Un invito da Dora!!!

Ci scrive un’amica lady truck, Dora,  per mandarci l’invito ad un raduno che sta organizzando:

Dora

” …Ciao colleghe!!!

Questa è la prima volta che cerco di mettermi in contatto con VOI, quindi perdonate la mia “scarsa padronanza teconolgica”, ahahha….

Vi scrivo xè necessito del VOSTRO aiuto per “pubblicizzare” sul Blog il 1° RADUNO di Barbianello (PV).

Come si può vedere dal manifesto, ” UN TIR DI SOLIDARIETA’ “… è un raduno nato a scopo benefico…

Il ricavato andrà infatti all’associazione AGAL (Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico) per il PROGETTO CASA MIRABELLO, ossia, una struttura di accoglienza con delle camere per ospitare le famiglie dei bambini leucemici che vengono a curarsi a Pavia nell’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico S.Matteo, da lontano.

Purtroppo ci sono bambini meno fortunati che devono rimanere tanto tempo lontani da casa: con “Casa Mirabello” potranno trovare l’ospitalità e la solidarietà di tanti volontari e amici….nella speranza di …GUARIRE PIù IN FRETTA!!!!

Il raduno si svolgerà sabato 18 e domenica 19 maggio…

Che dire… lo stiamo “progettando” per benino… nella speranza che sia il PRIMO di una lunga, lunghissimaaaaaa serie…..

Abbiamo SOLO bisogno di VOI e dei VOSTRI CAMION!!!!!!

Per qualsiasi info: 348.1494331 DORA

Ps. Il mio “Gagnetto” da solo può far ben poco!

Vi ringrazio in anticipo &…… ” Buona Strada” a tutte!!!!

Dora

 

Pasquetta tra amici e colleghi!!!

Anche quest’anno con l’amico Tony Spin8 abbiamo organizzato il pranzo di Pasquetta, questa volta ci siamo ritrovati a Genova, una giornata insieme a mangiare, chiacchierare, ridere e scherzare e poi a fare un giro per la città, nonostante il tempo non decisamente bello.
Metto qualche foto di sorrisi e abbracci, mi scuso se non ho fotografato tutti: eravamo veramente in tanti!!
Però un abbraccio e un grazie a tutti i partecipanti dalle pagine di questo blog lo voglio mandare!!!
Ciao e Buona Strada sempre!!! A presto!

1 4 2013 (8)

The YoutubeTruckers!!!

1 4 2013 (3)Aspettando che arrivino tutti!

1 4 2013 (9)

Roby e Andrea1 4 2013 n

Luca e Milly!!

1 4 2013 (1)Tony con Chiara e Sara!

1 4 2013 (14)Un bel gruppetto!

1 4 2013 (19)Bomber e Chiodo!

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Bomber, Dany e Chiodo!

1 4 2013 (10)Laura e Chiodo!

1 4 2013 (11)Giovanni e la sua Chiara!

 

Ed ora il Gianky!!!!!

1 4 2013 (12)Con Nadia!

1 4 2013 (18)Con Milly!

1 4 2013 (13)Con Moni!

1 4 2013 (15)Con Moni e Dany!!!

1 4 2013 (2)A tavola!

1 4 2013 DavideDavide e le sue mitiche magliette!!

1 4 2013 mAntonella e Ivana!

1 4 2013 (16)Lady trucks!

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Lady trucks: Moni, Milly, Dany e Elena!

Ed ora un giro sul Galeone:

1 4 2013 16

1 4 2013 17

Marco, Valerio, Gianluca e Chiodo!1 4 2013 18

1 4 2013 19Ci assomigliamo???

1 4 2013 20Un giro al Mc prima di salutarci e ripartire!

E un saluto anche agli amici che non sono potuti venire ma che erano nei nostri pensieri: Luciano, Manuela, Alessandro, Andrea e Elena, Fabio e Barbara… vi aspettiamo alla prossima occasione, non mancate!!!

Transpotec 2013!

Come potevamo mancare alla fiera dei trasporti a Verona! con la nostra presenza, assieme al gruppo dell’Highway Truck Team, abbiamo dato modo di farci conoscere dai vari visitatori e ai giornalisti che chiedevano interessati una futura collaborazione. Inoltre il nostro gazebo, che era situato all’esterno dove si stava svolgendo il raduno,  è stato punto di incontro di amici e colleghi. Ecco alcuni scatti:

con DORA!
Amiche di facebook: Mary e Sabry

 

Foto di gruppo!!!

