Incuriosita da questo raduno, mi organizzo con Tania per raggiungere la Valsassina dove a Barzio si è tenuta la sesta edizione del Truck Festival organizzato da Carletto La Peste. Trovo facilmente la location e facciamo subito un giro tra i mezzi attirate dalla festa in corso. Con sorpresa trovo Marcela anche lei autista di container e formiamo un piccolo gruppo di lady truck appena ci raggiunge Simona, che non vedevo da un sacco di tempo! c’erano camion decorati anche dall’estero, Andrea ha portato il suo volvetto F16 blu e qui scattano le foto di gruppo.. e poi beh, sono innamorata da sempre di questa serie perchè è stato il primo camion che ho guidato.. ma il camion che ha attirato l’attenzione più di tutti è quello di Carletto, un Renault Magnum completamente aerografato, stilizzato indiano, con agganciato un semirimorchio speciale dove si poteva ammirare il trike. Una nuvola di passaggio non ferma la festa, andiamo ad assaggiare le specialità del posto ovvero i pizzoccheri! e la serata prosegue con musica e brindisi fino a tardi.
La domenica ci aspetta la benedizione del mitico Don Bruno e l’esibizione degli sbandieratori di Primaluna! ancora un giro in mezzo ai camion e le car tuning e la festa prosegue ma il dovere chiama e purtroppo per noi era già arrivata l’ora del rientro! a malincuore saluto la bella compagnia con cui ho condiviso queste giornate indimenticabili, dove il Grigno dominava come un gigante buono su una valle incantata, per una volta invasa dai camion che hanno portato tanta allegria!
Un bel record e soddisfazione per Natalizia, calabrese di nascita e australiana di adozione! con sorpresa ricevo alcune foto dove mi fa sapere che da un Kenworth B-double è passata al Road Train!
Ci sentiamo al telefono, sta per iniziare il suo turno di lavoro, e se in Italia erano quasi le 16 in Australia era quasi mezzanotte. La tipologia di lavoro è rimasta la stessa, scambio rimorchi da un posto all’altro, con la novità che il fatto di trainare un ulteriore rimorchio comporta anche un’ora in più di impegno. Per cui dalle 5 ore di andata continue e 5 ore di ritorno con la pausa di un’ora centrale, stavolta ne deve fare 6 di andata e 6 di ritorno.. cosa impensabile da noi! certo, altre velocità, altre strade, ma pur sempre si deve guidare, di notte e nessun cambio alla guida! sono convinta che gli autisti del Down Under hanno una marcia in più in tutti i sensi! Great Job Natalizia!!
Si parte con il primo camion raduno della stagione in quel di Bolzano. I camion presenti erano pazzeschi oltre che numerosi e provenienti da ogni parte d’Italia come pure dall’estero.
La mia attenzione era tutta per i volvo F16, il modello che ho nel cuore da quando ho iniziato a guidare…. e poi gli amici in special modo Luisa che ho avuto piacere di conoscere in pista ad Arese al corso di guida sicura. Le consegno la nostra tabella di benvenuto che la espone per bene sul Daf che guida Matteo, in attesa di iniziare a guidare il suo camion personale. Ho avuto piacere di conoscere anche Carletto La Peste con il suo Renault stilizzato indiano con agganciato il semirimorchio con esposto il suo trike… favoloso!
Presente anche Simone da Albenga che con il suo carisma ha reso tutto ancora più divertente! Faccio conoscenza anche con Cristiano, amministratore del gruppo L’autotrenista che seguo da un pò. Ci sarebbero un elenco di nomi di gente che ho ritrovato e fra una battuta e l’altra arriva anche il momento delle premiazioni! con mia sorpresa lo speaker chiama sul palco tutte le lady truck presenti… e ad ognuna un trofeo! è stata una sorpresa incredibile, eravamo numerose: io, Luisa, Lucia, Lissy… e altre ragazze che non conoscevo perchè tante provenienti da Svizzera Austria e Germania!
Purtroppo per me era arrivato il momento di rientrare, e devo dire che il raduno è stato molto positivo! un grande ringraziamento agli organizzatori sempre molto disponibili che hanno reso questo evento un appuntamento da non perdere per le prossime edizioni! Bravi!
Mi segno la data: sabato 09 marzo. Evento: 1° WoMan’s Day. Organizzatore: Man Truck Italia. Per vari motivi rimando la conferma alla partecipazione di un incontro che prevede una giornata tutta al femminile, in occasione della festa della donna. Caspita, la voglia di ritrovarmi fra colleghe è tanta, anche perchè da quanto tempo è che manco agli eventi del settore?? tanto. Mi organizzo con il corso cqc e anticipando gli impegni di lavoro… perfetto sono libera e invio la email di conferma!
