In ricordo di MICHELA CIULLO

Ciao Lady

in questo periodo Splinder non funziona bene e scrivere è diventato difficoltoso, vi comunicheremo in seguito il nuovo indirizzo e come ogni trasloco comporta delle valutazioni, tempo e fatica; nonostante questo, oggi è il giorno in cui ricordare la scomparsa di Michela e anche se gli anni passano non dobbiamo e non vogliamo dimenticarla.
Parlando con la sua mamma mi vengono le lacrime perchè non si può far niente per alleviare il dolore di questa famiglia, i ricordi , le senzazioni, la tristezza, le tribolazioni sono tutte lì, giorno per giorno ad accompagnare loro e rendere sempre più grande un vuoto che non si colmerà più. Serve tanta forza e Nadia ce la sta mettendo tutta, ma a volte si deve aggrappare ad un qualsiasi racconto della vita di sua figlia che già non conosce… a volte si aggrappa ai sogni, a volte si aggrappa a chi la ascolta… e mi dice: " Manca a tutti Michela, e io devo far finta che la vita va avanti…!!!" ; Non abbiamo parlato di processi, tribunali o guard-rail oggi, ma di addobbi natalizi, tolti dalle scatole, gli stessi che Michela aveva riposto con cura e che nessuno aveva più toccato… gli stessi che da oggi faranno pesare ancor di più la sua assenza, ma li aveva scelti lei e sarà avere in casa un pò di se.
Le parole s'incrociano, le mie e le sue, gli argomenti sono tristi, ma non abbiamo scelta, oggi non ci va di cambiar discorso, oggi parliamo di Michela e di come era… Di una donna solare, tenace, generosa che faceva un mestiere che amava, ma che a casa aveva una famiglia e da cui non è più tornata, non si dovrebbe morire giovani, ma non SI DEVE morire di lavoro… 
Nadia mi ha raccontato che la nipotina le ha chiesto perchè zia MIKY non torna e lei ha risposto, con il groppo alla gola: " Zia Miky non può tornare, sta insegnando agli angeli a guidare!" la risposta è stata:" Nonna, ma gli angeli sono troppo piccoli per guidare…"
michela ciulloOvunque tu sia Michela… BUONA STRADA!!!

Per chiunque voglia mettersi in contatto con Nadia, anche solo per un saluto, scrivete una email al gruppo e vi manderò il numero di telefono.
gisella

Camion e… indifferenza!!!

Ciao Lady

questi ultimi due giorni ho seguito una notizia sul quotidiano locale; si tratta di un fatto avvenuto in un'area di servizio a 25 km da casa mia, dove in tempi normali passo 3 o 4 volte a settimana minimo, io, come altre lady…

sempre triste leggere della morte di un collega, ancora più triste se avvenuta nella solitudine della cabina del suo mezzo e per giorni nessuno si è accorto, ma il fondo si tocca quando uno sciacallo, proprio una bestia, fa saltare la serratura, sale e ruba…

Non ci sono parole per commentare, solo lo sgomento di quanto sia dilagante cattiveria e indifferenza…


http://www.trc.mo.it/home/cronaca/_morte_naturale__per_il_camionista.htm

Leggete anche voi…

L'ultima Strada di Michele

Ciao Lady
questa è stata una settimana in cui diversi colleghi hanno perso la vita, svolgendo il loro lavoro; senza nulla togliere agli altri, vorrei ricordare Michele, che ha visto per ultimo luogo una piazzola sull'A1, dove ha subito un vero e proprio agguato… lo hanno trovato dopo diverse ore… un automobilista si è insospettito per il parabrezza rotto… Ieri era l'argomento di discussione un pò ovunque, la prima pagina dei quotidiani sembra dia diritto a tutti di sentenziare e molte di quelle parole si potevano risparmiare, cb compreso…  Sono passata in quel tratto il giorno prima e il giorno dopo, sono sgomenta e sconvolta, quel tratto è soggetto a furti e rapine da sempre, anche perchè è un punto cruciale del passaggio delle merci circolanti, ma tanta bestialità non era mai stata usata; ci saranno indagini e chi è preposto a farlo, ci auguriamo tutti, troverà il bandolo di questa  intrigata matassa, a noi resta solo da mandare un virtuale abbraccio alla famiglia e l'ultimo BUONA STRADA a Michele…