Un giro fra i mezzi decorati li abbiamo fatti!! ecco altri scatti:

 

panoramica raduno
con Nicola, Sonia, Peter e il Kenworth!
Debora!
Stefan dall’Olanda con Ricky!!

Sono stati due giorni intensi, per me che cadeva proprio nel giorno del mio compleanno è stato memorabile! e per chi volesse rivivere l’atmosfera della fiera c’è la possibilità di vedere la replica della trasmissione di Easy Driver andata in onda sabato 9 marzo sulla Rai ecco il link (dal 17° minuto le riprese della fiera): clikkate qui

Grazie della partecipazione!!! Buona strada sempre!!!

Il “Sabo Rosa” ad Agata!!!

Come ogni anno, in occasione dell’8 marzo, la Roberto Nuti S.p.A. ha assegnato  il Sabo Rosa a una donna che si è distinta nel mondo del trasporto.
Quest’anno la prescelta è stata Agata!!!
Questo è il link dell’articolo che le è stato dedicato, con tanto di foto col pancione! (manca poco ormai!!)

http://www.sabo.it/moduli/notizia.aspx?ID=748&fb_action_ids=10200896191630826&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

E questo è il testo dell’articolo, lo riporto anche qui:

News

Il premio Sabo Rosa 2013 alla camionista Agata De Rosa

E’ nata a Napoli, ma risiede a Dalmine, in provincia di Bergamo, la camionista che si aggiudica il Sabo Rosa 2013, ovvero uno speciale ammortizzatore per veicolo industriale prodotto in edizione limitatissima (un pezzo all’anno) e conferito, fin dalla prima edizione, nel giorno della Festa della Donna. La vincitrice è Agata De Rosa, autista e mamma, che da un decennio guida il suo camion per le strade italiane ed europee. Ad assegnare il Sabo Rosa 2013 è stata una giuria di 13 donne dipendenti del Gruppo Roberto Nuti Spa, main sponsor dell’iniziativa e produttrice di ricambi a marchio Sabo, esportati in oltre 80 Paesi.

La Galleria immagini della premiazione

«Ho dedicato tutta la mia adolescenza ai camion – racconta Agata De Rosa, che lavora alla Der Trans di Bergamo – e sono cresciuta fra i “bisonti” insieme a un papà camionista. Ho trentadue anni e sono alla guida da quattordici, dopo la patente B, ho preso la E a 21 anni. Ho iniziato con le tratte nazionali e ho anche trasportato esplosivo per l’esercito. Mio padre è mancato quando avevo 23 anni e ho continuato da sola, fino a quando non ho conosciuto mio marito che mi ha insegnato a girare l’Europa. E’ camionista anche lui e ora siamo una famiglia che vive per i camion, che ama e crede ancora in questa vita, che non è una professione ma una scelta, una vocazione, al punto che anche ancora al quinto mese di gravidanza partivo da sola per il Belgio e l’Olanda. E’ una vita che ti richiede tante rinunce, tanti sacrifici ma di cui non puoi fare a meno. Sono felice di ricevere il Sabo Rosa e lo dedico al mio papà, Giovanni De Rosa».

Questa è la motivazione del premio, consegnato a Bologna da Elisabetta Nuti, direttore finanziario della Roberto Nuti Spa: «La signora De Rosa dimostra quanto sia determinante il senso del dovere per chi esercita la difficile professione del camionista. Ancor più per una donna, che è anche madre. In più, la storia di Agata De Rosa e la riconoscenza che ella mostra nei confronti del proprio genitore, è una testimonianza del valore delle migliaia di piccole imprese italiane, trasmesse da una generazione all’altra con immutata grande passione».

Una passione che oggi si scontra con le difficoltà del mercato: «Ad eccezione di qualche raro caso virtuoso – dice la premiata –, le grandi aziende di trasporti cercano prestazioni a basso prezzo e per questo si rivolgono sempre più ad autisti di altri Paesi che non riescono a garantire la stessa qualità delle nostre piccole imprese, con il risultato di svilire la professionalità di noi camionisti italiani, che abbiamo investito tutto in questa professione».