Arriva il gran giorno. Mi trovo a Verona con Laura, Valentina e Silvia, facciamo conoscenza davanti a un caffè e partiamo alla volta di Arese, dove ci aspettava una giornata molto interessante! Grazie a Man Truck, che ha riunito un gruppo di 14 colleghe, prendiamo parte a un corso che ci avrebbe aiutato nell’affrontare il nostro amato lavoro con scioltezza e sicurezza.
Si inizia con la parte teorica in aula, la coach Michela Nestori ci vuole conoscere da vicino per poterci guidare a una consapevolezza personale per poter gestire lo stress verso una migliore qualità della vita. Si è aperto un dibattito dove abbiamo constatato che abbiamo molto in comune e fra varie battute e racconti di vita personale abbiamo riscoperto il filo conduttore che ci unisce, la passione per il camion, la libertà di decidere il proprio futuro, la voglia di riscatto, e il valore dell’amicizia e della solidarietà.
La giornata poi prosegue con le prove pratiche in pista. Ci dividiamo in 4 gruppi per occupare 4 zone della pista dove abbiamo testato i Man su strada ovvero su resina bagnata! l’intenzione infatti era quella di capire come muoversi sul ghiaccio in caso di sbandamento. L’adrenalina era al massimo, sappiamo che è una situazione che non ci vorremmo mai trovare ma se dovesse capitare bisogna trovarsi preparati.
Terminate le corse si torna “ai Box” e ci si riunisce in aula dove ci vengono consegnati gli attestati di partecipazione con i vari ringraziamenti e saluti. Si rientra con la soddisfazione di aver imparato qualcosa, certo dovrebbero esserci più eventi di questo tipo dal momento che l’istinto domina in situazioni di pericolo, mentre sterzo e pedali giocano un ruolo importante.
Corso a parte il gruppo era molto affiatato, ci siamo trovate benissimo fra noi ed è nata una bella amicizia. A volte basta poco per fare conoscenza, perchè oltre ad essere poche quote rosa, siamo persone con il camion nel cuore e lavoriamo col sorriso. Se non ci fosse stata questa opportunità non so se e quando le nostre strade si sarebbero incrociate facendo zone e orari diversi! pertanto ci siamo promesse di rimanere in contatto così sicuramente verrà l’occasione di ritrovarci ancora!
Un video che racconta il raduno dei mezzi d’epoca, organizzato dalla LAM (Lega Antichi Motori), a Civitanova Marche, con varie interviste tra cui quelle di due colleghe: Maria Luisa e Luciana.
qualche giorno fa ho ritrovato Lucia nello stesso posto dove ci siamo conosciute. Stavolta le ho consegnato la nostra tabella così anche lei sarà riconoscibile on the road!
Benvenuta Lucia, la prossima volta ci prenderemo anche il caffè!
Neanche farlo apposta la settimana scorsa ho beccato due colleghe alto atesine, Lissy e Manuela! Entrambe guidano scania bilico frigo e hanno partecipato alla realizzazione del nostro libro con la loro storia su come è nata la loro passione! due chiacchiere veloci, un caffè e le foto di rito!
E’ bastato un messaggio al cellulare per combinare il nostro incontro, eravamo vicinissime quindi è stata l’occasione per conoscerci! la raggiungo alla Forst di Trento (non al bar eh) dove stava caricando una navetta per la Val di Non, e qui scatta la foto di rito!
mi racconta che due anni fa ha preso le patenti superiori per scommessa, che chiaramente ha vinto, una soddisfazione che si è trasformata in un lavoro come autista di bilico alla Frioli.
E’ la prova che se credi in te stesso arriva sempre l’occasione di realizzare il proprio sogno, certo i primi tempi non sono mai facili, ma superati quelli poi, grazie anche alla voglia di imparare e mettersi alla prova, si riesce!
Le consegno il nostro libro con la promessa di ritrovarci presto, che poi in trentino non è così difficile che le nostre strade si incrocino! Buona strada Lucia è stato un piacere conoscerti!
Simona Piersanti: «Sul camion festeggio di nuovo i 18 anni»
Classe 1984, marchigiana, autista e, scesa dal camion, mamma a tempo pieno. Simona Piersanti quest’anno festeggia un compleanno molto speciale, i suoi 18 anni in cabina, inseguendo la sua più grande passione: guidare
La voce è allegra, l’entusiasmo lo stesso di quando ha iniziato, la passione, neanche a dirlo, non se ne è mai andata. Simona Piersanti, 39 anni, originaria di Serra de Conti – un piccolissimo paese in provincia di Ancora, nelle Marche – è in cabina da quando di anni ne aveva appena venti e quest’anno festeggia un compleanno molto speciale: 18 anni come autista.
