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Una donna, un libro, una camionista…

Io sono sempre alla ricerca di tutto ciò che riguarda il nostro mondo. Che siano articoli di giornale, documentari, video, film, libri, ecc, ecc. I miei amici lo sanno e cosi se capita mi danno una dritta, mi segnalano le loro “scoperte”.

L’ultima in ordine di tempo me l’ha data Seba, un collega del TOTM.  Si tratta di un romanzo, “La Vergine”,  di Tiziana Di Francesco. Mi aveva detto che lo stava leggendo e che gli piaceva, che era la storia di una donna camionista e motociclista. Come faccio sempre, ho chiesto a mio fratello di ordinarmelo su ibs, ed è iniziata l’attesa della consegna….

Nel frattempo Seba è venuto in contatto con la scrittrice (potenza dei social!) e poi mi ha messo in comunicazione con lei, ci siamo telefonate un po’ di volte, abbiamo scoperto di essere sulla stessa lunghezza d’onda. Le ho chiesto alcune cose del libro prima ancora di averlo ricevuto. Ero curiosa di sapere come mai al suo personaggio aveva scelto la professione di camionista e lei me lo ha spiegato.

Giovedì sera quando sono rientrata  c’era il libro che mi aspettava. Ho cominciato subito a leggerlo, ero curiosa, ma poi la stanchezza ha avuto il sopravvento (ero sveglia dalle tre!!).  L’ho messo in borsa convinta di avere tempo la mattina dopo in quanto dovevo fare la prima consegna in una GDO… ma hanno cambiato sistema e in poco più di mezz’ora mi sono registrata, sono entrata SUBITO e in 13 minuti mi hanno scaricato, controllato la merce,  sono andata a ritirare le bolle e sono uscita. Di solito li ci stavo 2 / 3 ore… Niente tempo per leggere per il resto della giornata. In compenso ho finito prima del solito. Sono rientrata presto, ho appoggiato il libro sul letto e sono andata a sistemare la spesa appena fatta. Una rinfrescata e poi finalmente relax e tempo per la lettura.. ma come ho ripreso in mano il libro AAARGHHH!!! “Chi è stato?” ho inveito in direzione dei miei tre gatti che mi guardavano indifferenti , uno di loro, credo la Sheila, aveva pensato di farsi le unghie sulla copertina!! Per fortuna era quella dietro, ma è irrimediabilmente rovinata. Pazienza, ormai il danno è fatto, non so come mai le è venuta in mente una cosa simile: ho libri ovunque in casa e non li hanno mai toccati. Forse perché sapeva che nel libro c’è una gatta nera come lei?  Per sabato pomeriggio l’avevo finito. Circa 400 pagine di emozioni . La protagonista fa la camionista , ma la storia non è incentrata sul nostro lavoro, bensì sul motivo che l’ha spinta a farlo per “sfuggire” alla vita.

Non è una storia di passione per questo mestiere, è una storia di emozioni, molto femminili, di sentimenti che riaffiorano. Di speranza che ritorna aprendo la strada al futuro dopo un passato “dark” come la protagonista sempre vestita di nero.

Non vi dico altro, perché i libri bisogna assaporarli pagina dopo pagina: bisogna entrare nella storia e lasciarsi prendere dagli eventi  narrati. Ridere e piangere e preoccuparsi insieme ai personaggi, cercare di capire le loro scelte, condividerle o chiedersi perché le hanno fatte.

Buona lettura e buona strada sempre!

https://www.ibs.it/vergine-libro-tiziana-di-francesco/e/9788833667188

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Un libro…d’epoca!

 

Girando tra le bancarelle della Mostra scambio auto, moto, bici d’epoca a Busto Arsizio, mi sono imbattuta in questo libricino.
Sono circa 250 pagine… un testo “per prepararsi all’esame di Conduttori di autocarri Diesel”.
Anno 1942…ho iniziato a leggerlo, credo che mi ci vorrà parecchio perchè è abbastanza tecnico però è un pezzo di storia dell’autotrasporto!
Praticamente risale agli anni in cui fu realizzato “Fari nella nebbia”, il primo film sui camionisti girato in Italia.
Anche allora c’era da studiare!

