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Posts Tagged "libri"

“In bilico”

 

Oggi vi parlo di un libro, un romanzo “speciale”. Nelle mie ricerche sul mondo dei camion nel web, mi sono imbattuta in questo titolo: “In bilico”. Sono andata subito a vedere: è edito da “Il mio libro”, scritto da Marco C. Roi. Sulla copertina, sotto il titolo c’è scritto “Racconto di un viaggio su quattordici ruote (due di scorta), e la foto di uno Scania bilico.

Il mio pensiero immediato è stato: “Lo voglio leggere!”

Cosi me lo sono fatta ordinare da mio fratello e in meno di una settimana è arrivato. Nel sito si potevano leggere le prime pagine e me le ero già divorate… ma appena è arrivato me le sono rilette tutte perché…perché c’erano frasi che mi appartenevano. E in questi giorni ogni minuto libero l’ho dedicato alla lettura del libro.

“Della vita del camionista non c’è nulla da temere, se non la possibilità di non poterne più fare a meno”.

Inizia cosi questo libro, ed è bello. E’ bello perché è la storia di un ragazzino, soprannominato Jonathan (come il famoso gabbiano) che viaggia in camion con Luiss.

E Luiss, prima che un camionista è un UOMO. E si prende la briga di portare in viaggio con se, ogni volta che gli è possibile questo ragazzino che ha un padre violento e alcolizzato. Lo porta con se e gli insegna tutto quello che c’è da sapere sul mestiere del camionista, tutti i trucchi e i segreti della guida, come posizionare un carico, ecc.. Ma soprattutto gli insegna a vivere. Gli insegna la STORIA, quella stessa storia che a scuola era una materia noiosa, gliela spiega portandolo in viaggio per le città europee dove la storia ha lasciato il segno. E gli fa conoscere la musica degli anni 60/70 da Jim Morrison con i Doors a Janis Joplin, dai Who ai Pink Floyd ai CCR e tanti altri. Canzoni che diventeranno la colonna sonora della sua vita.

Non vi dico altro, solo che ho pianto e riso insieme ai protagonisti, e mi è piaciuto leggerlo e ho riascoltato le stesse canzoni che ho amato in gioventù e…

E ve lo consiglio, e ringrazio di cuore l’autore per averlo scritto.

Buona strada Marco C. Roi !

Questo è il link:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/383520/in-bilico-4/#commenti

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“Un camion dans la tete”, un libro di Carole Pither

 

Il libro di cui vi parlo oggi non è recente, anzi, risale al 2003. Ma poiché ho appena finito di leggerlo non potevo scriverne prima. Mi è stato regalato, con mia grande gioia da uno dei miei fratelli. Si intitola “Un camion dans la tete”, scritto da Carole Pither. E’ la storia di una passione. La passione che lega i camionisti francesi, anzi tutti i camionisti nel mondo, ai loro camion, al loro mestiere. Da allora probabilmente molte cose sono cambiate sulle strade d’Europa e non solo, ma la passione credo faccia ancora parte della vita di tanti routiers,

L’autrice del libro è una giornalista che ha passato un paio d’anni in viaggio con vari camionisti condividendo con loro la cabina, i problemi, le strade, le gioie e i dolori della vita on the road. E si è appassionata cosi tanto da voler prendere la patente per i mezzi pesanti per poter comprendere meglio cosa unisce questi uomini e queste donne (poche, ma ci sono anche loro nel libro) al loro camion, al loro stile di vita. Per poter provare la sensazione di essere alla guida di un camion. Per capire questo “mondo a parte” dal di dentro e non da semplice spettatrice. Naturalmente è scritto in francese e purtroppo non c’è la versione italiana. Per leggerlo ogni tanto ho avuto bisogno del vocabolario, ogni tanto ho intuito il senso delle frasi, di sicuro ringrazio la mia prof di francese per i suoi insegnamenti ai tempi della scuola!

Il primo viaggio Carole lo fa in compagnia di Didier, a bordo di una bisarca diretta in Ucraina. Estenuanti attese alle dogane, in colonna per ore e ore e senza nessun servizio igienico a disposizione… e povertà ovunque intorno a loro. Poi viaggia su un camion frigo decorato, guidato da “Cherokee” l’indiano, molto conosciuto nel mondo dei raduni, dove va a incontrarlo per la prima volta. Poi è la volta di Annie, con lei va dalla Francia all’Inghilterra e ritorno. Annie è la presidentessa del gruppo “La route au feminin” che riunisce le camioniste francesi. Doveva fare un altro viaggio in compagnia di una donna, Monique, sulla rotta per la Spagna, ma un drammatico incidente in cui la routiere resta vittima finendo in ospedale (un’automobilista si addormenta al volante, fa un salto di corsia e vola contro la cabina del suo camion) glielo impedisce. Va comunque a incontrarla e le confida il suo sogno di voler fare la patente, non per diventare camionista a sua volta, ma per capire meglio il mondo dei camionisti da cui è sempre più affascinata. E naturalmente porta a termine il suo progetto.

