
 

Quando la morte mi chiamerà
 

nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra
amammo in cento l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore, si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore, si muore soli

 

 
Mony ha scritto sul Chiodoblog queste parole esprimendo le sue riflessioni:
 

Andarsene da soli
 

 Io amo fare questo mestiere. Ne ho parlato spesso delle emozioni che mi danno il viaggiare, la strada, l'orizzonte, il motore che canta sotto di me, il baracchino o la radio che mi tengono  compagnia…
Tante cose belle. Ma ci sono anche i risvolti negativi. Non parlo della fatica, perché quella riguarda tutti i lavori. Parlo della fine drammatica che purtroppo capita ad alcuni di noi. E anche questa cosa è comune a tanti lavori, a tutti i lavori. Un incidente stradale può coinvolgere chiunque in qualsiasi momento della giornata. E riempie sempre di tristezza anche se è una cosa che teniamo in conto. Anche l'infortunio al momento delle operazioni di scarico/carico, a volte tutte le misure di sicurezza non sono comunque sufficienti a salvarti la vita… perché l'imprevisto è sempre in agguato. Le chiamano morti bianche…per me sono solo morti…sempre.
Ma c'è una cosa che mi ha lasciato sempre sgomenta, è quando qualcuno viene ritrovato morto in cabina… in quella cabina che per tante ore è la nostra casa, il luogo dove viviamo, dove a volte mangiamo, dove spesso dormiamo, quel luogo che ci da sicurezza e sembra proteggerci dal mondo fuori. E' notizia di pochi giorni fa di un collega ritrovato morto nel suo camion a Spezia, ma quanti come lui ? Anche amici miei… anche giovani… dal sonno al sonno eterno. Rimangono solo i ricordi e la domanda: avrà capito ? Avrà sofferto ? Lo so che anche queste cose non capitano solo ai camionisti… ma a volte la solitudine non è una bella compagnia e andarsene via cosi, da soli,  mi sembra una cosa troppo triste… e oggi sono veramente triste…  saranno il cielo grigio e la nebbia che sta calando che mi fanno fare questi pensieri… Buona strada a tutti i colleghi. Sempre.

Scritto da:Ironduckmoni sabato 15 gennaio 2011, h 16:00

    Non cerchiamo di dare più valore alle vite di chi fa questo mestiere, solo che passando ore, giorni… sul camion è possibile che il destino ci riservi di passarci anche l'ultima… e potrebbe essere tra l'indifferenza dei passanti, perchè non c'è niente di strano in un camion parcheggiato… e se c'è qualcosa di anomalo, il luogo,l'ora, la posizione del mezzo… tanto…, è solo un Camionista!  
Grifo Arancio