Una camionista centenaria!!

 

Che bella notizia: una camionista centenaria!

Tantissimi auguri a Bruna Carli per il traguardo raggiunto ieri 13 giugno, lei una delle prime donne camioniste italiane!

Ho trovato l’articolo che racconta la sua storia su “Il dolomiti”a questo link:

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/tra-le-prime-donne-camioniste-in-italia-e-per-30-anni-dietro-al-volante-nonna-bruna-carli-compie-un-secolo-la-sua-storia-due-gare-storiche-corse-insieme-alla-nipote

Vi riporto solo la parte che riguarda la sua vita sul camion, l’articolo completo al link qui sopra:

“Tra le prime donne camioniste in Italia e per 30 anni dietro al volante”. ‘Nonna’ Bruna Carli compie un secolo, la sua storia: “Due gare storiche corse insieme alla nipote”

Il 13 giugno a Opicina “nonna” Bruna Carli ha compiuto 100 anni: ecco la sua (incredibile) storia, tra camion e presepi

TRIESTE. Grande festa alla “Mario Capon” di Opicina, nel Triestino, per i 100 anni di “nonnaBruna Carli: tra le prime camioniste in assoluto in Italia, è stata festeggiata da ben 5 generazioni, con la presenza anche dell’amministrazione comunale. Il compleanno infatti si è tenuto sabato 13 giugno, alla struttura in via Sant’Isidoro, e a portare il suo saluto è arrivato anche l’assessore comunale alle Politiche sociali Massimo Tognolli..

A presentare la biografia di “nonna Bruna” è il Consorzio centro in via Insieme a Opicina: Bruna Carli è nata il 13 giugno del 1926 a Divaccia San Canziano, all’epoca Italia. “Ad augurarle buon centesimo compleanno – scrivono – sono le 4 figlie, gli 8 nipoti, i 14 pronipoti e i 2 trisnipoti, generi e familiari tutti: di fatto, 5 generazioni”.

Nel corso della sua lunga e intensa vita, ha collezionati numerosi primati: “Bruna è stata infatti la prima donna a Trieste e la seconda in Italia a conseguire la patente di guida per i camion (all’autoscuola Mambrini) per poter affiancare nella sua attività il marito, che purtroppo nel 1970 si era momentaneamente ammalato. Ad incoraggiarla per proseguire in una strada, allora, più unica che rara in Italia è stato proprio il marito: così, grazie alla determinazione di Bruna Carli, un momento triste si è trasformato in un’occasione di lavoro e sostegno alla famiglia“.

“Il primo camion che Bruna ha guidato era un Leoncino – scrivono dal Consorzio – è seguito poi un Autobianchi Scaligero della portata di 120 quintali, al quale hanno fatto seguito un 130 e, per ultimo, un 190 scarrabile, ribaltabile su tre lati e con tre cassoni scambiabili, di cui uno dotato di gru che lei abilmente manovrava. Bruna ha guidato camion per ben 30 anni, fino all’età di 65 anni, senza mai prendere una multa e non facendo nemmeno un incidente. Sebbene non avesse più condotto mezzi pesanti, la passione per i motori le è rimasta: ha guidato l’automobile fino a 97 anni e, in coppia con la nipote, Margot Gerzeli, ha partecipato a due edizioni (2016 e 2018) della Trieste Opicina Historic”.

 

 

Perché il trasporto è sempre stato un mestiere maschile?

E’ la domanda che si pone Laura nel primo episodio di “Strade Pari” dedicato alle donne nel mondo dell’autotrasporto. Un mondo nato maschile che ha sempre faticato ad accogliere le donne. Cambierà qualcosa? Noi speriamo di si!

Buona visione e buona strada a tutte!