Agata De Rosa si è presentata a ritirare il premio con il marito Simone Radaelli e il figlio Giovanni (che porta lo stesso nome del nonno) a bordo del suo decoratissimo Scania R500: «il camion della mamma», dice sempre il piccolo, facendo sorridere il papà, che preferisce guidare Volvo.

La Roberto Nuti Spa ha celebrato nel 2012 il mezzo secolo di attività. Per l’occasione l’azienda bolognese, nota in tutto il mondo per gli ammortizzatori e le molle ad aria a marchio Sabo installabili su tutti i principali modelli di autocarri, bus e rimorchi, ha presentato un nuova linea di prodotto: le teste e i tiranti per lo sterzo e le sospensioni. Il Gruppo Roberto Nuti Spa ha stabilimenti nel bolognese, in Toscana e in India, dove ha costituito la Sabo Hema Automotive, joint-Venture con il gruppo indiano Hema Engineering Industries.

Complimenti ad Agata e auguri di buona strada sempre!!!

 

Transpotec e festival del camionista!

Una bella occasione si presenta a tutti i camionisti il 2 e il 3 marzo durante lo svolgimento del TRANSPOTEC, fiera dedicata al mondo del trasporto.  L’Highway Truck Team è stata incaricata di organizzare un raduno vero e proprio all’interno della fiera quest’anno in quel di Verona ed è lieta di invitare tutti coloro che han piacere di partecipare con il proprio mezzo senza alcuna selezione. Infatti non sono richiesti mezzi particolarmente decorati e accessoriati, anzi possono essere tutti protagonisti di questo evento, basta compilare il modulo di iscrizione scaricabile dal sito http://highwaytruckteam.wordpress.com/  E’ necessario registrare  la  targa del mezzo, fare  fotocopia della  patente di chi guiderà il mezzo per entrare  in fiera e del  nominativo dell’eventuale accompagnatore/accompagnatrice. L’accesso all’area sarà disponibile dalle ore 7.00 alle ore 8.30 di Sabato 02 e dovrà essere sgomberata tassativamente  Domenica 03 a partire dalle ore 19.00. Seguiranno altri dettagli organizzativi per indicare gli ingressi, la cena del sabato sera e di come poter pernottare sui mezzi.

Ma affrettatevi perchè è stata richiesta l’adesione entro questa settimana per ragioni organizzative della fiera!

“Schilpario!!” Un’altra storia d’epoca!!

Ciao a tutti!
Il nostro amico Vincenzo ha di nuovo “interrogato” il suo papà, si è fatto raccontare di un viaggio un pò particolare da sud a nord negli anni ’50! Da leggere tutto d’un fiato!!! Grazie Vincenzo per continuare a condividere con noi i racconti di tuo papà, un abbraccio a tutti e due e …aspettiamo sempre nuove storie! Buona strada!!

vincenzo corsi 1 r

Il Lancia Esatau, Giulio (a destra) e Umberto

SCHILPARIO!

Da qualche tempo mi capita di vedere sulla tv digitale un reality dal titolo “ Gli Eroi del ghiaccio”,
camionisti che operano sulla “ice road”, le strade ghiacchiate dell’Alaska o del Canada durante l’inverno polare.
Gli episodi sono molto belli, gli americani sono bravissimi a enfatizzare e a rendere eroiche vicende anche difficili ma che certamente molti di voi qualche volta si sono trovati ad affrontare.
M piacerebbe l’idea che anche in Italia a qualcuno venisse in mente di realizzare qualcosa di simile sui nostri “Eroi della strada”, fanno tante fiction solo per Carabinieri, commissari di Polizia e altro.
Il mio pensiero va soprattutto a quella generazione di camionisti che sono i nostri padri o nonni che percorrevano l’Italia in lungo e largo su automezzi e su strade impensabili ai giorni nostri, a volte sento delle storie che anch’io stento a credere ma sulla cui veridicità ho sempre avuto conferme da più parti, e siccome non posso realizzare un reality provo almeno a scriverle.
Negli anni 50, il mio vecchio, Giulio, con suo fratello Umberto faceva viaggi verso il nord dell’Italia,
spesso con carichi di legna proveniente dai monti Ernici, in Ciociaria, al confine con l’Abruzzo. Chissà che avevano di particolare questi legnami da portare al nord, anche sulle alpi, dove evidentemente ne hanno da vendere loro a noi, ma questo non era importante, il viaggio e la consegna si sa è la prima cosa.
Il loro camion non era un Kenworth, un Peterbilt o un Freightliner da 400 o 500 CV degli “Eroi del ghiaccio”, ma un bellissimo Lancia Esatau che io chiamavo “il musetto” perché come quelli americani aveva il muso e per me era anche più bello; il nostro era rosso e giallo, lo ricordo appena come in un sogno, ero troppo bambino. All’epoca del racconto, nel 1955, era nuovo di zecca con un rimorchio Viberti 3 assi, la destinazione del viaggio era Schilpario (BG), con un carico di legna per circa 25 ton.
Schilpario! Ho cercato sulle mappe, ricostruendo il tracciato che percorrevano allora, erano circa mille chilometri! Nella Val di Scalve sulle alpi, lontanissimo da noi, da Frosinone.
La partenza fu nel primo pomeriggio, dopo una mattinata dedicata al carico in quel di Guarcino (FR) sulla strada per Campocatino, a 1200 metri s.l.m.

