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La storia di Sakura

 

Ecco un’altra bella storia di una collega appassionata del suo lavoro, lei si chiama Saura, “Sakura” per gli amici, l’articolo è su Camion e furgoni mag“, firmato da Gabriele Bolognini.

Questo è il link dell’articolo:

http://www.camionefurgonimag.com/saura-sacchetti-sakura/

E questo è l’inizio della sua storia:

 

Saura Sacchetti (Sakura)

Saura, Sakura per gli amici, è una ciociara DOC. Camionista nel DNA ha ereditato geni e passione dal papà Giuseppe

Nata 44 anni fa a Frosinone, Saura oggi vive a Vallecorsa, un paesino del Frusinate di 2500 anime ai piedi di Monte Calvilli. Saura ama la sua terra ricca di storia e verde come le centinaia di ulivi piantati su terrazzamenti secolari trattenuti dai muri a secco, testimonianza della grande operosità che contraddistingue la gente del luogo. I momenti di tempo libero Saura se li divide tra le campagne intorno a casa ed i suoi due cavalli che tiene in un maneggio vicino Fondi (LT): “Mi piace stare a contatto con la natura e passeggiare a cavallo è una cosa che amo profondamente e mi rilassa!”

Il camion nel DNA

“La passione per il camion l’ho ereditata da mio padre – racconta Saura – Lui ha una ditta di autotrasporto ed ha fatto sempre il camionista in vita sua. Io sin da bambina sono stata ammaliata dai camion. Li vedevo così grandi e potenti. Papà qualche volta mi portava in giro con lui e poi a 17 anni me lo fece provare, un’emozione incredibile. Finite le scuole presi subito tutte le patenti e mi misi a lavorare con lui. Poi, dopo una decina d’anni, decisi di sganciarmi per diventare un’autista dipendente. Volevo viaggiare senza i pensieri e le preoccupazioni della vita da imprenditrice. E poi volevo rendermi indipendente economicamente dalla famiglia. Ancora oggi mi va bene così anche se continuo a vivere con i miei genitori.”

Dal centinato al frigo

“Con mio padre facevamo trasporto centinato, ma non mi piaceva molto. Fino a che non ho deciso di staccarmi dall’azienda di famigli per andare a lavorare presso un’azienda che faceva trasporto frigo. Da allora sono rimasta sempre su questo settore. Il lavoro non è molto diverso dal centinato, ma è molto più pulito, anche se ha i suoi contro: si viaggia giorno e notte, sia di domenica che nei giorni festivi. Tuttavia lo preferisco, e, soprattutto, lo faccio con passione. Aggiungo anche che non è un lavoro per tutti, devi amarlo.”

Trasporti nazionali ed esteri

“Fino a poco tempo fa lavoravo per un’azienda che faceva estero. Mi piaceva molto anche se mi teneva molto lontano da casa e dalla mia famiglia. Una volta mi capitò di andare in Inghilterra, a Liverpool. E’ stata un’esperienza bellissima – racconta entusiasta Saura – Ero già stata in Inghilterra, ma come turista. Andarci con il camion però è stata un’esperienza magnifica. La cosa incredibile è che mi sono trovata bene anche con il diverso senso di marcia. Stavo attaccata al bordo della strada, potendolo controllare bene senza dare fastidio a nessuno. Non ho mai avuto problemi. Solo nelle rotonde mi sono trovata un po’ in difficoltà inizialmente ma poi ci ho preso la mano. Poi mi sono voluta avvicinare a casa e per qualche tempo ho fatto solo viaggi nazionali. Oggi lavoro nuovamente per una ditta che fa estero. Mi piace troppo viaggiare e merita sicuramente qualche sacrificio.”

Il Grifone nel cuore

“I camion li ho provati quasi tutti ma la mia passione è lo Scania. Ho avuto modo di lavorare per qualche tempo con un 500 S  di ultima generazione. Una macchina stupenda con la quale si è creato subito un feeling. Poi cambiando ditta mi è capitato di guidare un nuovissimo IVECO S-Way. Non male come macchina anche se il mio cuore appartiene solo al Grifone svedese da sempre. Chiaro che col nostro lavoro alla fine ti abitui a qualsiasi veicolo, l’importante è che non dia noie. Anni fa ero alla guida di un vecchio Mercedes che, purtroppo, mi giocò un brutto scherzo: rimasi senza freni! Ad un certo punto andai a frenare prima di una rotonda e scoppiò un tubo dell’impianto idraulico. Scalai e feci di tutto per rallentarlo. Bene o male riuscii a fare la rotonda e, per fortuna, subito dopo iniziava una salita. Così rallentai al massimo e riuscii a riportarlo in magazzino con i nervi a fior di pelle. Non si può assegnare un veicolo ad un autista in quelle condizioni. I mezzi vanno sempre controllati e la manutenzione deve essere eseguita regolarmente se non si vogliono sorprese. Con il lavoro attuale guido un Volvo FH500. Atra macchina di gran pregio anche se la tenuta di strada dello Scania mi da più sicurezza. So che la ditta ne ha ordinati di nuovi, 500 S come quello che guidavo prima, spero proprio me ne assegnino uno!”