Altri viaggi li fa in giro per il mondo: in Canada a bordo di un magnifico Peterbilt California 379, e in India a bordo di un Tata che trasporta tè a Calcutta, un mondo completamente diverso. Tornata in Europa viaggia su un camion che trasporta bestiame dagli allevamenti ai macelli.

E mentre viaggia prende appunti, cerca di capire, si pone domande, si rende conto di aver imparato molto sul mondo dell’autotrasporto, sulle varie tipologie di mezzi, ecc, ma una giornalista senza anima non ha più valore di una comune macchina da scrivere. Quello che conta è l’aspetto umano, arrivare a capire, cercare di scoprire qual è la fonte dell’ossessione per la strada che unisce  i camionisti di tutto il mondo. E perché ai camionisti non importa accogliere gli estranei nel loro mondo a parte.

I viaggi continuano e cosi si ritrova a percorrere le rotte del Medio oriente con i pochi camionisti europei che ancora vi si avventurano, uomini duri e solitari. Poi una brutta disavventura sembra infrangere il suo ideale: forse i camionisti non sono tutti brava gente. Ma nell’ultimo viaggio, quello con Pete, si ricrederà…

Ci ho messo tanti anni per avere l’opportunità di leggerlo, ma devo dire che ne è valsa la pena, se masticate il francese io ve lo consiglio, chi è camionista si riconoscerà in molte situazioni narrate nel libro, chi non lo è forse capirà qualcosa di più di un mondo che è intorno a tutti noi ma per molti versi sconosciuto.

Buona lettura e buona strada sempre!

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Camioniste scrittrici!

 

 

Sono sempre curiosa per tutto quello che riguarda il variegato mondo dell’autotrasporto, soprattutto nel lato “rosa” della professione. Negli ultimi mesi ho già recensito alcuni libri scritti da colleghe o con loro protagoniste. Oggi ve ne voglio presentare altri due che ho appena ricevuto (grazie a mio fratello che mi supporta negli acquisti on line in cui io sono negata!).

 

 

 

Il primo è stato scritto dalla camionista più famosa in Europa, lo è perchè oltre ad essere una brava camionista ha un canale You Tube, è  molto social e molto bella. Avrete già capito che sto parlando di Iwona Blecharczyk, il libro si intitola “Trucking girl” e purtroppo (per me) è scritto in polacco, la sua lingua madre. Per leggerlo mi dovrò affidare al traduttore di google, ma sarà una faccenda lunga! Sono più di 300 pagine! Per fortuna ci sono anche tante fotografie dei suoi viaggi e non solo.

 

 

 

Il secondo è di un’altra giovane camionista, questa volta americana. Lei si chiama Debra Fuseini, ha anche lei un canale You Tube (Skimp Dee) e in questo video parla del suo libro:  https://www.youtube.com/watch?v=hGq5kP5HRuo 

Il titolo è “Trucking is a man’s job… Says who?

Credo che ci metterò meno a leggerlo, è più corto e un pò di inglese lo “mastico”… è un pò una guida al mondo del “trucking” negli USA, visto con gli occhi di una donna.

 

 

Ora non mi resta che cominciare…. non prima però di aver ringraziato le colleghe per aver dedicato parte del loro tempo libero alla scrittura!

Buon fine settimana a tutte e tutti e buona strada sempre!

 

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“Gardel”, un libro

 

Si intitola Gardel – la mia vita sulla strada” questo piccolo libro di Francesca Ivol, lo sto leggendo ed è molto poetico, lo è come solo i racconti di un camionista che ha vissuto la strada con passione possono essere. E’ tutto li il segreto, amare quello che si fa e ricordarsi soprattutto le cose belle relegando i brutti ricordi in un angolo. La stada fa vivere una vita che altrimenti ci sarebbe preclusa, ma sta a chi la vive capirla.

Io leggo tutti i libri di camionisti che riesco a trovare, anche questa è una passione!