819938-foto_omicidio


Dal quotidiano IL RESTO DEL CARLINO

Modena, 15 luglio 2011. 
 Dietro il sedile teneva una piccola icona della Madonna per accompagnarlo durante i suoi viaggi su e giù per l’Italia. L’ultimo l’ha fatto l’altra notte quando è stato assalito e ucciso a colpi di fucile. L’autista — il 38enne Michele Langella — di un tir proveniente da Napoli è stato trovato, in boxer e con la faccia ancora ‘stropicciata’ dal sonno, riverso in una pozza di sangue nella cabina del mezzo parcheggiato. Pare che i malviventi volessero rapinarlo anche se trasportava solo succhi di frutta e pelati. Ha comunque difeso fino all’ultimo il suo carico di poche migliaia di euro lottando con i banditi che hanno sparato più volte.
Due o forse tre. I pallini si sono conficcati nel torace (ci sarebbero fori anche su un fianco e sull’addome) e alcuni hanno trapassato il corpo scalfendo il parabrezza. Il volto era coperto di sangue. Il corpo senza vita è rimasto nella cabina del tir per ore, nella piazzola di sosta al chilometro 179 dell’A1 (direzione Nord), all’altezza di Castelfranco Emilia.
Un residente aveva già visto il camion mercoledì sera intorno alle 23.30, fermo nella stessa posizione e con le luci accese. Altri ricordano di aver notato quel ‘bestione’ della ditta Del Vecchio di Piazzolla di Nola, nel Napoletano, verso le 5. «Pensavamo che l’autista si fosse fermato a fare un pisolino, non ci abbiamo fatto più di tanto caso», dicevano ieri increduli guardando il luccichio di sirene dal cavalcavia che porta al cimitero di Piumazzo. Solo un residente è sicuro di aver sentito un colpo di arma da fuoco, intorno all’una di notte, mentre rientrava da un giro in bici. Una testimonianza, la sua, che potrebbe aiutare la medicina legale a collocare l’esatta ora della morte dell’uomo.
Il corpo è stato trovato solo ieri, intorno a mezzogiorno e mezza, dopo la segnalazione di un automobilista che aveva notato qualcosa di strano. I primi ad arrivare sono stati gli agenti della Stradale. C’è voluto poco per capire che si trattava di un omicidio. I vetri per terra e il foro circolare sul parabrezza hanno immediatamente fatto alzare il telefono per chiamare la squadra Mobile della questura e la Scientifica. Guanti, telecamera e ‘polverina’ per rilevare le impronte, gli esperti hanno fatto tamponi in ogni centimetro della cabina del tir alla ricerca di qualche traccia degli aggressori. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi (difficile dire quanti fossero: forse tre o quattro) hanno rotto il finestrino lato autista, poi hanno messo i piedi sulla scaletta cercando di arrampicarsi e di entrare all’interno. Deve essere stato in quel momento che il 38enne si è svegliato di soprassalto cercando di metterli in fuga. A quel punto ci sarebbe stata una colluttazione durante la quale potrebbero averlo colpito anche con un altro corpo contundente: il volto dell’uomo — trovato steso a terra — era una maschera di sangue.
Quello che è certo è che non si tratta della classica esecuzione e la malavita pare non c’entri proprio nulla (ma nessuna ipotesi è ancora esclusa). Alcuni pallini, dopo aver trapassato il torace della vittima, hanno infranto il parabrezza, poco sotto la scritta ‘Diego’, in onore del fondatore della ditta, attiva dal 1950. I malviventi, a quel punto, in preda al panico devono essere scappati riprendendo l’auto e andando a tutta birra sull’A1. Per ore la scena del crimine, quella piccola striscia di asfalto ieri incandescente, è stata isolata con il nastro bianco e rosso. I dipendenti di Autostrade per l’Italia, con la pettorina, facevano circolare le auto che rallentavano per capire cosa era successo. Tanti i curiosi e i vicini che, saputo della notizia, sono accorsi e si sono assiepati mentre le forze dell’ordine lavoravano. Gli uomini della Mobile hanno passato al setaccio il campo, nei pressi all’autostrada a caccia dell’arma del delitto. Hanno cercato in lungo e in largo, tra erbacce e bottiglie vuote abbandonate vicino al guard-rail. Ma non è stato trovato nulla.
A coordinare le indagini il pm Maria Angela Sighicelli. La pista fin da subito ipotizzata è stata quella della rapina finita male, anche se una banda esperta avrebbe dovuto sapere che quel tir trasportava solo pelati e succhi di frutta per un supermercato della Lombardia. Meno battuta la pista dell’agguato o del regolamento di conti. L’autista stava viaggiando in direzione Milano. Difficile pensare che qualcuno lo aspettasse proprio in quel punto. Strano anche, però, che il conducente si sia fermato proprio lì, visto che poco più avanti c’è una piazzola molto più ampia e tranquilla. Ora saranno i periti balistici a dover ricostruire la scena del crimine. Pare che l’arma sia un fucile a canne mozze. Sarà da ricostruire anche la traiettoria dei colpi. Gli agenti della Mobile hanno trovato entrambi i finestrini del camion rotti.
E’ possibile che uno sia stato rotto con un sasso dagli aggressori, mentre l’altro è andato in frantumi dopo essere stato centrato di rimbalzo dalla ‘rosa’ di pallini. Una prima perquisizione della cabina del tir non ha permesso di trovare i documenti della vittima. E’ possibile che i malviventi abbiano preso il portafoglio o che lui li avesse nascosti. Questo ha reso ancora più difficile l’identificazione del cadavere avvenuta solo in serata dalla moglie che lo ha riconosciuto. Sotto choc i colleghi che non riescono a spiegarsi il perché di tanta violenza. Michele Langella, 38 anni di Poggiomarino (Napoli) viene descritto dai compaesani come un bravo ragazzo, gran lavoratore, incensurato e senza problemi.
di VALERIA SELMI

