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Posts Tagged "lavoro"

on the road con Laura!

Ciao a tutte/i,

qualche giorno fa ho avuto il piacere di trovare una nostra amica futura lady truck LAURA! in un giorno di ferie che aveva ancora a disposizione abbiamo combinato una mattinata di lavoro insieme, così le dò appuntamento all’agip x il caffè e via a caricare le mele! beh potete immaginare lo stupore dei magazzinieri del posto di carico tutti super gentilissimi eh eh anche se non vuol dire che sei esente dal caricarti il camion che ormai sembra d’obbligo da queste parti…. ma ormai non ci faccio + caso, così compilato il solito modulo nel posto di ricevimento, ci armiamo di gilet catarinfrangente e scarpe antinfortunistica e ci mettiamo in rampa per caricare. Laura mi segue attentamente nelle varie operazioni di manovra, gancio/sgancio rimorchio e facchinaggio, utili per un suo futuro lavoro, e nel frattempo non manca qualche scatto da condividere!  :-)

aaaaaaaah chissà perchè quando sei in compagnia il tempo scorre sempre velocemente! infatti non finiamo di chiacchierare che arrivo già al punto di ritrovo di stamattina…. ultimo caffè insieme e poi i saluti contente di aver trascorso un pò di tempo insieme nella nostra passione! grazie delle foto Laura! alla prox! :-)

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Vittorio, lo Zingaro!!!

Un altro video dal raduno del Coast to Coast a Giussano.

Chiodo e Bomber “intervistano” Vittorio, lo Zingaro, tutto da ascoltare!

Grandi!!!

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Libri, camion, camionisti…

Le vacanze stanno finendo, ma la voglia di leggere non mi abbandona mai.

Questa volta vi voglio consigliare due libri, naturalmente ad argomento camionisti, che sto leggendo.

19 8 2013 libri (1)

Il primo l’ho appena finito, si intitola “Truck driver legend” di Alessio Puliani, è la storia di un viaggio di un camionista americano attraverso gli USA, un viaggio molto particolare e  con un finale davvero imprevisto !

Di più non vi dico !

19 8 2013 libri (3)

Il secondo è un “diario di bordo” scritto da un collega, Marco Bonzio, si intitola ” Diario di un camionista affamato“, sono arrivata a metà, fino a qui mi è piaciuto molto, forse perché leggere le avventure/disavventure dei colleghi è un modo per sentirsi parte di una grande famiglia, forse perché è proprio un bel libro !

Uno di quelli che consiglierei a chi su un camion non ci è mai salito, per cercare di capire cosa vuol dire fare questo mestiere !

19 8 2013 libri (4)

“il retro della copertina”

Buona lettura e buon week end a tutti!

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POSSO FARE UNA DOMANDA???

Posso fare una domanda? E’ da un po’ che mi gira e rigira nella testa ed ho bisogno di “esternarla” e magari di avere una risposta da chi di dovere. Da chi fa le leggi.
Che cosa voglio sapere? Voglio sapere il perché del corso del “rinnovo” del CQC per i titolari di patenti superiori. Che siano C,D ed E.
Ultimamente nei discorsi tra noi camionisti ed autisti di autobus non si parla d’altro: “Hai già fatto il corso? Quando lo fai? Io lo sto facendo… Io aspetto dopo le ferie… E’ una noia… Io ho dormito tutto il tempo… Almeno li mi riposo…”
Si tratta, per chi non lo sapesse, di un corso obbligatorio di 35 ore, con OBBLIGO di frequenza e con 3 ore al massimo di assenza consentite, pena la non validità dello stesso, e con controlli sulla presenza. Il costo si aggira sui 300 euro, più o meno. (Sei sabati da sei ore… per chi lo fa nel fine settimana…). Chi non lo fa, alla scadenza non potrà più guidare un mezzo pesante, quindi…tutti a scuola!!!
Non ho ancora sentito nessuno che mi abbia detto che gli è stato utile: “Tutte cose che sappiamo già”, “Potremmo insegnare noi agli insegnanti…” e via di seguito…
Ma allora a cosa serve questo corso? Chi fa le leggi mi dirà che la formazione e l’aggiornamento sono cose IMPORTANTI, che bisogna conoscere le novità, e che in quanto professionisti della strada dobbiamo essere sempre al corrente di tutto, che serve per la sicurezza…
AH, la SICUREZZA, quanto è ABUSATA questa parola…, quante nuove leggi e regolamenti e aggiornamenti ai mezzi in nome di questa PAROLA
La SICUREZZA stradale, perché noi guidiamo mezzi pesanti e dobbiamo essere responsabili, dobbiamo conoscere i rischi del mestiere, ecc, ecc, ecc…
Sapete quante ore di TEORIA OBBLIGATORIE deve fare una persona che prende la patente B (quella per le automobili!) per la prima volta? NESSUNA!!!!!
La frequenza alle lezioni è solo consigliata!!! Di obbligatorie poi ci sono le guide, ma non la teoria…
Quindi, in nome della SICUREZZA stradale un neopatentato può non seguire le ore di lezione teorica e un autista di camion o autobus, che magari ha la patente da 30 e più anni DEVE seguire lezioni di TEORIA della durata di 35 ore per poi poter circolare sulle stesse strade dove circolano le automobili…. un po’ un controsenso, o no?
Ma LA LEGGE NON ERA UGUALE PER TUTTI???
Ho scritto bene: “era”….
O forse è solo un altro modo per svuotarci le tasche già vuote che abbiamo?
Attendo, fiduciosa, risposte…

