Da Repubblica

INCHIESTA ITALIANA
Trucchi, caffè, droghe, niente soste
camionisti-schiavi diventano assassini

Il 37% dei sinistri in autostrada coinvolge i Tir. E in sei episodi su dieci si tratta di tamponamenti. Tanti chilometri, niente riposo. E chi si ribella è fuori. Il ribasso selvaggio è uno dei connotati del settore. Crescono gli illeciti e l'evasione. E si ricicla denaro
di LUIGI CARLETTI

Ha caricato il suo tir ben oltre le 44 tonnellate consentite. Starà a 55, forse a 60, ma in altri viaggi ha sfiorato anche le 70. Enzo parte da Battipaglia, trenta chilometri a sud di Salerno, carico di verdura e di frutta. Sono le sette di sera e all'alba di domani deve essere a Milano. Destinazione mercati generali. Ottocento chilom etri d'asfalto, servono dieci ore. Che diventano almeno dodici, calcolando i limiti di velocità e le pause imposte dal codice della strada. Ma dodici ore sono troppe. Perciò Enzo non si fermerà, se non per quei pochi minuti dovuti a necessità fisiologiche. Certo non rispetterà gli ottanta all'ora. "Così non si arriva mai", spiega. Si terrà sveglio con i caffè, che di notte le Autostrade offrono gratuitamente. E se serve con le anfetamine o altre droghe. Quanto al cronotachigrafo, la "scatola nera" che registra tutto, userà i soliti trucchi e cercherà di farla franca. Perché Enzo, come migliaia di altri suoi colleghi, non ha alternative. Le condizioni sono queste e se non ci sta, l'impresa che lo ha ingaggiato ne ha pronti a decine per sostituirlo: romeni, ucraini, marocchini e anche italiani. Disposti a tutto, per un posto da camionista che frutta tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese, mentre lo stipendio regolare medio è, da contratto, di 2.200 euro. Ogni giorno su strade e autostrade circola un milione di mezzi pesanti. L'87% delle merci viaggia su gomma. Se si ferma l'autotrasporto, si ferma il Paese. Sono autisti di ogni nazionalità(quasi tre milioni le patenti italiane attive), provenienza e destinazione. Tra questi si fa largo la categoria dei disperati, almeno il 30%, secondo le stime degli esperti. Sono i camionisti-schiavi. Costretti a percorrere la penisola in tempi record. Sottopagati e sotto minaccia. Bombe viaggianti che, al minimo errore, possono provocare delle stragi. È già successo. E non passa giorno che la cronaca non registri fatti riconducibili a questo fenomeno in costante crescita. Una deriva della sicurezza che il governo ha tentato di arginare con l'inasprimento del codice della strada. Misure che però, ancora una volta, intervengono soprattutto a valle. Ma le cause stanno altrove. Che cosa sta accadendo nel mondo dell'autotrasporto? E cos'ha provocato questo deterioramento delle condizioni di sicurezza che, inevitabilmente, ci riguarda tutti?

L'alibi della crisi
"Il nostro è sempre stato un ambiente difficile", dice Franco Feniello, presidente dell'associazione "Italia Truck" e per trent'anni, lui stesso, camionista. "Ma la recessione è diventata l'alibi per far passare qualsiasi prepotenza. In Italia ci sono migliaia di imprese che fanno dello sfruttamento selvaggio il loro antidoto alla crisi. Pur di battere la concorrenza si offrono alla committenza a prezzi stracciati e poi tagliano i costi: sui mezzi e sugli uomini. Lo Stato dovrebbe intervenire non solo con i controlli sulla strada, ma andare a guardare in casa di questi imprenditori. Ne scoprirebbe delle belle".

In alcune occasioni lo Stato si muove. A Mantova la polizia stradale ha arrestato Antonio Rosignoli, imprenditore di 51 anni. L'accusa è estorsione contro i suoi dipendenti. Secondo i magistrati li minacciava di licenziamento se non avessero sovraccaricato i camion, fatto turni massacranti e alterato i cronotachigrafi. Negli stessi giorni, a Rimini, la polizia municipale ha fermato un autista bengalese che trasportava pacchi postali per una società italiana. Keerthy Warnakulasuriya, 41 anni, era stato alla guida del camion per 35 ore e 52 minuti con poche, brevissime pause.