A tutti i camionisti che non ci sono più

Ecco un video realizzato in occasione di un'intervista radiofonica nel programma "Uomini e camion" di Fabio Montanaro, dove Franco Sette, responsabile del gruppo dei Belli e Budelli, parla del progetto per la creazione del Monumento al camionista. Da tempo sta portando avanti questa iniziativa  in memoria dei colleghi che hanno perso la vita durante il lavoro, dedicando un monumento anche per trasmettere alla gente che lo vedrà, l'importanza del ruolo che ricopre il trasportatore nello svolgere il proprio lavoro, che lo porta lontano dalla propria famiglia con la speranza di poter tornare ad abbracciarla! Massimo rispetto per il camionista! 

Saranno Belli e Budelli,ma sono anche gran Bravi! continuate così!

BUONA STRADA a DINO

Ciao  Lady

torno sul blog dopo un periodo d'assenza e avrei voluto scrivere di cose belle… invece ho il magone alla gola perchè non mi vengono le parole per salutare un amico che ci ha sempre incoraggiato e sostenuto. Come l'ultima volta che l'ho visto, in occasione della Sfilata organizzata dall'HTT…

Lo ricordo seduto a tavola che mi parla sorridente, che m'incoraggia a non dar credito a chi giudica perchè guidato da invidia, mi esorta a continuare per la mia strada seguendo la strada del cuore…

Dice che il bello del nostro gruppo sono la nostra semplicità, le nostre facce trasparenti, le nostre emozioni trasmesse e i nostri sorrisi… Elda a rappresentare tutte, con la vitalità e la grinta dei veneti…
 

Mi prende in giro perchè sbadatamente mi sono rovesciata addosso il vassoio con la grigliata e ho macchiato i pantaloni, come una bambina…
Mi racconta di una storia d'amore nata tra due persone per lui importanti… dimostrando tanta sensibilità; ma allo stesso tempo determinato a sostenere un'opinione il momento in cui si presenta un spiacevole  equivoco tra i presenti… e la serata continua… una persona unica, sotto questo aspetto, c'è il momento per i chiarimenti e quello per far festa, mischiarli crea solo confusione e non va bene, dice.
Le rassicurazioni, quando stupite abbiamo aperto una busta con dentro delle banconote per le nostre iniziative, da parte di un camionista che non aveva voluto essere presente:"Non preoccupatevi, ha voluto così, una scelta, si fida e vi ammira!", ma poi si da da fare per farci avere il numero di telefono e possiamo chiamare e ringraziare.

