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“Io ho paura”

 

Gisy mi ha chiesto di pubblicare questo testo e lo faccio volentieri perchè è un argomento che riguarda tutti noi in questo periodo.


 

Ciao Lady

Non scrivo da tanto e mai avrei pensato di farlo per parlare di paura.
Durante le mie giornate di lavoro interagisco con molte persone, alcune di loro mi dicono :”Io non ho paura!!!”  E si comportano come se il Covid 19 non esistesse. Partendo dal presupposto che ci sono delle norme da rispettare e che tu abbia paura o no lo devi fare. Quello che non riesco proprio a tollerare è l’atteggiamento strafottente di alcuni, sfidandomi più  o meno apertamente…
“Ragazzi… io tenendo la mascherina proteggo soprattutto voi, vado da uno stabilimento all’altro e se fossi positiva in un giorno farei una strage d’infetti.”
Dopo settimane che l’indossavano in pochi è  arrivato l’obbligo e sono cominciati sbuffi,  sospiri e insofferenza continua…
A Marzo sembrava che i camionisti fossero sacrificabili per non far mancare nulla al resto della popolazione, ma non essendo immuni, qualcuno si è  ammalato,  e allo stesso tempo non è  possibile tracciare la diffusione annessa alla movimentazione delle merci, di sicuro c’è  che la categoria si è  trovata per strada con tutte le porte chiuse; obbligati  a viaggiare senza nessun tipo di servizio a disposizione, dalla toilette al ristorante.
La  frase che più  mi fa alterare è :” È come un’influenza stagionale, tutto organizzato per affossare l’economia, quest’anno c’è il Covid e non l’influenza “
Premesso che l’influenza miete migliaia di vittime tutti gli anni e arriverà  in inverno; in ogni caso si trasmette per via aerea, esattamente come il Covid, quindi distanza, mascherina e disinfezione delle mani e delle superfici ne limiteranno la diffusione, devo per forza ascoltare queste sciocchezze senza reagire?
Da pochi mesi, per volontariato,  frequento gli ospedali, anche zone a rischio e ho paura, sono consapevole che devo proteggermi e stare attenta per non ammalarmi ed esporre a rischi le persone che mi stanno vicine.
Ho visto la trasformazione dei reparti, dell’atteggiamento degli operatori sanitari, la tensione generale e posso confermare che la situazione è molto critica, grave.
Porterei gli increduli dietro le porte dei reparti Covid ad ascoltare pianti disperati e tossi interminabili, strazianti.
Vorrei vedessero i pazienti che vivono il ricovero senza contatti, solo gli operatori sanitari, bardati in un modo che li rende indistinguibili; destabilizzati emotivamente al rientro a casa, senza contare il morire soli, perché  alcuni, troppi non ce la fanno.
Il 2020 non lo scorderemo  facilmente, ma dobbiamo tenere alta la “soglia” di protezione perché  anche il 2021 non ci porti alte cifre di vittime.
Io ho paura, questa è una guerra, contro un nemico subdolo e invisibile, non per questo mi arrendo, ogni mattina salgo in cabina e mi metto al volante pensando:” Speriamo bene!”
Credo si debba imparare a convivere con questo Coronavirus senza sottovalutarne la potenza, l’obbiettivo è  frenare e fermare la diffusione… nessuno è  immune.
Per chi continua a credere non esista ho una soluzione: rispetta le norme a prescindere e sottoscrivi che rinunci alle cure così  non fai sprecare soldi e tempo a questa Sanità già  messa a dura prova.
Io ho paura, quella sana, con la giusta dose d’ansia che mi permette di stare il più  possibile attenta a non ammalarsi. .. poi decidera ‘ la mia Buona Strada!!!
Gisytruck
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Un video da Rai Due con Angela e Martina

 

Un video tratto dalla trasmissione TG2 “Lavori in corso”,  trasmesso in occasione dell’8 marzo 2018.

