Auguri Agata!!!

E’ passato tanto tempo da quando ho conosciuto Agata. E’ stato al GP truck di Misano Adriatico nel 2001, allora lei era poco più che una ragazzina, minuta ma con una grinta da vera combattente, voleva realizzare il suo sogno di fare la camionista e ci stava riuscendo. Ai tempi guidava uno Scania motrice, ci siamo incontrate di nuovo un giorno di luglio  a Dalmine, questa è una delle foto ricordo più belle che ho.

Da allora sono passati tanti anni e tanti chilometri sotto le ruote dei nostri camion… tante cose sono cambiate, la vita va avanti, ma il camion dal cuore non ce lo toglierà mai nessuno.

Auguri Agata,  eri CB “Bimba” quando ti ho conosciuta, poi sei cresciuta, ti sei sposata (col camion!) hai girato tutta l’Europa col bilico, hai avuto tre splendidi bambini e anche tanti riconoscimenti alla tua “carriera” di lady truck driver, da quando ti intervistavano perchè eri la camionista più giovane d’Italia al Sabo Rosa, hai partecipato a tante iniziative del nostro gruppo, sei sempre stata una di noi!

Il mio regalo per te oggi sono queste fotografie – in ordine sparso – degli anni passati, quando ci si trovava ai raduni in compagnia di amici e colleghe, per ricordare i giorni felici e per risvegliare, spero, dei bei ricordi!

(Visto – luglio 2003)

Un abbraccio “Bimba” e buon compleanno!

Il “Sabo Rosa” 2020 a Stefania!

Il “Sabo Rosa” edizione 2020, premio istituito dalla Roberto Nuti Group in occasione della ricorrenza dell’8 di marzo, quest’anno è stato assegnato alla collega camionista Stefania Bartolini da Imola a cui vanno tutti i nostri complimenti e l’augurio di buona strada sempre!

Qui il link dell’articolo dal sito ufficiale della Roberto Nuti Group:

https://www.sabo.it/sabo-rosa-la-camionista-dellanno-2020-e-stefania-bartolini/

E qui il testo dell’articolo:

Sabo Rosa, la Camionista dell’Anno 2020 è Stefania Bartolini

Si chiama Stefania Bartolini, e vive a Imola in provincia di Bologna, la vincitrice dell’undicesima edizione del premio Sabo Rosa, dedicato, nella ricorrenza dell’Otto Marzo, alle donne che lavorano nella filiera del trasporto pesante: dalla guida alla logistica, passando per le officine e i ricambisti.

A scegliere la vincitrice, sulla base delle candidature pervenute attraverso il Web, e in seguito a una votazione online, è stata una giuria composta dalle dipendenti del nostro Gruppo. Alla consegna del premio, avvenuto nella nostra sede centrale a Castel Guelfo di Bologna, erano presenti le numerose dipendenti, assieme a Elisabetta Nuti, direttore finanziario del Gruppo e presidente della giuria.

“Quest’anno il voto online e la giuria hanno concordato nell’assegnare il Sabo Rosa a Stefania Bartolini per celebrare una carriera che nasce dalla passione e cresce con il riconoscimento di un lavoro ben fatto – ha sottolineato Elisabetta Nuti -. Grazie all’undicesima edizione del Sabo Rosa abbiamo conosciuto una donna tenace ed energica che, fin da giovanissima, ha seguito le parole del padre che sempre le ha consigliato di ascoltare il cuore. Stefania Bartolini è un esempio da seguire in un mondo, quello del trasporto merci, che deve ancora percorrere molta strada verso la parità di genere”.

Stefania Bartolini guida il suo camion nell’azienda di famiglia, che ha aperto assieme al marito, e che si occupa di trasporti per i comparti agricolo e delle ceramiche. Una carriera, quella della “Camionista dell’anno 2020”, iniziata in giovane età e che l’ha vista crescere con forza di volontà e tenacia. “Ho cominciato a guidare i camion a 19 anni – racconta Stefania Bartolini -, quando chiesi di poter provare a trasportare la frutta per il magazzino in cui lavoravo già da un paio d’anni come carrellista. Presa la patente C e salita sul camion non sono più scesa – scherza Bartolini -. Per me è davvero una grande passione. Quando sono al volante del mio camion mi sento bene. È un lavoro che mi fa sentire libera e forte”.

