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Posts Tagged "lavoro"

Vado e Torno

Ciao a tutte/i
su "Vado e Torno" del mese di Novembre c'è un articolo sulle donne in carriera nell'autotrasporto come padroncine e autiste di camion e le leader sindacali presidenti di quelle associazioni che si battono per cambiare il settore. Racconta anche delle prime donne al volante e anche del nostro gruppo e del blog.

 

 Buona lettura!!!!

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Da Genova… nesw che ci riguardano da vicino…

Ciao Lady
Alcune di noi hanno avuto il piacere di conoscere degli amici provenienti da Genova e sacrificato un pò della loro privacy… Sono persone socievoli e cordiali e non è stato molto faticoso… ma qualcuno ha dovuto dedicarci un pò di tempo, rinunciando ad altro;
Sapevamo che era già "pronta"  e leggerlo su un quotidiano ci ripaga del sacrificio…; un altro piccolo passo per dare un volto umano al camionista, sempre più sfigurato dalla stampa e dagli altri mezzi di comunicazione… e sappiamo essere formata della somma di piccoli passi anche la maratona più lunga…;

http://www.genova24.it/2011/11/festival-delleccellenza-al-femminile-si-riparte-da-ipazia-a-genova-dal-16-novembre-22431

BUONA STRADA A TUTTE/I !!!

pink vespa
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Tratto da Youtube… dal canale di un'amico delle Lady Truck

Ciao Lady
in una grigia giornata di Ottobre, com'è oggi, direi la prima di quest'anno…; appiedata, non mi resta che navigare in rete… bugia, ho mille cose da fare, ma devo assolutamente svuotare la cassetta della posta virtuale… sto aspettando una missiva importante… per ingannare il tempo, dietro consiglio di un'amica, guardo un video su youtube… e un sorriso così merita di essere riguardato più volte… simpaticissima…


BUONA STRADA a questa Lady Truck e ad Antonio, SEMPRE!!!

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Viaggio a LUBLIN


Diario  di Agata De Rosa
A uno dei tanti raduni, del coast to coast, ho provato a lanciare un progetto che erano cinque anni che tentavo di realizzare: portare aiuto e solidarietà a 44 bambini disabili (non mentalmente) in Polonia.
Io, Gisella,Monica, Milena, tutte Lady Truck , eravamo sedute al nostro stand, alchè tra una discorso e l’altro , il progetto piacque a molte e così iniziammo ad organizzare il tutto…….
Non è facile organizzare un viaggio umanitario, perché oltre che a raccogliere il materiale , bisogna immagazzinare il tutto, trovare i fondi per poter effettuare il viaggio , persone che possono mettere a disposizione il proprio tempo per  consegnare la merce raccolta, sacrificando lavoro e famiglia.
Parlando con Marzio e Vittorio del Coast To Coast, abbiamo avuto il loro appoggio , essendo loro veterani di questi progetti , così abbiamo deciso di unire le forze e da qui comincia la storia.
Marzio , il nostro President, è riuscito a raccogliere tramite il gruppo missionario di Seregno 11 bancali tra vestiti , coperte , giochi, detersivi e sapone.
Le Lady Truck invece , meno brave a scroccare hanno comprato un bancale tra olio, zucchero, caffè, e altri generi alimentari e di prima necessità ….Oltre ad aver raccolto 7/8 bancali di vestiti tra Emilia Romagna e Veneto. Il Tartaruga Truck Team , ha donato un’ intero bancale di biscotti .
Anche io sono riuscita tramite la generosità della Scuola Cittadini e della Comunità di Mariano di Dalmine a raccogliere una trentina di cartoni .
A questo punto ci mancava il camion , che è stato messo a disposizione da Spinelli Vittorio , un veterano di queste missioni umanitarie, ma da solo il viaggio sarebbe stato più pesante, così in rappresentanza delle Lady Truck sono andata io.
Il tutto è stato spesato in parte dalle Lady Truck e un’ altra parte dal Coast.
Tutto questo sarà noioso da leggere, ma serve a far capire quante persone lavorano dietro un progetto simile , e che non è assolutamente facile.
Tutta la fatica fatta , personalmente è stata di gran lunga ripagata dai sorrisi di quei bambini che, si sono  sfortunati, ma dei quali non vi è motivo di provare pena.
“Questa esperienza mi ha fatto provare molta pena per la società di oggi, perché non è capace di cogliere ciò che questi bambini hanno da donare,e credetemi non è poco, ma soprattutto non è capace ad amarli, ma solo ad emarginarli!”
“Ho provato ammirazione per le persone che lavorano in quest’istituto e credono in questi ragazzi , li trattano come persone e li sanno davvero far sentire amati, non di certo per la paga che percepiscono(€130).”
Tutto questo l’ ho documentato con delle foto e penso che abbiano ripagato tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto, sperando l’anno prossimo di trovare altre persone volenterose,potendo così ripetere il viaggio e donare altro sostegno a favore di questi bambini.
Ricordiamo che il 15 Ottobre è stato verrà realizzato presso l’oratorio di Mariano di Dalmine , un video in cui raccontiamo la nostra avventura. VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!! 
Si prega di confermare sotto il numero nome e cognome e numero di persone presente alla serata.