Nell'aprile scorso la Procura di Forlì ha chiuso l'operazione "Over Time" che ha portato in carcere dieci persone. Gli autisti di "Tir Spagna" (Cesena) e "Ces Tir" (Pesaro) – hanno spiegato gli inquirenti – "erano costretti all'incondizionata obbedienza dei diktat dei vertici aziendali, pena il licenziamento o l'essere adibiti a prestazioni meno remunerative e più stressanti".

A capo dell'organizzazione c'erano Marino Buratti, di Cesena, e Santo Crea, di Reggio Calabria, nomi già incontrati in un'altra, dolorosa vicenda del dicembre 2009.

L'ultimo viaggio di Michela
"Non sto bene ma devo andare, altrimenti poi che gli dico a quelli là?". Queste furono le ultime parole di Michela Ciullo raccolte da un amico sindacalista. "Quelli là" erano i responsabili di "Tir Spagna" e "Ces Tir", le due società poi finite nel mirino degli investigatori. Così nella notte del 5 dicembre scorso Michela Ciullo si mise alla guida del suo tir carico di verdure. Da Latina a Cesena, 400 chilometri sulla E45. Poco dopo le 5 del mattino sfondò il guard-rail e precipitò per 40 metri dal viadotto di Verghereto. Era quasi arrivata ormai, ma la stanchezza ebbe il sopravvento. Michela, 38 anni, una figlia di 19, era una camionista molto particolare: delegata della Filt-Cgil e componente della segreteria territoriale del sindacato. Oggi la Cgil attende la chiusura dell'inchiesta, e il possibile rinvio a giudizio dei titolari delle due aziende, per costituirsi parte civile. Sarebbe il primo caso in Italia.

Da Genova a Cosenza, da Foggia a Vicenza, il rendiconto dell'attività di controllo, è fitto di interventi e di sanzioni. Roberto Sgalla, direttore della Polizia stradale, spiega che nei primi sei mesi del 2010 i mezzi commerciali fermati sono stati il 199% in più rispetto al 2009 e le violazioni contestate il 538% in più. Ma questi numeri raccontano soprattutto un'evidenza: più s'interviene, più si scopre un mare di irregolarità di ogni tipo. "Gli ultimi provvedimenti sono stati estremamente utili", osserva Sgalla. "Basti pensare alla norma su alcol zero per tutti i conducenti e alla corresponsabilizzazione della committenza nella condotta di guida dell'autista. È però importante agire anche a monte: più controlli incrociati nelle aziende di autotrasporto. A tutti i livelli". In Italia ci sono 158.709 imprese iscritte all'albo. Secondo Eurostat, in realtà, sono 93.427. Quasi cinquantamila società non hanno neanche un veicolo. Quindi che cosa fanno? E che ruolo hanno, oltre all'intermediazione e al subappalto più o meno regolare?

L'infiltrazione della criminalità
Bartolomeo Giachino, sottosegretario ai Trasporti in quota Pdl, promette: "Faremo pulizia ed entro la fine dell'anno, in collaborazione con le Province, le cancelleremo dall'albo". Altre 51mila imprese sono monoveicolari. In quello che rimane, il 38% possiede tra due e cinque automezzi. "È un settore condannato al nanismo", rileva Giuseppe Mele, di Confindustria, una delle voci più importanti della committenza. "Con questa frammentazione dell'offerta, ci sarà sempre qualcuno pronto a ribassare oltre i limiti".

Il subappalto del subappalto e il ribasso selvaggio sono due tra i connotati più forti del far-west nell'autotrasporto. "Crisi morale", la definisce Cinzia Franchini, vice-presidente della Fita-Cna e lei stessa autotrasportatrice. "Sempre più imprese adottano metodi illegali, riciclano denaro, evadono le tasse e praticano la concorrenza sleale. Se non si interviene su questo cancro, poi si possono sbandierare tutte le norme e i controlli del mondo. Ma il numero dei camionisti-schiavi aumenterà e di pari passo crescerà la loro pericolosità sulle strade".