Al momento dei saluti, tante raccomandazioni e un arrivederci ad Agosto… ma non ci rivedremo, purtroppo, ogni volta manca qualcuno…
Vorrei parlare di lui, come persona, come uomo che ha vissuto la sua vita nel mondo dell'autotrasporto, ma non so praticamente nulla, se non qualche episodio raccontato ai raduni… Vorrei poter dire tante cose, invece mi viene solo in mente quando parlava delle persone che erano venute a mancare dalla ditta con la voce tremante…
Anche a questo servono queste pagine, a non far sentire che trema la voce…a salutare da kilometri di distanza chi ha condiviso momenti di spensieratezza, ad abbracciare virtualmente chi gli ha voluto bene, chi ha lavorato con lui e magari ci ha anche discusso, ma ora è triste… perchè per tanti, ROMAGNA  trasporti è sinonimo di famiglia, e come tale vive il dolore… L'ha portato via una strada in quello che doveva essere un momento di gioia… ma sarà sempre con noi, con  il suo sorriso e la sua imponente voce…

Ovunque tu sia ora… BUONA STRADA DINO
 

Donne & camion…nel mondo…9… Truck Stop Safety… Judy

Ciao,

questo mio appuntamento con le donne camioniste nel mondo oggi è un pò triste…

Avevo visto il video  su Judy, realizzato da un'altra collega (NJCatwoman), lei fa video-interviste alle sue colleghe americane… poi mi sono imbattuta in questo intitolato "Truck Stop Safety" e mi sono messa a guardarlo, dall'inizio ho capito che non si trattava di una bella storia, tuttaltro…

Queste sono le parole di presentazione al video:

I've lost a couple of friends due to getting struck and killed at a truck stop. One was Charles Cline, from Athens, Georgia. And Judy Stanton and I became fast friends after I made a video starring her, entitled, "The LadyTrucker Chronicles, Meet Judy". We had spoken the night before she got killed by a hit and run trucker at the Love's Truck Stop in Mifflinburg (Bloomsburg) Pennsylvania. The family is still grieving, and any information that you can provide to the PA State Troopers would be greatly appreciated. Truck stops are supposed to be a trucker's "Safe Haven". When you watch this video, you will see how incredibly dangerous that they can be. Please everyone, slow down in the truck stops! Keep your speed between 3-5 mph, and watch for pedestrians. THEY have the "right of way". God Bless Judy, God Bless Charles Cline, and for all the drivers who have been struck and killed at a truck stop, you will never be forgotten. Let us ALL strive for more safety at our "Safe Haven's".

RIP Judith Stanton. My friend. I will miss you forever.

E questo è il video:

Si parla della sicurezza nei Truck Stop, della morte di due colleghi, ed una era Judy, investiti da un camion che andava veloce… sembra una storia assurda, purtroppo è vera. I truck Stop in america sono molto grandi e poco illuminati la notte…
Allora vedendo questo video mi è venuto in mente un episodio che mi capitò anni fa  (ma di giorno) in un autogrill (che per fortuna ora è stato rifatto e modificato) quando dal bar stavo andando nel parcheggio dei camion sul retro ed un "collega" entrò a velocità sostenuta e quasi mi investiva… non aveva visibilità sufficiente per andare a quella velocità!! Degenerò in una discussione alquanto animata, e ancora gliene veniva a lui… io avevo fatto un balzo indietro per non farmi investire, ma se al mio posto ci fosse stata una persona anziana? Eravamo in periodo di gite turistiche e spesso i vecchietti si aggirano per i parcheggi, curiosano tra i camion, anche solo stanno intorno al loro autobus, attraversano piano piano per andare al bar… No, lui aveva fretta e non aveva tempo da perdere, doveva fare gasolio… le aree di sosta, lo dice pure il nome, sono fatte per fare una sosta e normalmente si scende dal veicolo, e si diventa pedoni, e allora il minimo che si può fare quando si entra e si esce da queste aree è di moderare la velocità e di stare più che attenti!
Un saluto a Judy e a Charles, che forse ora viaggeranno su autostrade celesti, un augurio di Buona Strada a tutti, e la speranza di non leggere più notizie come questa…
Ciao…