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La Resurrezione del SISTRI

Ciao Lady

come tante cose in Italia, si fa, si disfa e si rifà… così è avvenuto con il SISTRI e chi si occupa di trasporti soggetti a questa normativa ne sa qualcosa…
è stata fissata nel 9 Febbraio 2012 la data per renderlo operativo e dare addio al vecchio formulario cartaceo…

http://www.specialesistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=154:sistri-si-riparte&catid=54:in-evidenza

http://www.tuttotrasporti.it/archivio/articolo.cfm?codice=356009

BUONA STRADA A TUTTE/I !!!

"Le sette vite del SISTRI" è il titolo  provocatorio dell'articolo suTuttotrasporti e non gli si può certo dar torto.

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C'è posta per noi… – 30

Ciao Lady Truck members!
Sono Giuseppe Pedeliento il responsabile scientifico di quella ricerca di cui a suo tempo avevate dato notizia sul vostro blog.
Ora abbiamo un questionario on line che è diffuso anche da Camionsfera e da Trasporto Europa.
Sotto vi metto tre link:
– il primo è l’articolo che è uscito su Camionsfera: http://www.camionsfera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=339:ricerca-sulle-abitudini-dei-camionisti&catid=40:cronaca&Itemid=15
– il secondo è quello uscito su Trasporto Europa: http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5684:ricerca-universitaria-sulla-vita-dei-camionisti&catid=9:autotrasporto&Itemid=71
– il terzo è quello che manda direttamente al questionario: https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=en_US&pli=1&formkey=dDJ5ZDR5X1FveGJMZE94bWpPM0ctSlE6MQ#gid=0
 
Me lo pubblicate sul vostro blog? Potete tranquillamente riprendere il testo che è uscito sui due portali sopra menzionati. Il vostro aiuto è fondamentale per capire qualcosa in più sulla categoria!
 
Grazie mille e ….. BUONA STRADA!
P.S. Per qualunque informazione o chiarimenti sotto avete tutti i miei contatti. Scrivetemi.
 
Giuseppe

images

 
Giuseppe Pedeliento
+39.349/0897216
[email protected]

Ho pensato di pubblicare la email integrale, rende meglio l'idea; personalmente non l'ho ancora compilato, ma mi è stato riferito da altre lady che in certi punti servirebbero più opzioni o la possibilità di scrivere altre definizioni e/o risposte.
Se avete tempo e voglia, collaborate a questo studio, magari serve a far capire cose su di noi che chi non è mai salito su di un camion non immagina neanche… è già successo che ci siamo sentite dire da una giornalista affermata:"Ma io prima di conoscere voi questo non lo sapevo… questo non lo immaginavo e quest'altro non lo credevo possibile…"