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Storie di vita

 

In questo video la storia di vita di una collega, Franca, che da tanti anni viaggia sulle strade d’Europa a bordo del suo “Bisonte” affrontando i pregiudizi e lo scetticismo che da sempre accompagnano questa scelta di vita.

Buona strada sempre, Franca!

 

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Attirare l’attenzione…

 

Primavera del 1986, finalmente il foglio rosa della patente C. Parto col mio moroso per un viaggio da Varese a Napoli. Naturalmente in autostrada non potevo guidare, non ancora, cosi il ritorno, da Napoli verso Roma l’abbiamo fatto quasi tutto sulle statali. E li mi ha ceduto il posto di guida, per la prima volta avevo il volante tra le mani e potevo guidare veramente e non solo per qualche centinaio di metri come avevo fatto fino ad allora, di notte, in una zona industriale… per provare, per fare l’occhio sulle misure e pratica col cambio.

Cosi ho messo le marce e via, allora il limite di velocità sulle “piccoline” era di 60 km/h per i camion. Potevo andare tranquilla, ero felice! Il mio sogno si stava realizzando! Sulla Pontina lui si è addormentato sul sedile del passeggero, era stanco e le mie chiacchiere non erano riuscite a tenerlo sveglio. E se si fidava a dormire, evidentemente stavo guidando bene!

Ad un certo punto mi sorpassò un collega con un Fiat 180 NC, guida a destra. Fu una scena troppo divertente per me, perché mi guardò di sfuggita, poi si doveva essere chiesto se avesse visto bene perché si rigirò di scatto e picchiò la faccia contro il finestrino…

Allora non avevo idea di quante potessero essere le donne camioniste in Italia, non mi ponevo il problema di essere una rarità, io volevo guidare il camion e questo era tutto.

Scoprii ben presto che una ragazza al volante di un camion attirava l’attenzione, e non sempre era una cosa piacevole. Ma questa è un’altra storia.

Sono passati già 35 anni da allora e, facendo due conti, altrettanti più o meno ne erano passati da quando le prime donne camioniste cominciarono a viaggiare sulle strade d’Italia appena dopo la II Guerra Mondiale. Non ero certo una pioniera come loro, ma ero ancora una rarità…

Trentacinque più trentacinque fa settanta anni, e sono anche di più… eppure anche al giorno d’oggi ancora attiriamo l’attenzione. Ancora mi capita di andare in qualche azienda e sentirmi dire: “Sei la prima camionista che viene qui!”, “Che bello, una donna camionista, ma quante siete?”, ecc. Recentemente un signore mi ha chiesto – e non so se scherzava – “Ma le donne possono guidare i camion?

Certo, capita solo in posti relativamente piccoli, nelle grandi logistiche ormai sono abituati a veder arrivare qualche donna al volante di un camion, anche se diverse volte, quando vado a registrarmi e ho pochi bancali mi chiedono se sono con un furgone…

Sarà vero che il numero delle donne camioniste è aumentato negli anni, ma siamo ferme ancora al 2% (secondo le statistiche) degli autisti. Poca cosa…purtroppo.

Non so se sia dovuto ai pregiudizi che da sempre hanno ostacolato l’ingresso delle donne nel mondo dell’autotrasporto o a un mancato interesse da parte delle donne di svolgere questa attività però siamo ancora veramente una minoranza…che attira l’attenzione!

Buona strada a tutti!

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La signora del latte

 

Oggi è la festa dei lavoratori e la storia che vi linko è quella di una donna lavoratrice, camionista e non solo!

Buona strada a Mariagrazia e a tutte le colleghe!

Buon Primo Maggio a tutti i lavoratori!

Il link dell’articolo:

https://www.corrieredisaluzzo.it/nws/22874/2021/4/29/Valle-Maira/La-signora-del-latte

E un parte del testo:

 

La signora del latte

Nella foto Mariagrazia Cesano alla guida del trattore

L’intervista completa sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 aprile 2021.

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La signora del camion

 

La storia di Antonia, dalla Basilicata, un’altra pioniera del settore!

E’ bello scoprire le storie delle prime camioniste che hanno viaggiato sulle strade d’italia!

Buona strada Antonia e complimenti!!

