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Camion & Web

Ciao a tutte/i
Lo strumento di comunicazione di massa del momento è il web, sempre più persone vi si avvicinano e vi cercano informazioni, interlocutori e compagnia.
Chi non ha mai sentito parlare di Youtube o Facebook?
Per gli appassionati di camion, in entrambi, si trova molto materiale,video per tutti i gusti su Youtube e centinaia di gruppi su Facebook, li frequento poco tutti e due e non voglio parlarne, non ne ho una conoscenza abbastanza approfondita; esistono poi diversi forum, blog e siti che ruotano attorno al mondo del trasporto, c'è molta scelta e ognuno si può collegare e cercare quelli più adeguati a ciò che sta cercando, senza pretendere di cambiarne altri, mi ripeto, c'è molta scelta, si va dalle riviste di settore alle case prodruttrici, dalle associazioni sindacali alle associazioni di camionisti "on the road", dai singoli ai gruppi, tutti con l'intento di portare un contributo a questo mondo così complesso, che può essere quello di dare informazioni o diffondere un'opinioni, con l'obbiettivo di migliorare il settore; oppuresemplicemente strappare un sorriso a chi legge o condividere un ricordo, come su questo blog..

Vi propongo alcuni indirizzi, in ordine sparso, per "viaggiare" un pò…. BUONA STRADA!!!

 http://www.camionsfera.it/
 
http://blog.noicamionisti.org/
 
http://www.truckers-camionisti.com/home/index.html
 
http://truck-italia.forumattivo.com/
 
http://www.camionistionline.com/
 
http://vt880.blogspot.com/
 
http://www.truckcountry.sk/
 
http://sliceoftruckerlife.com/
 
http://truckpassion.canalblog.com/
 
http://www.worldtrucker.com/it/
 
http://www.truckteamgottardo.ch/home/
 
http://camion.skyrock.com/
 
http://miick-trucking.skyrock.com/
 
http://www.truckblog.fr/
 
  http://www.truckstar.nl/
 
http://www.trasportidepoca.it/
 
http://www.ladytruckdrivers.com/

http://www.yttrucking.com/
 
http://www.heavymotorsmagazine.com/

 http://www.alligatoronthezipper.com/
 
http://www.askthetrucker.com/
 
http://www.camionstorici.it/cics/index.html
 
http://www.trucktocoast.it/
 
http://www.convoyforacure.com/
 
http://www.depeeltruckers.nl/
 
http://www.eastcoasttruckteam.it/
 
http://les-routes-du-monde.skyrock.com/
 
http://missmack63.skyrock.com/9.html
 
http://www.camion.it/
 
http://sopredi.skyrock.com/2.html
 
http://www.vitadacamionista.it/
 
http://ventipiedi.blogspot.com/
 
http://www.fierdetreroutier.com/
 
http://www.gaci.eu/
 
http://www.highwaytruckteam.it/
 
http://www.mondotrasporto.it/
 
http://www.queenoftheroad.se/
 
http://www.ss202.it/
 
http://www.tartarugatruckteam.it/
 
http://www.toprun.ch/truck/index_news.htm
 
http://www.tractorpulling.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=2&id=28&Itemid=52
 
http://www.trasportale.it/

http://www.professionecamionista.it/

  http://www.tuttotrasporti.it/index.cfm
 
http://www.vadoetorno.com/speciali.aspx
 
http://www.trasportoeuropa.it/
 
http://www.mondocamionista.it/smf/
 
 http://www.trasportounito.org/Default.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1
 
http://www.uominietrasporti.it/
 
http://www.cna.it/UNIONI/Fita
 
http://www.assotir.it/
 
http://www.filtcgil.it/default.asp?id=10
 
http://www.trasporti-italia.com/
 
 http://www.conftrasporto.it/default.asp
 
http://www.trasportiweb.it/index_ita.htm
 
http://www.transports.it/links/view/13
 
 
 
 
 

 

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Da Youtube… Lady Truck madrelingua

Navigando si trovano questi video di Lady Truck, li ripropongo e Auguro loro

BUONA STRADA Sempre!!!