Una passione nata quasi in famiglia, con il padre ruspista e un cugino, Andrea Bartolini, appassionato di moto tanto da diventare campione del mondo di motocross. “Per me, oggi, essere rispettata come camionista, da tutti i colleghi e dalle persone che frequento per lavoro, è un grande traguardo e una grande soddisfazione – spiega Stefania Bartolini -. Abitando in una piccola frazione nella campagna imolese, l’idea che mi piacesse guidare i camion e che volessi intraprendere quella carriera, non era visto di buon grado e molti mi prendevano in giro per questo mio sogno. Mio padre Mario, invece, mi ha sempre detto di fare quello che mi piaceva e di seguire il mio cuore e di non ascoltare le chiacchiere”.

Dopo aver lavorato a lungo nell’azienda ortofrutticola dei Fratelli Cenni, per i quali trasportava la frutta dal mercato di Bologna ai magazzini, caricando e scaricando le casse da sola, Stefania Bartolini decide di prendere la patente E e di acquistare un camion scarrabile (il cui cassone può essere scaricato completamente dalla motrice o dal rimorchio che lo trasporta, ndr) e di mettersi in proprio. “Con mio marito, Fabio Borellini, abbiamo deciso di aprire una nostra impresa – continua la Sabo Rosa 2020 -, e oggi trasporto merci per aziende agricole, ceramiche e manifatturiere, muovendomi fra le provincie di Piacenza e Ravenna. I primi tempi di guida del bilico avevo un po’ paura di essere giudicata, dai colleghi”.

Stefania Bartolini oggi è una donna che ha realizzato il suo sogno in un mondo, quello del trasporto pesante, da sempre appannaggio degli uomini. “Quando arrivavo nelle aziende, per il carico e scarico, temevo di fare qualche errore – racconta Stefania Bartolini -. Invece mi sono sempre trovata bene, sia nelle manovre sia nei rapporti umani, e gli uomini con cui lavoro mi hanno sempre stimata È una questione di come ci si pone nei confronti delle persone – prosegue Bartolini -. Vedere che i colleghi che incrocio per strada hanno stima di me mi fa sentire bene e mi fa crescere ogni giorno di più, facendomi prendere sicurezza. Sul lavoro ho sempre fatto da sola perché la mia scuola di vita è questa. Però sono felice quando i colleghi mi danno una mano, o si offrono di aiutarmi, se mi vedono in difficoltà. So che non lo fanno perché sono una donna ma perché faccio parte di un gruppo e in gruppo ci si dà una mano”.

Questa tenacia e forza di volontà l’hanno portata, oggi, a ricevere l’ambito Sabo Rosa, lo speciale ammortizzatore in edizione limitatissima poiché creato appositamente una volta all’anno, che celebra ogni anno l’impegno delle donne che lavorano nel trasporto pesante. “Per me è una soddisfazione grandissima – commenta Stefania Bartolini -, che viene dal fatto che mi è stato riconosciuto il grande impegno che metto nel lavoro. È una vita che faccio questo mestiere, difficile e bellissimo, e finalmente mi posso togliere qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di quelli che mi guardavano con aria di sufficienza o perplessità quando dicevo che avrei fatto la camionista. Per questo ringrazio mio padre, che mi ha sempre sostenuto, e Alessandra Lucaroni, la precedente vincitrice del Sabo Rosa, che mi ha convinta a partecipare, consapevole dell’amore che metto in questo lavoro”.

«Non chiamateci maschiacci». Storie di donne che fanno lavori da uomini

Chissà perchè non si riesce a superare lo scoglio dei lavori “maschili” e di quelli “femminili”… e chissà perchè le donne che fanno uno dei cosiddetti lavori maschili stupiscono ancora e soprattutto chissà perchè le donne che guidano i camion ci sono sempre quando vengono fatte inchieste su questo argomento!

