"" La schiena a pezzi ""

Lombalgia del camionista, un disturbo che colpisce tantissimi trasportatori ma curabile. Le vibrazioni, le lunghe ore seduti, il peso sempre sullo stesso punto e, spessissimo, la non corretta postura al volante, affaticano tremendamente le vertebre lombari, fino a usurarle. Questo genera dolori costanti, infiammazioni e riduce sensibilmente il benessere durante il proprio lavoro. Non ci stancheremo mai di dirlo, come controlliamo e curiamo il nostro camion, dobbiamo curare anche il nostro corpo. Se avvertite frequenti dolori alla schiena,  una visita dal vostro medico generico può risolvere il problema qualora fosse una semplice infiammazione, oppure indirizzarvi verso lo specialista più adatto. In linea di massima i consigli sono sempre gli stessi, ma ripeterli fa sempre bene. Innanzitutto avere una postura corretta al volante e, durante il carico-scarico della merce, fare attenzione a non stressare la schiena, con brusche torsioni o sollevando i pesi senza piegare le gambe, fondamentali per aiutare il corpo a sollevare agilmente i pesi gravosi senza far flettere troppo la zona lombare. E’ importante anche mantenersi in forma, il sovrappeso è una delle cause principali della “lombalgia del camionista”, infatti la colonna vertebrale è fatta ad “S” (se osservata di profilo), proprio per ammortizzare i carichi e le sollecitazioni che gravano sul nostro corpo. Maggiore sarà il carico (peso corporeo), minore sarà la capacità di ammortizzarlo facilmente, generando dolore e infiammazioni. Ultimo, ma non per importanza, i mezzi più vecchi, ma ancora molto usati nelle campagne o nel piccolo trasporto locale, possiedono tanto fascino e tanti ricordi, ma di sicuro non sono il massimo per quanto riguarda il comfort di guida e la riduzione delle vibrazioni, se soffrite di problemi alla schiena, meglio limitarne l'uso.

 

Fatalità…

 Torremaggiore: Fa manovra col camion travolge e uccide il padre
 
Stava facendo manovra con un camion dell’azienda di famiglia ma non aveva fatto i conti con il destino. Quello beffardo, sempre in agguato dietro la porta. Quello capace di trasformare un incidente in una tragedia difficile da dimenticare.
È la sceneggiatura dell’incidente avvenuto ieri mattina sulla strada provinciale “142” (ex statale “16”) per San Paolo Civitate, a pochi chilometri dal centro abitato di San Severo. Un imprenditore di 59 anni, Antonio Gernone, è morto investito dal mezzo pesante che stava guidando il figlio, Rocco, di 37 anni. È successo sul tratto di carreggiata antistante il distributore di servizio “Esso”, lo stesso dove una quindicina di anni fa venne ucciso il guardiano.
Rocco Gernone, a bordo del suo autocarro, stava facendo manovra nei pressi del distributore quando ha investito il padre Antonio che, pare si fosse prima allontanato in macchina e che poi, per motivi rimasti sconosciuti, fosse tornato indietro a piedi. Quando il figlio si è accorto di aver investito il genitore era troppo tardi: il familiare era deceduto sul colpo.
Raccapricciante la scena presentatasi agli occhi dei soccorritori che, quando sono giunti sul postoi, hanno trovato il figlio ammutolito e inginocchiato affianco al corpo senza vita del padre.
Sul posto sono giunti uomini del com missariato e del locale distaccamento della polizia stradale, nonché gli oepratori del “118” e a seguire i vigili che hanno regolato il traffico che ha subito rallentamenti e stop per alcune ore prima di essere deviato su strade comunali e sulla statale “16 Adriatica”.
Il corpo della vittima è stato rimosso e trasferito all’obitorio del cimitero di San Severo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
I Gernone sono molto conosciuti a Torremaggiore dove gestiscono un deposito di mezzi pesanti per il movimento terra e sono titolari di un’impresa che pratica la manutenzione di strade e marciapiedi per diversi Comuni del comprensorio. Azienda molto apprezzata e stimata per il lavoro s vo l t o.
Appena consumatasi la tragedia la notizia è giunta a Torremaggiore dover per tutta la giornata non si è parlato d’altro. La notorietà dei protagonisti e la dinamica dell’incidente hanno subito reso la notizia di pubblico dominio.

BUONA STRADA a tutte/i!!!