L'infiltrazione della criminalità organizzata nell'autotrasporto non è recente, eppure si è mimetizzata meglio che in altri settori. In alcune regioni, per esempio l'Emilia-Romagna, le denunce sono quotidiane. Enrico Bini, presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia, parla apertamente di imprese legate alla 'ndrangheta, insediatesi nel territorio poco dopo il Duemila con i lavori dell'alta velocità. Dal movimento terra fino al trasporto a tutto campo. "Hanno cominciato a proporsi a prezzi notevolmente più bassi, totalmente fuori mercato", spiega Bini. "La committenza, senza eccezioni, si è tappata il naso e le ha fatte lavorare. Risultato: per le aziende locali, che rispettano la legge e non hanno soldi da riciclare, è stato un colpo durissimo. Tanto che alcune hanno cominciato a praticare gli stessi metodi".

"Negli ultimi anni la 'ndrangheta e la camorra hanno investito pesantemente nell'autotrasporto", conferma Antonio Nicaso, docente ed esperto di organizzazioni criminali. "I camion sono un'ottima copertura dei guadagni illeciti e un mezzo fondamentale per le varie attività: dal trasporto dei rifiuti a quello della droga". In Emilia-Romagna 63 clan mafiosi (tra cui 23 'ndrine) si spartiscono gli affari sul territorio. Gli interessi nell'autotrasporto sono diffusi. Chi sono i camionisti di cui si servono? E qual è il livello di sicurezza dei mezzi che conducono sulle nostre strade?

Quando i camionisti fanno il trenino
Stefano è romeno. Lui non sa chi fossero esattamente i suoi ex datori di lavoro. Sa solo che, prima di riuscire a trovare un'impresa regolare, era costretto a viaggiare per 15-16 ore di guida consecutive. Guidava soprattutto di notte, quando i controlli sono meno frequenti. "Ho fatto anche 20 ore. Le pause? Cinque, dieci minuti al massimo per un caffè. Di giorno riesci a stare attento, però di notte è proprio un problema. Diventi come una macchina, neanche pensi… non sei più un uomo". Quanti chilometri si possono reggere guidando ore e ore di seguito? Stefano ricostruisce uno dei suoi ultimi viaggi prima di licenziarsi. "Sono partito da Lainate, vicino a Milano. Sono andato a Livorno, poi da lì di nuovo in strada fino a Pesaro. Da Pesaro a Treviso. Da Treviso sono passato per l'Emilia e ho fatto rientro a Milano. Tutto in una stessa giornata, viaggiando anche di notte. Mi ricordo che alla fine erano 1.160 chilometri".
 

Le ultime statistiche disponibili dicono che nel 2008 sono stati 26.491 i camion coinvolti in 13.836 incidenti con 274 morti e 10.483 feriti. Sulle autostrade la percentuale di incidenti con mezzi pesanti è del 37%. Il tamponamento è l'impatto più frequente (60%). A causarlo sono prevalentemente il colpo di sonno, poi la distrazione, l'alta velocità, la distanza di sicurezza. "La categoria dei camionisti è fatta in gran parte di persone responsabili", dice Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. "Certo che quando non rispettano le regole, magari facendo il trenino, allora lì i rischi sono alti".

Il "trenino" è un banale, pericolosissimo sistema di risparmio del gasolio. Uno in fila dietro l'altro per sfruttare la scia creata dal primo. Si corre di più e si consuma di meno. Ma se il primo sbaglia, o frena all'improvviso, o evita un ostacolo all'ultimo istante (per esempio un'auto in corsia d'emergenza), non è detto che anche gli altri ci riescano. "È tutto vero, però in queste condizioni anche pochi euro sul gasolio possono essere importanti", ammette Cosmin, altro autista romeno perennemente a rischio licenziamento. "La realtà è che siamo dei disperati e che se qualcuno non interverrà su chi decide le nostre vite, qui sarà sempre peggio". Ma se il mondo dell'autotrasporto è così frammentato e in piena deregulation, a quali misure dare la precedenza? E nei confronti di chi?