Ho trovato questo bell’articolo di Beatrice Barbato nel web, è del mese scorso:

http://masterx.iulm.it/speciali_masterx/non-chiamateci-maschiacci-storie-di-donne-che-fanno-lavori-da-uomini/ 

Ne pubblico anche l’estratto dedicato alla collega Claudia:

«Non chiamateci maschiacci».
Storie di donne che fanno lavori da uomini
 

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In nome della libertà

Parte da Ancona alle 23 e arriva a Carpi al mattino, percorrendo circa 700 km ogni giorno. Claudia Trucker, 30 anni e un nome d’arte forte come lei. Guida mezzi pesanti da quando ne aveva 20 ma a detta sua sul camion ci è nata. Ha imparato ad amare questo mestiere grazie alla madre che «ha aperto lo spartitraffico della situazione».
Così l’ho intervistata di notte proprio nel suo ambiente ideale. «Ho deciso di coprire questo turno forse per evadere. La notte ci si nasconde quasi». Ma Claudia è una ragazza che difficilmente passa inosservata. Mora, folti capelli ricci e decine di tatuaggi che la vestono come una seconda pelle.

 

 
Attualmente Claudia lavora come corriere espresso per una 
grande flotta di trasporto merci.
 «Una donna per fare la metà di quello che fa un uomo lo deve fare bene il doppio. In questo lavoro vieni osservata continuamente, sai di avere gli occhi puntati su di te e il margine di errore deve essere minimo.  È per questo che spesso cerco di mantenere un profilo basso anche a livello comportamentale, di spiccare poco tra gli altri, proprio per evitare di essere messa al centro dell’attenzione più di quanto non lo sia già. Mia madre mi ha sempre detto di fare le cose per bene, a modo e a ritmo mio, per evitare di essere criticata. Perché non giudicheranno quello sbaglio come di consueto, ma come un errore da donna».
  Il camionista è sempre stato un mestiere piuttosto diffuso in Italia, ma le donne al
volante sono ancora poche. Sempre meno giovani decidono di intraprendere questa strada, perché se un tempo, oltre alle soddisfazioni personali, portava anche quelle economiche, oggi non è più così. Prendere tutte le patenti necessarie ha un costo che si aggira tra i 4.000 e i 6.000 euro (tra corsi di formazione, esami, abilitazioni e rinnovi). A ciò si aggiunge la concorrenza straniera che offre autisti a un prezzo più basso. Il risultato è che, in questo settore, l’età media è molto alta e lo scetticismo verso camioniste donne è piuttosto diffuso.
«Una volta, per esigenze aziendali, mi è capitato di dover viaggiare con un collega. Durante quel viaggio ha avuto grandi difficoltà nel fare una manovra e, pur di non chiedere aiuto a me, si è rivolto a un altro autista. In quell’occasione, grazie alla mia sensibilità femminile, ho fatto finta di niente, ma ho lasciato che parlassero i fatti per me: poco dopo mi sono trovata a fare quella stessa manovra, ma senza problemi».
 Alzi la mano chi non ha mai sentito (o pronunciato) quell’odioso detto sulle donne al volante. È lì, nascosta tra quei pregiudizi, che il vero affrancamento vacilla.
«Spesso mi è stato detto che sembro un uomo, a volte persino che sono meglio di un uomo, come se fossero complimenti, come se dovesse obbligatoriamente essere migliore di una donna. Per non parlare delle allusioni sessuali.
Qualsiasi gesto, sorriso o parola può essere fraintesa. Il segreto è crearsi uno scudo. Preferisco passare per una persona dura, scontrosa, a volte persino antipatica, per evitare di incorrere nella malizia e nella volgarità di molti uomini. Bisogna tirare il freno a mano prima che si possa andare a sbattere contro tutto questo».
Nonostante la sua giovane età, parlando con Claudia, si ha la sensazione di avere a che fare con con una persona che ha vissuto molti più anni di quelli che ha. E fa capire quanto una passione possa essere così forte e pericolosa allo stesso tempo.
«Il mio è un lavoro invadente. Condiziona non solo la giornata, ma anche la vita privata. Limita i rapporti di amicizia e molto spesso ci si ritrova soli, perché non si
viene capiti.
  A lungo andare può logorare, soprattutto se penso che la vita è una e l’ho dedicata totalmente a questo. Ma ti aiuta anche ad apprezzare di più il tempo che hai a disposizione. Da poco convivo con il mio compagnoed è bello sapere che, quando torno a casa, ho qualcuno che mi aspetta».

