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Posts Tagged "lavoro"

C'è posta per noi… – 30

Ciao Lady Truck members!
Sono Giuseppe Pedeliento il responsabile scientifico di quella ricerca di cui a suo tempo avevate dato notizia sul vostro blog.
Ora abbiamo un questionario on line che è diffuso anche da Camionsfera e da Trasporto Europa.
Sotto vi metto tre link:
– il primo è l’articolo che è uscito su Camionsfera: http://www.camionsfera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=339:ricerca-sulle-abitudini-dei-camionisti&catid=40:cronaca&Itemid=15
– il secondo è quello uscito su Trasporto Europa: http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5684:ricerca-universitaria-sulla-vita-dei-camionisti&catid=9:autotrasporto&Itemid=71
– il terzo è quello che manda direttamente al questionario: https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=en_US&pli=1&formkey=dDJ5ZDR5X1FveGJMZE94bWpPM0ctSlE6MQ#gid=0
 
Me lo pubblicate sul vostro blog? Potete tranquillamente riprendere il testo che è uscito sui due portali sopra menzionati. Il vostro aiuto è fondamentale per capire qualcosa in più sulla categoria!
 
Grazie mille e ….. BUONA STRADA!
P.S. Per qualunque informazione o chiarimenti sotto avete tutti i miei contatti. Scrivetemi.
 
Giuseppe

images

 
Giuseppe Pedeliento
+39.349/0897216
[email protected]

Ho pensato di pubblicare la email integrale, rende meglio l'idea; personalmente non l'ho ancora compilato, ma mi è stato riferito da altre lady che in certi punti servirebbero più opzioni o la possibilità di scrivere altre definizioni e/o risposte.
Se avete tempo e voglia, collaborate a questo studio, magari serve a far capire cose su di noi che chi non è mai salito su di un camion non immagina neanche… è già successo che ci siamo sentite dire da una giornalista affermata:"Ma io prima di conoscere voi questo non lo sapevo… questo non lo immaginavo e quest'altro non lo credevo possibile…"

BUONA STRADA a Tutte/i!!!
[email protected]
skype: giuseppe.pedeliento

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In ricordo… della prima donna camionista

Ciao Lady
un articolo dal Piemonte, dove le donne camioniste hanno percorso kilometri di strade spendendo fatica e sudore, a ricordarla, dopo la sua morte, un raduno, qualche mese fa; leggete anche voi…

http://www.atnews.it/2011/07/16/leggi-notizia/articolo/a-dusino-si-ritrovano-i-camionisti-in-ricordo-di-rita-caranzano.htm

Noi sappiamo di altre donne che hanno cominciato nel dopoguerra… ma non ha importanza chi sia stata la prima in realtà,
ringraziamo tutte per aver percorso la PRIMA STRADA...
gisy

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"Noi, le camioniste felici"

Ciao a tutti.

Giravo per il web, ho trovato questo articolo sul sito de "IL TIRRENO" di Livorno  di qualche mese fa, sui lavori maschili delle donne, naturalmente ci sono anche le camioniste!
Qualcuna è anche una delle nostre amiche!
Buona lettura e buona strada sempre!