 

Questo è il link dell’articolo:

https://www.ufficiostampabasilicata.it/attualita/cancellara-la-signora-del-camion-si-racconta/

E questo è l’inizio del testo:

Cancellara | La “signora del camion” si racconta

Con la rubrica “Storie di uomini..”, la Pro Loco di Cancellara ci fa conoscere personaggi che hanno fatto la storia del paese e non solo. Storie che è interessante conoscere.
Come la storia di Antonia Patanella che in Italia era conosciuta come “la donna del camion”, essendo stata la prima donna a guidarlo.
L’ha raccontata lei stessa a Saverio Lancellotti.

“Sono conosciuta in paese come Antonia Patanella, ma Patanella deriva dal cognome di mia suocera che si chiamava Angela Patanelli. Il mio vero cognome è Ianniello e “#appartengo” ai Libutti e Ianniello quest’ultimi di soprannome “Tavlùn”.Ho 84 anni sono nata a Cancellara ed ho sempre vissuto in questo #paese Già da piccola la mia #vita è stata piena di difficoltà…sia per il #periodostorico caratterizzato dalla #secondaguerramondiale che la malattia di mio padre, costrinsero i miei genitori ad affidarmi alle cure di mia #nonna. Ho dovuto subito essere autonoma, affrontare le difficolta senza tirarmi indietro, anzi ho sempre lottato per cercare di realizzare i miei #sogni Ho fatto grandi sacrifici ma non mi sono mai sentita limitata dal concetto di #donna di quei tempi, questo grazie anche all’esempio e all’educazione datomi da #miamadre Giuseppina Libutti, donna forte che si è dovuta rimboccare le maniche in giovane età per crescere da sola tre figli con un marito invalido. All’età di 23 anni e precisamente nel 1959 mi sono sposata con Bonifacio Lancellotti e da quel momento la mia vita è cambiata, non solo sono diventata moglie e poi madre, ma ho cominciato a collaborare attivamente nell’#attivitàcommerciale della #famiglia di mio marito.
Il #negozio della famiglia Lancellotti, conosciuto ancor oggi come la “Pïtea r’ Patanella”, dove si vendeva di tutto, era molto fiorente e, per rifornire il magazzino della merce, ci si rivolgeva ad autotrasportatori per conto terzi. Fino a quando mio suocero, in una riunione di famiglia, propose di acquistare un furgone; però c’era bisogno che qualcuno della famiglia che prendesse la patente. Mi feci avanti io !! supportata anche da mio suocero Saverio e dall’intera famiglia Lancellotti decisi di prendere la patente.

Correva l’anno #1963. Alla #scuolaguida eravamo solo due donne (io e la maestra Margherita Claps), la nostra presenza suscitava ilarità e soprattutto incredulità da parte degli uomini. Tutti pensavano, e spesso lo esprimevano pure apertamente, che noi donne non saremmo mai state capaci di guidare un’autovettura.

E nel 1964, appena presa la patente, acquistammo invece che un autovettura, un furgone e subito mi misi alla guida ed iniziai il mio nuovo lavoro di #autotrasportatore con la costante compagnia di mio marito, sempre al mio fianco(nella vita e nel lavoro)Pochi anni dopo acquistammo un camion e diventai la Prima #camionista donna con lo stupore non solo dei cancellaresi e delle persone che incontravo nei miei viaggi, ma anche della stampa che voleva intervistarmi (ho sempre rifiutato per riservatezza).

(…)

Continua…..

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Una canzone per il sabato sera!

 

Vi ricordate Tinka, la camionista/cantante delle Trucker babes?

Eccola di nuovo in questo simpatico video a duettare con German Truck Driver

Naturalmente cantano in tedesco, ma è divertente e orecchiabile!

Buona serata a tutte e tutti! E buona strada sempre!

 

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“Bonne route” Josette!

 

 Josette era una “dame routiere” molto conosciuta in Francia. Era famosa soprattutto per essere stata la prima camionista a fare la linea del Medio Oriente negli anni ’70, poi era stata una delle protagoniste di un documentario sulle donne camioniste negli anni ’90.

Di lei ho avuto occasione di leggere e vedere fotografie nel sito “Fierdetreroutier”, questo è il link della pagina a lei dedicata:

https://www.fierdetreroutier.com/fdr/les-photos-de-josette/ 

La notizia della sua scomparsa risale a una decina di giorni fa, l’ho trovata sulla rivista “Les Routiers”, volevo ricordarla, anche se non la conoscevo, perchè è stata una pioniera del mestiere e una grande camionista: buona strada Josette, anzi, bonne route!

https://www.routiers.com/pagetype.asp?revue=routiers&pagetype=breves&num=26&brevenum=55653 

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Una data di nascita, due pioniere…