BUONA STRADA a Tutte/i!!!
[email protected]
skype: giuseppe.pedeliento

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In ricordo… della prima donna camionista

Ciao Lady
un articolo dal Piemonte, dove le donne camioniste hanno percorso kilometri di strade spendendo fatica e sudore, a ricordarla, dopo la sua morte, un raduno, qualche mese fa; leggete anche voi…

http://www.atnews.it/2011/07/16/leggi-notizia/articolo/a-dusino-si-ritrovano-i-camionisti-in-ricordo-di-rita-caranzano.htm

Noi sappiamo di altre donne che hanno cominciato nel dopoguerra… ma non ha importanza chi sia stata la prima in realtà,
ringraziamo tutte per aver percorso la PRIMA STRADA...
gisy

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"Noi, le camioniste felici"

Ciao a tutti.

Giravo per il web, ho trovato questo articolo sul sito de "IL TIRRENO" di Livorno  di qualche mese fa, sui lavori maschili delle donne, naturalmente ci sono anche le camioniste!
Qualcuna è anche una delle nostre amiche!
Buona lettura e buona strada sempre!

Noi, le camioniste felici

Ma come siamo brave al volante dei Tir

 
di Ludovica Monarca

Aveva 12 anni Alessia Zanaboni quando il padre le disse: «Monta sul camion». Da allora non ha smesso di guidare. Racconta che fare la camionista le dà un grande senso di libertà. E non è la sola donna a cui piace guidare Tir e sfrecciare sulle autostrade della penisola e di Europa. Si è sempre pensato all'uomo quando si parla di Tir. Invece le donne al volante di bisonti aumentano. E, per la verità, come raccontiamo in questa pagina, sono sempre più le donne che fanno i lavori dei maschi. Dalla scaricatrice di porto all'imbianchina. Dalla meccanica di auto all'elettricista. Alla vigilia della festa delle donne le nostre storie sono un omaggio alla parità dei sessi. E al coraggio femminile per ottenerla. (M.L.)  
Io, donna falegname. Viola Pineider, fiorentina di 29 anni, dopo tanti sacrifici, è riuscita ad aprire la sua bottega di falegnameria. Tra lei e il legno è stato amore a prima vista da quando, dopo aver frequentato un corso alla scuola edile di Firenze, fece uno stage di 3 mesi da un falegname. Terminati gli studi ha cercato di essere assunta in una bottega, sentendosi dire di no. Finché ha trovato chi l'ha presa in considerazione. «Non è semplice riuscire a trovare qualcuno disposto a insegnarti un mestiere così difficile, specialmente se sei donna. Anche adesso quando chiamano in bottega chiedendo del falegname e rispondo "Sono io", il cliente spesso non crede che possa essere una donna».
 Isabella, la portuale. Da facchino di porto a presidente della Compagnia dei portuali. E' il sogno segreto di Isabella Isetto, livornese, 36 anni, portuale di Livorno. «Ma non lo scriva, altrimenti i miei colleghi…», sorride Isabella, figlia di una famiglia di portuali. «Certo, perché non pensare un domani ad una donna a capo della Compagnia dei portuali? Io sono ambiziosa e mi piacerebbe occupare posti di rilievo», spiega la Isetto. E' partita dal basso, nonostante una laurea in biologia. Al porto ha cominciato come facchina: metteva le aste di ferro per fissare i contenitori. Oggi si occupa dello sbarco dei contenitori dalle stive delle navi. «Ma la pesantezza del lavoro non sta tanto nello spostare oggetti pesanti quanto nei turni, soprattutto quelli notturni. A volte faccio il turno dalle una di notte alle sette e mezzo del mattino. Sono una mamma con un bambino di sei mesi, Leonardo, ed è davvero dura», racconta la Isetto.  