 


LA DESCRIZIONE DEL VIDEO SU YOU TUBE:

«Ho preso le patenti per camion un anno fa, quando ero incinta del mio secondo figlio. Oggi però faccio fatica a trovare lavoro: ho due bambini e ho bisogno di orari compatibili con la famiglia. Per alcune aziende questo è ancora un problema». È una delle testimonianze con cui si apre «Strade Pari – Viaggio nell’equità di genere nel trasporto», una miniserie in quattro episodi scritta da Laura Broglio e prodotta da K44, in collaborazione con AEV. In questo primo episodio partiamo dalle storie di chi avrebbe voluto guidare un camion ma non l’ha fatto: sogni rimasti nel cassetto, opportunità mancate, ma anche l’idea – diffusa per anni – che quello del camionista non fosse un lavoro «da donne». Attraverso testimonianze, dati e ricostruzione storica, raccontiamo come il mestiere del camionista si sia costruito nel tempo come professione maschile: dalla divisione dei ruoli nel dopoguerra fino alla nascita dell’immaginario dell’«eroe solitario della strada», passando per gli stereotipi che hanno plasmato l’accesso al lavoro e il linguaggio stesso del settore. E i numeri parlano chiaro: in Europa solo il 22% dei lavoratori dei trasporti sono donne, mentre tra i camionisti la percentuale scende fino al 3%. In Italia ancora meno: 2,6%. Eppure ogni storia raccontata, ogni esempio visibile, ogni donna che sceglie di entrare in questa professione contribuisce lentamente a cambiare prospettiva. Perché cambiare questi numeri significa prima di tutto cambiare il racconto. Significa riconoscere come un lavoro sia stato costruito culturalmente come «maschile»… e come oggi possa tornare a essere semplicemente un lavoro per chi ha voglia di farlo. ———————

🎬 «Strade Pari – Viaggio nell’equità di genere nel trasporto» è una serie documentaria prodotta da K44, in collaborazione con AEV. Testi: Laura Broglio Coordinamento editoriale e post-produzione: Daniele Di Ubaldo, Gennaro Speranza Musiche su licenza Envato Elements

incontri in rosa

Era da un po’ che vedevo questa collega allo scarico ortofrutta della Migross di Verona e, finalmente, venerdì siamo riuscite a scambiare due parole proprio durante la registrazione alla guardiola. Finora ci eravamo solo salutate dai mezzi, sempre in corsa tra un andare e un venire, ma sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l’occasione giusta per conoscerci!

Andrea è di Pontevico, guida la motrice e trasporta insalate. Era davvero entusiasta quando le ho consegnato la nostra tabella, e mi ha detto che ci conosceva già grazie al nostro blog e al nostro gruppo storico!

Bene Andrea, come promesso ecco la foto di rito. Non vediamo l’ora di rincontrarti on the road. Ancora benvenuta nella nostra community! 🚛💛

28-29/03/26 TRUCK DAY BOLZANO

Ad aprire la stagione dei camion raduni ci ha pensato il gruppo del South Tyrol Trucker, che in occasione del 10° anniversario l’edizione è stata a dir poco spettacolare. Sono arrivati mezzi da molte regioni d’Italia e pure oltre confine come Austria Svizzera Germania!

Per l’occasione abbiamo allestito anche un social point dove sono venute a trovarci le camioniste presenti:

Un incontro che per me è stato molto importante riguarda aver conosciuto una ragazza alto atesina che la vidi per la prima volta all’Esselunga di Limito.. nei primi anni 2000 non era comune vedere ragazze camioniste e quando si aveva la fortuna di incontrarle nei piazzali o strada facendo per me erano facilmente riconoscibili. Il suo nome BIGGY sulla tabella color bianco era l’unico su un bilico Renault frigo che poi mi confermò di averlo guidato dal 99 al 2004. Le consegnai la tabella di benvenuto e come di rito la nostra foto insieme.

Ecco alcune foto dei mezzi guidate dalle nostre lady truck presenti al raduno: Eleonora Luisa e Gloria!

Un ringraziamento va allo staff dell’ottima riuscita del raduno, credo che ce lo ricorderemo per molto tempo! ci vediamo fra due anni!

La storia di Elena

 

Sempre in occasione della festa della donna, ecco un’altra intervista, questa volta apparsa sulla rivista “araberara” . E’la storia della nostra collega Elena di Artogne,a cui  auguriamo una buona strada sempre!