Noi, le camioniste felici

Ma come siamo brave al volante dei Tir

 
di Ludovica Monarca

Aveva 12 anni Alessia Zanaboni quando il padre le disse: «Monta sul camion». Da allora non ha smesso di guidare. Racconta che fare la camionista le dà un grande senso di libertà. E non è la sola donna a cui piace guidare Tir e sfrecciare sulle autostrade della penisola e di Europa. Si è sempre pensato all'uomo quando si parla di Tir. Invece le donne al volante di bisonti aumentano. E, per la verità, come raccontiamo in questa pagina, sono sempre più le donne che fanno i lavori dei maschi. Dalla scaricatrice di porto all'imbianchina. Dalla meccanica di auto all'elettricista. Alla vigilia della festa delle donne le nostre storie sono un omaggio alla parità dei sessi. E al coraggio femminile per ottenerla. (M.L.)  
Io, donna falegname. Viola Pineider, fiorentina di 29 anni, dopo tanti sacrifici, è riuscita ad aprire la sua bottega di falegnameria. Tra lei e il legno è stato amore a prima vista da quando, dopo aver frequentato un corso alla scuola edile di Firenze, fece uno stage di 3 mesi da un falegname. Terminati gli studi ha cercato di essere assunta in una bottega, sentendosi dire di no. Finché ha trovato chi l'ha presa in considerazione. «Non è semplice riuscire a trovare qualcuno disposto a insegnarti un mestiere così difficile, specialmente se sei donna. Anche adesso quando chiamano in bottega chiedendo del falegname e rispondo "Sono io", il cliente spesso non crede che possa essere una donna».
 Isabella, la portuale. Da facchino di porto a presidente della Compagnia dei portuali. E' il sogno segreto di Isabella Isetto, livornese, 36 anni, portuale di Livorno. «Ma non lo scriva, altrimenti i miei colleghi…», sorride Isabella, figlia di una famiglia di portuali. «Certo, perché non pensare un domani ad una donna a capo della Compagnia dei portuali? Io sono ambiziosa e mi piacerebbe occupare posti di rilievo», spiega la Isetto. E' partita dal basso, nonostante una laurea in biologia. Al porto ha cominciato come facchina: metteva le aste di ferro per fissare i contenitori. Oggi si occupa dello sbarco dei contenitori dalle stive delle navi. «Ma la pesantezza del lavoro non sta tanto nello spostare oggetti pesanti quanto nei turni, soprattutto quelli notturni. A volte faccio il turno dalle una di notte alle sette e mezzo del mattino. Sono una mamma con un bambino di sei mesi, Leonardo, ed è davvero dura», racconta la Isetto.  

Meccanica di auto. «I clienti quando si trovano davanti una donna in tuta pronta a riparare la loro auto, rimangono un attimo perplessi, ma in maniera divertita. Alcuni invece sono subito entusiasti e mi riempiono di complimenti», racconta Alessandra Marinari, 33 anni, di Portoferraio, dove lavora come meccanica nell'officina che una volta era di suo padre. Risolvere problemi complicati, aggiustare motori, guidare il carro attrezzi, effettuare il soccorso stradale, è per lei un vero divertimento. Alessia non crede che ci siano lavori da uomini o da donne, ma semplici passioni da realizzare.  
A 12 anni sul camion. «Mio padre mi ordinò: sposta quel camion. E io lo feci. Da allora non mi sono staccata più dal volante», racconta Alessia Zanaboni, 31 anni, camionista di Venturina. Le piace da morire guidare i camion, spiega. Ha cominciato a 12 anni. La Zanaboni sostiene che andare giù e in su per l'Italia le dà «un grande senso di libertà». Ha cominciato nell'azienda del padre, ma oggi è dipendente in un'altra ditta e oltre che girare la penisola va spesso in Francia. Viaggiare le dà la possibilità anche di vedere che effetti fa la crisi. «Ho visto in Lombardia un'azienda che tre anni fa aveva 300 dipendenti, oggi in gran parte messi in cassa integrazione», racconta.  
Se il cliente è scettico. «Aveva lavorato con me per settimane e non mi ha riconosciuta un sabato pomeriggio in un centro commerciale. Abituato com'era a vedermi in tuta e senza trucco…», racconta divertita Azzurra Landi, 29 anni, tecnica di revisioni auto di Rosignano, dello stupore di un suo collega di lavoro. Azzurra è contenta del suo lavoro. «Capita che qualche cliente, sul momento, non voglia che sia una donna a fare la revisione della sua auto. Ma io spiego che sono estremamente professionale e brava. Alla fine si ricredono tutti. E' la mia sfida vinta», conclude Azzurra.