Se vi interessa questo è il link dell’editore:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/387759/gardel-6/

E questa la presentazione “ufficiale”:

Gardel è un camionista argentino, figlio e nipote di camionisti, nato sul camion e cresciuto tra i motori. Ha una passione: scrivere le straordinarie avventure che vive sulla strada. Leggendo il suo diario ci perderemo in un mondo meraviglioso, sogneremo davanti ai paesaggi unici dell’Argentina degli anni Settanta, fuggiremo dagli alieni, cercheremo punte di frecce indiane sulle montagne, vedremo balene, pinguini e fantasmi, guideremo per migliaia di chilometri ridendo, piangendo e amando con lui ed il suo camion.

 

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38 tonnes de souvenir en vrac – Un libro Fantastique!

 

Vi è mai capitato di pensare qualcosa, di scriverlo su un quaderno, che fosse un’idea, un opinione, un ricordo, una considerazione e poi di ritrovare quelle stesse parole scritte pressoché nello stesso modo nelle pagine di un libro piuttosto che di un articolo su una rivista? Parole pensate e scritte da una persona che non avete mai conosciuto.

E’ quello che mi sta capitando leggendo il libro “38 tonnes de souvenirs en vrac” di Lilyane Slavsky detta “Fantastique” (Editions Cany). Qualche mese fa avevo linkato qui nel blog un articolo che raccontava la sua storia, di lei sapevo che era famosa in Francia in quanto una delle prime donne camioniste in quella nazione.

Ora lei ha scritto questo bellissimo libro di memorie corredato con tantissime foto che la ritraggono insieme ai camion che ha usato e altrettante foto di camion d’epoca che lei amava fotografare da ragazza. Alcuni di marchi sconosciuti in Italia!

Mi ritrovo a leggere i suoi racconti di vita e a confrontarli con le mie esperienze, ma soprattutto mi ritrovo a condividere al 100% i suoi pensieri su quello che è il nostro mestiere. La leggo con ammirazione perché quello che lei ha dovuto affrontare  per farsi strada in un mondo maschile e maschilista è stato ben diverso da quello che è capitato a me, i miei inconvenienti sono all’acqua di rose in confronto ai suoi, dovuti soprattutto all’epoca in cui ha cominciato, anni in cui io stavo ancora imparando a camminare!

Ma l’amore a 360° per i camion, la passione per questo mestiere, l’entusiasmo mai sopito dal primo all’ultimo giorno della sua carriera al volante di un poids lourd sono gli stessi che provo anch’io, e credo anche molte di voi.

E’ bello pensare che ci sia un filo invisibile che unisce generazioni di persone, che gli fa provare gli stessi sentimenti e le stesse emozioni, creando una sorta di continuità nel tempo e nello spazio.

Quelle che leggo sono le sue avventure, sono le sue considerazioni, ma tra le sue parole ritrovo i miei stessi pensieri, il mio stesso amore per i camion. Mi piace credere che me li abbia trasmessi, non so come, non so quando, ma mi viene spontaneo di ringraziarla per avere aperto la strada  con il suo coraggio e il suo entusiasmo (insieme ad altre poche donne)  a tutte le ragazze che dopo di lei hanno intrapreso la carriera di camioniste. Quello che ancora oggi non è del tutto normale, cioè vedere una donna alla guida di un camion, in quegli anni era veramente “fantastico”!

Se conoscete un po’ di francese e amate il mondo dei “routiers” questo libro è per voi, ve lo consiglio con tutto il cuore!

Buona lettura a tout le monde!

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CB Filomena – di Carmela Bruscella

 Girando nel web ho trovato questo libro:  “CB Filomena” di  Carmela Bruscella.

 


L’ho ordinato, mi è arrivato ieri  e ora lo sto leggendo. E’ un romanzo in cui c’è  la storia di una donna camionista… ma non vi dico di più…

Questo è il link:

https://www.letteraturaalternativa.it/shop/narrativa-italiana/cb-filomena-carmela-bruscella/ 

e questa è la descrizione che c’è sul sito:

Quando si pensa alla parola camionista, solitamente si immagina un
uomo muscoloso che possa domare un autotreno da centinaia di quintali. E
invece, esistono donne camioniste che guidano ogni giorno il proprio
mezzo, percorrendo migliaia di chilometri in lungo e in largo per
l’Italia e non solo. Ancora oggi esistono dei pregiudizi su questo
argomento, per cui è facile immaginare quali potessero essere negli anni
Settanta e Ottanta, quando le donne lottavano attivamente per avere i
minimi diritti nella società e certi lavori erano svolti solamente da
uomini.
Per Filomena fu proprio così.
Fin da piccola aveva avuto la passione per il camion e già guidava il cingolato con fierezza.
Era una donna forte nell’affrontare ogni ostacolo della vita. Moglie e
mamma di due maschi che hanno, fin da piccoli, manifestato la volontà di
fare gli autotrasportatori.
Filomena, a cui spesso i forzuti colleghi maschi dicevano “sei una
forza, sei grande”, orgogliosa del suo lavoro, ha sempre affrontato la
vita con un sorriso e con l’appoggio incondizionato di suo marito,
compagno fedele.

