Posts Tagged "interviste"

10 domande a …Palmira!

 

Dalla rubrica di “Uomini e trasporti”, “Voci on the road”, questa bella intervista alla collega Palmira!

Buona strada sempre!

Il link:

https://www.uominietrasporti.it/dopolavoro/voci-on-the-road/10-domande-a-palmira-mura-2/

 

L’intervista:

 

CARTA DI IDENTITÀ

Nome Palmira
Cognome Mura
Età 53
Stato civile Single
Punto di partenza Piacenza
Anzianità di Servizio 3 anni
Settore di attività Trasporto industriale

 

  • Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo dei camion?

È una passione che ho sempre avuto, sin da ragazza. Il mio primo fidanzato faceva l’autista e spesso viaggiavo con lui. Ero affascinata da questo mondo di libertà. Anche se per realizzare questo sogno ci sono voluti diversi anni.

  • Raccontaci il tuo percorso…

Sono diventata mamma in giovane età, ho avuto quattro figli e ben presto ho dovuto rinunciare al sogno di diventare camionista. Ho lavorato quindi per vent’anni in una RSA dove mi occupavo di accudire le persone anziane. Poi, con l’arrivo della pandemia, è arrivata la svolta. Quello è stato un momento emotivamente duro, di grande sofferenza, che mi ha portato a prendere la decisione di cambiare vita. E così nel giro di otto mesi ho preso le patenti e nel 2021 ho realizzato il sogno di salire sul camion.

  • E oggi di cosa ti occupi?

Lavoro per una ditta che si occupa di trasporto di materiale di vario tipo, prevalentemente industriale. Mi trovo molto bene.

  • È stato difficile confrontarsi con questo nuovo mondo?

Sono stata fortunata. Ho avuto un capo che mi ha dato fiducia sin da subito, al di là del fatto che avessi le patenti. Evidentemente ha visto in me tanta passione, tenacia e voglia di mettersi in gioco. E anche il rapporto con i colleghi è ottimo. Mi supportano sempre.

  • In famiglia come hanno reagito al tuo cambio di vita?

Per una vita intera ho cresciuto i miei figli ripetendo loro che desideravo fare la camionista più di ogni altra cosa. Quando ho raggiunto questo traguardo, con ironia mi hanno detto: «Beh, almeno adesso non ci rompi più le scatole. Sali sul camion e vai!».

  • Qualcuno dei figli ha ereditato la tua passione?

Nessuno di loro. Mio figlio ha provato per un periodo a lavorare come corriere, ma presto ha capito che non faceva per lui e ora fa il carpentiere. Delle tre figlie, invece, una ha seguito le mie orme da OSS, una è gastronoma e una lavora in autogrill.

  • Di recente ti sei aggiudicata il premio di donna autista dell’anno, ovvero il Sabo Rosa 2024. Come hai reagito a questa notizia?

È stata una grande emozione. Del resto, erano anni che seguivo questo concorso, anche perché mi piace l’idea che si dia un riconoscimento a una donna che fa questo lavoro. E così mi sono candidata. Quando ho saputo della vittoria, mi sono sentita davvero orgogliosa di me stessa. L’ho visto come un importante riconoscimento per tutti i sacrifici che ho dovuto fare nella vita per arrivare fin qui.

  • La lezione di vita più importante che hai imparato da questa esperienza?

Che non esiste un’età giusta per cambiare o per poter fare ciò che si ama davvero. Certo, non avrò mai l’esperienza di chi fa questo mestiere da una vita, ma io ci metto il massimo dell’impegno, imparo giorno dopo giorno.

  • E cosa porti con te, invece, del vecchio lavoro?

Dico sempre che sono «un’autista col cuore da OSS». Nel senso che avendo lavorato per tanti anni come assistente per le persone più fragili, porto con me tutta l’esperienza che ho coltivato nel sapersi relazionare con gli altri, a livello empatico e psicologico. Sono competenze che tornano utili anche in questo lavoro di autista.

  • Cosa fai quando stacchi dal lavoro?

Mi godo la famiglia, i miei figli e miei nipotini.

Read More →

La storia di Romina

 

Dalla rubrica “Anche io volevo il camion” di “Uomini e trasporti”, la bella storia di Romina, camionista e imprenditrice davvero “eccezionale”! Naturalmente articolo della nostra amica Elisa Bianchi.