Manca una settimana!

 

Ciao a tutti(/e!

Questa sera vi rinnovo l’invito a partecipare al 28° Raduno del Coast to Coast Truck Team a Giussano!

Manca giusto una settimana all’inizio della festa: io ci sarò e spero di incontrare tante lady e tanti amici!

Vi aspetto, anzi vi aspettiamo numerosi per passare tre giorni in compagnia, tra camion, colleghi, amici, musica, chiacchiere, buon cibo e tante sorprese, ciao a presto!!!

Lady truck in edicola!

Ciao a tutte,

questa sera vi voglio segnalare un articolo sul nuovo numero di Donna Moderna in edicola in questi giorni (questa è la copertina).

Si intitola  “Noi, camioniste per passione“, è scritto da Elisa Murgese, con foto di Chiara Asoli, e come si capisce dal titolo parla della passione delle donne per il mestiere di camionista. La cosa bella è sapere che sempre più donne stanno intraprendendo questa professione sfidando i luoghi comuni e i pregiudizi di chi lo considera ancora un lavoro solo maschile!

Voglio augurare una buona strada a tutte le colleghe citate nell’articolo e anche a tutte le altre che ogni giorno si mettono al volante del proprio camion per le strade d’italia e non solo. Forza ragazze che siamo sempre più numerose!

Camioniste youtuber, stavolta dalla Russia!

A differenze che in Brasile in Russia non ci sono molte camioniste, deve essere per via di quella legge che teoricamente vieta alle donne di guidare camion “grandi” e su lunghe distanze…

Ma qualcuna c’è, e qualcuna pubblica anche video su youtube….

Il difficile è capire cosa dicono, perchè anche il loro alfabeto è diverso dal nostro e quindi….se qualcuno sa il russo, buon ascolto oltre che buona visione!!! E naturalmente buona strada alle colleghe laggiù!

Lei si chiama Yulia, aveva già un canale seguitissimo che poi ha chiuso – non so il motivo – ora guida un Ford. Questo è il link del suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UC5TbEoKZtVDCxPGpvSdo47A

e questo l’ultimo video che ha pubblicato:

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Lei è Tatiana e guida un Kamaz col ribaltabile, se ho capito bene in zona Mosca…. questo è il link del suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UCyn_aNa55wsgEP6ySS8I6tQ/featured

e questo l’ultimo video:

 

 


 

Lei si chiama Katerina Phantom, guida una motrice e fa consegne…

Questo è il suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UC6pCe3Frybt5SAhXl90BOfw/featured

e questo l’ultimo video:

Ancora lady truck- youtuber dal Brasile!

Continuo con l’elenco delle lady truck-youtuber, sempre dal Brasile, quelle che conosco, che sono iscritta ai loro canali, naturalmente non riesco a vedere tutti i loro video, (ci vorrebbe una vita solo per guardarli tutti!) però di tanto in tanto me li guardo e scopro com’è guidare il camion dall’altra parte del mondo!

C’è Pakita BR 153, che ho conosciuto perchè Sheila l’ha presentata in un suo video (sono amiche tra di loro), viaggia con un Volvo ed è sempre sorridente!

Questo è il suo primo video:

E questo è il link del suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UCxwi7ImEp92r-mqgE3sRCJA/featured

Continuo con “Suelen Lopes Caminhoneira” una giovane collega che guida una motrice 3 assi VW, che sognava di diventare camionista e alla fine ce l’ha fatta!

Questo è il suo primo video.

e questo è il link del suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UCe7tarfzxbICm_1GCB5_-RQ/videos

 

E poi ancora “Jaqueline caminhoneira Transben”, anche lei guida un Volvo bilico, questo è uno dei suoi video.

 

e questo il link del suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UCQUfW8uMIAvS5llQN6pkL7A/videos