Buon Compleanno Josephine!!!

Ciao Lady
sarebbe carino scrivere nella sua lingua, ma lei sta imparando 

 

josephine

bene l'italiano e riuscirà a tradurre..
L'abbiamo conosciuta al 1° Raduno di Adria e da allora è sempre stata festa ogni volta che ci s'incontra… lei ha apprezzato le nostre iniziative e condivise… portando il nostro "rosa" per le strade d'Europa, viene spesso a trovarci su queste pagine e da qui voglio farle gli AUGURI per un …….


BUON COMPLEANNO & BUONA STRADA Sempre!!!

Buona Strada Befana!!!

Ciao Lady

befana.gif 1[1]So che molte di noi sono in viaggio in queste ore per fare le consegne di calze a grandi e piccini… la scopa volante è un mezzo ormai sorpassato… ho sentito parlare di motoscope… l'importante che non consegnate solo carbone..     
Vi lascio… devo partire presto… qui c'è -12  & non vorrei far tardi per le strade ghiacciate…

      BUONA STRADA Amiche BEFANE !!!      

Buon Compleanno Chiodo!!!

Ciao Lady
 

Chiodocome sempre in ritardo, altrimenti non sarebbero i miei AUGURI, voglio farli ad una persona speciale, amica nostra, di questo blog e dei camionisti…. delle persone che "sentono" la strada, delle persone semplici e sincere…
So che è riservato e modesto, ma farà uno sforzo e magari… si commuoverà anche… Grazie Roby per il tempo che dedichi a dare un volto umano al camionista, grazie di condividere la tua Strada con noi… grazie per essere sempre te stesso…
così, dopo chiodoblog,facebook,youtube anche da qui..:

 

BUON COMPLEANNO CHIODO & Buona Strada Sempre!!!
 


 

Pink Road…Alessandro Grassani

 Ciao LadyAlessandro_Grassani[1]
NR2OCAD0COAZCAKF55IYCACILV2LCAEXP7IDCA9TVXZDCAGUU33UCAL7UOV2CAJ0J120CA5K2MNKCAQUDMX3CA0S0K48CA9W6SUQCAP0ZUSUCA37XZQ0CA0693K7CAZASulle nostre Pink Road abbiamo incontrato diversi amici, con alcuni è rimasto un legame, con altri solo ricordi, ma è sempre stata una crescita reciproca…Alessandro Grassani è uno di questi…
 
All’inizio del 2009, quando i miei pensieri erano ales grasrivolti tutti a risolvere una grave questione di salute di un mio familiare, mi ha contattato Alessandro per un servizio su di noi Lady Truck, non era il momento più adatto, non avevo tempo per contattare una per una e chiedere chi fosse disposta a sacrificare tempo e privacy, non avevo tempo neanche per parlare del contenuto annadi ciò che voleva realizzare, non sapevo neanche che fosse un fotogiornalista importante, approfittiamo della coincidenza di uno scarico nelle sue coordinate e sale con lorename, per un percorso in un mondo a lui perfettamente sconosciuto, imparando a conoscerci reciprocamente… Per me è stata un’emozione, mi ha parlato di Paesi in cui è stato per lavoro e di quelle problematiche che dai media si percepiscono a malapena, la sua è una vita avventurosa e nonostante questo gmi fa mille domande e trova in continuazione aspetti del mio mestiere su cui chiedere chiarimenti. Io continuo a digli che lunon trarrà nessun articolo da noi, persone semplici innamorate del nostro lavoro, che ci mantiene e di ciò che ci regala, lui di tutt’altra opinione e ci accordiamo per incontrare Tania, Anna, Orianna, Luisa, Lorena e in futuro torna a trovarci per incontrare Rò,Marzia, Antonella, Debora  in occasione di un raduno, armato di zaino e macchina fotografica…oltre al suo sorriso…
gazoldoHa passato due giorni sempre scattando foto, per lui sarà stato un banale marziaimpegno, visto i luoghi e le situazioni a cui è abituato, ma non l’ha dato a vedere, anzi era interessato a tutto ciò che vedeva ed è stato un ottimo compagno di viaggio… abbiamo ammirato insieme distese di vivai, ricevuto due vini in omaggio dalla Cantina dell’agriturismo dove abbiamo consegnato bottiglie decorate a mano, e guardato il moto incessante delle pale eolitiche in Toscana, gustato la cucina emiliana di nonna Ines, apprezzato luisal’ospitalità della gisyTata, conosciuto la famiglia Degani, storica ditta di autotrasporti alimentari, la cui attività è stata iniziata da una donna; 
La sera del secondo giorno il rientro a Milano, i saluti, le raccomandazioni e il nostro …BUONA STRADA!!!