Non siamo "carne da macello"!!!

Ciao Lady
da anni diciamo che in caso di morte il camionista deve essere considerato una VITTIMA del LAVORO e non di un incidente stradale, sembra poca differenza perchè non si ridà la vita a nessuno, ma non è così, l'opinione pubblica e le istituzioni devono riconoscere la differenza e devono cambiare atteggiamento, finirla con la loro indifferenza…
Smettere di lasciar passare il messaggio:" Ma faceva il camionista!!" come se comprendesse un'ipoteca sulla vita!

BUONA STRADA A TUTTE/I!!!

Quando si muore, si muore soli…

 Ciao Lady

Inizia una nuova settimana e ci auguriamo tutti che sia Buona, per noi stessi e per i colleghi…
Ripensando a quella appena trascorsa e leggendo un post di Mony, mi pongo una domanda, lo sarà?
So che in questi giorni sono pessimista, so anche di avere buoni motivi per esserlo, ma vorrei non trasmettere agli altri questa malinconia… eppure i pensieri corrono, corrono… e non solo a ciò che mi riguarda da vicino, anche a chi affronta un destino avverso… corrono a chi ha perso la vita in solitudine, nella cabina del suo camion, in una posizione in cui avrà riposato tante volte e questa è stata l’ultima… quella scatola di metallo in cui ci sentiamo a nostro agio, che ci ha protegge tante volte, di cui conosciamo ogni centimetro e che per tanti è stata l’ultima cosa che gli occhi hanno visto… ripenso al mio amico Pioppa, che ha perso la vita nel suo 190 Turbostar grigio in Tangenziale a Milano… a Luca rimasto senza ossigeno, causa il riscaldamento autonomo, in una piazzuola direzione Roma una domenica notte e tutti noi della Piastrellawalley siamo passati a fianco ignorando ciò che gli stava succedendo… si poteva svegliare??? A quell’autista di bisarca trovato dopo due giorni in Trentino in un’area di servizio… a quell’autista di una ditta emiliana che il Golfo dei Poeti è stato l’ultima sua meta… e tanti altri…di cui ho sentito parlare o letto,… sicuramente tanti altri di cui non ho mai saputo nulla…

 

http://www.cronaca4.it/cronaca/muore_camionista_agli_stagnoni.htm

 Fabrizio De Andrè ha scritto queste parole, che mi sembrano appropriate per salutare i colleghi:
 

Quando la morte mi chiamerà
 

nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra
amammo in cento l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore, si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore, si muore soli

 

 
Mony ha scritto sul Chiodoblog queste parole esprimendo le sue riflessioni:
 