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Da Redacon.it

Ciao a tutte/i
da tempo seguo l'interesse di Redacon.it nei confronti della nostra categoria, dando voce a colleghi, come è stato per Marco del Tartaruga Truck Team, oppure seguendo l'operato di Enrico Bini e la sua lotta alle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico reggiano, imparando a distinguere la firma di Cinzia Formentini; settimana scorsa la sorpresa, mi contatta per un'intervista, non ci conosciamo ma dopo poche battute capisco che parliamo la stessa lingua, accetto, dopo qualche problema di connessione internet riesco a rispondere alle sue domande.
Oggi sorpresa, mi collego per prendere da Fb una foto che ho visto stanotte e trovo un messaggio di complimenti da parte di una persona che non conosco di persona ma che stimo molto, non faccio in tempo ad andare a vedere che squilla il cellulare, è Cinzia che m'informa di aver messo in rete le mie parole e mi ringrazia.
Devo ringraziare io, per aver dato voce alle mie opinioni e aver integralmente riportato le mie parole.GRAZIE!!!
Purtroppo i giornalisti spesso travisano, più o meno intenzionalmente, in questo caso invece è stato pubblicato fedelmente ciò che io ho scritto, confermando la serietà che già avevo notato in passato su Redacon.it

 

 http://redacon.radionova.it/index2.php?/leggi_news.php?id=14262&ogg=notizie

Buona Strada a Cinzia Formentini e alla Redazione di Redacon!!!

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Da Camionfera…

 

Andreas Söderström vince lo YETD 2010

Lunedì 11 Ottobre 2010 18:04

Per la prima volta, un autista svedese vince il Campionato Europeo riservato ai giovani conducenti e organizzato da Scania. È Andreas Söderström, di 26 anni, che ha conquistato il titolo di Young European Truck Driver 2010 grazie alla sua impeccabile prova nell'esercizio Super Z, battendo gli altri 17 finalisti provenienti da altrettanti Paesi europei. La finale europea è avvenuta l'8 ed il 9 ottobre a Södertälje, nel quartier generale della Casa svedese.

Il primo premio, un trattore Scania R, non dovrà fare quindi molta strada dallo stabilimento di produzione a casa di Andreas, che lo inserirà nella flotta dell'azienda di famiglia, di cui lui rappresenta la quarta generazione. La vittoria si è giocata sul filo di lana nella prova della manovra in retromarcia, dove il giovane svedese ha dovuto contrastare il tedesco Patrick Schildmann (arrivato secondo nella classifica generale) e l'austriaco Zarko Tokic (terzo). Loro hanno effettuato la prova nel minor tempo, ma Andreas è stato più preciso ed ha subito meno penalità, ottenendo così più punti. Sicuramente alla vittoria ha contribuito il lavoro quotidiano nelle difficili strade della foresta di Småland, dove si trova la sede dell'azienda dei Söderström.

Il rappresentante italiano, Gerhard Thaler, ha sfiorato il podio classificandosi in quarta posizione. Anche lui ha fornito un'ottima prestazione nelle prove che comprendevano le manovre, ma non è stata sufficiente per battere il terzetto di testa. È bastato un errore nel duello con il tedesco Schildmann, avvenuto durante la semifinale, per giocarsi il vertice della classifica. "Sono felicissimo di aver potuto prendere parte alla finale europea dello YETD, una competizione ben organizzata nel suo complesso, non solo nella parte dedicata agli autisti. Mi rammarica solo di aver raggiunto il limite d'età e pertanto di non poter provare a partecipare alla prossima edizione. Vorrà dire che metterò la mia esperienza a disposizione del futuro campione italiano", ha dichiarato Thaler.
 

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Da Trasporto Europa

 Nuovo format per Transpotec 2.0
12 / 10/ 10
L'evento milanese del prossimo novembre sarà incentrato sull'aspetto convegnistico e ospiterà gli Stati Generali dell'Autotrasporto.
Con una breve email agli espositori, l'organizzazione del Transpotec 2.0 comunica che l'edizione del 2010 "non avrà luogo con il format che inizialmente è stato comunicato". Il testo non precisa quali saranno i cambiamenti, ma si limita ad aggiungere che l'organizzazione sta "lavorando su una possibile iniziativa legata di fatto al regolare svolgimento degli Stati Generali". Maggiori dettagli saranno rivelati la prossima settimana. L'evento si terrà alla Fiera di Milano-Rho dal 19 al 21 novembre 2010.
 