pattyon the road
la sirenettaCiao Alessandro… è stato un piacere conoscerti e anche trovare le foto in rete, non so se ti abbiano regalato ciò che ti aspettavi…!!!ramona

 tania
truckrò

Camion & BEFFA

Come in tutte le tragedie che si rispettino arriva la Beffa e purtroppo da chi dovrebbe dare delle soluzioni non scaricare su altri, le responsabilità, o almeno non farlo sugli utenti abituali delle strade;
Stasera il Presidente della Regione Toscana ha dichiarato che la colpa è stata delle società di trasporti che hanno disatteso gli avvisi meteo… mi sarebbe piaciuto tanto chiedergli come si è adoperato per organizzare il fermo dei mezzi pesanti e lasciar libero il passaggio agli altri utenti… e come mai era bloccato anche il centro di Firenze, dove è noto a tutti i camion non transitano?
Altra bella intervista al Ministro dei Trasporti che ha dichiarato che prima:" la priorità è sbloccare la situazione e poi si accerterà se ci sono state delle mancanze…" SIII!!! ci sono responsabilità Signor Ministro, rispetti l'impegno d'individuarle e sopratutto che "l'incidente" non si ripeta, sa l'inverno è appena iniziato!

Il divieto di transito ai mezzi pesanti è stato revocato per la giornata di oggi ed è un atto dovuto a quei colleghi che sono rimasti "intrappolati" da quella Strada che dovrebbe essere l'arteria vitale dell'Italia, quindi non un regalo ma un ATTO DOVUTO!!!

A questo punto mi viene da chiedere se questi personaggi si rendono conto che il trasporto contribuisce al PIL in una percentuale del 12%?
C'è un altro settore che produce così tanto e viene considerato così poco? inoltre accusato di tutti i mali della viabilità…

QUALCUNO HA IDEA CHE SE IL 90% delle merci viaggia su gomma, quelle sono montate sui camion e che quelli dovrebbero essere messi in condizione di viaggiare? come tutti gli altri utenti e per tutti, perchè anche il sale lo portano i camion, anche gli spazzaneve spesso sono camion… 

Trasporti= camion in movimento… estate & inverno e d'inverno può nevicare e ghiacciare.

Anche il Vicepresidente del Senato è rimasto bloccato, chissà se almeno la sua voce sarà ascolta? & continuerà a dire ciò che ha detto ora:" C'è chi non si è occupato della sicurezza dei cittadini!!!" 

A questo punto: i camionisti sono o no compresi nella categoria di cittadini?????

Se i camion si sono intraversati impedendo ai mezzi spargisale,di raggiungere il luogo, dopo giorni e giorni di preavviso non avrebbero dovuto evitare che si formasse quel ghiaccio su cui sono scivolati i camion passando prima?

Per stasera è prevista neve in diverse zone, si ripeterà lo stesso copione???

gisella corradini

Navigando… Donne al Volante

DONNE AL VOLANTE


Tassiste nella notte milanese: il cliente ambiguo, il potenziale rapinatore, le periferie deserte. Ho viaggiato con loro fino all’alba. L'articolo è uscito qualche tempo fa ma la città estiva e afosa dalle notti inquiete me le fa tornare in mente. Come se ne fossero loro, le regine
Foto di Alessandro  Grassani

Alle tre di notte di un sabato ghiacciato, Milano è uno spettrale rettilineo di semafori lampeggianti e macchine lanciate chissà dove, imitazione grottesca della frenesia dei giorni lavorativi. Eppure Donatella Russo, dal suo Tango24 accessoriato di caramelle per addolcire i clienti, ci legge del fascino dentro la città in dormiveglia che lei, bella signora mora e tatuata dall’età indefinibile («E non te la dico»), percorre ogni notte e a volte fino alle sei. La Milano by day non fa per lei, troppo traffico, «e poi vuoi mettere che bello vedere l’alba?».