Meccanica di auto. «I clienti quando si trovano davanti una donna in tuta pronta a riparare la loro auto, rimangono un attimo perplessi, ma in maniera divertita. Alcuni invece sono subito entusiasti e mi riempiono di complimenti», racconta Alessandra Marinari, 33 anni, di Portoferraio, dove lavora come meccanica nell'officina che una volta era di suo padre. Risolvere problemi complicati, aggiustare motori, guidare il carro attrezzi, effettuare il soccorso stradale, è per lei un vero divertimento. Alessia non crede che ci siano lavori da uomini o da donne, ma semplici passioni da realizzare.  
A 12 anni sul camion. «Mio padre mi ordinò: sposta quel camion. E io lo feci. Da allora non mi sono staccata più dal volante», racconta Alessia Zanaboni, 31 anni, camionista di Venturina. Le piace da morire guidare i camion, spiega. Ha cominciato a 12 anni. La Zanaboni sostiene che andare giù e in su per l'Italia le dà «un grande senso di libertà». Ha cominciato nell'azienda del padre, ma oggi è dipendente in un'altra ditta e oltre che girare la penisola va spesso in Francia. Viaggiare le dà la possibilità anche di vedere che effetti fa la crisi. «Ho visto in Lombardia un'azienda che tre anni fa aveva 300 dipendenti, oggi in gran parte messi in cassa integrazione», racconta.  
Se il cliente è scettico. «Aveva lavorato con me per settimane e non mi ha riconosciuta un sabato pomeriggio in un centro commerciale. Abituato com'era a vedermi in tuta e senza trucco…», racconta divertita Azzurra Landi, 29 anni, tecnica di revisioni auto di Rosignano, dello stupore di un suo collega di lavoro. Azzurra è contenta del suo lavoro. «Capita che qualche cliente, sul momento, non voglia che sia una donna a fare la revisione della sua auto. Ma io spiego che sono estremamente professionale e brava. Alla fine si ricredono tutti. E' la mia sfida vinta», conclude Azzurra.

Le sorelle delle scatole. Mila, Maura e Simona Alfaroli sono tre sorelle di Empoli che insieme gestiscono uno scatolificio. Hanno rispettivamente 55, 51 e 47 anni. Il loro lavoro non si limita alla sola amministrazione: guidano i camion, lavorano alle macchine, caricano e scaricano materiali. «E' senza dubbio un lavoro faticoso e stancante. Lo scetticismo e la diffidenza di molti colleghi e clienti si combatte con l'impegno». Secondo Mila le donne nel mondo del lavoro sono sottovalutate e ostacolate, quando invece andrebbero sostenute e valorizzate. «M'innervosisce sapere che ancora oggi la maternità venga vista come un problema da molte aziende», conclude Mila.
 Mara l'elettricista. «Mi dispiace, anche se sei preparata, non posso assumerti come elettricista. Per esperienza, so che i clienti non si fidano delle donne per lavori pesanti come questo», così Mara Cugusi, 32 anni, si è sentita rispondere da diverse ditte quando cercava lavoro come elettricista. Nata a Montepulciano nel 1979, dopo aver frequentato un corso per elettricista civile e industriale, aveva cominciato subito a cercare lavoro nel suo ambito ricevendo però una serie di riposte negative. Non si è lasciata abbattere e adesso lavora da 7 anni come tecnica luci per spettacoli a teatro e festival.  
Serena, l'imbianchina. Serena Bianchi ha 40 anni ed è nata a Firenze. Fa l'imbianchina e pensa che esistano lavori che sono oggettivamente più faticosi rispetto ad altri, ma ciò non implica che una donna non possa riuscire a farli. «E' semplicemente questione di avere la determinazione di scegliere ciò che ti piace davvero. In cantiere non ho mai subito alcun tipo di discriminazione. Anzi, mi sento coccolata, sia dai clienti che dai colleghi». Serena è inoltre un'insegnante di pugilato, anche se non è mai salita sul ring.
 Le camioniste di Capannori. Giovanna Cinquini, trentatreenne di Capannori, non solo affronta lunghi percorsi senza paura, ma con la guida sicura ed elegante a bordo della sua "smart" – così chiama scherzosamente il suo camion – è stata capace di ispirare un'altra ragazza – Giulia Benetti, 28 anni – a intraprendere la sua stessa professione. Giulia dei camion è letteralmente innamorata: «Rispetto a tanti camionisti che si trovano a fare questo lavoro per necessità, la mia è davvero una scelta di passione». Adesso Giulia, come Giovanna, vive a Capannori. Vuole sottolineare che non ha mai subito discriminazioni nel suo lavoro «anzi, spesso si dimostrano più permissivi con me. Capita che mi aspettino per scaricare anche se sono in ritardo perché sono una donna e forse mi vedono più indifesa», dice.  
La marcia in più delle donne. «Le donne, specialmente le mamme, hanno una marcia in più. Possono riuscire a fare qualsiasi cosa, anche grazie alla forza che ti da l'amore dei figli», così risponde Rosa Calabrese, 44 anni, autotrasportatrice di Pisa, a chi le chiede se il suo non sia un lavoro troppo faticoso per una donna. Dopo aver lavorato come cassiera e assicuratrice ha deciso di aprire una sua attività e conciliarla con una sua grande passione: la guida. «Se non dovessi scaricare tutti i pancali di merci sarebbe un lavoro quasi perfetto. A volte torno a casa distrutta, ma mi basta sentire mio figlio dire che è orgoglioso di me che riprendo forza».