A tutte le colleghe, buona strada sempre!

 

Il link:

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/anche-io-volevo-il-camion/romina-cristelli-lequilibrio-tra-ufficio-e-cabina/

L’articolo:

Romina Cristelli. L’equilibrio tra ufficio e cabina

Romina Cristelli è autista e imprenditrice. Insieme alla zia e ai cugini è titolare della Cristelli, azienda della Valsugana specializzata in sollevamenti e trasporti, e si divide tra ufficio e cabina. È figlia d’arte, ma a 26 anni, dopo la morte prematura del papà si è rimboccata le maniche. Oggi ha 45 anni, è mamma di due ragazze, ama il ballo country e ha le idee molto chiare su cosa serva per poter fare questo mestiere

Essere una delle – rare – donne imprenditrici nel settore del trasporto non è facile; essere un’autista nemmeno. Immaginate di essere entrambe le cose, come nel caso di Romina Cristelli, ed è facile intuire come passione, determinazione e soprattutto dedizione siano necessariamente gli ingredienti essenziali di questa storia. Romina è figlia d’arte, anche se nella sua vita ha dovuto imparare presto a camminare sulle sue gambe. Il papà, socio della ditta Cristelli insieme alla sorella (la zia di Romina), è mancato nel 2005 quando lei aveva 26 anni. Il suo insegnamento, però, è stato prezioso, e Romina ha saputo portare avanti il sogno del padre facendolo proprio.

Romina vive a Pergine Valsugana, in Trentino, è una donna di poche parole, ma lascia parlare i fatti: oggi l’azienda vanta un parco di circa un’ottantina di veicoli, tra mezzi di sollevamento, semirimorchi e autocarri, e 22 autisti. Lei compresa, visto che alterna la gestione dell’azienda al posto in cabina. «Non ho mai pensato di fare altro» ci rivela quando la raggiungiamo al telefono. Per oggi niente camion, è nel suo ufficio e trova il tempo per raccontarsi, tra i mille impegni, durante una veloce pausa pranzo. «Già a tre anni salivo in camion con mio papà e ho iniziato ad aiutare in azienda quando ero solo una ragazzina. Sono sempre stata presente. Così, quando papà è mancato giovane, ho portato avanti l’attività insieme a mia zia e mio cugino Gianluca».

Romina è imprenditrice, autista e anche gruista, ci tiene a sottolineare. Far coincidere le tre cose non è facile. «Mi divido tra il camion e l’ufficio, per questo se posso preferisco tenere per me viaggi che mi consentono di rientrare prima in azienda, o comunque di non passare fuori le notti, per poter gestire al meglio l’azienda». Quando è al volante (di solito un Volvo), Romina guida bilici, motrici e gru, a seconda delle esigenze, e trasporta «di tutto, a seconda delle settimane» ci spiega. La Cristelli si occupa infatti di sollevamenti e trasporti, anche eccezionali.
Le facciamo notare che già le donne autiste sono poche, ma le donne autiste e anche imprenditrici sono ancora più rare. «Per essere imprenditori – replica – bisogna avere spirito e coraggio. Per essere autiste, invece, le donne devono avere più passione e determinazione rispetto agli uomini, perché il settore è ancora maschilista. È dal 1997 che faccio questo mestiere, eppure ancora devo dimostrare di saperlo fare. Non bisogna darsi per vinte mai, ma resta solo chi ha davvero passione. Tante donne si avvicinano al settore e poi se ne vanno. Spesso perché vogliono solo dimostrare di essere in grado di farlo, ma se poi non hai lo spirito giusto è difficile andare avanti. Anche perché far conciliare tempo libero e vita familiare con questo lavoro è abbastanza difficile».

