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Archive for Aprile 2nd, 2008

Paola Trevisan: donna coraggio.

E’ mattina presto, abbiamo appena terminato le consegne e come al solito ci portiamo al bar per la meritata colazione. Però questo è un giorno diverso dagli altri, perché dobbiamo incontrare un’amica che ha molto da raccontare. Eccola che arriva, sempre piena di spirito come l’abbiamo sempre vista. E’ Paola Trevisan, amica d’infanzia di mia mamma, veneta di nascita, torinese di adozione e residente a Bolzano da quando si è sposata. Eppure anche se erano ancora bambine, mia mamma e lei si ricordano ancora i loro giochi, i loro amici, la via in cui sono cresciute, e le estati in cui tornava nel Veneto per le vacanze. E tornando ai giorni nostri, ci racconta della sua vita alto atesina, delle sue esperienze ma anche dei duri anni della sua malattia, vissuti con la paura di non farcela, dopo diverse operazioni e la forte depressione. Ma sconfitto il cancro, Paola decise che doveva riprendere i mesi che aveva perso a letto, e di tornare a vivere, decidendo di compiere il giro d’Europa su di un’Ape. Sì, proprio un’apecar che la Piaggio le regalò per l’occasione. Sapevamo di questa sua scommessa e finalmente avevamo l’occasione di chiederle come ha intrapreso questo incredibile viaggio. Ci disse che si sentiva di vivere tutto subito, di provare forti emozioni, e di dedicare l’impresa a tutte le persone che hanno avuto un tumore e che a causa delle chemioterapie si sono trovati svuotati e incapaci di reagire. Così chiamò la Piaggio raccontando la sua storia e riuscì ad avere un’ape verde in poco tempo. Il via è stato dato ad Egna il 18 aprile 2004 e la partenza ebbe luogo a Collegno il 2 maggio. Percorse novemila km in 70 giorni accompagnata da un amico ciclista appassionato che aveva già esperienza in viaggi a lungo raggio.

 Luxemburgo

Non è stato facile, avevano preso tanta pioggia, considerando che si dormiva in tenda e ci si arrangiava su tutto. Per non parlare di certe situazioni in cui Paola dovette affrontare con non poco impaccio, come in Francia, dove aveva imboccato l’autostrada e i gendarmi hanno dovuto chiudere uno svincolo per farla uscire; e in Germania che quasi la arrestavano perché volevano a tutti i costi che le mostrassero la patente. E quella volta che le avevano portato via la bandiera italiana dall’ape che a Paola ci teneva moltissimo??! una notte lei e il suo compagno l’hanno recuperata fra altre bandiere esposte sui pali della luce durante una festa paesana. Insomma è stata un’avventura indimenticabile, che ha deciso di raccontarla su un libro che verrà pubblicato a breve del quale vi informerò in seguito. Aggiunge che dopo questa esperienza ha ricevuto molte telefonate di persone malate o di famigliari, ai quali raccontava la sua storia e ascoltava la loro, dando anche coraggio e speranza, e che lei è la dimostrazione che ce l’ha fatta.

PaolaTre
Un grazie a Paola per averci raccontato la sua esperienza dal quale dobbiamo trarne insegnamento: siamo ospiti 3 giorni in questo mondo e non dobbiamo sprecare il tempo che abbiamo. Noi lo sappiamo bene visto il lavoro che facciamo: sulle strade ogni giorno è come essere appesi ad un filo, sai quando parti non sai quando torni, ma lo spirito che ci guida è più forte e per noi il camion è l’unico modo per sentirsi vivi!

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Quotidiano e… dintorni

Ciao a tutte/i

per quotidiano non intendo solo il giornale che esce tutti i giorni, non sempre ho il tempo e l’occasione di In gabbialeggerlo e raramente trovo notizie che mi rallegrano, ieri ad esempio se avessi avuto il tempo di leggerlo, tra valanghe di politica, avrei trovato una notizia che riguardava un allenatore di pallavolo Under 13 indagato per pedofilia, come si fa a valutare? E’ vero che i processi si devono fare in tribunale e non sui media, ma se l’informazione è data in modo corretto è giusto, questi mali sociali possono essere combattuti solo portandoli a conoscenza di tutti, chi può e deve, vigilare meglio sui bambini e chi è vittima per far sapere loro che c’è un interlocutore disposto ad ascoltare… e aiutarli ad uscireLo specchio da un tunnel che ha avuto un ingresso ma ha anche una fine, deve averla! Non ho competenza in questo settore, avrò usato termini che non sono adeguati, ma ritengo giusto che come donne, un tempo bambine ed adolescenti ne parliamo, possiamo fare poco è vero, ma almeno non facciamo finta di niente… A questo proposito vi invito ad andare a visitare un blog, ci sono descritte realtà tristi di fatti di cronaca, andamenti processuali e notizie di cronaca, ma anche racconti scritti da protagonisti di veri e propi incubi… http://massimilianofrassi.splinder.com/    Visitatelo e fatemi sapere le vostre impressioni….

Il quotidiano inteso come vissuto giornaliero… Una telefonata con Dany, ha fotografato una nuova collega incontrata nelle Marche, metterà presto la foto sul blog, raccontando l’incontro; la mail di una ragazza che cerca lavoro  patente "C", è della mia zona e ci sarà l’occasione per un caffè, non l’ho potuta aiutare per il lavoro ma starò attenta ad ascoltare se qualcuno cerca autisti ed è disposto a dar fiducia ad una donna.. Ho parlato finalmente con la Ciociara, dopo diversi messaggi privati su Splinder,  ci siamo raccontate un pò delle nostre vite e scoperto che se pur brevemente le nostre tratte s’incrociano, non coincidono gli orari, ma se una volta io fossi in anticipo e lei in ritardo ci si potrebbe incontrare… Le è piaciuto il blog e il nostro modo di far gruppo: semplice e naturale, basato sulla passione per i camion e il nostro mestiere, ha già pensato a come aderire alla mostra fotografica e altre iniziative, quindi: BENVENUTA  a CIOCIARA… Ho Da Asiago a Monchio 084ricevuto per posta le ricette di Cristina, preziose visto che lei è rumena, sempre disponibile a unirsi ai nostri progetti, purtroppo alla cena mancava perchè ammalata e comicia ad essere un sacco di tempo che non la vedo di persona, saluto lei e Roberto. Altre telefonate riguardavano ancora l’Espresso e i commenti erano tutti mirati in una direzione: si potevano denunciare determinate situazioni senza farle apparire la totalità del settore, si poteva descrivere meglio anche le problematiche dei padroncini,  molti di essi instaurano rapporti quasi familiari con gli autisti e non li trattano come bestie. Scambio di sms per concordare la consegna di ricette da parte di colleghe. Monica che mi avvisa che ha pronte altre targhe e che ha aggiunto altre foto alla mostra… Non sono andata a Malpensa, il mio 50 mi ha sostituito così ho potuto andare all’autoscuola… al rientro era vittima, mio malgrado dell’ora legale, non ho fatto niente di ciò che mi ero prefissa e mi sono addormentata come un baccalà sotto sale, per rimanere in tema gastronomico…     BUONA STRADA a tutte e scusate il mio divagare… gisy

 

 

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