Archive for Febbraio 27th, 2024

La storia di Livia

 

Un’altra collega che partecipa al concorso per il Sabo Rosa 2024 è Livia della provincia di Padova.

Il link:

https://www.sabo.it/livia-manolache/

La sua intervista:

 

Livia Manolache

Impiego: autista di camion
Residenza: Selvazzano Dentro (PD)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

Prima della pandemia ho cominciato a cercare un nuovo lavoro perché, essendo una ragazza madre, avevo bisogno di aumentare il budget della famiglia. Guardando negli annunci ho notato che tantissime aziende cercavano autisti e così ho deciso di prendere la patente . E sono molto contenta di averlo fatto. Oggi guido per un’azienda di trasporti del Veneto e i viaggi mi permettono di tornare a casa da mia figlia tutte le sere.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Perché ho rispetto per le persone che fanno questo lavoro e questa mi sembra una bella iniziativa per dare valore a tutte le donne autista.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Il lato positivo è che sul camion ci sei tu con la tua volontà e le tue capacità. Non c’è nessuno che ti guarda o ti giudica, e se sei bravo e sai gestirti, è un lavoro che ti lascia molta libertà. Poi mi piace moltissimo viaggiare e conoscere persone nuove e posti mai visti, scoprire l’Italia. Per il resto io sono una persona che si adatta a tutto.

 

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La storia di Maria Luisa

 

Maria Luisa guida gli autosnodati nella sua città, ma ha anche viaggiato in camion insieme a suo marito.

Il link:

https://www.sabo.it/maria-luisa-ciurca/

La sua intervista:

Maria Luisa Ciurca

Attività: autista di camion, autista di autobus
Residenza: Nizza Monferrato (AT)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

L’ho capito a 18 anni, quando mi sono fidanzata con mio marito, che ha un’azienda di autotrasporto. Così ho cominciato a viaggiare assieme a lui, oltre i confini nazionali. Da sempre ho la passione per i motori e la meccanica, compravo motorini, motociclette, l’Apecar, ma da quel momento l’idea di prendere la patente di guida per i camion ha guadagnato una ragione in più.  Oggi sono conducente di autobus, per la Bus Company di Cuneo, e sono l’unica donna in città che guida un autosnodato, sia nelle tratte urbane sia in quelle extraurbane.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Ho visto il post su Facebook e mi sono incuriosita. Ho deciso di iscrivermi perché è una bella iniziativa dedicata alle donne autista.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Ogni lavoro ha i suoi pro e contro. Guidando l’autobus mi piace l’idea di essere in giacca e cravatta e di avere orari certi, cosa che ad esempio non capita quando si guidano i camion. È anche vero che si hanno molte responsabilità, trasportando persone, e ci sono tempi che non è sempre facile rispettare perché si guida nel traffico cittadino. Però è un lavoro che mi gratifica e piace molto.

 

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La storia di Lory

 

Tra le camioniste in gara per il Sabo Rosa 2024 c’è anche Lory, iscritta a sua insaputa dalla sua sorellina!

Il link:

https://www.sabo.it/lory-della-giovanna/

La sua intervista:

Lory Della Giovanna

Attività: autista di camion
Residenza: Primaluna (LC)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

“Ho iniziato questa professione per caso, lavorando per un’impresa edile con la quale collaboro ancora oggi, in particolare per mansioni di sgombero neve… E’ un lavoro nato per caso ma diventato subito passione!”

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

“L’iscrizione l’ha fatta di nascosto la mia sorellina, con il mio compagno come complice.”

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

“Non mi piace, cosa comune a tutti i settori, la mancanza di meritocrazia! Per il resto mi piace proprio tutto”.

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La storia di Simona

 

Un’altra bella storia che racconta la realizzazione di un sogno è quella di Simona, anche lei guida gli autobus e partecipa al concorso del Sabo Rosa 2024.

Il link:

https://www.sabo.it/simona-ciotti/

La sua intervista:

 

Simona Ciotti

Attività: autista di autobus
Residenza: Ascoli Piceno

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo? Com’è il tuo lavoro?

Quella per i mezzi pesanti, e per gli autobus in particolare, è una passione che ho fin da quando ho iniziato a camminare. Mia mamma mi ha sempre raccontato che, quando andavamo a passeggio ad Ascoli, io indicavo i pullman che passavano.

Una ventina d’anni fa, dopo diverso tempo trascorso in fabbrica, ho deciso che avrei seguito la mia passione e ho preso le patenti, anche se è stata una scelta osteggiata un po’ da tutti. Mio padre, ad esempio, che era camionista, mi diceva che avrei fatto molta fatica, che una donna non avrebbe fatto strada nel mondo del trasporto pesante, che venendo da un piccolo paese di provincia mi avrebbero guardata con sufficienza e con un po’ di sospetto.

A dispetto delle “Cassandre” ora guido per l’azienda Start Spa di Ascoli Piceno (la società che si occupa del trasporto pubblico locale) i pullman con cui serviamo le tratte extraurbane dal capoluogo a Civitanova, dopo aver fatto per diverso tempo il servizio urbano.

All’inizio, in effetti è stata dura, ma ora si sono abituati a vedermi alla guida e capita, a volte, di parlare con qualche passeggero che rimane ammirato dalla passione che metto nel lavoro. E anche il mio papà ora è orgoglioso di vedermi al volante di un pullman; è una piccola vittoria anche questa.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Conosco il Sabo Rosa da diversi anni e mi ha sempre incuriosito. Mi piace l’idea che si dia voce ai racconti di vita delle camioniste e delle autiste.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Io amo il mio lavoro e sinceramente non cambierei nulla. È una vita che mi piace.

L’unica cosa che lascia un po’ l’amaro in bocca, alla maggioranza dei colleghi con cui ho avuto modo di parlare, è che lavoriamo con un contratto nazionale obsoleto e quindi il salario non è adeguato al costo della vita di oggi. Soprattutto perché le responsabilità sono tante e le tratte extraurbane richiedono un grande impegno, in termini di tempo ed energie.

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