Never home…
DIARIO DI BORDO – SETTIMANA DAL 16 AL 20 FEBBRAIO 2009
Domenica sera a Milano c’era il derby: Inter – Milan, la tele parlava di 80.000 spettatori, tutto esaurito. Se partivo alle 22.00 me li beccavo tutti quando uscivano dallo stadio. Cosi sono andata a dormire un paio d’ore. Tanto avevo sonno dopo il sabato sera con Ciccio, Patty, Mario e Marcy a parlar di camion e rimorchi, campane e
timoni, 690 e raduni…a sognare guardando le immagini di “Rotta Karachi”…si
Ho viaggiato quasi sempre da sola, in direzione sud i camion si potevano contare sulle dita delle mani….ho visto “sorgere” la luna, rossa, solo ½ ma comunque enorme quando ero a Lodi, ho seguito la sua “ascesa” in cielo, finché è diventata “splendida splendente”…decine di stelle punteggiavano il cielo. La temperatura oscillava tra gli previsto neve tranne le autostrade emiliane…Ho imboccato l’appennino, ho fatto tutta la salita in 8^ lunga, e nonostante la mia velocità di
Martedì apro ancora gli occhi in toscana, piove. Ci chiamano per fare un ritiro vicino a Montecatini, cosi poi torniamo dalla Cisa. Sembra che tutto il traffico che non c’è in appennino si sia spostato di qui. Però si va bene. Torna anche il sole e arriviamo presto. Solo mi tocca di fare la tangenziale Est a Milano perché sulla Ovest c’è colonna. La
sera parto da sola col pupetto. Finisco le mie ore davanti al cancello del 1° cliente. Ora si dorme…non c’è nessuno in questa zona industriale, tiro le tende, mi infilo sotto le coperte e benedico la stanchezza…cosi non sentirò i rumori della notte.
Il sole fa occhiolino tra le tendine poco dopo le sette, il carrellista esce alle 8 e ¼ a scaricarmi, è molto gentile, gli dico che devo stare li davanti al cancello ancora un po’…”cosi ti riposi!” mi dice, “preferirei fare il mio giro, è dalle sei che sono sveglia a girarmi i pollici, ma queste son le leggi…”gli rispondo. I minuti sembra non vogliano proprio scorrere. Guardo i camion passare in autostrada, scrivo, il sole mi illumina tiepido. La radio parla di neve al sud…sembra incredibile. Poi me ne vado a fare le altre consegne intorno a Modena. All’ultima ci sono parecchi camion in attesa fuori dal cancello, incrocio una collega con un furgone, lei sta andando via mentre io arrivo, mi sembra un viso noto: è una delle ragazze fotografate da Gisy nei suoi “incontri”! Devo essere simpatica al portinaio che mi fa entrare prima di un bilico a patto di aprire di fianco…detto fatto, quando si libera la ribalta e il bilico entra io ho quasi finito di scaricare! Ringrazio il portinaio e scambio quattro parole con lui, è un ex collega e sa cosa vuol dire fare questo lavoro. Torno verso casa, mi fermo a caricare per Ancona, “recupero” il mio 50 e ce ne andiamo giù insieme, un po’ preoccupati per quel che si sentiva dire della neve, ma fino ad Ancona non ce n’è.
E’ bello risvegliarsi con di fronte il mare in burrasca! Peccato non poter andare a fare un giro in spiaggia, dopo la consegna prendiamo la strada che va verso l’interno, man mano che i km scorrono cominciamo a trovar la neve, ma è solo sui campi, le strade sono
pulite e si va bene.
Scambio sms con Antonella la “sirenetta”, anche lei in A 14 ma i nostri orari non coincidono, peccato, sarà per la prossima volta. Arriviamo a destinazione dopo le dieci, ci sono un po’ di bilici, ma fortunatamente non tutti devono scaricare. Per le 11 e ½ siamo
già sulla via del
ritorno. Questa piccolina con la neve è ancora più bella
del solito. Il viaggio scorre tranquillo, incrocio Mirko e Ivan e poi anche Tania, mi vede lei, io il suo baraccamento nuovo ancora non lo conosco e non l’ho vista, ma ho sentito la sua chiamata: buona strada collega!