Vincenzo corsi 2 r

Il valico di Forca Caruso sulla Tiburtina Valeria, d’inverno sempre soggetto a violente bufere di neve.

La strada in Abruzzo è subito tortuosa e a Forca Caruso, il passo appenninico tra il Tirreno e l’Adriatico, si scollina 1100 metri, sulla SS Tiburtina Valeria. E’ l’alba, sull’Adriatico si ammira il sole nascente e sullo sfondo alcuni pescherecci che escono in mare, una cartolina! La strada adesso dopo Pescara è sempre in pianura. Pausa pranzo di solito in Emilia Romagna, il papà ricorda con più precisione un ristorante a Ponte Taro (PR), subito a sinistra dopo il ponte sull’omonimo fiume, chissà se c’è ancora?
La mattina dopo a Milano ritrovo in piazzale Corvetto con altri due amici camionisti con lo stesso carico su un’Alfa 900. Appuntamento con il mediatore con il quale si convenne di ritrovarsi in una località dopo Darfo (BG), era necessario trasferire parte del carico su di un altro mezzo al fine di limitare l’altezza poiché per Schilpario erano presenti tratti di strada e gallerie scavate nella roccia così basse che avrebbero potuto impedirne il transito.
I problemi quel giorno erano già cominciati fuori Milano, per una deviazione dalla statale i nostri si sono ritrovati a transitare in un paese dove in una curva tra le case il rimorchio stringeva troppo e non riusciva a passare, detto fatto lo sganciano dalla motrice e sterzano il timoneSi giunge a Darfo e superata la cittadina, si prosegue sulla statale per Schilpario, questa strada, la SS 294 mi dicono fosse chiamata “la Via Mala” che è tutto dire; strettissima in alcuni tratti, incastonata tra pareti di montagne e fiume, uno spettacolo della natura! Gli amici con l’Alfa 900, anch’esso con rimorchio, procedevano lentamente davanti all’Esatau, la strada era stretta e la pendenza evidentemente elevata, l’Alfa arranca e a un certo punto si ferma senza avere lo spunto e la potenza per ripartire.

vincenzo corsi 3 r

La “Via Mala” per Schilpario negli anni ’50

 
Strada bloccata, non era possibile procedere nemmeno nell’altro senso e in poco tempo si forma una coda di autoveicoli fermi ad aspettare. Si cerca di ripartire ma l’Alfa potrebbe rompere il differenziale e il camionista desiste da altri tentativi. Passano i minuti e tutti si guardano attorno pensando a una soluzione, non era possibile trainare il camion con altri mezzi, sganciare il rimorchio o altro. Chissà come commenterebbe il cronista di “Eroi del ghiaccio” questo momento!
Un pullman con turisti svizzeri era lì ad aspettare come altri automobilisti, ed eccola la soluzione! Forza ragazzi, se non si spinge il camion, possiamo mettere su le tende, cosi gli svizzeri, forse 40 o più si mettono in riga e insieme con altri automobilisti con grande coraggio spingono con tutta la loro forza il camion e il rimorchio, ed ecco che l’Alfa supera sullo spunto la pendenza e si rimette in marcia!
Che tempi, che strade, che camion! L’Esatau, una limousine per i camionisti di allora, era, come altri camion, senza servosterzo e con soli 132 CV in salita era così lento che il secondo autista poteva scendere, controllare le gomme e risalire con il mezzo sempre in marcia! Il leone che lo guidava oggi è un po’ acciaccato e un po’ appannato, qualche giorno fa gli dissi, papà vediamoci questo film americano sugli “Eroi sul ghiaccio”, lui se lo guarda e dopo un po’ mi dice: ma questi che stanno facendo? Una gita sulla neve?