Ho pubblicato la foto della copertina su YT, e con mio grande piacere un amico mi ha lasciato questo bellissimo commento “storico”! Gli ho chiesto il permesso di pubblicarlo anche qui per condividerlo con tutti voi:

“Ciao Monica, è bello rivederti, se tu dovessi vedere il mio volto ora, noteresti un sorriso di gioia che non finisce più e a dire il vero sono anche un poco emozionato. Questo libro? No direi documento storico, libro è poco. Mi ricorda i racconti di Domenico mio ex collega di lavoro quando negli anni “70” a me ventenne raccontava quando nel “45” per andare a Napoli da Bologna con il 3RO e un piccolo rimorchio impiegava 3 giorni lui e un altro conducente lungo strade ancora bombardate, e assieme alle strade anche qualche ponte, seguendo a volte itinerari.alternativi o passaggio di guadi, salite a meno di 5 orari, prima ridotta, e in discesa freno motore, marce basse per non perdere il controllo del camion, utilizzo dei freni con criteri di prudenza e saggezza per non scaldare troppo i tamburi e prepararsi ad una triste fine. In Africa durante la guerra era capace di smontare il motore mentre erano in viaggio. La dinastia dei camionisti se ne guardiamo la storia, i singoli fatti da loro vissuti, è una dinastia di grandi personaggi, che davanti alle difficoltà non si sono mai arresi, semmai combattendo in silenzio la loro battaglia. Domenico mi raccontava che fra di loro a quei tempi bastava una parola, osservare in silenzio per capire, ascoltando chi chiedeva aiuto, una vita fatta di fatiche, imprevisti, dove in certi momenti una decisione presa al momento poteva risultare fondamentale e solutiva. Poi la neve, il ghiaccio, grosse catene che usate inappropriatamente a pieno carico potevano recare anche grossi danni, attese prima che le strade potessero essere percorribili, ecco cosa raccontava Domenico di quegli anni lontani mentre ricordava il suo camion che lentamente saliva lungo la Futa-Raticosa! Sonno, stanchezza, caldo, freddo, e poi? A destinazione scaricare le merci a braccia con l’aiuto quando vi erano, di qualche facchino locale. La nostra storia in parte è anche questa, non dimentichiamo questi eroi della strada che spesso l’intelligenza ha permesso di superare grosse problematiche. Domani ti dirò che sarò in strada pure io, andrò in Puglia per una breve vacanza, e in autostrada e non solo sono abituato ad usare le segnalazioni laterali con tempestività che ritengo una forma di educazione nei confronti del mio prossimo, anche se ultimamente mi hanno comunicato che le “frecce” sono cose da pellerossa e non da utenti stradali. Mah!!! Tuttavia ti auguro una buona settimana, e ti ringrazio abbracciandoti per aver risvegliato in me una serie di ricordi che pensavo fossero andati perduti. Buona strada e occhio vivo sempre Mario. Da Bologna”
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Persone di prima necessità

Ci hanno messo un po’ a consegnarlo dopo averlo ordinato, ma alla fine il libro  è arrivato: “PERSONE DI PRIMA NECESSITA’” (Quando la pandemia rese bello il camionista) di Alfonso Santolero (Edito da Federservice – Uomini e Trasporti).

E’ soprattutto un libro fotografico, corredato di testi (in italiano e inglese) a completamento delle situazioni raccontate dalle immagini.

Si divide in due parti: nella prima (Sovraccarico) le fotografie immortalano  gli attimi, quelli nuovi, creati dalla pandemia, nuovi problemi che si sono aggiunti alla quotidianità degli autisti, già problematica di suo con tutto quello che c’è da rispettare in termini di “doveri”, soprattutto quando si arriva a destinazione.

Perché sappiamo bene che in molte aziende già ci veniva negato l’accesso ai servizi (bagni, distributori di bevande, ecc,,,) ancora prima della pandemia,  poi le cose sono peggiorate e ai doveri si è aggiunta la totale negazione dei diritti, anche quelli minimi. E questo nonostante in quei mesi i camionisti venivano chiamati “eroi”, perché non si erano fermati, avevano continuato a trasportare i beni necessari alla popolazione.