Romina è anche mamma di due ragazze di 20 e 24 anni. Di come conciliare vita familiare e – l’impegnativa – vita professionale, quindi, ne sa qualcosa. «Con le mie figlie non è stato semplice, ma ho sempre cercato di far capire loro il valore e l’importanza del lavoro, e soprattutto che questo ci permetteva di non far mancare loro nulla. So che sembra una frase scontata, ma l’importane non è quanto tempo si passa insieme, ma la qualità di quel tempo. Oggi sono grandi e quindi per me è più semplice, riesco anche a trovare il tempo per dedicarmi ad altre mie passioni, per esempio il ballo country».
Le chiediamo di raccontarci di più. «Faccio parte di un gruppo composto da persone stupende, ci chiamiamo “Let’s go” e ci esibiamo spesso in zona nei week-end. Mi fa bene, mi aiuta a staccare».
Ma pensando al futuro, per la Cristelli c’è forse in vista un nuovo cambio generazionale? «Le mie figlie hanno preso strade diverse e io le ho lasciate fare. È giusto che ognuno segua le proprie passioni come io sono stata libera di seguire la mia. L’importante è credere in loro. Un cambio generazionale già lo abbiamo affrontato in azienda, quando mio papà è mancato, e in quella difficile fase mia zia ha avuto la capacità di lasciarci liberi di fare e di sbagliare, ci ha lasciato libertà nella gestione dell’azienda e la mia speranza, oggi, è che papà sia orgoglioso di quello che abbiamo fatto».

L’anima dell’azienda è giovanissima: 30 ragazzi e ragazze compongono un team composto da operai specializzati, impiegati degli uffici tecnico e organizzativo.

In effetti, di cose di cui andare fieri ce ne sono diverse. Tra queste, anche il fatto che la maggior parte degli autisti dell’azienda di Romina sono ragazzi con meno di trent’anni. Se avvicinare i giovani all’autotrasporto oggi sembra difficilissimo, in Cristelli sembrano aver trovato la ricetta segreta. «Tuttavia – ci rivela Romina – ne servirebbero di più. Non manca il lavoro oggi, ma il personale. È chiaro che dipende molto anche dal settore e dall’azienda, dalle condizioni che si offrono, però penso sia anche un problema generazionale. Oggi il lavoro non è più visto come una passione, ma come un dovere. Di conseguenza, un lavoro che impegna molte ore, che richiede grande disponibilità e che non è fisicamente facile, è più difficile da voler fare. I ragazzi oggi cercano un lavoro comodo, ben pagato e che lasci molto tempo libero, di conseguenza si accontentano di lavori che offrono queste condizioni, ma per i quali non hanno passione. Nella vita invece non bisogna aver paura di superare ciò che percepiamo come dei limiti, perché è solo superandoli che si matura. Insomma, cosa ti fa sentire realizzato nella vita se non la passione?».

Read More →

Intervista a due voci

 

Dal programma “Camionisti” trasmesso su Isoradio, un’intervista a due voci alle colleghe Palmira e Silvia, ognuna di loro racconta le sue esperienze da donna camionista, buon ascolto!

https://www.raiplaysound.it/audio/2024/04/Camionisti-del-24042024-71c64d84-4e8d-4d0e-808b-f0f6a0243a78.html

Read More →

I consigli di una collega: Marzia!

 

Questa volta su “Uomini e Trasporti” nella pagina dedicata ai consigli per i ristoranti, “Me l’ha detto un camionista”,  c’è l’intervista di Elisa Bianchi alla nostra Marzia.

E di che ristorante poteva parlare se non della mitica Trattoria La 45 di Niviano di Rivergaro dove siamo di casa e dove tutti gli anni ci ritroviamo per il nostro pranzo annuale ?!?

 

Il link dell’articolo:

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/me-lha-detto-un-camionista/trattoria-la-45-niviano-pc/

Il testo:

Trattoria LA 45 | Niviano (PC)

Marzia Guareschi

Il ristorante truck del mese è il luogo di ritrovo di fiducia del Lady Truck Driver Team “Buona Strada”, gruppo di oltre un centinaio di donne tra trasportatrici e appassionate del mestiere che dal 2007 si riunisce una volta l’anno presso la Trattoria LA 45 di Niviano. A parlarcene è Marzia Guareschi, membro storico del gruppo nonché colei che per prima scovò la trattoria. Marzia ha 58 anni e vive a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma. Da ormai vent’anni lavora come autotrasportatrice “jolly” – come si definisce lei, perché si mette in cabina all’esigenza – per l’azienda di famiglia, l’Autotrasporti Rigolini Enzo, insieme al marito e, da quest’anno, anche il secondo figlio, Alessandro.

