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La storia di Livia

 

Un’altra collega che partecipa al concorso per il Sabo Rosa 2024 è Livia della provincia di Padova.

Il link:

https://www.sabo.it/livia-manolache/

La sua intervista:

 

Livia Manolache

Impiego: autista di camion
Residenza: Selvazzano Dentro (PD)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

Prima della pandemia ho cominciato a cercare un nuovo lavoro perché, essendo una ragazza madre, avevo bisogno di aumentare il budget della famiglia. Guardando negli annunci ho notato che tantissime aziende cercavano autisti e così ho deciso di prendere la patente . E sono molto contenta di averlo fatto. Oggi guido per un’azienda di trasporti del Veneto e i viaggi mi permettono di tornare a casa da mia figlia tutte le sere.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Perché ho rispetto per le persone che fanno questo lavoro e questa mi sembra una bella iniziativa per dare valore a tutte le donne autista.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Il lato positivo è che sul camion ci sei tu con la tua volontà e le tue capacità. Non c’è nessuno che ti guarda o ti giudica, e se sei bravo e sai gestirti, è un lavoro che ti lascia molta libertà. Poi mi piace moltissimo viaggiare e conoscere persone nuove e posti mai visti, scoprire l’Italia. Per il resto io sono una persona che si adatta a tutto.

 

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La storia di Maria Luisa

 

Maria Luisa guida gli autosnodati nella sua città, ma ha anche viaggiato in camion insieme a suo marito.

Il link:

https://www.sabo.it/maria-luisa-ciurca/

La sua intervista:

Maria Luisa Ciurca

Attività: autista di camion, autista di autobus
Residenza: Nizza Monferrato (AT)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

L’ho capito a 18 anni, quando mi sono fidanzata con mio marito, che ha un’azienda di autotrasporto. Così ho cominciato a viaggiare assieme a lui, oltre i confini nazionali. Da sempre ho la passione per i motori e la meccanica, compravo motorini, motociclette, l’Apecar, ma da quel momento l’idea di prendere la patente di guida per i camion ha guadagnato una ragione in più.  Oggi sono conducente di autobus, per la Bus Company di Cuneo, e sono l’unica donna in città che guida un autosnodato, sia nelle tratte urbane sia in quelle extraurbane.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Ho visto il post su Facebook e mi sono incuriosita. Ho deciso di iscrivermi perché è una bella iniziativa dedicata alle donne autista.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Ogni lavoro ha i suoi pro e contro. Guidando l’autobus mi piace l’idea di essere in giacca e cravatta e di avere orari certi, cosa che ad esempio non capita quando si guidano i camion. È anche vero che si hanno molte responsabilità, trasportando persone, e ci sono tempi che non è sempre facile rispettare perché si guida nel traffico cittadino. Però è un lavoro che mi gratifica e piace molto.

 

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La storia di Lory

 

Tra le camioniste in gara per il Sabo Rosa 2024 c’è anche Lory, iscritta a sua insaputa dalla sua sorellina!

Il link:

https://www.sabo.it/lory-della-giovanna/

La sua intervista:

Lory Della Giovanna

Attività: autista di camion
Residenza: Primaluna (LC)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

“Ho iniziato questa professione per caso, lavorando per un’impresa edile con la quale collaboro ancora oggi, in particolare per mansioni di sgombero neve… E’ un lavoro nato per caso ma diventato subito passione!”

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

“L’iscrizione l’ha fatta di nascosto la mia sorellina, con il mio compagno come complice.”

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

“Non mi piace, cosa comune a tutti i settori, la mancanza di meritocrazia! Per il resto mi piace proprio tutto”.

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La storia di Simona

 

Un’altra bella storia che racconta la realizzazione di un sogno è quella di Simona, anche lei guida gli autobus e partecipa al concorso del Sabo Rosa 2024.

Il link:

https://www.sabo.it/simona-ciotti/

La sua intervista:

 

Simona Ciotti

Attività: autista di autobus
Residenza: Ascoli Piceno

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo? Com’è il tuo lavoro?