Le sorelle delle scatole. Mila, Maura e Simona Alfaroli sono tre sorelle di Empoli che insieme gestiscono uno scatolificio. Hanno rispettivamente 55, 51 e 47 anni. Il loro lavoro non si limita alla sola amministrazione: guidano i camion, lavorano alle macchine, caricano e scaricano materiali. «E' senza dubbio un lavoro faticoso e stancante. Lo scetticismo e la diffidenza di molti colleghi e clienti si combatte con l'impegno». Secondo Mila le donne nel mondo del lavoro sono sottovalutate e ostacolate, quando invece andrebbero sostenute e valorizzate. «M'innervosisce sapere che ancora oggi la maternità venga vista come un problema da molte aziende», conclude Mila.
 Mara l'elettricista. «Mi dispiace, anche se sei preparata, non posso assumerti come elettricista. Per esperienza, so che i clienti non si fidano delle donne per lavori pesanti come questo», così Mara Cugusi, 32 anni, si è sentita rispondere da diverse ditte quando cercava lavoro come elettricista. Nata a Montepulciano nel 1979, dopo aver frequentato un corso per elettricista civile e industriale, aveva cominciato subito a cercare lavoro nel suo ambito ricevendo però una serie di riposte negative. Non si è lasciata abbattere e adesso lavora da 7 anni come tecnica luci per spettacoli a teatro e festival.  
Serena, l'imbianchina. Serena Bianchi ha 40 anni ed è nata a Firenze. Fa l'imbianchina e pensa che esistano lavori che sono oggettivamente più faticosi rispetto ad altri, ma ciò non implica che una donna non possa riuscire a farli. «E' semplicemente questione di avere la determinazione di scegliere ciò che ti piace davvero. In cantiere non ho mai subito alcun tipo di discriminazione. Anzi, mi sento coccolata, sia dai clienti che dai colleghi». Serena è inoltre un'insegnante di pugilato, anche se non è mai salita sul ring.
 Le camioniste di Capannori. Giovanna Cinquini, trentatreenne di Capannori, non solo affronta lunghi percorsi senza paura, ma con la guida sicura ed elegante a bordo della sua "smart" – così chiama scherzosamente il suo camion – è stata capace di ispirare un'altra ragazza – Giulia Benetti, 28 anni – a intraprendere la sua stessa professione. Giulia dei camion è letteralmente innamorata: «Rispetto a tanti camionisti che si trovano a fare questo lavoro per necessità, la mia è davvero una scelta di passione». Adesso Giulia, come Giovanna, vive a Capannori. Vuole sottolineare che non ha mai subito discriminazioni nel suo lavoro «anzi, spesso si dimostrano più permissivi con me. Capita che mi aspettino per scaricare anche se sono in ritardo perché sono una donna e forse mi vedono più indifesa», dice.  
La marcia in più delle donne. «Le donne, specialmente le mamme, hanno una marcia in più. Possono riuscire a fare qualsiasi cosa, anche grazie alla forza che ti da l'amore dei figli», così risponde Rosa Calabrese, 44 anni, autotrasportatrice di Pisa, a chi le chiede se il suo non sia un lavoro troppo faticoso per una donna. Dopo aver lavorato come cassiera e assicuratrice ha deciso di aprire una sua attività e conciliarla con una sua grande passione: la guida. «Se non dovessi scaricare tutti i pancali di merci sarebbe un lavoro quasi perfetto. A volte torno a casa distrutta, ma mi basta sentire mio figlio dire che è orgoglioso di me che riprendo forza».

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Camion e… indifferenza!!!

Ciao Lady

questi ultimi due giorni ho seguito una notizia sul quotidiano locale; si tratta di un fatto avvenuto in un'area di servizio a 25 km da casa mia, dove in tempi normali passo 3 o 4 volte a settimana minimo, io, come altre lady…

sempre triste leggere della morte di un collega, ancora più triste se avvenuta nella solitudine della cabina del suo mezzo e per giorni nessuno si è accorto, ma il fondo si tocca quando uno sciacallo, proprio una bestia, fa saltare la serratura, sale e ruba…