 
Trasportounito: finita la tregua con il governo

19 10 2010 – Autotrasporto

Gli autotrasportatori italiani tornano  sulle strade per azioni di protesta che segnano la riapertura di una stagione di conflittualità contro il Governo. Lo ha deciso oggi a Genova l’assemblea di Trasportounito, denunciando una situazione ormai insostenibile per la categoria e portando all’opinione pubblica lo stillicidio di un settore che giorno dopo giorno perde aziende, occupazione e non è più in grado di affrontare i costi di gestione, strangolato da una committenza che gli accordi di giugno fra governo e associazioni non hanno vincolato a norme e obblighi certi.
Trasportounito ha invitato i suoi associati a pagare alla scadenza del 31 gennaio solo un euro simbolico della quota obbligatoria all’Albo nazionale dell’autotrasporto. “Abbiamo scelto questa forma di disobbedienza silenziosa per scuotere istituzioni , ma anche protagonisti del settore che hanno negoziato e definito accordi – ha affermato Franco Pensiero, presidente di Trasportounito – sulla testa delle aziende e degli autotrasportatori”.
Parallelamente da dicembre saranno attuate manifestazioni di protesta su tutto il territorio nazionale. Ciò anche sulla base delle indicazioni che scaturiranno dall’incontro urgente che Trasportounito chiederà al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli nonchè del Consiglio nazionale dell’associazione convocato per il 14 novembre.
In Liguria Trasportounito ha chiesto anche l’immediata riapertura del confronto con le tre Autorità portuali di Genova , Savona e La Spezia, per individuare soluzioni urgenti al problema dei tempi di attesa che le aziende di autotrasporto sono costrette a subire nei tre scali marittimi liguri.

Da Trasportounito Fiap
 

 
 
 
 
 
 

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Da Youtube – 2

Ciao a tutte/i
un'amica mi ha inviato questo video, l'ho ripropongo qui per condividerlo con voi…

Buona Strada alla collega e a tutti voi!!!

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Da Repubblica

INCHIESTA ITALIANA
Trucchi, caffè, droghe, niente soste
camionisti-schiavi diventano assassini

Il 37% dei sinistri in autostrada coinvolge i Tir. E in sei episodi su dieci si tratta di tamponamenti. Tanti chilometri, niente riposo. E chi si ribella è fuori. Il ribasso selvaggio è uno dei connotati del settore. Crescono gli illeciti e l'evasione. E si ricicla denaro
di LUIGI CARLETTI

Ha caricato il suo tir ben oltre le 44 tonnellate consentite. Starà a 55, forse a 60, ma in altri viaggi ha sfiorato anche le 70. Enzo parte da Battipaglia, trenta chilometri a sud di Salerno, carico di verdura e di frutta. Sono le sette di sera e all'alba di domani deve essere a Milano. Destinazione mercati generali. Ottocento chilom etri d'asfalto, servono dieci ore. Che diventano almeno dodici, calcolando i limiti di velocità e le pause imposte dal codice della strada. Ma dodici ore sono troppe. Perciò Enzo non si fermerà, se non per quei pochi minuti dovuti a necessità fisiologiche. Certo non rispetterà gli ottanta all'ora. "Così non si arriva mai", spiega. Si terrà sveglio con i caffè, che di notte le Autostrade offrono gratuitamente. E se serve con le anfetamine o altre droghe. Quanto al cronotachigrafo, la "scatola nera" che registra tutto, userà i soliti trucchi e cercherà di farla franca. Perché Enzo, come migliaia di altri suoi colleghi, non ha alternative. Le condizioni sono queste e se non ci sta, l'impresa che lo ha ingaggiato ne ha pronti a decine per sostituirlo: romeni, ucraini, marocchini e anche italiani. Disposti a tutto, per un posto da camionista che frutta tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese, mentre lo stipendio regolare medio è, da contratto, di 2.200 euro. Ogni giorno su strade e autostrade circola un milione di mezzi pesanti. L'87% delle merci viaggia su gomma. Se si ferma l'autotrasporto, si ferma il Paese. Sono autisti di ogni nazionalità(quasi tre milioni le patenti italiane attive), provenienza e destinazione. Tra questi si fa largo la categoria dei disperati, almeno il 30%, secondo le stime degli esperti. Sono i camionisti-schiavi. Costretti a percorrere la penisola in tempi record. Sottopagati e sotto minaccia. Bombe viaggianti che, al minimo errore, possono provocare delle stragi. È già successo. E non passa giorno che la cronaca non registri fatti riconducibili a questo fenomeno in costante crescita. Una deriva della sicurezza che il governo ha tentato di arginare con l'inasprimento del codice della strada. Misure che però, ancora una volta, intervengono soprattutto a valle. Ma le cause stanno altrove. Che cosa sta accadendo nel mondo dell'autotrasporto? E cos'ha provocato questo deterioramento delle condizioni di sicurezza che, inevitabilmente, ci riguarda tutti?