Lo spirito di adattamento della categoria ha dovuto superare i problemi: pranzi in cabina, ancora più lunghe attese, distanziamento, sanificazione, nuove burocrazie (autocertificazioni, ecc…) mascherine, solitudine amplificata… il camionista è abituato ad affrontare tutti gli ostacoli che trova sulla sua strada, probabilmente mugugnando ma senza fermarsi…

La seconda parte del libro (Coppie motrici) è una serie di ritratti di autisti e autiste, abbinata alla tipologia di lavoro effettuata e di merce trasportata.

Da amante della fotografia posso dire che mi è piaciuto. L’autore/fotografo racconta di 7000 km di autostrade e 800 miglia nautiche percorsi facendo riprese, incontri e telefonate, giornate a contatto con autisti, responsabili dei trasporti, ecc, nei piazzali e negli uffici delle aziende.

E poi la post produzione, 50 giorni seduto davanti a un computer a scegliere tra le immagini e scrivere testi, per riuscire a comunicare quello che questo progetto voleva trasmettere: la pandemia ha reso bella l’immagine dei camionisti che non si sono mai fermati garantendo il bene comune, ma in realtà gli autotrasportatori hanno sempre avuto questo ruolo nella società solo che non gli è stato mai riconosciuto.

 

https://www.uominietrasporti.it/dopolavoro/persone-di-prima-necessita-un-libro-per-raccontare-lutile-bellezza-dellautotrasporto-2/

 

Buona strada e buona lettura a tutti!

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Il libro di Laura

 

Sul sito TIMOCOM potete trovare il libro della nostra collega-blogger Laura Broglio!

Vi metto il link da cui potrete scaricarvelo in formato pdf :

https://www.timocom.it/libro-siamo-carichi

E se volete saperne di più:

https://www.trasportoeuropa.it/notizie/autotrasporto/k44-podcast-una-donna-in-cabina-si-racconta/

Complimenti a Laura!

Io me lo sono già scaricato!

Buona strada sempre!

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ROUTIERS

 

ILS SONT PARTOUT SUR LE ROUTES

ILS ROULENT DE  JOUR COMME DE NUIT, POUR LIVRER A’ TEMPS

ILS SONT INDISPENSABLES A’ L’ECONOMIE, MAIS SE SENTENT MEPRISES

SANS LE ROUTIER TOUT S’ARRETE

MAIS QUE SAIT-ON D’EUX?

 

“Routiers” è un libro inchiesta realizzato da Jean-Claude  Respiengeas,  pubblicato nel 2020 in Francia.

L’avventura di questo libro comincia quando nel gennaio 2019 il suo editore lo manda a “L’Escale Village” il più grande resto routier di Francia, a Dèols, vicino Chateauroux. Doveva descriverlo dall’interno, vedere come funzionava questa struttura aperta giorno e notte dal 1937. Li naturalmente incontra molti camionisti, comincia a parlare con loro, prima sono un po’ diffidenti ma poi cominciano a raccontargli com’è la loro vita. Ben presto si rende conto che c’è una parola ricorrente in tutti i loro discorsi: “le mépris”, il disprezzo. E’ come si sentono loro. Cosi decide di approfondire la conoscenza di quel mondo in movimento, ai più sconosciuto, privato di attenzioni, di solidarietà, di compassione. Impiega un anno a realizzare il suo progetto. Ad ogni stagione sale in camion con uno di loro per più giorni, condivide lo spazio della cabina, ascolta le loro storie.

In primavera parte con Annick “Toupinette” che trasporta container tra Le Havre e Parigi, poi d’estate va con Pierre “Pierrot 64″, in autunno con Bruno, uomo di poche parole ma dette al momento giusto, e infine d’inverno con Malfleury “Maya 972” che fa la linea notturna. Con loro affronta sia lunghe giornate in viaggio che lunghe attese agli scarichi, scopre le varie problematiche che devono affrontare tutti i giorni, i tempi che devono rispettare, sia quelli di consegna che quelli di guida, Scopre la realtà di un mondo sempre più difficile, con troppa concorrenza, non sempre leale, troppi problemi. Ma scopre anche che tutte queste persone sono legate al camion dalla passione per questo mestiere. Nonostante tutto.