La passione per il mestiere l’ha ereditata dal papà, ex casaro con cui amava passare i pomeriggi di infanzia consegnando il latte. «La Trattoria LA 45 mi fu consigliata da un ristoratore della zona – ci racconta Marzia -. Cercavamo un posto dove poter organizzare i nostri pranzi/raduni e così, dopo un pranzo “di prova” con le altre ragazze del Lady Truck Driver Team, è nato subito un bellissimo feeling con il titolare del locale, Mauro, che ci ha accolte da subito. Si mangia benissimo, soprattutto i piatti locali, e ad un buon prezzo. Inoltre ci sono molti posteggi per i camion, ecco perché per noi è diventato un posto di fiducia».

TRATTORIA LA 45

La Trattoria LA 45 è gestita da Mauro Magnani insieme alla moglie, e al figlio, William. Aperto dal 2001, il locale è un punto di riferimento non solo per il Lady Truck Driver Team, ma per tutti coloro che si trovano a passare (affamati) sulla Statale 45 nel Piacentino. Tutti i giorni a pranzo accoglie non solo autisti, ma molti lavoratori della zona, attratti dal menu di lavoro – che comprende un primo e un secondo a scelta, contorno, vino, acqua e caffè – al prezzo di 16 euro. «Il nostro fiore all’occhiello è il bollito misto – spiega Mauro – ma tra i nostri piatti più apprezzati, oltre a quelli della tradizione piacentina, ci sono anche gli arrosti e la carne alla griglia. Il menu è molto ampio, perché cerchiamo di soddisfare i gusti di tutti, con una vasta scelta anche di primi». Per quanto riguarda invece il posteggio, «è abbastanza ampio e può ospitare all’incirca una ventina di camion, in più c’è un ulteriore piazzale davanti alla Trattoria che può ospitare altri tre o quattro camion».

Mauro poi ci rivela con grande entusiasmo che nel 2018 hanno partecipato (e vinto, sottolinea) a “Camionisti in trattoria”, condotto allora da Chef Rubio.
«Anche in quella occasione era stata Marzia a proporre la nostra attività. Il rapporto con il Lady Truck Driver Team è speciale, le abbiamo nel cuore e ogni anno non vediamo l’ora della prima domenica di dicembre, dedicata sempre al loro pranzo di raduno».
Una cosa che manca, però è il servizio doccia, molto utile per le persone che restano fuori da casa diversi giorni.

Read More →

la camionista Simona

 

Un altro bel video intervista dedicato a Simona!

Una collega con una grande passione per il suo lavoro!

Buona strada sempre Simona!!!

Read More →

La storia di Martina!

 

Una nuova intervista di Elisa Bianchi, sempre dal blog di Uomini e trasporti “Anche io volevo il camion”. Ringrazio Elisa di dare voce a tante nostre colleghe e di farci conoscere le loro storie, è un modo per confrontare le nostre esperienze di vita sul camion, sapere che non siamo poi cosi poche a girare per le strade d’Italia e non solo!

Questa volta ci racconta la storia di Martina, una giovane collega con una grande passione: guidare i camion!

Martina la conosco di persona e la considero un’amica, una giovane amica a cui auguro tanta buona strada per il suo futuro on the road!

Questo è il link dell’articolo:

https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/anche-io-volevo-il-camion/martina-caramellino-ho-25-anni-e-voglio-guidare-il-camion-se-non-adesso-quando/

 

E questa la sua storia:

Martina Caramellino: «Ho 25 anni e voglio guidare il camion. Se non adesso, quando?»

Non è una “figlia d’arte”, ha studiato grafica e comunicazione e nessuno, almeno all’inizio, appoggiava la sua scelta di guidare un camion. Eppure, la sua grinta ha avuto la meglio e oggi Martina Caramellino, venticinquenne originaria di Trino, è un’autista

«Sono riuscita a trovare lavoro a forza di provare e non mollare. Non è stato facile, la maggior parte delle persone con cui ho fatto un colloquio non si fidavano». Martina Caramellino ha 25 anni, è originaria di Trino, in provincia di Vercelli, e dallo scorso maggio ha realizzato il desiderio di guidare un camion. Desiderio nato in modo naturale, istintivo, senza che Martina avesse mai davvero avuto esperienza con il mondo dell’autotrasporto. Non un familiare autista, solo qualche conoscenza, ma nessuno ha mai davvero creduto che Martina facesse sul serio. Oggi guida un camion frigo e tutti si sono dovuti ricredere. Non è stato facile però, e lei non lo nasconde. Anzi, è la prima cosa che ci racconta. «Sono alta poco più di un metro e cinquanta, quando arrivavo ai colloqui mi chiedevano se arrivassi almeno ai pedali, oppure se fossi italiana. Una volta addirittura mi hanno chiesto se fossi lì per portare il curriculum di mio marito. Mi sono scontrata con tanta diffidenza prima di trovare un’azienda che volesse darmi fiducia». Alla domanda su quanti cv abbia dovuto mandare, la si sente sorridere timida dall’altro capo del telefono. «Tanti» è la risposta.