Abbiamo appena lasciato una coppia americana in un hotel accanto alla stazione Centrale: hanno chiamato il taxi da un lussuoso ristorante della Brianza, corsa da 71 euro e 40. «Faccia 70» dice Donatella, ma l’uomo (un distinto ciccione avvolto nell’odore di alcol con accompagnatrice ossuta e addormentata) ne allunga 75. «È un bingo» commenta Donatella «corse così non capitano mai. Non ci credi?».
Milano di notte è slavata. Senza personalità. «Questa città la devi metabolizzare» filosofeggia Donatella «persino io che ci sono nata. In via Padova, per la precisione, dove molti miei colleghi non vanno perché ci sono facce brutte. Io non ho paura. Evito le zone di discoteche e locali: troppi ubriachi. Non mi tiro indietro se devo andare a Baggio o Quarto Oggiaro. Una volta ho portato uno zingaro fino alla sua roulotte dentro un campo rom. Certo che ha pagato, senza problemi. Se avessi paura cambierei lavoro, e ne ho già cambiati troppi. Facevo l’impiegata, parlo bene l’inglese sai? Ma volevo essere indipendente, stare di più con i miei figli, avere qualcosa di mio, ecco. Tanto Milano sarà sempre imprevedibile: l’unica volta che mi hanno rapinata è stato in corso Italia, pieno centro. Due ragazzi. Drogati. Uno si è piantato davanti alla macchina. Ero talmente agitata che invece di chiamare i carabinieri ho composto il 118. L’altro ha aperto la portiera e si è portato via la borsetta sul sedile. Sì, la tengo in vista perché è meglio che trovino subito quel che cercano, se no s’innervosiscono e mi fanno male. Si sono presi trenta euro, l’incasso lo avevo nascosto. Li hanno beccati mentre facevano un’altra rapina. Avevano dei coltelli in tasca. Insomma, ho rischiato».

Tratto da : http://emanuelazuccala.blogspot.com/2009/06/donne-al-volante.html

Buona STRADA alle taxiste di Milano e di tutte le altre città!!!


Il Comune di Milano ha stanziato un milione di euro per la sicurezza sulle auto bianche pensando soprattutto a loro, le trecento donne tassiste (su 4.880 licenze in città) per le quali l’incubo della rapina è inevitabilmente più nero. Invece di chiamare la centrale radio o il collega al cellulare e dire «Ciao nonna» per suggerire che il cliente a bordo mette inquietudine, ora potranno scegliere il ritrovato che preferiscono, dalla videocamera al vetro divisorio, e la spesa verrà loro rimborsata per un massimo di mille euro.
«Sai che in Cina i tassisti stanno dentro una gabbia?» ride Raffaella Piccinni, segretaria del sindacato autonomo Sitp e fondatrice dell’unica associazione nazionale di donne tassiste, l’Adit. «Le statistiche dicono che veniamo rapinate almeno una volta nella vita professionale. Siamo fortunate: le colleghe di New York subiscono almeno uno stupro».


Chi trova antipatici i tassisti pensa che paralizzino le città solo per difendere i propri interessi, che piangano miseria come se fossero gli unici lavoratori autonomi d’Italia. Il sociologo Marco Revelli li definisce «un’oligarchia mobile, che sta nello spazio pubblico con una logica privata». Ma Raffaella Piccinni, tassista e figlia di tassista, ragiona come un outsider: forte della sua associazione femminile, attacca il corporativismo dei radiotaxi («Sono loro la vera lobby») e spedisce i Nas negli orridi bagni dell’aeroporto di Linate. Propone d’installare colonnine telefoniche in ogni parcheggio per chiamare il taxi con un numero verde e di fondere le cooperative di radiotaxi in una “centrale unica” che manderebbe al cliente l’auto più vicina risparmiandogli tempo e denaro.
Il “fenomeno Raffaella” (così la chiamano i colleghi, e non per ammirazione) studia cinese, ha una laurea in filosofia («Non avrei potuto campare di stage e contratti a progetto. Preferisco guidare»), compone caustici raccontini metropolitani nel suo blog psicotaxi.splinder.com e si definisce infelicemente single: «Il mio ex mi presentava sua nonna, la matrona della famiglia, a condizione di non dirle che facevo la tassista». Il cliente ambiguo, potenziale rapinatore, lei lo scarica senza mezzi termini.