 

Informazioni aggiuntive

Isbn: 978-88-31468-09-1
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 84
Dimensioni: 15 x 21

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Un libro, un’autostrada, una coincidenza…

Lunedì, 18 maggio, stavo andando nelle Marche. Siccome le mie ore di guida finivano li, mi sono fermata all’area di
servizio Bevano. Ho cenato in cabina, perché a me cenare da sola seduta ad un tavolo mette tristezza. Poi sono andata a fare un giro dentro l’autogrill. L’ho visto negli scaffali, quel libro. A dire il vero l’avevo già notato un’altra
volta ma non l’avevo preso. Questa volta si. L’ho rigirato tra le mani, sfogliato, letto qualche riga… e sono andata alla cassa a pagarlo. Cibo per la mente invece di cibo per lo stomaco. L’economia gira anche cosi…

 

Sono tornata in cabina e ho cominciato a leggerlo. 
“La strada dritta” di Francesco Pinto, (http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3722841 )è un romanzo che narra la costruzione dell’Autostrada del Sole. Ci hanno messo otto anni per costruire settecentocinquantacinque chilometri di autostrada partendo dal… niente!!!
Infatti all’inizio del libro è riportata questa frase:
“C’è stato un tempo in cui si
Facevano le cose impossibili.
C’è stato un tempo.”
Non è un libro nuovo, anzi, la prima stampa è del 2011, ne hanno fatto anche una miniserie TV, (che io non ho visto perché non guardo mai la televisione), però , citando una canzone che si ascolta in questi giorni : “una storia che non conosci non è mai di seconda mano”…
Ho letto i primi tre capitoli e poi ho dormito. Bisogna farlo, di dormire, se no le giornate al volante poi si fanno pesanti.
La mattina dopo ho continuato il viaggio e sono arrivata a destinazione. Dovevo aspettare il mio turno per scaricare. Cosi ho continuato la lettura.
Nel quarto capitolo si narra dell’inaugurazione dei lavori, a San Donato Milanese, dove in mezzo al nulla era stata posta una stele di marmo bianco su cui era inciso semplicemente:
“Autostrada del Sole –
Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli”  e la
data,  “19 maggio 1956”
.
Martedì era il 19 maggio 2015, esattamente cinquantanove  anni dopo quel giorno… che strana coincidenza, ho pensato, sottolineando quella frase.
inaugurazione
Poi ho continuato a leggere.. l’ho fatto in ogni momento di pausa, affascinata da quel racconto, perché sull’Autostrada del Sole io ci ho vissuto e ci vivo tuttora, anche se oramai non la percorro più tutta come una volta, e leggere di come è stata costruita, dei problemi che hanno affrontato, della voglia di farcela a tutti i costi rispettando i tempi previsti (oggi impensabili, nonostante abbiamo a disposizione tecnologie e macchinari ben più all’avanguardia di allora), della fatica degli uomini che lavoravano nei vari cantieri con tutti i mezzi… beh , è stato emozionante. C’è stato veramente un tempo in cui si facevano le cose impossibili. Viene solo da dire grazie ha chi le ha rese possibili.
viadotto Aglio
Un libro che consiglio a chi crede che il coraggio e la forza di volontà sono più forti di tutte le avversità e permettono di raggiungere il traguardo!!
Buona lettura a tutti!!!
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“Un kilomètre à la fois” – Sophie Jacob

Avevo scritto di lei qualche anno fa… seguivo il suo blog.

Poi l’aveva chiuso e non ne sapevo più nulla.

L’altra sera, navigando nel web l’ho ritrovata, Sophie, camionneuse canadese, Sophie, una ragazza con un coraggio immenso che, nonostante sia ammalata di fibrosi cistica, era riuscita a realizzare il suo sogno di diventare camionista, e per tre anni aveva viaggiato tra il Canada e gli Stati Uniti a bordo di un truck della Trans West.

Ora ho scoperto che ha scritto un libro, “Un kilomètre à la fois” che narra dei suoi viaggi e della sua malattia, che ha aperto un altro blog e che continua ad inseguire i suoi sogni.

couverture-blogue-un-km1

Per chi la vuole seguire nel suo blog, questo è il link:

http://unkilometrealafois.com/

Questo invece è un suo video: emozionante!!!