Non ci sono parole per commentare, solo lo sgomento di quanto sia dilagante cattiveria e indifferenza…


http://www.trc.mo.it/home/cronaca/_morte_naturale__per_il_camionista.htm

Leggete anche voi…

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Ferragosto in camion

Ciao Lady

sono affezionata ai quotidiani locali e anche se lontana centinaia di kilometri cerco di procurarmene almeno uno per non allontanarmi troppo dalle origini…
Ieri Ferragosto la Tata mi ha portato la Gazzetta di Modena e mentre faccio colazione mi dice che c'è un articolo sui camion, penso al solito articolo dove si criminalizza il camion, il camionista, il fastidio che danno ai turisti,  e bla, bla ,bla… le solite filippiche sulla sicurezza stradale e non ho particolare interesse quando sfoglio le pagine per leggere… In prima pagina si richiama l'articolo "Viaggio in A22- Sugli itinerari dell'esodo con l'autista di un Tir" il giornalista non mi sembra uno di quelli che tante volte avrei portato con me per fargli vedere quante idiozie ha scritto, senza cognizione di causa, quindi mi auguro che non abbia pregiudizi e penso che abbia avuto una buona idea a pensare di andare "sul campo", anzi per strada, prima di scrivere… si chiama Marco Amendola…

SORPRESA… vedo un viso di un collega che conosco di vista, qualche volta la cooperativa di cui fa parte lo manda a fare servizi nella logistica per cui lavoro io, poi hanno il deposito alla stessa uscita della tangenziale, c'incrociamo spesso…L'articolo è un'intervista a lui durante un viaggio sull'A22 e tutto sommato è molto interessante…

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/08/15/news/a22-il-traffico-dall-alto-di-un-tir-1.773973

in poche frasi è riuscito a mettere a fuoco tante problematiche, una piccola voce in un oceano di urla…
 

COMPLIMENTI Alessandro & BUONA STRADA Sempre!!!
 

In poche iIn 

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Dove finiscono i camionisti nel weekend?

"Dove finiscono i camionisti nel weekend?" E' la domanda che si è posta la rivista OGGI, in edicola in questi giorni, nella rubrica "DOMANDE DI OGGI"
La risposta l'ha data il nostro amico e collega Gianni, dell'Associazione Noi Camionisti…
Ho scannerizzato la pagina e la riporto qui…

Domande di OGGI 1
Domande di OGGI 2
Ringrazio chi della rivista ha avuto un pensiero per noi, perchè a differenza di come pensano tanti, il camion non è un'entità a se, ma ha sempre e comunque bisogno di una PERSONA  che lo guida, e fermare i camion con questi "assurdi" divieti, vuol dire FERMARE una persona, in che condizioni chi se ne frega…. Mi piacerebbe che ci pensassero quelli che comandano… quelli che quando c'è una coda sfrecciano con le loro auto blu in corsia d'emergenza, perchè non hanno tempo da perdere, loro, e aggiungerei io, nemmeno un orario di guida e riposo imposto da rispettare…
Chi ha orecchie per intendere intenda!
Buona strada sempre e buon weekend a tutti!

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Un viaggio alternativo

Ciao LadyDSCF2468DSCF2475

ogni volta che faccio un viaggio alternativo cerco di far foto, non è sempre possibile e neanche facile, ma in questo caso il risultato non è male, secondo me. Il Tigro è un buon compagno di viaggio, sembra di viaggiare nel tempo osservandolo dal parabrezza, pensare che è stato costruito 7 anni prima io venissi al mondo, eppure sprizza energia e non fuma per niente….
Questa volta si trattava di andar in montagna a caricar legna da ardere, un pò di cose da sistemare… perchè per legge io non posso trasportare nulla di personale sul cassone, quindi serve ddt come se fosse in conto terzi, ad andar bene mi toccherà anche emettere fattura del trasporto… vedremo; intanto si parte, ci aspettano 70 km, gli ultimi 20 di curve con i fiocchi e controfiocchi, meglio fermarsi per una colazione veloce prima… e click una foto a Titty e Tigro820, mi fanno proprio tenerezza vicini.. Pochi minuti dopo si riparte e io sempre all'inseguimento, convinta che in salita starò sempre incollata… invece dovrò faticare non poco, lui è più stretto e la metà di passo, mi semina nonostante il motore sia meno potente… qui common-rail, intercooler aiutano ma non sono sufficenti, il Tigro mi semina senza pietà… forse anche l'autista è più scadente… mah…!!!Attraversiamo Villaminozzo e mi vien da ridere, ci sono le bandiere di SUPER RAZZO per Razzoli, campione locale di sci, medaglia d'oro e io e il Titty siamo proprio lenti… direzione Abetina Reale, ancora qualche kilometro di strapiombi e si arriva… meno male. Qui le operazioni sono tutte manuali e io ne approfitto per andar a far una passeggiata a ossigenarmi, scatto un paio di foto e appena il Titty è a pieno carico, parto, così non mi sentirò umiliata dal nonnetto rosso!, più sciolto e veloce…DSCF2478Impiego un'ora e un quarto a percorrere 70 km, non mi sembra poi così male, comunque mi sono divertita e ho respirato aria sana, ogni tanto fa piacere, un viaggio alternativo. Parcheggio e aspetto che arrivino i miei compagni di viaggio per lo scarico, per fortuna con tanto di aiuto meccanico, l'escavatore….
Buona strada ai Nonnetti ancora in attività !!