A completamento dei diari di bordo ci sono altri capitoli che spaziano in tutto il mondo dell’autotrasporto, raccontando la sua storia  dagli inizi con i primi rudimentali camion ai giorni nostri, ci racconta dell’evoluzione della logistica, della gestione delle imprese di autotrasporto, sia grandi che piccole.

Raccoglie le testimonianze di alcune camioniste del passato che hanno dovuto lottare contro i pregiudizi per riuscire ad ottenere il diritto di guidare un camion.

Racconta la storia di Max Meynier e del suo mitico e seguitissimo programma radiofonico “Les routiers sont sympa” in onda tutte le sere su RTL a partire dai primi anni ’70 fino alla sua scomparsa.

Ci parla dei ristoranti “Les routiers” che devono il nome all’omonima rivista di autotrasporto.

Descrive la situazione degli autisti dell’est impiegati dalle aziende dell’ovest per abbassare i costi e rimanere concorrenziali…i cosiddetti schiavi della strada.

Affronta il problema della mancanza di autisti: i giovani non vogliono più fare questo mestiere.

Va anche ai raduni a conoscere chi invece di  passione ne ha ancora pieno il cuore.

Incontra Jennifer Janiec, autista e pilota di camion da corsa nel campionato nazionale.

Racconta la storia del camion mito per i francesi: il Berliet. Marchio ormai scomparso (inglobato in Renault Trucks) per poi volgere lo sguardo al futuro, ai mezzi sempre più tecnologici, alla transizione ecologica.

Sono più di 400 pagine che, a mio parere, meritano di essere lette. Se conoscete un po’ il francese ve lo consiglio, per conoscere un po’ la storia e per fare un confronto con la realtà italiana, che non è poi cosi diversa come crediamo noi.

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Arrivano!!!!

 

La distribuzione del nostro libro “Soprattutto camioniste” è cominciata: tanti pacchi sono  stati spediti e tanti sono già arrivati a destinazione!

Queste foto sono di alcune delle colleghe che hanno partecipato con la loro copia nuova nuova tra le mani!

E’ per noi una grande gioia essere riuscite a portare a termine questo progetto e un immenso grazie va a tutte le ragazze/colleghe che hanno collaborato raccontando le loro esperienze di vita, i loro sogni, le loro emozioni, i loro problemi, il loro mondo visto dalla cabina di un camion!

 

Grazie a tutte e buona strada sempre!

Se siete interessati a riceverne una copia scriveteci alla nostra e-mail [email protected]

e vi spiegheremo come fare!

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Perchè scrivere un libro?

 

 

Perché scrivere un libro sulle camioniste?

Perché volevamo creare una sorta di diario di bordo delle esperienze, delle emozioni, delle gioie e delle difficoltà che le donne che hanno deciso di fare questo mestiere hanno dovuto affrontare nel corso degli anni. Non è sempre facile diventare una “donna camionista”. Sono ancora tanti i pregiudizi e gli stereotipi legati a questo mestiere.

Nel 1998 una rivista femminile fece un sondaggio da cui risultò che il sogno delle italiane  era di fare la camionista. La qual cosa suscitò molto stupore nell’opinione pubblica.

Alcuni anni dopo, nel 2011, un’altra inchiesta mise in evidenza che sempre più donne svolgevano lavori considerati fino ad allora prettamente maschili: fabbre, camioniste, calzolaie, ecc.

A distanza di altri dieci anni, stando alle statistiche, il numero delle donne camioniste non è però aumentato di molto.

Siamo ferme al 2% del totale degli autisti. Non sappiamo quale sia la fonte esatta di questo dato, se fa riferimento alle patenti superiori attualmente in corso o ad altre cose.