La responsabilità della committenza
Silvia Velo, vicepresidente Pd della commissione parlamentare Trasporti, è lapidaria: "Bisogna puntare sulla committenza. Finora ha sempre opposto resistenza, ma è ora di cambiare: chi manda in giro le merci deve essere davvero responsabile del comportamento di chi guida. Solo così si può evitare lo sfruttamento pericoloso dei camionisti. Le recenti normative non hanno rappresentato un passo in avanti". "Abbiamo già fatto moltissimo", si difende il sottosegretario Bartolomeo Giachino. "Oggi il camionista è obbligato a viaggiare con istruzioni scritte da parte dell'impresa che lo vincolano al rispetto della legge". Quello delle "istruzioni scritte al conducente" assomiglia però a un vecchio gioco delle parti. Un escamotage che non coinvolge più di tanto la committenza, in quanto il "non scritto" (arrivare il prima possibile, costi quel che costi) ha sempre un peso determinante nella condotta degli autisti. Perciò l'impressione è che le tensioni e le storture finiscano sempre per ripercuotersi sull'anello più debole della cosiddetta "filiera". E l'anello più debole è quello dei camionisti, costretti talvolta a pagare al datore di lavoro perfino la cuccetta in cabina: 30 euro al giorno per poter dormire nel camion.

"Ci vuole un fisico bestiale, per fare il camionista" ha scritto uno di loro sul retro del suo bestione rosso. Se poi a dettare le condizioni è qualcuno senza scrupoli, della bestia servono anche altre caratteristiche: incapacità di pensare ad alternative e una progressiva sottomissione al "padrone". Fino all'abbrutimento. Fino a perdere il senso della realtà. Fino, appunto a diventare uno schiavo al volante. Pericoloso per sé e per gli altri.
(15 ottobre 2010) 

 

Dalla Russia… una serie di telefilm.

 

DalnoboyshikiDalnoboyshiki_2[1]

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Titolo originale: Дальнобойщики
Paese: Russia
Anno: 2001
Formato: serie TV
Genere: drammatico
Puntate/episodi: 20
Durata: 55 min.
Lingua originale: russo

 
Dalnoboyshiki (Дальнобойщики) è una serie televisiva russa. Dalnoboyshiki è la storia di due camionisti – Alexander (interpretato da Vladislav GalkinВладислав Галкин) e Feder (interpretato da Vladimir GostyukhinВладимир Гостюхин)
 