Si parla di donne che fanno lavori maschili, tra pregiudizi e discriminazioni, gli anni passano ma sono ancora difficili da superare in molte zone d’Italia, però piano piano sembra che qualcosa stia cambiando. Speriamo in bene!

Un saluto alla collega Angela e la futura collega Martina!
Buona strada a tutte sempre!

 

 

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38 tonnes de souvenir en vrac – Un libro Fantastique!

 

Vi è mai capitato di pensare qualcosa, di scriverlo su un quaderno, che fosse un’idea, un opinione, un ricordo, una considerazione e poi di ritrovare quelle stesse parole scritte pressoché nello stesso modo nelle pagine di un libro piuttosto che di un articolo su una rivista? Parole pensate e scritte da una persona che non avete mai conosciuto.

E’ quello che mi sta capitando leggendo il libro “38 tonnes de souvenirs en vrac” di Lilyane Slavsky detta “Fantastique” (Editions Cany). Qualche mese fa avevo linkato qui nel blog un articolo che raccontava la sua storia, di lei sapevo che era famosa in Francia in quanto una delle prime donne camioniste in quella nazione.

Ora lei ha scritto questo bellissimo libro di memorie corredato con tantissime foto che la ritraggono insieme ai camion che ha usato e altrettante foto di camion d’epoca che lei amava fotografare da ragazza. Alcuni di marchi sconosciuti in Italia!

Mi ritrovo a leggere i suoi racconti di vita e a confrontarli con le mie esperienze, ma soprattutto mi ritrovo a condividere al 100% i suoi pensieri su quello che è il nostro mestiere. La leggo con ammirazione perché quello che lei ha dovuto affrontare  per farsi strada in un mondo maschile e maschilista è stato ben diverso da quello che è capitato a me, i miei inconvenienti sono all’acqua di rose in confronto ai suoi, dovuti soprattutto all’epoca in cui ha cominciato, anni in cui io stavo ancora imparando a camminare!

Ma l’amore a 360° per i camion, la passione per questo mestiere, l’entusiasmo mai sopito dal primo all’ultimo giorno della sua carriera al volante di un poids lourd sono gli stessi che provo anch’io, e credo anche molte di voi.

E’ bello pensare che ci sia un filo invisibile che unisce generazioni di persone, che gli fa provare gli stessi sentimenti e le stesse emozioni, creando una sorta di continuità nel tempo e nello spazio.

Quelle che leggo sono le sue avventure, sono le sue considerazioni, ma tra le sue parole ritrovo i miei stessi pensieri, il mio stesso amore per i camion. Mi piace credere che me li abbia trasmessi, non so come, non so quando, ma mi viene spontaneo di ringraziarla per avere aperto la strada  con il suo coraggio e il suo entusiasmo (insieme ad altre poche donne)  a tutte le ragazze che dopo di lei hanno intrapreso la carriera di camioniste. Quello che ancora oggi non è del tutto normale, cioè vedere una donna alla guida di un camion, in quegli anni era veramente “fantastico”!

Se conoscete un po’ di francese e amate il mondo dei “routiers” questo libro è per voi, ve lo consiglio con tutto il cuore!

Buona lettura a tout le monde!

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CB Filomena – di Carmela Bruscella

 Girando nel web ho trovato questo libro:  “CB Filomena” di  Carmela Bruscella.

 


L’ho ordinato, mi è arrivato ieri  e ora lo sto leggendo. E’ un romanzo in cui c’è  la storia di una donna camionista… ma non vi dico di più…

Questo è il link:

https://www.letteraturaalternativa.it/shop/narrativa-italiana/cb-filomena-carmela-bruscella/ 

e questa è la descrizione che c’è sul sito:

Quando si pensa alla parola camionista, solitamente si immagina un
uomo muscoloso che possa domare un autotreno da centinaia di quintali. E
invece, esistono donne camioniste che guidano ogni giorno il proprio
mezzo, percorrendo migliaia di chilometri in lungo e in largo per
l’Italia e non solo. Ancora oggi esistono dei pregiudizi su questo
argomento, per cui è facile immaginare quali potessero essere negli anni
Settanta e Ottanta, quando le donne lottavano attivamente per avere i
minimi diritti nella società e certi lavori erano svolti solamente da
uomini.
Per Filomena fu proprio così.
Fin da piccola aveva avuto la passione per il camion e già guidava il cingolato con fierezza.
Era una donna forte nell’affrontare ogni ostacolo della vita. Moglie e
mamma di due maschi che hanno, fin da piccoli, manifestato la volontà di
fare gli autotrasportatori.
Filomena, a cui spesso i forzuti colleghi maschi dicevano “sei una
forza, sei grande”, orgogliosa del suo lavoro, ha sempre affrontato la
vita con un sorriso e con l’appoggio incondizionato di suo marito,
compagno fedele.

 

Informazioni aggiuntive

Isbn: 978-88-31468-09-1
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 84
Dimensioni: 15 x 21

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Nora, la nostra indimenticabile madrina!

 

Questo video è un omaggio a Nora, al suo coraggio e alla sua intraprendenza.

Nel 2004, in occasione del secondo raduno “Guida in rosa” a Montichiari, Nora, una delle prime camioniste italiane, venne a fare da madrina al gruppo delle Lady Truck. L’evento venne trasmesso in TV, su Rai Uno, all’interno del programma “La vita in diretta”.

Un immenso ringraziamento a te Nora che col tuo coraggio hai aperto la strada a tutte le camioniste che dopo di te hanno intrapreso questo mestiere! Sarai sempre nei nostri cuori!

Buona visione e buona strada sempre!

 

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Un incontro… in maschera!

Diventa sempre più difficile incontrarsi “on the road”…

Oggi ero in Veneto e ho provato a chiamare la Rò e finalmente siamo riuscite a bere un caffè insieme, ma com’è strano dover parlare “mascherate”!

Comunque è bello lo stesso incontrare una cara amica: ciao Rò è stato un piacere rivederti!!

E dopo il caffè le foto di rito, ci ricorderanno per sempre questo strano periodo che stiamo vivendo ormai da mesi. Io scherzando le ho detto che avevo la maglia rossa perchè da oggi la Lombardia è nuovamente zona rossa… in qualche modo bisogna sdrammattizzare ma il periodo non è decisamente dei migliori.

Ognuno dice la sua e non so chi abbia ragione veramente, ma dobbiamo stare tutti attenti perchè purtroppo l’emergenza non è finita, mascherine, mani sempre pulite e distanza di sicurezza e forse riusciremo a venirne fuori…

E’ già ora di ripartire, ciao a tutte/i e buona strada sempre!!!

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Des femmes et des camion

 

Questo è un video della TV francese dell’inizio degli anni ’90 in cui cinque donne raccontano la loro esperienza come camioniste. Comune denominatore è la passione per questo mestiere.

Quante volte abbiamo sentito dire che all’estero le camioniste erano tante e ben accette…. la loro testimonianza conferma l’esatto contrario. Si trattava di un mestiere prettamente maschile in cui le donne venivano guardate con curiosità e spesso con diffidenza. Proprio come in Italia.

Bello rivedere le strade e i camion che circolavano in quegli anni, un altro tuffo nel passato!

Grazie a Philippe Fournet di pubblicare sempre bei video!

Buona visione e …. et bonne route!

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Jayne Denham – Black Coffee And White Lines

Un bel video da guardare con una bella tazza di caffè tra le mani!

Buon ascolto e buona strada sempre!

 

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La Paola!!!

Capita di perdersi di vista… la vita va avanti e per un motivo o per l’altro non sappiamo più cosa fanno alcune ragazze del gruppo … ma c’è il magico mondo del web, e cosi girando e rigirando sono incappata in questo articolo (è dell’anno scorso però) che racconta di Paola che è scesa dal “TIR” per gestire un bar. Nell’articolo lei parla contenta della sua nuova vita, io spero che, visto il periodaccio che stiamo vivendo, sia ancora cosi! Appena passerà questa emergenza andrò a farci un giro!