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Camion e… indifferenza!!!

Ciao Lady

questi ultimi due giorni ho seguito una notizia sul quotidiano locale; si tratta di un fatto avvenuto in un'area di servizio a 25 km da casa mia, dove in tempi normali passo 3 o 4 volte a settimana minimo, io, come altre lady…

sempre triste leggere della morte di un collega, ancora più triste se avvenuta nella solitudine della cabina del suo mezzo e per giorni nessuno si è accorto, ma il fondo si tocca quando uno sciacallo, proprio una bestia, fa saltare la serratura, sale e ruba…

Non ci sono parole per commentare, solo lo sgomento di quanto sia dilagante cattiveria e indifferenza…


http://www.trc.mo.it/home/cronaca/_morte_naturale__per_il_camionista.htm

Leggete anche voi…

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Ferragosto in camion

Ciao Lady

sono affezionata ai quotidiani locali e anche se lontana centinaia di kilometri cerco di procurarmene almeno uno per non allontanarmi troppo dalle origini…
Ieri Ferragosto la Tata mi ha portato la Gazzetta di Modena e mentre faccio colazione mi dice che c'è un articolo sui camion, penso al solito articolo dove si criminalizza il camion, il camionista, il fastidio che danno ai turisti,  e bla, bla ,bla… le solite filippiche sulla sicurezza stradale e non ho particolare interesse quando sfoglio le pagine per leggere… In prima pagina si richiama l'articolo "Viaggio in A22- Sugli itinerari dell'esodo con l'autista di un Tir" il giornalista non mi sembra uno di quelli che tante volte avrei portato con me per fargli vedere quante idiozie ha scritto, senza cognizione di causa, quindi mi auguro che non abbia pregiudizi e penso che abbia avuto una buona idea a pensare di andare "sul campo", anzi per strada, prima di scrivere… si chiama Marco Amendola…

SORPRESA… vedo un viso di un collega che conosco di vista, qualche volta la cooperativa di cui fa parte lo manda a fare servizi nella logistica per cui lavoro io, poi hanno il deposito alla stessa uscita della tangenziale, c'incrociamo spesso…L'articolo è un'intervista a lui durante un viaggio sull'A22 e tutto sommato è molto interessante…

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/08/15/news/a22-il-traffico-dall-alto-di-un-tir-1.773973

in poche frasi è riuscito a mettere a fuoco tante problematiche, una piccola voce in un oceano di urla…
 

COMPLIMENTI Alessandro & BUONA STRADA Sempre!!!
 

In poche iIn 

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