Alcuni episodi…

  • Convoglio russo. Il primo viaggio di Alexander e Feder. Gli fanno trasportare cocaina nascosta tra il resto del carico di cui si vogliono impossessare un gruppo di malviventi. Alla fine della puntata l'auto dei banditi cade in una buca e Alexander chiama altri due camion con i quali forma un convoglio per proteggersi.
  • Chimica e vita. Con il loro camion, i due camionisti trasportano una cisterna. Per sbaglio, il proprietario della base, fa versare nella cisterna un acido tossico che esplode se la temperatura supera i 30 gradi. Dei pompieri seguono la cisterna raffreddandola con dell'acqua. Al posto di trasportare la cisterna alla base militare, Alexander la lascia in un lago.
  • Spedizioniere. Dopo un incidente di un camion sulla strada su cui passavano Feder e Alexander, i due trasportano in città l’autista donna, di nome Marina, rimasto in vita. Si scopre che Marina è stata violentata da un camionista su quella strada e l'incidente del camion è stato provocato da lei. Cerca di uccidere anche Feder e Alexander, ma loro la fanno arrestare.
  • Film. Quattro banditi di origine caucasica affittano il camion di Feder e Alexander che, senza saperlo, trasportano cassette video che esplodono durante la visione. Quando scoprono quello che stavano trasportando, i due raggiungono un paesino dove trovano la casa di un capo della polizia che chiama il dipartimento. I quattro vengono arrestati.
  • La figlia dell'oligarca. Feder e Alexander accettano di portare in città una donna, la figlia di un oligarca. Dopo averla fatta alloggiare in un hotel, la donna sparisce e ricompare nell'albergo con suo padre.
  • Epidemia. Per colpa di un'epidemia che circola in città, tutti i camion sono in quarantena. Uno dei camionisti che alloggiava lì viene ucciso. Tutti gli indizi dimostrano che Alexander è il colpevole. Ma Feder non ci vuole credere e inizia a fare delle indagini. Alla fine si scopre che l'omicida è il compagno di lavoro della vittima.
  • Brigate verdi. I due camionisti devono trasportare un esemplare di una rara specie di capra. Quella capra è contesa tra due bande: un gruppo di bikers e le "Brigate verdi". Mentre Feder e Alexander stanno pranzando, vengono attaccati dai bikers che rubano il camion. Ma vengono raggiunti da un'auto delle brigate verdi che fanno finta di aiutare i camionisti per poi rapire l'animale. Alla fine i due riescono a scappare e a portare a destinazione il carico.
  • Colpo di fulmine. Alexander e Feder si fermano in un ristorante di un piccolo paesino dove Feder incontra una donna che lo fa addirittura quasi divorziare dalla  moglie. Ma Alexander riesce a fargli cambiare idea e i due tornano in città.
  • Fumo nel bosco. I due stanno attraversando un bosco in fiamme dove fondono il motore. Quando l'incendio finisce si fermano e trovano una casa dove c'è una setta diretta da un uomo vecchio. Tutta la setta è composta da bambini. Alexander e Feder capiscono che quel vecchio è un malintenzionato. Alla fine si dimostra che lui voleva uccidere quei bambini bruciandoli. Per dare l'esempio si uccide prima lui. Ma i due camionisti portano in salvo i bambini.
  • Alexey. Ad un incrocio, Feder incontra un suo vecchio amico, Alexey, rimasto disabile dopo un incidente. Ma quando cerca di salutarlo viene aggredito da due tizi vestiti di nero. Si scopre che Alexey era costretto da un'organizzazione a fare l'elemosina in strada e dare tutto l'incasso al capo. Alexander fa finta di essere disabile e riesce ad entrare nell'ufficio del capo dell'organizzazione e a rubare tutti i suoi documenti. Alla fine l'organizzazione viene denunciata.
  • La fuga. Mentre Alexander e Feder stanno scarciando il camion, una banda di sei uomini evasi dalla prigione si intrufolano nel trailer. Durante il tragitto i sei scendono e il loro capo, di nome Padre, li obbliga a cambiare rotta. Ma incontrano un cantiere e con l'aiuto dei lavoratori che erano lì riescono a consegnare i sei fuggitivi alla polizia.

 
 

PARTITA del CUORE

 
Ciao a tutte/i

La-partita-del-cuoreOggi a Modena lo stadio Braglia sarà meta per un altro genere di tifosi, quelli che non sanno com’è fatto uno stadio, non vanno per valutare le performance, ma solo per vedere da vicino come se la cavano con le scarpette con i tacchetti cantanti e sportivi preferiti ; la Partita del Cuore è un evento a sé, creato per raccogliere fondi per aiutare le Onlus a proseguire il loro operato, quindi la Nazionale cantanti sfida il team Telethon.
I partecipanti mettono a disposizione tempo, energie e cuore per cercare di raggiungere una grande cifra, sono tanti: Paolo Belli, che ospita D’Alessio, Mengoli, Baglioni, Ramazzotti,Bova,Ruggeri,Pupo,Toni, Apolloni, Marcorè, Sculli, Battaglia, Facchinetti, Vallesi, Masini, Toni Maiello, Pago,Sonorha, Checco dei Modà, Meneguzzi che sfidano: Alonso, Massa, Fisichella, Cassano, Costacurta, Nedved, Amendola,Pasotti, Rosolino,Giletti, Comanducci,Capelli, Ringo,Staffelli,Cipollini, Malagò,Pecci, Razzoli,Morelli e ancora il lavoro di Mingardi, Giacobbe,De Biase, Ranieri e Domenicali, tanti nomi noti dello sport, dello spettacolo e della nostra musica… come in tutte le partite serie un grande infortunato, Barbarossa degnamente rimpiazzato dal modenese Luca Toni…. Scherzo, perché questo giocatore ha prestato la sua immagine gratis per promuovere il volontariato altre volte…
Ci sarà la diretta Tv su Rai1, alle ore 21,10 e la possibilità di partecipare alla raccolta fondi inviando un sms al 45503, stesso numero anche per le chiamate da rete fissa, se volete partecipare.
Un unico Cuore per sostenere la Lotta alla distrofia muscolare di Duchenne, Fondazione Parco della Mistica onlus, Campus produttivo della Legalità e Solidarietà.
Grazie a tutti questi idoli della musica e dello sport, a tutti quelli che andranno allo stadio e soprattutto a chi contribuirà economicamente.