Buona strada sempre Paola!

Questo è il link dell’articolo da “La sentinella del Canavese”:

https://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2019/12/27/news/reinventarsi-a-53-anni-dai-tir-al-banco-del-bar-1.38260479

E questo è il testo:

Reinventarsi a 53 anni Dai tir al banco del bar

Strambino. Paola Pacelli ha rilevato il locale della stazione «La crisi ha rivoluzionato la mia vita, ma ora sono felice»

STRAMBINO. Dal volante del tir alle tazzine da caffè, dal guidare gru di mille quintali a maneggiare stoviglie nel suo nuovo bar. La protagonista della singolare trasformazione professionale è Paola Pacelli, chivassese di 53 anni. Paola è pure pronipote di Papa Pio XII: suo nonno Augusto Pacelli, originario della provincia di Viterbo, era il cugino del padre di Eugenio Pacelli, il 260° pontefice in carica dal 1939 al 1958.

«Festeggio in questi giorni i primi sei mesi della mia trasformazione professionale che mio ha portato a fare prima la camionista e ora la barista – ha raccontato –. Ancora non mi sembra vero. Dopo aver guidato i mezzi pesanti per centinaia di migliaia di chilometri, prima come dipendente poi come padroncina, percorrendo le strade e le autostrade di tutta Italia, sono arrivata casualmente a Strambino dove, insieme alla mia amica e attuale socia Jessica Trogolo Got, di 44 anni, esperta ristoratrice di Torino, ho rilevato la gestione del bar della stazione. Lo abbiamo chiamato Parlapà, che è una tipica esclamazione piemontese, con l’obiettivo di farlo tornare a essere come in passato, cioè un punto di riferimento per lo svago».

Paola Pacelli ha guidato camion per 25 anni poi, a causa della crisi, ha dovuto abbandonare il suo mestiere e la sua passione, ma essendo, come lei stessa si definisce, “una guerriera” ha accettato la sfida di una nuova attività, accettando gli insegnamenti della sua esperta socia per misurarsi in quello che era prima solo un hobby: la passione per la cucina. «Siamo molto soddisfatte dei primi sei mesi di esperienza a Strambino – hanno commentato Paola e Jessica – abbiamo abbinato al bar anche il ristorante tavola calda con una crescente clientela, abbiamo anche il collegamento gratuito a Internet e abbiamo promosso una serie di iniziative musicali e culturali, incontri a tema ed attività particolari come compleanni, serate per gruppi, con un buon riscontro da parte dei nostri clienti». Il bar della stazione è stato nell’ultimo Dopoguerra l’unico locale da ballo del paese, a fianco della stazione ferroviaria che, tra gli anni Settanta e Ottanta, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra le stazioni ferroviarie più belle e ben tenute dal Genio Ferrovieri e persino l’elogio dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Oggi, rinnovato e aggiornato, si propone di nuovo al pubblico nella sua nuova veste e con il nuovo accattivante nome Parlapà. —

Sandro Ronchetti
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I video che non vorremmo mai vedere….

I video che non vorremmo mai vedere…. le notizie che non vorremmo mai leggere…

http://gazetaderosario.com.br/acidente-entre-caminhoes-tira-a-vida-de-caminhoneira-da-fronteira/

Purtroppo però succede, succede un incidente e qualcuno ci lascia, questo è un video brasiliano in omaggio a una collega, Carla Geovana,  morta a soli 37 anni pochi giorni fa in un incidente alla guida del suo camion. Guidare un camion era stato il suo sogno e lei aveva combattuto e alla fine era riuscita a realizzarlo… Un sogno breve purtroppo.

Buona strada a Carla Geovana qualunque essa sia adesso, e a tutti i colleghi al volante sulle strade del mondo.

 

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