Buona strada a Sophie, che possa “un chilometro alla volta” realizzare tutti i suoi sogni!!!

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Un libro: “Truck driver” di Giovanni Zeoli

Questa volta vi segnalo un libro che ancora non ho letto (ma mi riprometto di procurarmelo al più presto!) , abbiamo ricevuto una mail, che pubblico volentieri, con la recensione del libro di Giovanni Zeoli  “Truck driver” ,appena uscito per la casa editrice “Enzo Delfino Editore”

“Truck driver, diario di un camionista che leggeva romanzi d’amore

Esce in questi giorni per la Enzo Delfino Editore il romanzo del giovane campano Giovanni Zeoli, Truck driver, incentrato sulla vita nomade e piena di verità di un camionista on the road, a metà tra autobiografia e fiction. Per Giovanni il tir è una casa mobile: giorni e notti sulla strada, solitudine e lunghe distanze, rapporti quasi esclusivamente telefonici, la branda dietro ai sedili come alcova. E all’alba si riparte, per una nuova transumanza sull’asfalto bollente della Salerno-Reggio Calabria. La cabina diventa per lui un osservatorio privilegiato da cui osservare il mondo, le relazioni, la crisi degli ultimi anni che è anche la sua crisi interiore, di trentenne alle prese con dei genitori ingombranti e la comoda sicurezza di partner discutibili. Tra buffi aneddoti di provincia e delusioni dell’età adulta, tra il sesso divorato come un pasto veloce e la stanchezza della routine, scoprirà che la via delle merci rischia di sbarrargli per sempre la via del cuore. Un romanzo che non ha paura di raccontare intimità, sogni e insoddisfazioni di chi domina quella stessa strada su cui spesso è invisibile, una storia nuda, che non cade nello stereotipo del camionista maledetto ma scorre tra le pieghe più profonde di una poetica, ordinaria quotidianità.  Il libro è disponibile in formato digitale su tutti i migliori ebook store e nelle principali librerie online, o su www.enzodelfinoeditore.it. ”

E’ bello scoprire che ci sono sempre nuovi libri che raccontano la vita dei camionisti,  quindi un augurio di “Buona strada” all’autore e a chi l’ha pubblicato è d’obbligo!!!

Buona lettura!!!

Truck driver

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Qualche consiglio per il week end…

Il consiglio migliore sarebbe quello  di andare a qualche raduno (è cominciata la stagione e ne vale sempre la pena),  o magari andare a fare un giro al mare o in montagna… o uscire con gli amici…

Ma poi c’è anche chi deve stare a casa,  cosi,  per passare il tempo  sempre in compagnia dei nostri amati camion s’intende :-),   ecco qualche cosa che li riguarda da vicino:

Una  nuova “canzone” e un “ballo”!!!

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Questo è un video che ho trovato su YouTube, la canzone è  “Il camionista” di  Bobby Solo  interpretata come ballo di gruppo!

Un giorno o l’altro ci devo provare anch’io, per ora la dedico a chi piace il genere ed è capace di ballare!!!

 

 

 

Un  nuovo “libro”:

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Sempre alla ricerca di libri sui camion, ho trovato questo nuovo libro di un camionista – scrittore,  lo sto leggendo,  mi piace,  un po’ ci riguarda anche ,  perché nei primi capitoli è citata anche una donna camionista! Carmelina, detta Tina, che viaggiava con il marito Tonino a bordo di un Fiat 180 NC, dalla Sicilia alla Germania.

L’autore è Massimo Antonio Cornago, a cui faccio i miei complimenti,  il libro si intitola : “TIR – Sulle strade d’Europa con Sandro ed il suo Fiat  170.33 “ .

Naturalmente l’ambientazione è negli anni ’70!!!

TIR sulle strade d'Europa (1)

TIR sulle strade d'Europa (2)

Un “vecchio film”:

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Anche questo l’ho trovato  nel Web, su Youtube,  girando e rigirando come mio solito:  “Simone e Matteo un gioco da ragazzi“,  anno 1975. Non ne avevo mai sentito parlare di questo film… eppure ne ho visti tanti di questo genere quando ero piccola… i protagonisti imitano Bud Spencer e Terence Hill… ma il vero protagonista (per gli appassionati!!) è il Fiat 691!!!

Quattro assi, 220 CV, 8 marce, 4 normali e 4 ridotte, serbatoio 320 litri, cabina elastica.” (Lo spiega uno dei protagonisti).
Film completo, per ridere un po’ e rivedere i veicoli che circolavano allora!!! Simpatico!!!

Dopodiché auguro un buon week end a tutti/e!!!

Buona strada sempre!!!

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