Andarsene da soli
 

 Io amo fare questo mestiere. Ne ho parlato spesso delle emozioni che mi danno il viaggiare, la strada, l'orizzonte, il motore che canta sotto di me, il baracchino o la radio che mi tengono  compagnia…
Tante cose belle. Ma ci sono anche i risvolti negativi. Non parlo della fatica, perché quella riguarda tutti i lavori. Parlo della fine drammatica che purtroppo capita ad alcuni di noi. E anche questa cosa è comune a tanti lavori, a tutti i lavori. Un incidente stradale può coinvolgere chiunque in qualsiasi momento della giornata. E riempie sempre di tristezza anche se è una cosa che teniamo in conto. Anche l'infortunio al momento delle operazioni di scarico/carico, a volte tutte le misure di sicurezza non sono comunque sufficienti a salvarti la vita… perché l'imprevisto è sempre in agguato. Le chiamano morti bianche…per me sono solo morti…sempre.
Ma c'è una cosa che mi ha lasciato sempre sgomenta, è quando qualcuno viene ritrovato morto in cabina… in quella cabina che per tante ore è la nostra casa, il luogo dove viviamo, dove a volte mangiamo, dove spesso dormiamo, quel luogo che ci da sicurezza e sembra proteggerci dal mondo fuori. E' notizia di pochi giorni fa di un collega ritrovato morto nel suo camion a Spezia, ma quanti come lui ? Anche amici miei… anche giovani… dal sonno al sonno eterno. Rimangono solo i ricordi e la domanda: avrà capito ? Avrà sofferto ? Lo so che anche queste cose non capitano solo ai camionisti… ma a volte la solitudine non è una bella compagnia e andarsene via cosi, da soli,  mi sembra una cosa troppo triste… e oggi sono veramente triste…  saranno il cielo grigio e la nebbia che sta calando che mi fanno fare questi pensieri… Buona strada a tutti i colleghi. Sempre.

Scritto da:Ironduckmoni sabato 15 gennaio 2011, h 16:00

    Non cerchiamo di dare più valore alle vite di chi fa questo mestiere, solo che passando ore, giorni… sul camion è possibile che il destino ci riservi di passarci anche l'ultima… e potrebbe essere tra l'indifferenza dei passanti, perchè non c'è niente di strano in un camion parcheggiato… e se c'è qualcosa di anomalo, il luogo,l'ora, la posizione del mezzo… tanto…, è solo un Camionista!  
Grifo Arancio

 

Camion & Viadotti

Ciao Lady

sono passati pochi giorni dall'inizio del 2011 e già un camion è caduto da un viadotto, ma non precipitano solo camion, anche auto e per chi li occupa raramente c'è scampo… la sicurezza stradale non è anche proteggere gli utenti da un salto verso la morte?
Un video e alcuni link su questo triste argomento…

 http://www.italpress.com/sicilia/3917/incidenti-stradali-camion-giu-da-viadotto-un-morto-nel-palermitano
 
http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Tragedia-sulla-A12-tir-precipita-da-29439.aspx
 
http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2010/10/26/405346-incidente_mortale_cagli.shtml
 
http://www.histonium.net/archivio_news/2010/GI-DAL-VIADOTTO-CON-IL-CAMION-CHE-POI-PRENDE-FUOCO-AUTOTRASPORTATORE-USTIONATO-IN-GRAVI-CONDIZIONI_12997.php
 
http://www.amicidelcirco.net/index.php?option=com_content&task=view&id=2032&Itemid=2
 
http://www.tuttotrasporti.it/archivio/articolo.cfm?codice=218262
 
http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Camion-cade-dal-viadotto-ripreso-il-29461.aspx
 
 
http://www.ligurianotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=61603&Itemid=
 
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/multimedia/2010/12/22/fotogalleria/tir-vola-giu-dal-viadotto-incidente-mortale-sull-a14-27558690/1
 
http://www.ligurianotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=63504&Itemid=36
 
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo486061.shtml
 
http://www.primocanale.it/news.php?id=78734
 
http://www.intornoamessina.it/news/703/incidenti-tir-vola-da-viadotto-a20-a-messina-feriti/
 
http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/cronaca/scarpata/scarpata/scarpata.html
 
http://www.ivg.it/2010/02/incidente-sulla-a10-furgone-vola-giu-dal-viadotto-allaltezza-di-borghetto/
 
http://affaritaliani.libero.it/cronache/cassino_tir_viadotto070309.html
 
http://www.calabrianotizie.it/2010/04/21/sfonda-il-guardrail-e-vola-dal-viadotto-giovane-marchigiano-morto-sulla3-stanotte-chiuso-il-tratto-autostradale-tra-frascineto-sibari-e-altomonte/
 
http://www.ilgiornale.it/genova/tir_sbanda_e_vola_viadotto_lautista_muore_illesi_altri/24-07-2007/articolo-id=195016-page=0-comments=1
 
http://www.piazzarossetti.it/un-camion-vola-da-un-viadotto-dell-a14-tra-vasto-e-san-salvo_51650.html
 
 
http://www.telesanterno.com/giu-dal-viadotto-con-il-tir-sulla-e45-morta-donna-camionista-1208.html
 