Quella per i mezzi pesanti, e per gli autobus in particolare, è una passione che ho fin da quando ho iniziato a camminare. Mia mamma mi ha sempre raccontato che, quando andavamo a passeggio ad Ascoli, io indicavo i pullman che passavano.

Una ventina d’anni fa, dopo diverso tempo trascorso in fabbrica, ho deciso che avrei seguito la mia passione e ho preso le patenti, anche se è stata una scelta osteggiata un po’ da tutti. Mio padre, ad esempio, che era camionista, mi diceva che avrei fatto molta fatica, che una donna non avrebbe fatto strada nel mondo del trasporto pesante, che venendo da un piccolo paese di provincia mi avrebbero guardata con sufficienza e con un po’ di sospetto.

A dispetto delle “Cassandre” ora guido per l’azienda Start Spa di Ascoli Piceno (la società che si occupa del trasporto pubblico locale) i pullman con cui serviamo le tratte extraurbane dal capoluogo a Civitanova, dopo aver fatto per diverso tempo il servizio urbano.

All’inizio, in effetti è stata dura, ma ora si sono abituati a vedermi alla guida e capita, a volte, di parlare con qualche passeggero che rimane ammirato dalla passione che metto nel lavoro. E anche il mio papà ora è orgoglioso di vedermi al volante di un pullman; è una piccola vittoria anche questa.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Conosco il Sabo Rosa da diversi anni e mi ha sempre incuriosito. Mi piace l’idea che si dia voce ai racconti di vita delle camioniste e delle autiste.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Io amo il mio lavoro e sinceramente non cambierei nulla. È una vita che mi piace.

L’unica cosa che lascia un po’ l’amaro in bocca, alla maggioranza dei colleghi con cui ho avuto modo di parlare, è che lavoriamo con un contratto nazionale obsoleto e quindi il salario non è adeguato al costo della vita di oggi. Soprattutto perché le responsabilità sono tante e le tratte extraurbane richiedono un grande impegno, in termini di tempo ed energie.

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La storia di Nilde

 

Sono tante le conducenti di autobus che quest’anno partecipano al concorso per il Sabo Rosa 2024, Nilde è una di loro e questa è la sua storia!

Il link:

https://www.sabo.it/nilde-trulli/

 

La sua intervista:

Nilde Trulli

Attività: autista di autobus
Residenza: Anzio (Roma)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

La mia è stata una scelta fatta per necessità, nel 2021. Così, visto che il mio compagno guida gli autobus per i gruppi turistici, in tratte italiane ed europee, ho deciso di provare anch’io, perché è un lavoro sicuro.

Guido autobus a lunga percorrenza per Flixbus. La mia tratta è la notturna tra Roma e Bolzano. È un lavoro impegnativo, che mi permette però di far fronte alle spese della famiglia e, durante il giorno, di stare con mio figlio, che ha sette anni.

Ora sono molto contenta ma nell’ultimo anno ho dovuto cambiare un paio di ditte perché non mi sentivo valorizzata. Tendono ad affidarti il mezzo più piccolo, il lavoro meno complicato, pensando che una donna non sia in grado di svolgerlo.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Ho visto l’annuncio su Facebook e ho deciso di partecipare. Credo che sia un’iniziativa importante, che fa luce sulla nostra categoria, che è un po’ maltrattata. Alla guida ci sono tante ragazze valide, che si fanno valere. Il problema è che non siamo apprezzate a sufficienza, anche dalle ditte per le quali lavoriamo.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Il lato positivo è certamente quello di avere uno stipendio fisso da portare a casa. Sono separata e con un figlio piccolo, è chiaro che occorre organizzarsi e adattarsi alle circostanze. Per fortuna che c’è una nonna che ci dà una mano.