Modena, oggi, Cuore della Solidarietà.

 
 

Costume & Società…. e camion

Ciao a tutte/i
questa settimana, il 09 è andata in onda la Rubrica "Costume & Società" su RaiDue, dove Gabriele Flamma ha descritto il nostro mondo, attraverso il racconto di una Lady Truck e qualche mia battuta… è stato un bell’incontro, un pomeriggio passato in compagnia di persone simpatiche e disponibili, anche se sapere che si trattava della Rai mi metteva in soggezione… per chi non l’ha vista e/o volesse rivederla…

 http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-ca75d386-ac8b-479f-bb73-7dfd4cd43d8d.html

ringrazio chi mi ha mandato sms e email di complimenti per la simpatia di Germana che si è prestata per quest’avventura… ricordo a tutte/i che il mio punto di riferimento è Splinder, quindi se non rispondo su altre piattaforme è perchè ci "viaggio" poco… il mio percorso è su questo blog…
Ringrazio Germana e Gabriele Flamma per il loro impegno a descrivere questo mondo che seppur in un momento negativo, ha un lato umano.

Buona strada a tutte/i!!!

Documentario

 

 Ciao a tutte/i

Ad inventarsi un documentario sulle donne camioniste è stata Carolina, una simpatica modenese, che vive, studia e lavora a Milano; molte di noi hanno avuto modo di conoscerla, nelle occasioni in cui è riuscita a raggiungerci.storia truck

La prima volta che ne abbiamo parlato l’avevo scoraggiata perché personalmente non ci vedevo quell’eccezionalità, che secondo me serviva a catturare l’attenzione del pubblico; lei però ha caparbiamente insistito e abbiamo cominciato a costruirlo… Ci ha creduto da subito ed è riuscita a farlo approvare dalla commissione del corso che frequenta, insieme ai suoi amici ci ha seguito con le telecamere, immortalando le fasi del nostro quotidiano, marcando le differenze tra le diverse tipologie di trasporto, approfondendo la conoscenza con le lady truck che l’hanno ospitata in cabina… non hanno mancato neanche i momenti di festa come Gazoldo degli Ippoliti e Felina… Foto e riprese a non finire, tanto materiale che consentirà loro di realizzare un video che rifletta tutti gli aspetti che sono riusciti a individuare… dall’autoscuola alla manovra di retromarcia in ribalta, dall’ingresso in autostrada alla piombatura del carico, dal viaggiare costante al sorpasso, dalla consegna dei documenti di viaggio alla firma del destinatario,storia dalla partenza il mattino presto al rientro in pieno sole, dal viaggio in solitudine all’incontro in area di servizio fra due lady truck; ogni secondo di ripresa un particolare per gli occhi più attenti, ciò che loro devono dimostrare di essere bravi a fare…Mille domande…, diverse le lady truck, i trasporti, i camion, gli orari, le persone, le leggi, le vite, le espressioni, la fatica, le motivazioni, le zone e da tutto ciò hanno poi riassunto il tutto in un susseguirsi di immagini… Non sono mancate neanche le emozioni, ad esempio quando in una zona industriale è arrivata la pubblica sicurezza, chiamata dalla ditta di fronte, temendo un caso di spionaggio industriale…  Hanno sfidato il sonno, la stanchezza, le intemperie e qualche regola per ottenere il risultato migliore, nel frattempo non posso che ringraziare Carolina per essere stata così tenace, siamo lusingate della sua scelta, speriamo di portarle fortuna e auguro Buona Strada a lei, ai suoi collaboratori e al DOCUMENTARIO Lady Truck di cui spero ci farà avere una copia.

Corri Bisonte, corri!