L'alibi della crisi
"Il nostro è sempre stato un ambiente difficile", dice Franco Feniello, presidente dell'associazione "Italia Truck" e per trent'anni, lui stesso, camionista. "Ma la recessione è diventata l'alibi per far passare qualsiasi prepotenza. In Italia ci sono migliaia di imprese che fanno dello sfruttamento selvaggio il loro antidoto alla crisi. Pur di battere la concorrenza si offrono alla committenza a prezzi stracciati e poi tagliano i costi: sui mezzi e sugli uomini. Lo Stato dovrebbe intervenire non solo con i controlli sulla strada, ma andare a guardare in casa di questi imprenditori. Ne scoprirebbe delle belle".

In alcune occasioni lo Stato si muove. A Mantova la polizia stradale ha arrestato Antonio Rosignoli, imprenditore di 51 anni. L'accusa è estorsione contro i suoi dipendenti. Secondo i magistrati li minacciava di licenziamento se non avessero sovraccaricato i camion, fatto turni massacranti e alterato i cronotachigrafi. Negli stessi giorni, a Rimini, la polizia municipale ha fermato un autista bengalese che trasportava pacchi postali per una società italiana. Keerthy Warnakulasuriya, 41 anni, era stato alla guida del camion per 35 ore e 52 minuti con poche, brevissime pause.

Nell'aprile scorso la Procura di Forlì ha chiuso l'operazione "Over Time" che ha portato in carcere dieci persone. Gli autisti di "Tir Spagna" (Cesena) e "Ces Tir" (Pesaro) – hanno spiegato gli inquirenti – "erano costretti all'incondizionata obbedienza dei diktat dei vertici aziendali, pena il licenziamento o l'essere adibiti a prestazioni meno remunerative e più stressanti".

A capo dell'organizzazione c'erano Marino Buratti, di Cesena, e Santo Crea, di Reggio Calabria, nomi già incontrati in un'altra, dolorosa vicenda del dicembre 2009.

L'ultimo viaggio di Michela
"Non sto bene ma devo andare, altrimenti poi che gli dico a quelli là?". Queste furono le ultime parole di Michela Ciullo raccolte da un amico sindacalista. "Quelli là" erano i responsabili di "Tir Spagna" e "Ces Tir", le due società poi finite nel mirino degli investigatori. Così nella notte del 5 dicembre scorso Michela Ciullo si mise alla guida del suo tir carico di verdure. Da Latina a Cesena, 400 chilometri sulla E45. Poco dopo le 5 del mattino sfondò il guard-rail e precipitò per 40 metri dal viadotto di Verghereto. Era quasi arrivata ormai, ma la stanchezza ebbe il sopravvento. Michela, 38 anni, una figlia di 19, era una camionista molto particolare: delegata della Filt-Cgil e componente della segreteria territoriale del sindacato. Oggi la Cgil attende la chiusura dell'inchiesta, e il possibile rinvio a giudizio dei titolari delle due aziende, per costituirsi parte civile. Sarebbe il primo caso in Italia.

Da Genova a Cosenza, da Foggia a Vicenza, il rendiconto dell'attività di controllo, è fitto di interventi e di sanzioni. Roberto Sgalla, direttore della Polizia stradale, spiega che nei primi sei mesi del 2010 i mezzi commerciali fermati sono stati il 199% in più rispetto al 2009 e le violazioni contestate il 538% in più. Ma questi numeri raccontano soprattutto un'evidenza: più s'interviene, più si scopre un mare di irregolarità di ogni tipo. "Gli ultimi provvedimenti sono stati estremamente utili", osserva Sgalla. "Basti pensare alla norma su alcol zero per tutti i conducenti e alla corresponsabilizzazione della committenza nella condotta di guida dell'autista. È però importante agire anche a monte: più controlli incrociati nelle aziende di autotrasporto. A tutti i livelli". In Italia ci sono 158.709 imprese iscritte all'albo. Secondo Eurostat, in realtà, sono 93.427. Quasi cinquantamila società non hanno neanche un veicolo. Quindi che cosa fanno? E che ruolo hanno, oltre all'intermediazione e al subappalto più o meno regolare?