La cifra sembra si aggiri sulle 2000 persone, e comunque il 2% vorrebbe dire che ogni cento camion che incrociamo, due dovrebbero essere guidati da donne. Provate a guardare nelle cabine se questo dato corrisponde alla realtà…

Il lavoro del camionista è da sempre considerato un lavoro da uomini, perché ci vuole la forza fisica – ora un po’ meno, almeno per guidare – perché è faticoso e impegnativo, comporta anche lunghe trasferte lontano da casa, notti passate in cabina, dover affrontare intemperie, neve, gelo, freddo d’inverno, ma anche il caldo estivo, le lunghe attese nei luoghi di carico/scarico e tutte le operazioni per effettuarli, come legare, aprire e chiudere centine piuttosto che attaccare tubi alle cisterne, ecc, ecc, e poi occuparsi della documentazione, sapersi destreggiare in ogni situazione.

Insomma, secondo gli uomini, queste non sono “cose” da donne…

E invece… invece nel corso degli anni ci sono state donne che hanno sognato di farlo questo mestiere e donne che ci sono riuscite, sono salite in cabina e ci sono rimaste, chi per brevi periodi, chi per tutta la loro vita lavorativa.

(….)

 

Questa è una delle prime pagine del libro…. poi continua con i 52 racconti scritti dalle ragazze del gruppo corredati da tante fotografie…

Se siete interessati/e a leggere le nostre storie scriveteci una mail all’indirizzo [email protected]

e vi daremo tutte le informazioni necessarie!

Buona strada sempre!

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Il nostro libro!

 

 

Ce l’abbiamo fatta!

L’abbiamo stampato il “nostro” primo libro!

Le storie di 52 ragazze del gruppo,

per descrivere la vita delle camioniste italiane!

 

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Eccolo!

 

Finalmente è pronto!

Prossimamente vi dirò tutto!

Per ora l’anteprima della copertina!

Grazie di cuore a tutte le partecipanti!

Buona strada sempre!!!

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Un libro: Storie di uomini “straordinari”

 

Rieccomi a parlare di un altro libro dedicato al mondo dell’autotrasporto. Questa volta non si tratta di un romanzo e nemmeno di un’inchiesta. Non è neppure un libro nuovo, è stato pubblicato una decina di anni fa. Questo libro, scritto da Gianni Storari e Luigi Zusi, è una raccolta di tante storie. Sono le storie degli uomini e delle famiglie delle aziende di autotrasporto del veronese. Si intitola “Storie di uomini straordinari”, perché racconta la fatica, l’impegno, le speranze e a volte le delusioni che hanno dovuto affrontare questi uomini per creare e portare avanti la propria attività di autotrasporto.

Ci sono anche delle belle foto d’epoca in bianco e nero. A leggerlo vengono in mente le livree di molti camion che si incontrano sulle nostre strade e autostrade, ci sono tanti nomi noti e altri un po’ meno. Magari chi è della zona li conosce tutti!

Vi parlo di questo libro perché leggendolo, in mezzo a tante storie di uomini ce n’è anche una di una donna “straordinaria”! Lei si chiama Erminia e lavorava nell’impresa familiare.

Il suo esordio non fu semplice, siamo negli anni ’70, dopo aver frequentato i corsi e superato gli esami non le arrivava la patente… scopri che la sua pratica era stata archiviata pensando si trattasse di un errore, di uno scambio di persona, non credevano che una donna potesse fare la camionista! Risolto il problema poté iniziare a viaggiare. Ma la prima volta che si presentò alla Falk di Milano per scaricare non volevano far entrare una donna al volante di un camion. Cosi lei fu costretta ad andare a cercare il direttore per risolvere la situazione!

Non c’è da stupirsi di quello che le capitò, visto che ancora oggi, a distanza di tanti anni e nonostante il numero delle donne camioniste sia cresciuto parecchio da allora, veniamo spesso guardate con meraviglia e a volte con “sospetto”.

Buona strada a tutte sempre!

Questo è il link su ibs:

https://www.ibs.it/storie-di-uomini-straordinari-viaggio-libro-gianni-storari-luigi-zusi/e/9788895351377

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