Il lato negativo, nel mio lavoro, è legato al fatto che la qualità dei rapporti si è rovinata a causa del Covid. E così la gestione dei rapporti umani si è fatta complicata. I passeggeri a volte hanno poco rispetto nei nostri confronti e si comportano con maleducazione. Le persone hanno i loro problemi e li scaricano su chi incontrano, non riescono a mettersi nei panni degli altri. I colleghi, invece, sono sempre molto rispettosi.

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La storia di Cristina

 

Restiamo in Lombardia e sempre alla guida di un autobus, questa volta è Cristina dalla provincia di Sondrio che ci racconta la sua storia.

Il link:

https://www.sabo.it/cristina-greco/

 

La sua storia:

Cristina Greco

Attività: autista di autobus
Residenza: Sondalo (SO)

Quando e come è nata la tua passione per i mezzi pesanti? Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

Sono stata sempre attratta da auto e motori, una passione nata quando frequentavo il liceo e un mio caro parente, che ho perso troppo presto, faceva l’autista. Nel 2009 ho superato l’esame per la patente D, ma con l’entrata in vigore del CQC, la Certificazione di Qualificazione del Conducente, e i relativi costi di gestione, ho accantonato l’idea di fare questo mestiere. Così mi sono laureata in Scienze agrarie e forestali e ho insegnato per alcuni anni in un Centro di formazione professionale. Tuttavia, vista la precarietà del lavoro di insegnante, nel 2020 mi sono decisa una volta per tutte e ho preso la CQC, consigliata anche dal mio ragazzo, autista anche lui. A ottobre 2020 ho cominciato a guidare per l’Autoservizi Silvestri a Livigno. Un anno dopo sono passata all’Automobilistica Perego, risultando la prima e unica donna in azienda con mansione di conducente. Oggi svolgo principalmente servizio di linea extraurbana sugli autobus, ma nel periodo fra novembre e dicembre del 2022, per la prima volta, ho svolto alcuni noleggi in giornata come seconda guida.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Ho deciso di partecipare al Sabo Rosa perché credo sia giusto valorizzare le donne che si lanciano in questo mestiere in Italia, un Paese in cui vi sono ancora parecchi pregiudizi a riguardo. In provincia di Sondrio siamo solo in due a guidare autobus di grandi dimensioni.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Ciò che mi fa adorare questo mestiere è la passione che ho per la guida e per la meccanica. Inoltre, mi dà la possibilità di visitare posti nuovi e città quando svolgo mansioni turistiche. Ciò che non mi piace è che si tratta di un lavoro sempre meno considerato, anche a livello sindacale.

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La storia di Sabrina

 

Sabrina guida gli autobus nella provincia di Como ed è una collega di Nives, che l’ha spinta a iscriversi anche lei al concorso per il Sabo Rosa 2024 per una simpatica sfida tra colleghe!

 

Il link:

https://www.sabo.it/sabrina-girometti/

La sua intervista:

Sabrina Girometti

Attività: autista di autobus
Residenza: Menaggio (CO)

Quando hai capito che quello del trasporto pubblico sarebbe stato il tuo lavoro?

Devo fare una premessa: ho cominciato a lavorare, molto giovane, nella ristorazione e in quel mondo ho fatto molta strada. Mio padre, però, che era camionista e guidava i tir, un giorno mi disse: “Sabrina, arriverai a stancarti di lavorare al ristorante. Prendi una patente, che non ti lascerà mai a piedi”. Così vent’anni fa presi la patente D e, poco tempo fa, anche il CQC.

Nel 2021, con la mia famiglia, ci siamo trasferiti da Pesaro a Menaggio, sul Lago di Como, e ho scoperto che nel territorio erano a corto di autisti. Così, anche sostenuta da mio marito, mi sono proposta, ho fatto il concorso e a settembre dello scorso anno ho cominciato a lavorare nel trasporto pubblico, facendo le tratte extraurbane a nord del Lago, nelle province di Como e Sondrio, fino a coprire anche qualche punto della Svizzera.