Ciao a tutti

Visto che non possono parlare di politica Giovedì 4 su Raidue alle 21, Michele Santoro e lo staff di Annozero si occuperanno di camion: CORRI BISONTE CORRI, dal titolo non promette niente di buono per la categoria, voglio augurarmi che gli invitati siano persone competenti del settore, che trattino gli argomenti con le giuste angolazioni, ma non so perchè ho il timore che verremo dipinti per l’ennesima volta come la categoria che ha contribuito alla crisi del Paese e che non vogliamo collaborare per uscirne, che partiamo da casa con l’intenzione di schiacciare auto, bici e motorini e ingombrare tutte le strade che gli altri devono usare per lavoro o turismo, non rispettando ne il codice stradale ne il prossimo… Di certo non verrà fuori che siamo l’unica categoria a cui viene imposto quando dormire,quando lavorare, quando mangiare e quanto tempo impiegarci, che per colpa di pochi veniamo criminilazzati tutti indistintamente, oppure che siamo noi a doverci fermare per permettere ad altri di spostarsi agevolmente, siamo sempre noi a rimaner bloccati per strada perchè è più semplice fermare i mezzi pesanti che garantire il servizio di spalatura della neve…Ci sarebbero altre mille cose da dire, a me viene in mente solo che dalla televisione troppo spesso non è venuto niente di buono, ricordo colleghi che pur di apparire in video hanno fatto dichiarazioni scellerate e false… Ci avevano risparmiato LE IENE in occasione di Misano, anche STRISCIA che si era occupata del famoso PAOLINO… e per le infrazioni equamente aveva trasmesso altri utenti… non sarebbe ora di trattare il TRASPORTO per le problematiche esistenti e sul come affrontarle traendone tutti vantaggio… Spero di venir smentita e la trasmissione sarà un dipinto della realtà e gli ospiti saranno quelli giusti a trattare un argomento così spinoso, ma allora perchè intitolare:  Corri Bisonte Corri?

CORRI BISONTE; CORRI e fai BUONA STRADA !!!Sempre!!! gisy

In silenzio…

In silenzio o perlomeno senza troppa visibilità alla notizia, il 1 Maggio sono state "adeguate" le tariffe autostradali; io non leggo tutto  e sempre il quotidiano, ma spesso… settimana scorsa ho trovato notizie e titoli riguardanti l’inasprimento delle leggi che riguardano i conducenti che guidano sotto l’effetto di stupefacenti e alcool, nuove restrizioni e pene per infrazioni al codice stradale ecc. ecc.. Notizie di vari incidenti, su diverse testate… Quindi con mia grande sorpresa… un tratto di circa 160 Km è aumentato di 40 centesimi, in silenzio o perlomeno sottovoce, ma a voi sembra giusto? Abbiamo forse avuto miglioramenti al servizio? Perchè i pannelli non scrivono tempestivamente, in modo da poter cambiare itinerario, quando un tratto è chiuso? Perchè dobbiamo giocarci parecchie delle nostre ore di guida settimanali senza  che nessuno le riconosca? Perchè non siamo stati informati dagli organi d’informazione di questa novità, come lo siamo stati per le pensate del Ministro e suoi collaboratori? Qualcuno di voi aveva letto, e se sì, dove? Il viaggio, conti alla mano, è aumentato di 1 € e la committenza vuole allungare i tempi di pagamento e concordare volta per volta una tariffa che per anni è stata a forfait, chi dovrebbe sostenerci durante questa crisi, perchè ha permesso questo aumento, non si dovrebbe "congelare" anche queste tariffe o addirittura farle scendere, esattamente come le nostre? Aspetto anche le vostre impressioni, se la pensate come me o pensate che sto sbagliando…

come Sempre Buona Strada a Tutte/i!!! gisy

NON ERA LUI…

C_35_video_9294_GroupVideo_framevideo[1]Non era lui quello dell’altra volta  …nessuno dei tre….stasera a Striscia hanno fatto vedere un servizio da Peschiera Borromeo….stavolta l’hanno beccato sul serio il Paolino,    ecco perchè era sparito di nuovo…per chi se l’è perso ed è curioso è on line sul sito di Striscia….

Che sia veramente finita?…mah…..