Questo è il link dell’articolo:

https://www.araberara.it/2026/03/06/elena-che-guida-i-camion-quando-hai-locchio-ti-viene-tutto-naturale-e-come-guidare-la-macchina-e-questione-di-misure/130277/

E questa la sua storia:

“Capelli corti e brizzolati, un metro e settanta di altezza, 60 anni da compiere ad ottobre, di professione autotrasportatore.
A balzare giù dai gradini di un gigante d’acciaio da 12 metri è Elena Fontana, artognese dal carattere frizzante e una naturalezza di chi abita la strada come fosse il salotto di casa. Un mestiere, il suo, che femminile diciamo che non è.
Sono le 17:30 di un pomeriggio dal sapore primaverile, il turno di lavoro è finito ed Elena mi regala un po’ di tempo prima di fare rientro a casa.
Quando è nata la passione per i camion? “Fin da giovanissima, quando ho fatto la patente della macchina, mi piaceva tantissimo guidare e avevo il desiderio di fare la patente del camion, ma è solo una ventina di anni fa che la mia vita lavorativa è cambiata ed è arrivata l’opportunità. Il mio titolare aveva un camion e mi ha proposto di conseguire la patente superiore, la C/E”.
Non guidi solo la macchina e il camion: “La passione per i motori è davvero forte, ho guidato fino a pochi anni fa anche la moto di mio fratello, una moto da strada… Stai pensando che sono matta? Lo sono davvero”, sorride.
Che emozioni dà guidare un camion? “La penso come i camionisti, mi piace essere il bisonte della strada, ti senti grande. Adesso sto guidando un camion 12 metri, il massimo che puoi guidare con la patente C, però ho anche quella per il bilico o per la macchina rimorchio anche se per adesso non la uso. Quando sono giù e guardo il mio camion mentre lo stanno caricando e scaricando con il carrello elevatore mi dico ‘ma ti rendi conto che sei tu che lo porti in giro?’, quando invece sto guidando proprio non ci penso, sono attenta alla guida, anche perché oggi a guidare ci vogliono otto occhi per guidare la macchina, figuriamoci per noi”. ”

ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 6 MARZO

 

La storia di Elisa

 

A riprova che vedere donne che fanno le camioniste fa ancora stupore, ogni anno in occasione della festa della donna trovo sempre qualche intervista alle nostre colleghe, questa volta è Elisa che si racconta in un articolo su “Il Gazzettino” e a cui auguriamo una buona strada sempre!

Questo è il link:

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/festa_della_donna_elisa_ravarotto_camionista-9401072.html

 

E la sua storia:

Dalla cassa di un supermercato al sedile di guida di un camion. Nove anni fa Elisa Ravarotto, associata di Cna, ha deciso di cambiare strada e di entrare nel mondo degli autotrasporti, un settore tradizionalmente poco frequentato dalle donne. Oggi, insieme al marito Andrea, gestisce l’azienda Autotrasporti Rinaldo: guida i mezzi, segue l’amministrazione e continua ad aggiornarsi professionalmente.

Di che cosa si occupa?
«Ho un’azienda di autotrasporti con mio marito, si chiama Autotrasporti Rinaldo. Guido i camion e mi occupo anche della parte amministrativa».

Che cosa le piace di più del suo lavoro?
«Il fatto che ogni giorno imparo una cosa nuova. Ogni volta che salgo sul mezzo scopro qualcosa che prima non sapevo, che va ad aggiungersi alle mie conoscenze».

Qual è stata la sfida più grande che ha dovuto affrontare nel suo percorso lavorativo?
«Mi sono approcciata a un mondo totalmente nuovo per me. A colpirmi, da subito, sono state le misure del camion. La prima volta che sono salita sul mezzo ero senza parole. Ma non solo, mi sono anche impegnata nello studio. Lavoro anche come consulente e sono responsabile tecnico della gestione dei rifiuti».