Sono strade molto difficili in cui guidare, strette e piene di curve, però a me piace molto e mi dà soddisfazione il fatto che mi arrivino tanti complimenti, per la mia guida rilassata e per il fatto che sono una persona solare, che saluta sempre tutti e a cui piace scambiare due chiacchiere.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Questa è divertente. A coprire la tratta extraurbana, nella nostra azienda, siamo due donne. Qualche giorno fa ho incontrato Nives Giussani che mi ha detto: “Ho mandato la candidatura al Sabo Rosa, perché non la mandi anche tu”. Così, per gioco e per fare una sfida simpatica fra colleghe, mi sono iscritta.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Sono una persona a cui piace molto stare con gli altri, chiacchierare, scherzare. E già questo sarebbe sufficiente, perché le persone che salgono sul bus e mi riconoscono si fermano per una battuta o un saluto. A ciò si aggiunge il fatto che ora ho responsabilità diverse da quelle che avevo nel ristorante e per me è una nuova linfa. Mi sono rimessa in gioco in un lavoro che non avevo mai fatto e che svolgo bene. Sto dimostrando con i fatti che le donne possono fare quello che fanno gli uomini.

Il lato negativo è che prima correvo molto ed ero molto in forma. Ora stando molto tempo seduta il mio fisico ne risente un po’.

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La storia di Palmira

 

La storia di Palmira è la dimostrazione che non è mai troppo tardi per poter realizzare il proprio sogno: guidare un camion!

Il link:

https://www.sabo.it/palmina-mura/

 

La sua intervista:

Palmira Mura

Attività: autista di camion
Residenza: Alseno (PC)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

Era il mio sogno fin da ragazza, sogno accantonato perché sono diventata mamma molto giovane, e ora sono già nonna. Quindi, per crescere i miei quattro figli, ho lavorato per vent’anni in una RSA dove mi occupavo di accudire le persone anziane. Poi è arrivato il Covid e, quello, è stato un momento emotivamente molto difficile, che mi ha portato a prendere la decisione di realizzare il mio sogno. Ho conseguito le patenti mettendoci tutte le mie energie e il 5 agosto 2021 sono finalmente salita su un camion. Tanta fatica all’inizio, ma ho trovato una piccola azienda che mi ha dato fiducia e sono partita. Lavoro nel trasporto industriale e guido un centinato.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Mi piacerebbe che il mio vissuto fosse da esempio per tante donne, che magari pensano che a cinquant’anni non si possa più cambiare vita. I miei figli mi hanno detto di provarci e sono qui.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Non c’è nulla che non mi piace in questo lavoro. L’ho scelto e voluto nonostante tutte le difficoltà avute e adesso sono orgogliosa di me.

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La storia di Elda

 

Elda la conosciamo già tutte, è una delle prime “ragazze” del nostro gruppo, e anche quest’anno partecipa al concorso per il Sabo Rosa 2024!

Il link:

https://www.sabo.it/elda-guarise/

La sua intervista:

Elda Guarise

Attività: autista di camion
Residenza: Cittadella (PD)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

I camion mi sono sempre piaciuti, fin da quando lavoravo come carrellista in un magazzino di frutta e verdura. In quel periodo mio marito faceva l’autista e quando decidemmo di comprare un camion nuovo e una nuova casa, ci siamo trovati a dover far fronte all’esigenza di una patente in più per dare una mano alla famiglia che cresceva. Così sono salita anch’io sul camion.

All’inizio, ormai venticinque anni fa, facevamo viaggi anche lunghissimi. Ai tempi non c’erano le ore di guida da rispettare, dormivamo fuori di notte, si andava a caricare il camion all’alba e alla sera si provava a tornare a casa, per cucinare e stare un po’ con i figli.

Ora abbiamo una nostra azienda di trasporti, con sei mezzi e un paio di autisti che lavorano con noi, oltre ovviamente ai nostri figli. Marta e Mattia, che lavorano in ufficio, ed Ermes, che viaggia come me e suo padre. Principalmente lavoriamo con la Svizzera: trasportiamo un po’ di tutto ma in particolare il vino. Abbiamo un camion frigo che lo tiene fresco anche d’estate.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Sono ambassador della Volvo e il responsabile della nostra zona mi ha detto: perché non ti iscrivi al Sabo Rosa, è una cosa che fa per te! Io all’inizio non volevo, perché mi sentivo fuori età, ma poi mi sono convinta. In fondo sono una super nonna camionista.