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/

Senza titolo 22

Dopo le somme tratte e pubblicate da Mony e Milly, comincio anch’io a voltarmi indietro e guardare al 2008, da portavoce ho avuto diversi contatti da quelli comunemente detti media, personalmente nutro un certo sospetto, ho visto troppe volte stravolgere notizie che conoscevo bene o per interpretazione personale o per incomprensione, tutto sommato a noi Lady Truck è andata bene…:Gisy al lavoro

*La rivista Tuttotrasporti  ha dedicato diversi spazi alle nostre iniziative, attraverso le parole del Sig. Bossi e del sig. Massa; noi ci siamo rallegrate del fatto che a dirigerla da quest’anno c’è una donna.

*Anche su Professione Camionista sono state scritte notizie sul gruppo, ma pur conoscendoci bene, non ci hanno mai contattato, di conseguenza sono imprecise.

*Repubblica.it  Mi hanno accompagnata in una giornata di lavoro a Sassuolo Simone Cerotti e un operatore, ne hanno ricavato un bel video, intervengono anche Anto e Rosy, troppo simpatici loro e il risultato.

*Airone. Manuela Stefani mi ha inserito in un articolo che descriveva l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro “duro”, maschile per tradizione.

*GIOIA .Ilaria Solari ha scritto di Patty,Cristina e Simona, tre amiche che si sono incontrate “on the road”, ognuna con la propria storia ma un’unica passione.

*Trasportare Oggi. Francesca Lugaresi ha scritto un articolo vasto e preciso sui diversi aspetti del mondo del trasporto, inserendoci nelle associazioni, con particolare rilievo al questo blog.

* il Resto del Carlino. Un articolo che mi riguardava dopo l’uscita del video di repubblica.it

* Gazzetta di Modena. Uno spazio per una modenese “nota” per un giorno.

* Trasporto commerciale. Ha ricordato la nostra partecipazione ad un raduno.

*Vado e Torno ha pubblicato il nostro indirizzo del blog.

*  Repubblica Parma.it ha scritto dei nostri calendari e ricettari, intervistando Marzia.

* Lilli Gruber nel suo “Streghe” ha dedicato un capitolo a Cate descrivendo lei e le impressioni che  ha avuto durante il viaggio, sullo Scania.

*Sabato e Domenica. Elisa Isoardi ed Eva Crosetta mi hanno dedicato molte premure per farmi affrontare la diretta televisiva, che non è uno scherzo e le ringrazio.

*Visto.Tramite le parole di Edoardo Montolli che ne ha descritto la storia, abbiamo visto  la nostra Rò in copertina, per una volta per niente Misteriosa…

*Gente motori. Un articolo per descrivere il nostro mondo e le nostre iniziative.

*Cronaca Vera. Prima hanno scritto del “Buona Strada Lady Truck Driver”, in altro numero del nostro Roby.

*Mattino 5. Io, Patty e Angela siamo state ospiti di Barbara d’Urso su Canale 5 in diretta, che organizzazione a Mediaset.

* RadioRai1 ho raccontato del nostro gruppo ne “l’uomo della notte”a Maurizio Costanzo.

*Uomini e Camion. Con Fabio Montanaro per far conoscere i nostri calendari e il gruppo.

*In camion. Con Michele Latorre due chiacchiere sul mondo del traspoto “in rosa”.Dragon truck Team

*Persone Rai 3. Valeria Collevecchio e Stefano sono stati miei ospiti “sacrificati” in cabina parecchie ore e ne hanno ricavato un bel servizio.

*Sat 2000. Ha ospitato Marzia in trasmissione, che già li aveva ospitati in cabina durante un viaggio”on the road”.

*Il Sassolino. Giornale a diffusione gratuita della Piastrellavalley, tramite le parole di Susanna ha parlato del nostro ricettario.

 

Elencati in questo modo sembrano una fredda successione di “media”; in realtà è un domino naturale che si è creato dopo l’articolo su Varesenesw a novembre 2007, per merito di Pierfausto Vedani che ci ha spronato a non evitare i media,  cercare di sfruttare gli spazi per dare una sfumatura “di rosa”, alla visione del mondo del trasporto, senza timore perché la nostra semplicità è forza. Un parere così autorevole non potevamo ignorarlo.

Ci sono state anche progetti senza nessun seguito, non siamo a caccia di notorietà a tutti i costi.

Buona Strada a tutte/i !!!