Venerdì facciamo dell’estero…si fa per dire: Repubblica di S Marino…passiamo la dogana e saliamo, saliamo, saliamo…è buio ma io lo vedo arrivare lo stesso e caccio un urlo che avrà svegliato tutti gli abitanti della zona, Stef frena e mi chiede se sono impazzita…io gli dico di guardare negli specchi e lo vede passare anche lui…allora non è finito sotto le gomme, meno male! Lo vediamo allontanarsi. Per fortuna andavamo molto piano perché stavamo cercando una via…è la prima volta che capita di trovarne uno e non credevo fossero cosi grandi gli istrici! Troviamo il nostro cliente e ci parcheggiamo, Ste scende a vedere se ci sono gli orari, io preparo il letto, lui mi bussa e mi dice”guarda!”, io mi sporgo e non capisco, cosi scendo e guardo meglio: l’istrice ha “tentato” di bucarci la gomma davanti !
Ci sono una decina di aculei conficcati nel lato del copertone! Li togliamo uno alla volta, sembrano i bastoncini dello Shangai…fa freddo, il webasto ronza per tutto il tempo…il resto delle consegne ce l’abbiamo in toscana, strano fare l’appennino in sud col sole; poco prima del valico ci si ferma un attimo: un collega ha spaccato e sale pianissimo con le 4 frecce, a cavallo della corsia di emergenza, lo passiamo tutti uno alla volta, per lui non sarà una bella giornata. Al ritorno incrocio la “Sirenetta”, inconfondibile come sempre, faccio chiamata ad Antonella, ma siamo nel tratto delle gallerie e ci perdiamo quasi subito…anche per oggi niente incontro. Faccio tutta una tirata fino in scuderia, ci arrivo con 4 ore e 25, è stata la scelta giusta, almeno ho passato Milano prima del bailamme
serale. Mi aggiro per il magazzino con gli aculei in mano e racconto cosa ci è capitato ai ragazzi della ribalta, tutti provano a toccarli, a sentire quanto pungono, restano abbastanza stupiti dall’accaduto. Si è fatto buio ed è finalmente giunto il momento di tornarsene a casa. Il camion è già pronto per un’altra settimana “on the road again”.
Buona strada a tutti!
Moni.
Mamma mia!…
Dando un’occhiata fugace alle immagini del racconto, prima di leggerlo, ho pensato davvero che Monica ci raccontasse di una partita a shangai!…
Caspita! I tuoi racconti sono sempre più interessanti!!
Devo ammettere di essere andata in google per accertarmi di che animale si trattasse … ho pensato ad un riccio, ce ne sono tanti dalle mie parti, ma gli aculei che mostri sono enormi…non possono essere di un riccio!


la descrizione che ho trovato di questo roditore:
Per natura tranquillo, quando si sente minacciato drizza la criniera e gli aculei del dorso, facendo vibrare il sonaglio caudale: in questa fase, a volte, alcuni aculei si possono staccare, alimentando la credenza popolare che gli istrici sparino gli aculei contro il nemico. Se questo ancora non si spaventa, l’istrice volge le terga e rincula verso di lui procurandogli serie ferite, dovute alla pericolosa capacità penetrativa dei suoi aculei, che possono raggiungere anche i dieci centimetri di profondità
insomma il tuo pupetto lo deve aver irritato non poco per “sparare” aculei!!
Nei paraggi di casa mia ce n’è uno ma ci teniamo tutti a distanza e a quanto vedo facciamo proprio bene….
bello il viaggio, anche da me ci sono i ricci ma gli aculei mi sembrano un po grossi, io li ho visti da vicino e sapete che si pappano le uova!!!!!!!!!!!!!