L'infiltrazione della criminalità
Bartolomeo Giachino, sottosegretario ai Trasporti in quota Pdl, promette: "Faremo pulizia ed entro la fine dell'anno, in collaborazione con le Province, le cancelleremo dall'albo". Altre 51mila imprese sono monoveicolari. In quello che rimane, il 38% possiede tra due e cinque automezzi. "È un settore condannato al nanismo", rileva Giuseppe Mele, di Confindustria, una delle voci più importanti della committenza. "Con questa frammentazione dell'offerta, ci sarà sempre qualcuno pronto a ribassare oltre i limiti".

Il subappalto del subappalto e il ribasso selvaggio sono due tra i connotati più forti del far-west nell'autotrasporto. "Crisi morale", la definisce Cinzia Franchini, vice-presidente della Fita-Cna e lei stessa autotrasportatrice. "Sempre più imprese adottano metodi illegali, riciclano denaro, evadono le tasse e praticano la concorrenza sleale. Se non si interviene su questo cancro, poi si possono sbandierare tutte le norme e i controlli del mondo. Ma il numero dei camionisti-schiavi aumenterà e di pari passo crescerà la loro pericolosità sulle strade".

L'infiltrazione della criminalità organizzata nell'autotrasporto non è recente, eppure si è mimetizzata meglio che in altri settori. In alcune regioni, per esempio l'Emilia-Romagna, le denunce sono quotidiane. Enrico Bini, presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia, parla apertamente di imprese legate alla 'ndrangheta, insediatesi nel territorio poco dopo il Duemila con i lavori dell'alta velocità. Dal movimento terra fino al trasporto a tutto campo. "Hanno cominciato a proporsi a prezzi notevolmente più bassi, totalmente fuori mercato", spiega Bini. "La committenza, senza eccezioni, si è tappata il naso e le ha fatte lavorare. Risultato: per le aziende locali, che rispettano la legge e non hanno soldi da riciclare, è stato un colpo durissimo. Tanto che alcune hanno cominciato a praticare gli stessi metodi".

"Negli ultimi anni la 'ndrangheta e la camorra hanno investito pesantemente nell'autotrasporto", conferma Antonio Nicaso, docente ed esperto di organizzazioni criminali. "I camion sono un'ottima copertura dei guadagni illeciti e un mezzo fondamentale per le varie attività: dal trasporto dei rifiuti a quello della droga". In Emilia-Romagna 63 clan mafiosi (tra cui 23 'ndrine) si spartiscono gli affari sul territorio. Gli interessi nell'autotrasporto sono diffusi. Chi sono i camionisti di cui si servono? E qual è il livello di sicurezza dei mezzi che conducono sulle nostre strade?

Quando i camionisti fanno il trenino
Stefano è romeno. Lui non sa chi fossero esattamente i suoi ex datori di lavoro. Sa solo che, prima di riuscire a trovare un'impresa regolare, era costretto a viaggiare per 15-16 ore di guida consecutive. Guidava soprattutto di notte, quando i controlli sono meno frequenti. "Ho fatto anche 20 ore. Le pause? Cinque, dieci minuti al massimo per un caffè. Di giorno riesci a stare attento, però di notte è proprio un problema. Diventi come una macchina, neanche pensi… non sei più un uomo". Quanti chilometri si possono reggere guidando ore e ore di seguito? Stefano ricostruisce uno dei suoi ultimi viaggi prima di licenziarsi. "Sono partito da Lainate, vicino a Milano. Sono andato a Livorno, poi da lì di nuovo in strada fino a Pesaro. Da Pesaro a Treviso. Da Treviso sono passato per l'Emilia e ho fatto rientro a Milano. Tutto in una stessa giornata, viaggiando anche di notte. Mi ricordo che alla fine erano 1.160 chilometri".
 