Mi invita a girare in notturna con le sue colleghe, per farmi constatare che è vero: al volante di un’auto bianca sei nelle mani della città. Di quella buona e di quella cattiva. «La tattica più comune del rapinatore è darti un’indicazione vaga sulla destinazione, in genere in periferia,
dove lo aspetta un complice» riferisce Raffaella divorando una pizza alla fine del turno. «Oggi l’unica cosa che possiamo fare è chiamare la centrale radio, che allerta le auto in zona, ma sarebbe più efficace collegarci a un server che invii la richiesta di soccorso alla polizia». E il vetro divisorio? «Salgono in quattro e uno ti siede per forza accanto». Portarsi un’arma? «Sei pazza? Il tassista è stressato. Non puoi armarlo». Installare una videocamera nell’auto? «Funzionerebbe come deterrente: sulla macchina devi scriverlo, per la privacy, che chi sale sarà videosorvegliato».
«Bisognerebbe inventare qualcosa per difenderci dai molestatori, anche da quelli solo verbali» sbotta Cira Sommella, 49 anni e da 18 incorporata nel traffico milanese, dalle 16 a mezzanotte. «Potrei raccontarti dell’albanese che mi urlava “Tu pensa solo a quello che ha fra le gambe tuo marito”, ovviamente cacciato fuori. Dell’anziano che ha voluto sedersi davanti, invitandomi a scappare con lui in Calabria e mettendomi una mano sulla coscia. Della polizia che ormai si vede poco di sera. Della collega colpita in test con un paio di forbici da una
cliente fuori di testa. Ma ne uscirebbe una città dove la vita non è più vita».


Meno catastrofica Antonietta, con il suo turno 21-7: «Guarda, dopo una cert’ora ci sono in giro solo viados. Le signorine alle due vanno a dormire. Ma è gente che lavora, come qualsiasi impiegato di giorno, e non dà problemi. In passato mi capitava spesso di portare clienti al “condominio”, una palazzina vicino alla stazione arcinota come bordello clandestino. Adesso sul taxi salgono quelli che vanno in corso Como a comprare la cocaina e pretenderebbero pure che li aspettassi».
Marina Ferri, 42 anni, ha anticipato il turno stremata dalla tensione della notte: «Termino alle 22, mi sono rifatta una vita sociale» dice sulla sua Mercedes, e confida di sentirsi randagia, talvolta: «Quando provo a guardarmi dall’esterno penso che sono qui, nella mia auto, e può capitarmi di tutto: uno che mi rapina o mi dà una botta in testa. Un incidente. E in un istante la mia vita cambierebbe».
Valentina Ceron, invece, si gode l’entusiasmo della neofita: 24 anni, tassista da cinque mesi, «fino alle 22 perché prima di affrontare la notte devi farti le ossa». Giovane e carina, è il volto di punta di un’emittente on line, C6 Tv: dalla webcam del taxi chiacchiera della città vista da una corsia preferenziale. Con ampi sorrisi del passeggero di turno. Al quale pare di stare dentro un reality.

Camion & Acrobazie

Ciao a tutte/i tir[1]

navigando sul sito di Professione camionista ho guardato un video di Holer Togni, famoso stuntman italiano, alla guida di un 190, ho ricordato gli spettacoli a cui avevo assistito e l'adrenalina che producevano in noi spettatori; nostalgia per gli anni passati e sono andata a trovarlo sul suo canale youtube, risponde personalmente, anche se non di frequente… si vede in un video anche alla guida di uno Stralis…  ho trovato anche un sito in cui si può leggere la sua storia, gli spettacoli,tractorpulling e altro:
 

 http://www.youtube.com/user/holertogni

http://www.holertogni.it/01.htm

cam02

 Personalmente lo ricordo un pò antidivo e socievole, si raccomandava di evitare di "provare i loro numeri" e in caso di "imprevisti" alla guida cercare di non perdere mai il "sanguefreddo", erano ancora lontano dai miei pensieri i camion e vederlo alla guida di un "bestione" per me fu un'emozione un'unica… ricordo che già allora, prima delle campagne sulla sicurezza ufficiali, diceva a noi Principianti di non bere, di non drogarci e di non farci prendere la mano dall'ebbrezza della velocità, quel sintomo "d'onnipotenza" che TI FREGA!!! cam20[1]
Predicava cinture, caschi e rollbar per chi voleva "correre"… in anticipo su tanti, ma col sorriso e senza salire in cattedra, con una modestia rara, in un campione, perchè per me lo è stato: CAMPIONE del rischio.