Ho trovato questo articolo e questi video che raccontano la storia di Giovanna, una delle prime donne a conseguire la patente CE in Italia.  E poiché nel titolo le si fanno gli auguri per i suoi novanta anni, è nata nel 1931, compiuti il 15 di aprile, la mente mi ha riportato a un’altra collega che ho avuto l’onore di conoscere a un raduno, che compiva gli anni nella stessa data anche se era nata un anno prima. La loro storia è pressoché uguale, tutte e due hanno fatto la patente per affiancare il marito nei lunghi viaggi sulle strade d’Italia in quanto in quegli anni la legge prevedeva due autisti a bordo degli autotreni. Me li ricordo i racconti della Sandra, racconti di fatica e sacrifici, del rimpianto di aver passato poco tempo con la figlia piccola che cresceva con la nonna, dei pranzi a pane burro e acciughe, degli scarichi a mano….

Una data di nascita, uno stesso destino, auguri a Giovanna per il  bel traguardo raggiunto, purtroppo di Sandra non ho più notizie, ma conservo un bellissimo ricordo di lei e della sua dolcezza. Due grandi donne che hanno aperto la strada a chi, come me e tante altre ragazze, è arrivata anni dopo a sedersi dietro il volante di un camion. Grazie di cuore!

Buona strada a tutti/e sempre!

Il link dell’articolo:

 

https://www.oglioponews.it/2021/04/15/giovanna-scaroni-compie-90-anni-e-la-prima-camionista-della-lombardia/

E i video del suo compleanno:

 

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Camioniste: di tutto e di più…

 

Camioniste: di tutto e di più…o per meglio dire una piccola rassegna stampa con articoli un pò diversi che parlano di donne camioniste. Si perchè non ci sono solo le storie di ragazze e donne che affrontando ostacoli e pregiudizi sono riuscite a diventare camioniste realizzando cosi il sogno della propria vita, ogni tanto girando nel web si incappa anche in altre cose che riguardano il variegato mondo delle camioniste….

Comincio da un vecchio articolo del 2003, non molto edificante, visto che si tratta di una lite!

 


Questo è il link per leggere l’articolo completo.

https://ricerca.gelocal.it/gazzettadimodena/archivio/gazzettadimodena/2003/10/15/DP1PO_DP104.html 

E visto che sono in argomento, un altro titolo di cronaca:

 


E  un altro, che fece notizia a fine febbraio l’anno scorso, lo riportarono diversi giornali, ne ho contati una dozzina, poi arrivò il Covid e certe piccole notizie non fecero più scalpore…

Cambio argomento, torno ai sogni delle ragazze, anzi di una Miss:

Questo è il link:

https://www.ticinonews.ch/magazine/altro/miss-svizzera-vuole-diventare-camionista-IMTCN321810?refresh=true

La patente poi l’ha presa, ma ma nel suo futuro non è diventata camionista a tempo pieno….

Sempre a proposito di patenti, lei  il camion lo guidava senza averla:

 


https://primanovara.it/cronaca/guidava-camion-con-la-patente-b-5mila-euro-di-multa/

 

Ci sono anche articoli che parlano di incidenti con donne camioniste coinvolte, come questo dell’anno scorso dove per fortuna la collega è uscita illesa:

 

https://www.oggicronaca.it/2020/10/a-tortona-una-donna-alla-guida-di-un-tir-vola-nella-scarpata-sulla-statale-camion-distrutto-lei-illesa/

E questo dove un’altra collega se l’è cavata col codice verde per fortuna:

https://www.milanotoday.it/cronaca/incidente-stradale/tangenziale-est-carugate-oggi-25-febbraio-2021.html

Questo invece  è quello che succede a fidarsi dei navigatori:

 E alla guida del mezzo pesante con targa inglese un equipaggio formato da due donne camioniste!
https://www.valsassinanews.com/2020/09/09/taceno-bellano-ennesimo-autotreno-a-rischio-incastro-e-se-contro-i-navigatori-bastassero-cartelli-piu-grandi/

Concludo con un articolo del 2015, di una collega aspirante cacciatrice:

 

https://www.lastampa.it/novara/2015/03/06/news/camionista-in-rosa-e-aspirante-cacciatrice-porto-sensibilita-in-un-mondo-maschile-1.35280585

Ne ho trovati anche altri, prossimamente ve li linko.

Un saluto a tutte le colleghe con  l’augurio di buona strada sempre!

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Una canzone per il fine settimana…

 

Una canzone per il fine settimana, quello in cui i camionisti tornano a casa (non sempre….)

Camionista tu” è dedicata da una ragazza a suo papà camionista, lei si chiama Melany, il genere è il neomelodico, la storia è quella di tanti nostri colleghi, sempre in giro su e giù per le strade d’Italia e d’Europa per non far mancare niente alla famiglia… niente tranne la propria presenza.

Buon ascolto e buon fine settimana!

 

 

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