Le ultime statistiche disponibili dicono che nel 2008 sono stati 26.491 i camion coinvolti in 13.836 incidenti con 274 morti e 10.483 feriti. Sulle autostrade la percentuale di incidenti con mezzi pesanti è del 37%. Il tamponamento è l'impatto più frequente (60%). A causarlo sono prevalentemente il colpo di sonno, poi la distrazione, l'alta velocità, la distanza di sicurezza. "La categoria dei camionisti è fatta in gran parte di persone responsabili", dice Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. "Certo che quando non rispettano le regole, magari facendo il trenino, allora lì i rischi sono alti".

Il "trenino" è un banale, pericolosissimo sistema di risparmio del gasolio. Uno in fila dietro l'altro per sfruttare la scia creata dal primo. Si corre di più e si consuma di meno. Ma se il primo sbaglia, o frena all'improvviso, o evita un ostacolo all'ultimo istante (per esempio un'auto in corsia d'emergenza), non è detto che anche gli altri ci riescano. "È tutto vero, però in queste condizioni anche pochi euro sul gasolio possono essere importanti", ammette Cosmin, altro autista romeno perennemente a rischio licenziamento. "La realtà è che siamo dei disperati e che se qualcuno non interverrà su chi decide le nostre vite, qui sarà sempre peggio". Ma se il mondo dell'autotrasporto è così frammentato e in piena deregulation, a quali misure dare la precedenza? E nei confronti di chi?

La responsabilità della committenza
Silvia Velo, vicepresidente Pd della commissione parlamentare Trasporti, è lapidaria: "Bisogna puntare sulla committenza. Finora ha sempre opposto resistenza, ma è ora di cambiare: chi manda in giro le merci deve essere davvero responsabile del comportamento di chi guida. Solo così si può evitare lo sfruttamento pericoloso dei camionisti. Le recenti normative non hanno rappresentato un passo in avanti". "Abbiamo già fatto moltissimo", si difende il sottosegretario Bartolomeo Giachino. "Oggi il camionista è obbligato a viaggiare con istruzioni scritte da parte dell'impresa che lo vincolano al rispetto della legge". Quello delle "istruzioni scritte al conducente" assomiglia però a un vecchio gioco delle parti. Un escamotage che non coinvolge più di tanto la committenza, in quanto il "non scritto" (arrivare il prima possibile, costi quel che costi) ha sempre un peso determinante nella condotta degli autisti. Perciò l'impressione è che le tensioni e le storture finiscano sempre per ripercuotersi sull'anello più debole della cosiddetta "filiera". E l'anello più debole è quello dei camionisti, costretti talvolta a pagare al datore di lavoro perfino la cuccetta in cabina: 30 euro al giorno per poter dormire nel camion.

"Ci vuole un fisico bestiale, per fare il camionista" ha scritto uno di loro sul retro del suo bestione rosso. Se poi a dettare le condizioni è qualcuno senza scrupoli, della bestia servono anche altre caratteristiche: incapacità di pensare ad alternative e una progressiva sottomissione al "padrone". Fino all'abbrutimento. Fino a perdere il senso della realtà. Fino, appunto a diventare uno schiavo al volante. Pericoloso per sé e per gli altri.
(15 ottobre 2010) 

 

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Buon Compleanno Blog !!!

 Ciao a tutti/e
Non avremmo mai pensato di festeggiare i compleanni e invece siamo a tre; il blog è stato e lo è tuttora, lo strumento di comunicazione tra noi, adeguato ai nostri tempi e alla nostra vita.
Iniziando questo percorso ci eravamo poste tante domande, come quando ci si prepara ad un nuovo viaggio e le aspettative erano poche. Ci aspettavamo qualcosa di simile a quando qualcuna di noi parla al baracchino, ma non è stato così, gli elementi negativi si riducono a poche unità, scriviamo per condividere, non per insegnare o predicare.Tania SusY Gisy Milly Sabry Mony Agata
In questi tre anni abbiamo conosciuto tramite il blog persone veramente speciali, con cui abbiamo instaurato rapporti preziosi, senza cattedre o toni accesi, semplicemente conversando.
Ogni giorno una crescita, una casella da aggiungere al puzzle, settimana dopo settimana la nostra compagnia è cresciuta numericamente, ma soprattutto emotivamente; questo ci fa essere orgogliose e ci sprona a proseguire sulla stessa strada, che sappiamo essere Buona e la nostra.
Buona Strada a TUTTE/I !!!
gisytruck