 

Ancora una Vittima del lavoro

Ciao Lady
l'anno sta per finire e i camionisti continuano a pagare il loro tributo in fatto di vittime; ieri un collega ha perso la vita durante le operazioni di scarico, cadendo dal mezzo. Troppo banale dire che l'Autista non dovrebbe scaricare. Ogni tipologia di trasporto è diversa, i bisarchisti caricano loro stessi le vetture, come chi trasporta macchinari agricoli, esattamente come chi trasporta animali vivi e il rischio di farsi male, o peggio ancora di morire è sempre alto; ma ci sono tipologie di trasporto in cui non è possibile materialmente parcheggiare il camion e aspettare che qualcun altro si occupi delle fasi di scarico, poi a volte anche rimanere in cabina comporta rischi, qualche anno fa a 5 km da casa mia, un'autista è rimasto schiacciato da una trave di cemento caduta dalla gru e non ha avuto neanche il tempo di rendersi conto dell'accaduto.
Tante, troppe le famiglie che piangono un parente che non viene neanche ritenuto: VITTIMA del LAVORO!!!
La nostra professione non è solo usurante ma anche pericolosa!!!

Tratto da : Neswcantiere
 

Cade dal camion e muore sul colpo

Il nocerino Luigi Quatrano ha perso la vita in provincia di Alessandria
 
• alessandria. Un camionista di Nocera Inferiore, Luigi Quatrano, 53 anni, è morto ieri per un incidente sul lavoro che si è verificato poco dopo le 15,30 alla frazione Gerbidi di Sale, in provincia di Alessandria. Quatrano è caduto dal proprio camion da un’altezza di circa un metro e mezzo, ha battuto la testa ed è deceduto sul colpo.

• L’incidente è accaduto alla cascina Ravera, gestita da Davide Ravera, 38 anni, che si trovava alla guida di un carrello elevatore e stava scaricando, insieme a Luigi Quatrano un altro carrello elevatore. Secondo una prima sommaria ricostruzione dei fatti, il camionista di Nocera Inferiore era salito sul mezzo per fare da contrappeso quando, per cause ancora in corso di accertamento, è scivolato ed è caduto.

• Inutili i soccorsi del 118 che sono tempestivamente intervenuti, ma il medico in servizio per le emergenze non ha potuto far altro che constatare il decesso del cinquantatreenne avvenuto per trauma cranico. L’altezza dalla quale è caduto non era certamente proibitiva ma il colpo a terra è stato letale e probabilmente il camionista non ha fatto in tempo ad accorgersi di nulla.

• Sul posto sono arrivati i carabinieri di Sale per i rilievi del caso e per ricostruire la dinamica dell’accaduto. I militari hanno anche provveduto a mettere sotto sequestro tutta l’area della cascina Ravera dove si è verificato l’incidente mortale, il camion ed il muletto utilizzato per scaricare il carrello elevatore. La salma di Luigi Quatrano intanto è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Tortona, in attesa della decisione del magistrato incaricato dell’inchiesta, che dovrá valutare se disporre o meno l’esame autoptico

• Luigi Quatrano abitava a Nocera Inferiore insieme alla moglie e lavorava alle dipendenze della figlia Claudia che è titolare di un’a zienda di autotrasporto. Proprio la figlia è stata la prima ad essere avvisata dell’incidente nel quale ha perso la vita il padre I familiari di Quatrano sono subito partiti alla volta di Tortona per il recupero della salma, anche se occorrerá attendere le decisioni del magistrato. La notizia della morte del camionista si è diffusa solo in serata a Nocera, dove tanti conoscevano Quatrano come un gran lavoratore.

 

BUONA STRADA  LUIGI ovunque tu sia ora….