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quelli che vorresti cambiare?

Il vero problema, soprattutto per noi donne autista, sono i servizi. Spesso i bagni, le docce, che si trovano viaggiando, sono molto scomodi per non dire sporchi. Io ormai mi sono organizzata con disinfettante e spugne, ma sarebbe meglio che di queste cose si occupassero i gestori. Per il resto è tutta questione di passione e di organizzazione. Questo è un lavoro che puoi fare solo se il tuo cuore batte per i camion.

 

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La storia di Nives

 

Nives guida autobus lungo le strade del Lago di Como da ben 27 anni! Il suo non è stato un percorso facile all’inizio, ma con tenacia è riuscita a superare tutti i pregiudizi ed ottenere un posto al volante!

 

Il link

https://www.sabo.it/nives-giussani/

La sua storia:

Nives Giussani

Attività: autista di autobus
Residenza: Gravedona ed uniti (CO)

Quando hai capito che quello del trasporto sarebbe stato il tuo lavoro, il tuo mondo?

Quando superai, sudando sette camicie, il concorso per diventare conducente di linea dell’allora società SPT s.p.a. di Como, oggi ASF Autolinee, capii che quello sarebbe stato il mio lavoro. Avrei vissuto circondata da tante persone, chiusa in un dinosauro di lamiera su gomma. Quel concorso era sì aperto anche alle donne, ma solo a livello ipotetico, in quanto l’ambiente era prettamente maschile, il percorso era già difficoltoso per gli uomini, figuriamoci per le donne, e la stessa parola “donna” suonava come sinonimo di “maternità”, per cui non dava garanzia per la copertura futura del servizio.
Tuttavia, con la mia perseveranza, fui capace di stravolgere questa vecchia mentalità, dimostrando di essere all’altezza del compito sotto tutti i punti di vista, aprendo le porte al gentil sesso. Di questo ne vado orgogliosa, anche se devo ammettere che non sempre è stato facile. Il mio non è un lavoro standardizzato, anzi, presenta tante sfaccettature e solo con pazienza, prudenza, intelligenza e, a volte, un pizzico di fantasia, riesco a risolvere i problemi che tutti giorni si presentano. Ogni giorno noi donne dimostriamo che i pantaloni li sappiamo portare, e bene!

Il mio tragitto copre tutta la sponda occidentale del lago di Como, con le varie deviazioni fin dentro le sue vallate, fino a raggiungere Sondrio come ultimo capolinea fuori provincia. E’ il mio percorso settimanale da 27 anni, con autobus che vanno da 8 fino a 12 metri bipiano! In passato ho guidato anche autobus per gite turistiche.

Perché hai deciso di partecipare al Sabo Rosa?

Ho deciso di partecipare a questo concorso per unirmi a tutte coloro che svolgono questo lavoro, sia nel trasporto merci che persone. Tutti i giorni dimostriamo passione e tanto coraggio, costanza e un buon savoir faire dipinto di rosa.

Cosa non ti piace e cosa ti piace di questo lavoro?

Sicuramente guidare, guidare e guidare… costa tanta fatica. Tuttavia quando non guido, ovvero quando sono in malattia, la mia giornata sembra vuota. Poi mi piace conoscere nuove persone, condividere, tra una pausa e l’altra, le proprie idee e opinioni. Ciò che non mi piace è sentire parlar male degli altri, anche fra colleghi. A volte, inoltro, noto come la nostra società non ci valorizzi a dovere; siamo considerati solo dei numeri, la cosa più importante è sempre il guadagno e per questo motivo siamo ormai sotto organico, con conseguenti tagli di corse e tanti disagi per i pendolari: lavoratori e studenti.

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