BUONA STRADA a Holer Togni, qualsiasi mezzo guidi ora…. e Grazie per lo spettacolo!!!

Per Michela… – 1

171020101144A te,
che sei partita senza ritornare…
a te,
che hai lasciato tutti nello sconforto…
a te
che sul più bello la strada ti ha spezzato le ali….
a te
che hai lasciato cuori che non risaneranno….
a te Michela,
voglio dedicare la mia giornata,
le mie preghiere, i miei pensieri, i miei discorsi……..
Di te si parla sempre con gli amici,
quegli amici che ti vogliono bene e che piangono tanto;
quegli amici che ancora oggi parlando di te mi chiamano Michela
e io sò che d'avanti ai loro occhi vedono te.
Per questo non morirai mai perchè lo sò che ovunque noi siamo tu ci sei.
Il Signore ti ha voluto al suo cospetto,
ci ha privato della tua persona ma non della tua presenza.
Sei viva nei ricordi e sei viva nello spirito,
noi preghiamo per te Michela,
tu che puoi prega per noi..
Ci sei in un arcobaleno,
ci sei in una notte di stelle,
ci sei in un lampo di luce….
ci sei e sempre sei viva nei nostri cuori…..
ti abbraccio a nome di tutti.

Queste sono le parole di Stella, una Lady Truck, scritte oggi, per ricordarla a nome di tutti.
La mamma di Michela, tramite me, invita chi è in zona e ha voglia di partecipare, alla messa in ricordo della figlia che si terrà nella Chiesa di San Mauro Pascoli alle ore 19,00 di domani 7 Dicembre.
Ringrazia tutte le persone che ieri, alla Statale 45, le hanno rivolto un pensiero… e chi non la dimentica.
Ringrazia Professione Camionista per aver ricordato Michela senza strumentalizzare e/o polemizzare.
Ringrazia chi vorrebbe portare un fiore sulla tomba, ma non può farlo materialmente, virtuamente può da questa pagina… una rosa… una preghiera… una poesia…
Chiede a tutte/i di non dimenticare mai, la sua Michela!

Un anno è passato… non dimentichiamoci Michela!

Ciao a tutte/i
oggi, giornata uggiosa, almeno in Piastrellawalley, è primo anniversario della morte di Michela…. vorrei scrivere una bella preghiera, invece mi vengono in mente solo dettagli di quel terribile salto, le notizie sui quotidiani e i racconti di Nadia, nelle nostre conversazioni; 
Michela amava la vita… dicono le amiche e la mamma…Michela amava la sua famiglia e gli amici…. Michela amava il suo lavoro e non avrebbe dovuto morire, non così presto….
Quando Nadia racconta i viaggi sul camion con Michela e le piccole avventure gli s'illuminano gli occhi e a chi ascolta viene il nodo alla gola, quando parla del suo dolore, non si riesce a trattenersi dalle lacrime… la solitudine di aver perso una figlia e continuare a vivere per crescere la nipote…
La solitudine dei ricordi che non ti fanno vedere il futuro, perchè non vuoi dimenticare nulla, perchè non ce ne saranno altri e devi conservarli per sempre… per questo chiedo sempre di scriverle…mi dice sempre:

MICHELA AMAVA LA VITA!!!

e così vogliamo ricordarla… come vuole la sua mamma….
BUONA STRADA Michela!!!

Da IL VENERDI di Repubblica le parole di Enrico BINI

Ciao a tutte/i
personalmente ritengo giusto dare rilievo a questa intervista pubblicata qualche settimana fa, che ho potuto vedere tramite la segnalazione di un'amica, solitamente non leggo questa rivista, non trovandone traccia nessuna traccia in rete ho pensato di pubblicarla qui, è solo un punto d'incontro fra amici e colleghi, ma il nostro modesto
contributo a chi si espone in prima persona ci sembra doveroso, solidarietà è anche questo, un piccolo gesto.
Grazie Enrico e BUONA STRADA SEMPRE!!!

gisy
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