Figlia di un camionista, inizia a viaggiare fin da piccolissima, quando il padre la portava con sé nei suoi lunghi viaggi. Con lui macina chilometri su chilometri e più il tempo passa più capisce che quella sarà anche la sua strada. Il papà – oggi anche collega – è il suo primo sostenitore, ma la mette in guardia sulle difficoltà del mestiere. Così Simona inizialmente tentenna: «Subito dopo il diploma- racconta – provai a darmi una possibilità in altro campo. Iniziai a lavorare come impiegata in un’azienda di import-export, ma la vita sedentaria da ufficio non faceva per me che sono sempre stata uno spirito libero. Ho resistito un anno, poi ho capito che dovevo inseguire la mia passione più grande: guidare».
Così trova lavoro in una cantina vinicola dove le affidano il furgone per le consegne, ma lei è abituata a mezzi molto più grandi. L’occasione arriva grazie a un altro grande amore, quello per l’uomo che oggi è suo marito. «Aveva un’azienda di trasporti – l’Autotrasporti Simonetti Antonio di Serra de Conti – e così, compiuti 20 anni, ho deciso di fare sul serio. Ho preso le patenti e ho chiesto di lavorare per la sua azienda, per la quale ancora oggi sono dipendente». Simona torna a viaggiare, questa volta a bordo di una motrice con la quale trasporta “un po’ di tutto”, come dice lei, attraversando in lungo e in largo le Marche, la Toscana, l’Umbria e l’Emilia-Romagna, e riscoprendo la libertà che le dà stare al posto di guida.
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Il colpo di fulmine per questo lavoro scoppiò nel lontano 1984. Due anni dopo, nell’86, presi le patenti e l’anno successivo iniziai a lavorare per la ditta di autotrasporto della famiglia del mio ragazzo.
Perché hai scelto «Iron duck» come soprannome?
All’epoca avevo un braccialetto regalatomi da mio papà con la scritta «Anatra metallica» sulla chiusura. Mi è sempre piaciuto, oltre a essere un ricordo prezioso, così lo scelsi come nominativo.
Con quel nome hai aperto anche un canale Youtube. Come è nata l’idea di fare dei video?
È in iniziato tutto con ChiodoVideo, il capostipite dei camionisti YouTuber italiani. Guardavo i suoi video e mi piacevano molto, così nel 2009, su suo suggerimento, mi sono lanciata anche io. Iniziai con dei video fotografici, tra cui Dreamer on the road, perché in fondo è quello che sono, una sognatrice a cui piace trasmettere emozioni e la propria passione.
Come scegli i temi di cui parlare?
La scelta è del tutto casuale, quando faccio un viaggio parlo di quello che capita. Per le musiche, invece, cerco sempre di scegliere qualcosa che mi trasmetta delle emozioni.
Cosa vedi cambiato dagli anni ’80 ad oggi?
Il modo di fare trasporto è cambiato radicalmente negli anni. Per esempio, una volta si dormiva qualche ora quando si era stanchi e si viaggiava quando si era riposati. Oggi esistono più limiti, ma si viaggia sempre con la fretta, un occhio alla strada e uno al tachigrafo per controllare le ore di guida. Non c’è più tempo per la solidarietà o per parlare al baracchino. Di conseguenza sono cambiati molto anche i rapporti umani.
Meglio il passato o il presente?
A volte mi ritrovo a pensare di essere un po’ nostalgica, il mondo deve andare avanti lo so, però il progresso troppo spesso aggiunge tecnologia e toglie umanità.
Come descriveresti la tua vita oggi?
Particolare. Questo mestiere deve piacere, per una donna forse ancora di più. Ci vuole spirito di adattamento che non mi è mai mancato. Non mi è mai servito restare a casa molto tempo, volevo stare sul mio camion. Oggi non faccio più viaggi lunghi, ma va bene così, ho già fatto le mie esperienze.
Il tuo ricordo più bello in tanti anni di questo lavoro?
Anni fa presi parte a un’intervista “7 donne su 7 camion”. Dopo la pubblicazione un giorno mi suonò il telefono. Era la Renault Trucks. Inizialmente pensai addirittura che si trattasse di uno scherzo. Invece avevano apprezzato la mia intervista e mi invitarono nella loro sede in Francia a visitare lo stabilimento. Per un’appassionata come me è stato un sogno che si è realizzato.
Ti aspetti che in futuro ci saranno più donne?
I numeri dicono che le donne al volante di un camion stanno aumentando ma non mi capita spesso di vedere volti nuovi. Ancora oggi ci sono tante difficoltà e porte sbattute in faccia, ci sono stereotipi che vanno superati, anche per avvicinare i giovani, non solo le donne. Dovremmo forse prendere spunto dall’estero e fare in modo che si arrivi all’età per guidare già con un po’ di esperienza pregressa, per esempio grazie ad un tirocinio.
Il tuo motto?
La passione aiuta a vivere meglio, e fare di una passione il proprio lavoro aiuta a tenersi giovane.
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