Alla fine, però, il lavoro è arrivato.

Mi ha chiamata una ditta della zona per guidare il camion frigo. Il contratto poi è scaduto e ho iniziato a lavorare per altre aziende, prima sempre con il frigo, poi da inizio gennaio con la nuova azienda ho cambiato anche tipo di lavoro. Oggi, infatti, guido una cisterna per il trasporto di liquidi alimentari.

Facciamo un passo indietro. Perché l’idea di guidare un camion?

Uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia è di quando andavo in giro con mio nonno. Era un fabbro e aveva un furgoncino Daily. Per me era come se fosse un camion, lo vedevo enorme. Credo sia nata così la mia passione per la guida.

Una passione che è diventata anche uno sport: il rally.

Nella zona in cui abito si tiene tutti gli anni una corsa di rally. Mi piaceva guardare quelle macchine colorate che andavano veloci. Volevo provare anche io, così ho preso il brevetto. Ho corso per un paio d’anni e gara dopo gara sono arrivate anche le soddisfazioni. Insieme al ragazzo con cui correvo ci siamo classificati primi di classe al rally di Alba.

Anche nel rally ci si scontra in qualche modo con degli stereotipi di genere, come ti è successo con l’autotrasporto?

È sicuramente un ambiente diverso, ma in cui nessuno mi ha mai fatto pesare il fatto di essere una donna. Penso che comunque dipenda sempre dell’intelligenza e dalla mentalità delle singole persone.

Le persone intorno a te come hanno preso la tua decisione?

Mia mamma all’inizio non voleva, oggi invece capita spesso che mi difenda quando qualcuno giudica la mia scelta. Molte persone non capiscono, mi chiedono come faccia «a portare quel coso». Rispondo che basta schiacciare l’acceleratore, mica lo devo trainare.

Poi Martina si lascia andare a una confidenza…

Non hai idea di quanti pianti mi sono fatta da sola per via di alcuni episodi spiacevoli. Ricordo per esempio che durante il mio affiancamento iniziale stavo guidando e avevo il finestrino abbassato. Un ragazzo poco più grande di me mi ha urlato «voi donne state rovinando il mondo». Quando hai tante buone intenzioni e poi senti dire certe cose ferisce, soprattutto se quelle parole arrivano magari da dei padri di famiglia. Voglio dire, se distruggessero i sogni ai loro figli come si sentirebbero?

 

Read More →

Rita, passione e tenacia.

 

 

Nei podcast di K44 ho ascoltato questa intervista con Rita, una collega di “lungo corso”, come l’anno definita. Mi è venuto in mente che ho avuto il piacere di incontrarla, qualche anno fa,  un paio di volte in un’azienda della bergamasca dove andavo a consegnare. Di lei mi colpi il fatto che nonostante fosse più grande di me non aveva nessuna intenzione di scendere dal suo camion! Ed è un piacere sapere che viaggia ancora! Buona strada sempre Rita!

Questo è il link per ascoltare l’intervista:

https://www.spreaker.com/episode/storie-su-ruote-rita-zamarco-passione-e-tenacia-da-autotrasportatrice–58609845?utm_medium=app&utm_source=widget&utm_campaign=episode-title

E questo il testo che accompagna il podcast:

Rita Zamarco è un’autotrasportatrice di lungo corso, ma soprattutto appassionata del suo lavoro e del suo Daily. Trasporta principalmente bulloni, cassoni, pallet e scatole. Ogni anno percorre mediamente 110-120 mila chilometri e da quando ha iniziato a lavorare ha percorso più di 4 milioni di chilometri. In realtà, Rita non ha sempre fatto questa professione. C’è stato un momento, però, in cui si è convinta che quella del trasporto merci fosse la sua strada. Una decisione facilitata in parte dal fatto di avere in famiglia qualcuno che potesse fungere da formatore. Ma sentiamo direttamente dalla sua voce come sono andate le cose. Sentiamo, cioè, una nuova «storia su ruote» che andiamo a inserire all’interno del nostro podcast di K44 – La voce del trasporto.