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Nuovo Corso Universitario

 

Presentato Luiss di Roma primo corso europeo sicurezza stradale

40 ore lezione e sessione guida sicura presso autodromo Misano

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Nasce in Italia il primo corso universitario europeo sulla sicurezza stradale: la presentazione è stata fatta oggi a Roma, presso l'università Luiss Guido Carli di Roma, dove le lezioni verranno rivolte a cento studenti del primo e secondo anno della facoltà di Giurisprudenza. L'innovativo progetto formativo verrà realizzato assieme alla fondazione Ania, la onlus nata nel 2004 per volontà delle compagnie di assicurazione. Il corso, che consentirà di ottenere crediti formativi universitari, prenderà il via ufficialmente il prossimo 11 ottobre e si concluderà il 6 dicembre: in totale sono previste 40 ore di lezione, divise in 32 ore di teoria in aula e 8 di pratica (la cosiddetta fase di 'laboratorio'), con un corso di guida sicura presso l'autodromo di Misano Adriatico. Secondo Sandro Salvati, presidente della fondazione Ania, l'obiettivo è "far nascere una nuova cultura delle regole tra i giovani. Gli incidenti stradali sono la prima tragedia del Paese ed è fondamentale affrontarli nei luoghi dove si forma la classe dirigente di domani". Durante la presentazione è stato sottolineato come l'incidentalità stradale sia una vera emergenza nazionale: nel 2008 i morti per incidente stradale sono stati 4.731 e di questi 1.434 avevano un'età inferiore ai 30 anni. Ogni giorno muoiono sulle strade italiane 4 giovani a causa di un incidente stradale.

Tratto da : Unità
 
 

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Senza titolo 54


Ciao a tutte/i

sul Gazzettino.it c'è una rubrica che ogni giorno dedica spazio ad una denuncia, un giorno è stata pubblicata questa; sono episodi come questo che alimentano il fuoco dei pregiudizi nei nostri confronti; voglio pensare che il conducente non si sia realmente acoorto dell'accaduto…09062010663

 Un camion mi ha fatto finire fuori strada,
spero solo che il pirata non si sia accorto di nulla
 
 
Lunedì 26 luglio alle 17,30 mentre ero di ritorno da Trecenta (Rovigo) lungo la strada costeggiante il Canal Bianco all’altezza di Canda, ho avuto la fortuna di incrociare un camion che ha invaso la mia corsia obbligandomi ad una manovra improvvisa che mi ha fatto andare prima in testacoda, per poi sbandare, facendomi urtare nel guardrail che per mia fortuna ha retto l’urto e non mi ha lasciato cadere in canale.
 
Vorrei tanto ringraziare il gentile conducente del camion che non si è fermato a prestarmi soccorso e vorrei informarlo che la persona alla quale ha recato questo disagio, stava tornando dall’ospedale dove la mattina avevano operato d’urgenza il marito e che si stava recando dalla figlia di due anni a casa coi famigliari. Non sto a sottolineare i danni materiali avuti alla mia vettura e persona, ma per quanto riguarda quelli morali con tutto il male che gli voglio, non auguro che qualcosa di simile capiti a questa persona o ai suoi familiari.
 
Qualora avesse la degna decisione di farsi vivo, non sarà mio dispiacere fargli pervenire una foto della nostra famigliola da mettere nel comodino a fianco al letto cosicché possa essere l’ultima cosa che vede la sera (sempre che non sia un bicchiere di vino) o la prima che vede la mattina quando si accinge a mettersi in strada per lavoro.
 
Con questo non sono in malafede e voglio pensare che, mia sfortuna, ho trovato la solita persona che non si è accorta di niente.
 
Un ringraziamento di cuore faccio invece alla famiglia abitante in fronte al luogo del fatto, che si è adoperata immediatamente a darmi aiuto e mettere nelle condizioni la viabilità affinché la situazione non voltasse al peggio.
 
Fabiana Salvan, 29 anni il 28 luglio 2010
 
(3 agosto 2010
)
 
 

 

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