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La Strada ….della ricerca

Ciao Lady

la ricerca universitaria stavolta non è quella per trovare nuove cure o farmaci; stavolta è materia di studio il camionista, con le sue abitudini, il che mi fa sospettare che non ne uscirà niente di buono…
in un momento così drammatico per la categoria sarebbe più sensato analizzare il perchè il settore è andato in malora e migliaia di aziende hanno chiuso, altro che abitudini dei camionisti!!!
Non basterebbe uno studio universitario a trovare una soluzione, ma avrebbe una motivazione concreta, ma ho  il sospetto che non faccia piacere ai potenti analizzare dati e fatti che dimostrano un completo fallimento.
Comunque se v'incuriosisce la notizia, l'ho trovata su Camionsfera:

http://www.camionsfera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=339%3Aricerca-sulle-abitudini-dei-camionisti&catid=40%3Acronaca&Itemid=15

Per la cronaca, ci sono stati altri studi universitari, ricordo un ragazzo del Trentino che ci ha discusso la tesi e Francesco di Firenze che per un periodo ha viaggiato con LO ZINGARO; oltre allo Studio che hanno fatto un gruppo di Genova su alcune professioni, compreso questa e  non possiamo dimenticare la modenese Carolina Guidotti che in un corso sperimentale del Politecnico di Milano ha realizzato: UNA VITA ON THE ROAD, documentario realizzato in ristrettezze economiche ma non d'impegno.

BUONA STRADA a Tutti/e!!!
violet

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E' arrivato il "venerdi"…

Ciao a tutti…
E' arrivato il venerdi del blocco:
da oggi alle 16.00 a sabato sera alle 23.00 è vietata ININTERROTTAMENTE la circolazione ai mezzi pesanti… una cosa DISUMANA… considerando che sul camion c'è una PERSONA che se non ce la fa a rientrare DEVE STARE FERMA 31 ORE !!!!
Dove capita, perchè non è detto che si riesca a raggiungere un'area di servizio o un ristorante… può capitare di restare bloccati in mezzo al nulla, con ciò che ne consegue…e non viene certo la Protezione Civile a portarti acqua e generi di conforto…… sei un camionista: arrangiati!!!! Dove sta la "sicurezza" in tutto ciò? Noi aspettiamo sempre risposte dall'Alto…

Il collega Alessandro "Ecccezionale"  ci ha fatto un bel video che condivido: ve lo propongo:

Buona visione e buona strada a tutti i colleghi che devono rientrare oggi, buone ferie a chi ci va… ma permettetemi un "Vaffan…"  a chi fa le leggi senza pensare  a chi va a colpire: camionisti uguale lavoratori, uguale persone, uguale esseri umani dello stesso genere di quelli che stanno andando in vacanza… ciao bbye!

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Una nuova Strada…. per Michela

Ciao Lady
chi frequenta la Piastrellawalley ha sicuramente incontrato Michela, come è successo a me , il giorno che le ho scattato questa foto; ci siamo scambiate saluti e informazioni… mi ha detto del suo nuovo percorso professionale e anche se  con un pò di malinconia, cambia STRADA… ci mancheranno la sua solarità e le sue battute spiritose; sono contenta del suo nuovo progetto e le Auguro BUONA STRADA e spero che vi uniate a me…
ciao Lady Michela…
 190520112013

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