Read More →

La dura vita di ‘Lady Truck’

 

Questa volta girando e rigirando nel web ho ritrovato questa video intervista fatta alla nostra portavoce, la Gisy!

E’ datata 25 gennaio 2008! Sono passati ormai 16 anni da allora e tante cose sono cambiate nelle nostre vite, i camion, i tragitti, ecc,  però è bello riascoltare le sue parole, risentire la sua storia che poi è quella delle donne camioniste, siamo in poche oggi come allora, e anche se per fortuna ci sono tante nuove colleghe, la percentuale rispetto agli uomini è ancora bassa.

Quando il giornalista le chiede cosa significa avere il camion nel cuore, lei risponde cosi:

“Avere passione per i camion significa essere pazienti, tolleranti, cocciute, perseveranti, un sacco di qualità che se non le hai, se non hai quest’alchimia non resisti, è un mestiere molto pesante, molto impegnativo, imprevedibile, devi avere quel pizzico di dote in più che ti permette di cavartela in qualsiasi evento ti possa succedere.”

Penso che sia cosi per tutte noi!

Questo è il link dove si può vedere il video:

https://video.repubblica.it/cronaca/la-dura-vita-di-lady-truck/16571/17662

(Ai tempi l’intervista era più lunga, ma gli altri video non ci sono più, peccato.)

Read More →

La storia di Lola

 

 

Dal sito di “Camion e furgoni magazine”,  Gabriele Bolognini intervista la collega Lola Marta Bertazzo!

 

Il link dell’articolo:

https://www.camionefurgonimag.com/lola-marta-bertazzo-e-il-camion/

La sua storia:

“Lola” Marta Bertazzo e il camion

18 luglio 2023

Dall’informatica al fuoristrada per poi arrivare alla guida dei camion e nel futuro? Magari una cyber-trucker

Marta, Lola per gli amici, ha 41 anni, ma ne dimostra 20. Brillante, spigliata, ha pure una bella penna con la quale descrive brevi attimi della propria vita da camionista in modo incisivo e sarcastico sui social. Ma soprattutto quello che traspare dai suoi post è una grande passione per tutto quello che fa. Insomma, ci ha incuriosito e l’abbiamo intervistata.

Come nasce questa passione per i camion?

“In realtà non lo so nemmeno io. O meglio, prima di fare questo mestiere ho lavorato nel settore del web digitale insieme ad altri due amici soci per quasi quindici anni. Sono stati anni stupendi, abbiamo creato siti internet, applicazioni e tanto altro ancora ma ad un certo punto quel lavoro non mi dava più soddisfazione. Non riuscivo più ad esprimere la mia creatività. Stava diventando una routine. Così ho deciso di mollare. Proprio in quel periodo stava nascendo in me una gran passione per le auto fuoristrada. Mi affascinava quel mondo di appassionati che ama intervenire personalmente nelle modifiche al mezzo. Partecipare ai raduni. La sfida di percorrere strade impossibili immersi nel fango. Diciamo che l’appetito vien mangiando… volevo spingermi oltre. I camion sarebbero stati la mia prossima meta.”

Dal fuoristrada al camion

“Sta di fatto che nel mese di settembre 2019 mi sono iscritta all’autoscuola per prendere la patente C che ho acquisito a gennaio 2020. Il mese successivo è esplosa la pandemia che ha bloccato tutti i corsi e le sessioni d’esame. Siccome quando inizio un percorso, lo devo portare fino in fondo, ho iniziato a studiare da casa come una forsennata e, appena si è allentata la morsa delle chiusure, ad agosto sono riuscita a dare gli esami del CQC e ad ottobre ho concluso il mio percorso con l’ottenimento della CE. A quel punto dovevo cercare lavoro. In vita mia non ho mai chiesto raccomandazioni, però la passione e la voglia di guidare i camion era tanta che andai a trovare mio cugino, che è socio fondatore della Cooperativa Lusia Service partner di Translusia, importante consorzio di autotrasportatori del nord Italia, per chiedergli se mi potevano assumere. Detto, fatto: il 20 febbraio 2021 ho sottoscritto il primo contratto di quattro mesi e sono stata catapultata direttamente sul “bilico.” 