Vincenzo Corsi

Le vecchie storie che mi piacciono tanto….

Ciao a tutti/e….

Torno con un altra storia che mi ha raccontato il nostro amico Vincenzo, un’altra storia di tanti anni fa con protagonisti un 690 macchina e rimorchio con un carico “speciale”,una coppia di autisti e lui ragazzo che li accompagnava nel lungo viaggio… 

Io l’ho letta tutta d’un fiato, perchè a me le storie dei vecchi camionisti  piacciono un sacco, passerei le ore ad ascoltarli, purtroppo non capita spesso l’occasione, ma che bello cercare di visualizzare i suoni, i colori, le atmosfere, le chiacchiere di un mondo passato che non era in bianco e nero come ci fanno pensare le foto dell’epoca ma variopinto ed affascinante!!!

L’Esatau B del suo papà

 

La storia eccola qua, si intitola:

“IL SOTTOPASSO”

“Era quasi mezzanotte, eravamo in viaggio ormai da quasi un’ora, il nostro Fiat 690 N2 (ma per noi più semplicemente “la novanta”) e il suo rimorchio Bartoletti s’inclinavano paurosamente sui ripidi tornanti di Rocca Pia, sulla vecchia statale SS 17 verso Roccaraso, si aveva la sensazione di ribaltarsi da un momento all’altro! Donato era nervoso, troppo nervoso, non sembrava lui che è un tipo calmo e borbottava un po’ a voce alta…”ma a Giulio, a Giulio come gli è venuto in mente sta’ cosa?” Giulio è il mio papà, e..sta’ cosa era questo trasporto un po’ fuori del normale per noi, quelle specie di strutture di acciaio che portavamo una sulla motrice e l’altra sul rimorchio erano così alte che ci facevano ondeggiare in curva, c’era un po’ di preoccupazione, avevamo percorso sì e no 50 km e dovevamo farne altri 600!
Ancora oggi mi chiedo come il mio papà avesse accettato di fare sta’ cosa, forse a lui dovevano sembrare bruscolini che ne aveva viste di cotte e di crude con il 666, con l’Esatau e l’Esagamma, negli anni 50 e 60, senza uno straccio d’autostrada fin su le alpi bergamasche!
Donato era il nostro number one, bravo, anzi bravissimo, grande amico ancora oggi. Valentino era l’altro autista, più giovane e inesperto, qualche settimana prima con l’altra “novanta”, la “enne uno”, eravamo sprofondati sul ciglio di una carrareccia di un cantiere a L’Aquila, tanta fu la paura che saltammo giù dalla cabina in preda al panico, quella volta la nostra cara “ novanta enne uno” sembrava andata, inclinata su un fianco con il suo carico di cemento con le cisterne alte, era lì lì per rovesciarsi. Aspettai che aprisse un bar per telefonare a casa e chiedere l’aiuto al solito papà, lui arrivò qualche ora dopo, guardò la scena….e disse sorridendo, è questo il camion che si sta ribaltando? Forza! Fatevi prestare pale e picconi dagli operai! Così scavando da un lato, riuscimmo a rimettere in asse il camion e tutto finì per il meglio.
Donato si mise in branda a riposare e disse a Valentino: ricordati che a Venafro c’è un sottopasso, rallenta, forse non si passa.
Non era tranquillo Donato, si svegliò qualche ora dopo e quasi preso da un incubo gridò, dove siamo? Il sottopasso, il sottopasso! E Valentino rispose…quale sottopasso? Eravamo già oltre e lui non si era ricordato del pericolo!
Era ormai mattino, a Napoli, all’ingresso dell’autostrada il casellante misurò con l’asta l’altezza del carico, troppo alto! Ci rimandò indietro! Caspita! Allora il carico è oltre il limite! Viaggeremo solo su strade statali o provinciali con l’incubo di incontrare ponti o gallerie troppo bassi per noi, avevamo studiato per bene sulle cartine stradali e chieste informazioni, ma si sa, un imprevisto può esserci sempre dietro ogni curva!
Era notte fonda, solo 14 km e saremmo arrivati a Vibo Valentia, la meta del nostro viaggio, non ci sembrava vero, nonostante tutto e gli oltre 600 km percorsi sembrava fatta, quelle notti a dividere la branda con gli autisti o arrotolato sul sedile per riposare un po’, giornate ad ammirare paesi mai visti, l’Italia è bella, sempre! All’improvviso una frenata, un’imprecazione, e l’imprevisto eccolo là! Donato butta giù dalla branda Valentino e disse: vai sul cassone e vedi se si passa; il ponte della ferrovia sembrava più basso del solito, e mentre Donato avanzava lentissimamente in prima ridotta ecco che Valentino grida, frena! Non si passa! Non si passa!
E ora che si fa? Era difficile persino tornare indietro su quella strada un po’ stretta, ci devono venire a prendere con un elicottero, pensai tra me e me un po’ preoccupato.

Il sottopasso

Aspettavamo che Donato ci disse qualcosa, lui era sempre il nostro number one, ma stavolta la vedevo brutta! In quel momento era po’ inc…ato, non solo con il Giulio, ma con il mondo intero!
All’improvviso disse: sgonfiamo le gomme! Io e Valentino pensammo, ma è matto? 18 erano le gomme! E di notte con una lampadina ci mettemmo lì a sgonfiarle tutte fin quasi a terra!
E così passammo, non senza dare una bella strisciata sotto il ponte, ma passammo!
Il viaggio di ritorno mi sembrò una gita turistica, la costa della Calabria o l’entroterra del Pollino, trattorie, paesi, e qualche bella risata per trascorrere le lunghe ore di viaggio con il mitico Fiat 690 N2 (cioè “novanta enne due”)…ed anche stavolta il Giulio aveva visto giusto!”

Ringrazio ancora Vincenzo ed il suo papà per condividere con noi la storia del trasporto in Italia.

Leggendo questi racconti mi viene nostalgia dei tempi andati, dove forse tutto era più faticoso di adesso ma anche più umano. Mi sbaglio? Chissà…

Buona strada e buon weekend a tutti!!!

 

Un altro video…. dalla Tv….

L’avevo scritto che tornavo con altri video tratti da apparizioni TV delle Lady Truck… e allora eccomi qua!

Questa volta si tratta della rubrica del TG2 “Costume e società”, è stato trasmesso più di una volta, ma scommetto che non tutti l’avete visto o ve lo ricordate…. 🙂

Le protagoniste sono due emiliane DOC, Germana una grintosa pioniera di questo mestiere e la nostra amata Gisy, portavoce del gruppo che racconta della nascita del blog!!!

Tutto da guardare!

 

Buon weekend e buona strada sempre a tutti/e!!!!

Rosa on TV…

Ciao a tutti/e,

un altro video dedicato questa volta alla nostra Rò. in arte “la Misteriosa”, l’ideatrice nel nostro blog, che in questa trasmissione su Rai Uno del marzo del 2011 “Rosa: una donna fra i bisonti“, racconta la sua vita sul camion, tra passione,  problemi e soddisfazioni. Un viaggio notturno in sua compagnia, a bordo del suo Daf autotreno.

Tutto da vedere per chi se l’era perso e da rivedere per chi già l’aveva visto!!!

Grande Rò, un abbraccio e buona strada sempre!!!!

 

A presto con una nuova storia on the road!!!! Ciao bbye!!!

“Le vecchie statali”…una storia d’altri tempi!