“Da allora non sono più scesa! Ho lavorato come frigorista e da qualche mese ho voluto imparare la vasca. Oggi mi sembra incredibile di trovarmi qui a raccontare questa storia e, soprattutto, di fare questo lavoro che amo, con tutti i suoi pro e i suoi contro.” 

Sentire il tuo racconto ed il tuo entusiasmo fa riflettere: come mai, secondo te, i giovani non vengono attratti da questo mestiere?

“I vecchi camionisti direbbero per mancanza di passione. Vero, ma le “vecchie guardie” vivono e vedono la realtà secondo la propria prospettiva, com’è giusto che sia. Il che però non costituisce automaticamente una corretta lettura degli scenari attuali. C’è un inevitabile cambiamento in atto. Bisognerebbe spiegare questo alle nuove generazioni di autisti. I nuovi camion sono ricchi di tecnologia. E il trasporto intermodale, spesso citato nei manuali di Scuola Guida, sta diventando realtà, permettendo soluzioni di viaggi più sostenibili. Tutto questo porterà la figura dell’autista come la conosciamo, a sparire, sostituita da una figura più tecnica e sostenuta alla guida dalla tecnologia, in grado quindi di “guidare” un mezzo pesante limitando la fatica fisica delle ore di guida quotidiane.”


“Mi piace anche pensare che la naturale evoluzione di questo mestiere sarà un autista che molto probabilmente non dovrà nemmeno più preoccuparsi di parcheggiare il rimorchio in ribalta perché, una volta programmata l’azione, mezzo e ribalta dialogheranno tra loro realizzando la manovra perfetta. 
Questi tecno-autisti saranno insomma un po’ come piloti di droni: prepareranno i veicoli e le tratte da un tablet, monitorando seduti sul sedile di guida o a distanza su una poltrona d’ufficio. Sono quasi certa che una professione così “pulita” e comoda, attirerà l’attenzione delle nuove generazioni, più a loro agio con tutto ciò che è virtuale rispetto a ciò che è reale. Quindi, per riprendere la riflessione – continua Lola – il cerchio si chiuderà, secondo gli scenari futuri e non secondo non più attuabili, romantiche concezioni di riqualificazione di un mestiere che sta naturalmente evolvendo. Una volta per far il camionista servivano unicamente la passione per la guida, per i viaggi, per il voler essere autonomi e liberi dalla routine. Insomma, credo che molto probabilmente un giorno la professione diventerà più tecnica… ma onestamente sono contenta di poter vivere questo momento davanti a un volante big size anzichè un monitor!”


Con il decreto Milleproroghe il governo concede un voucher dal valore di 2500 euro per ogni individuo di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che intende prendere le patenti C1, C, C1E, CE, D1, D, D1E, DE e CQC. Pensi che sia utile questa iniziativa per attirare i giovani al mestiere di camionista?

“Riguardo all’agevolazione sui corsi per l’ottenimento delle patenti, penso che oggi nessuno acquisterebbe qualcosa che non sia stata pubblicizzata nel modo più accattivante possibile. Intendo dire che i giovani non conoscono quasi nulla di questa professione e quello che sanno, lo hanno imparato da superati cliché cinematografici o folkloristici. I voucher hanno un’anima prettamente commerciale e pertanto acquistano valore se quello a cui servono viene dato valore. E in Italia il mestiere dell’autista di mezzi pesanti non è valorizzato dalle Istituzioni, è sempre più sconosciuto, invisibile, maltrattato. Una professione priva di un valore riconosciuto sia in termini di economia che di status del lavoratore.”


 

Buona strada sempre Lola!

Read More →

4 chiacchiere con Valentina

 

Un altro video della serie “4 chiacchiere con…” da canale del collega e youtuber Mauro Gadaleta.

Questa volta la chiacchierata la fa con la collega Valentina, una lunga storia tutta da ascoltare! Complimenti a Valentina per la sua tenacia nel fare questo mestiere e a Mauro per questa bella serie di video!

Buona visione e buona strada sempre!

 

Read More →