Ciao a tutti/e,
quella che vi posto oggi è una storia di tanti anni fa, non l’ho scritta io ma un amico di Youtube, Vincenzo, figlio di camionisti, e grande appassionato a sua volta, anche se poi ha seguito un’altra strada. Gli ho chiesto se potevo pubblicarla perché io penso sempre con rispetto a quegli uomini (e anche alle donne, anche se allora erano pochissime!) che hanno fatto la storia dell’autotrasporto e dell’Italia, senza di loro, senza la loro fatica oggi non saremmo qui. E siccome mi emoziono a leggere i loro ricordi di un’epoca cosi diversa dalla nostra, e sono convinta che non debbano andare perduti, ho pensato di condividere questo bellissimo racconto. Un grazie di cuore a Vincenzo e alla sua famiglia!!!

Una vecchia casa cantoniera su una vecchia strada statale…

“LE VECCHIE STATALI”

…ah, le vecchie statali, panorami della nostra bella Italia, paesi che si attraversano, campanili e piazze, salite famose e discese pericolose, curve, tornanti, cunette o dossi, ponti, fiumi, parapetti, passaggi a livello, pietre miliari, fontane, aree servizio, bar e trattorie, case cantoniere, e km e km che non si arriva mai, quante storie e quanti ricordi di camionisti su queste strade!

Quanti camion passavano sull’Adriatica, lunghe erano le colonne, magari dietro un 690 stracarico o in attesa del semaforo con le belle turiste che in estate attraversavano sulle strisce, e sulle lunghe salite di valichi appenninici, Roccaraso, Forca Caruso, Sella di Corno, Macerone con quella ridotta che ogni tanto grattava, e nelle lente discese con l’inconfondibile rumore del freno motore e sempre attenti a non bruciare i freni.

Ha qualcosa da raccontare anche quel cantoniere, lui era lì, quella mattina un po’ piovigginosa, a fare i suoi lavori sulla statale SS 17 dell’Appennino Abruzzese, era intorno al km 154 in fondo ad una discesa, aveva fatto appena in tempo a notare una deliziosa maestrina alla guida di una 500 (e sì, non erano molte le donne che guidavano nel 1960) che, attirato da sinistri rumori di frenate disperate, di assali e balestre che sobbalzavano, si voltò dall’altra parte e non fece in tempo ad ammirare il nuovissimo e luccicante Esatau B, che dovette pensare subito a correre da qualche parte che non gli venisse addosso, e giù sotto il fosso sperando di aver scelto la parte giusta, e parte giusta fu, lui da un lato e l’Esatau dall’altra, un miracolo per tutti, anche per i due camionisti che non si fecero nulla!

Ne fecero di strada i nostri due camionisti, erano partiti a mezzanotte, percorrendo tutta la litoranea della SS16 Adriatica fino a Termoli, poi dentro nell’entroterra molisano fino a Campobasso, consegna del carico, e sarebbero dovuti rientrare per mezzogiorno passando sulla SS17 per Roccaraso e la SS5 Tiburtina Valeria fino al paese vicino Pescara dove c’è la cementeria, ma così non fu.

Quel giorno il nostro Esatau B nuovo fiammante con il rimorchio Bartoletti era un pò malridotto e quando i Carabineri si portarono sul posto per redigere il verbale scrissero grosso modo così:

” in seguito all’incidente la motrice dell’autotreno era in posizione giù nel fossato sotto la spalletta del ponte in provincia dell’Aquila ed il rimorchio parzialmente ancora in sede sulla strada in provincia di Campobasso” ….sì, era proprio il confine di provincia!

Tratto da una storia vera

– sulla statale SS17 non passano più camion ma motociclisti e ‪ciclisti, ora c’è una superstrada
– il confine di provincia oggi è tra Isernia e L’Aquila (ma ancora per poco)
– sulla SS16 Adriatica passano pochi camion, adesso c’è l’A14
– L’Esatau B venne riparato e lo abbiamo avuto ancora per tanti
anni (era così bello che, mio padre racconta, la gente lo
fermava per strada credendolo un autobus)
– uno dei due camionisti, allora molto giovane, oggi possiede
insieme con i figli una importante azienda di autotrasporti
– del cantoniere non si sa nulla
– della maestrina nemmeno, ma mi sarebbe tanto piaciuto
conoscerla…perché da bambino ero bellissimo e
non avrebbe potuto resistermi!

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Aggiungo qualche foto di un Esatau B restaurato al racconto…

 

Un vecchio Lancia Esatau B restaurato…

 

L’Esatau B a una manifestazione di mezzi storici

Buona strada sempre a tutti!!!!