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Una collega francese!!!

Un video tedesco (qui in versione inglese) che racconta la storia di una collega francese, Huguette, del gruppo “La Route au Féminin”, per chi parla le altre lingue… comunque interessante!!!

Buona visione e buona strada, anzi bonne route alla collega!!!

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Quelli che….

Ciao a tutti/e!
Il nostro amico Vincenzo mi ha scritto ancora, e siccome è un bel testo voglio condividerlo anche questa volta con voi in questo blog!
E’ sempre un ricordo del passato, ma visto in un elenco di gesti che forse non si fanno più…un elenco di gesti faticosi…ma quanta passione nelle sue parole… allora buona lettura!!! E grazie di cuore a Vincenzo per il tempo che ci dedica e per le belle fotografie d’epoca!!!

Vincenzo_a

 

quelli che…il sabato pomeriggio

quelli che …. la nafta era un profumo

quelli che …. si cambiava l’olio ogni 10000 km

quelli che …. s’ingrassava tutto a mano, ( il 690 quanti ingrassatori! )

quelli che …. trilex, crik, leve, gomme da smontare o rimontare, altro che palestra!

quelli che …. si ricostruivano le gomme anche due volte

quelli che …. d’inverno si scaricava l’acqua del radiatore quando gelava

quelli che …. d’inverno dopo le lunghe salite si scendeva a coprire il radiatore

quelli che …. si smontava il sollevatore del quarto asse prima della revisione

quelli che …. si rimontava il sollevatore del quarto asse dopo la revisione

quelli che …. i freni del rimorchio si regolavano a mano

quelli che …. chissà cos’era il CB (la provincia di Campobasso?)

quelli che …. l’aria condizionata ce l’aveva solo la Rolls Royce

quelli che …. dalla terza normale alla quarta ridotta non bastava la doppietta

quelli che …. con la guida a destra; oh! come fai a cambiare con la sinistra?

quelli che …. con la guida a sinistra; oh! attento! sei sempre troppo a destra!

quelli che …. per ripiegare il tendone ci voleva un geometra

quelli che …. srotolare il tendone era un divertimento

quelli che …. il sabato pomeriggio non era proprio un divertimento

quelli che …. il sabato pomeriggio gli giravano di brutto perché voleva uscire con le ragazzette della sua età

quelli che …. tifavano per l’Esagamma, il Titano o il 690 (io tifavo Esagamma)

quelli che …. Italia Germania 4-3, che nottata!

quelli che …. la tuta era sempre troppo grande per me

quelli che …. come me amano i Beatles e i Rolling Stones!…e pure i Pink Floyd etc. etc.

quelli che …. amici camionisti cinquantenni o giù di lì aiutatemi anche voi a ricordare qualche altra bella cosa!                                 

Esagamma1

quelli che….tifavano Esagamma!

 

Vincenzo_b

quelli che…la tuta era sempre troppo grande per me

 

 Vincenzo Corsi

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Il “Sabo Rosa” ad Agata!!!

Come ogni anno, in occasione dell’8 marzo, la Roberto Nuti S.p.A. ha assegnato  il Sabo Rosa a una donna che si è distinta nel mondo del trasporto.
Quest’anno la prescelta è stata Agata!!!
Questo è il link dell’articolo che le è stato dedicato, con tanto di foto col pancione! (manca poco ormai!!)

http://www.sabo.it/moduli/notizia.aspx?ID=748&fb_action_ids=10200896191630826&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

E questo è il testo dell’articolo, lo riporto anche qui:

News

Il premio Sabo Rosa 2013 alla camionista Agata De Rosa

E’ nata a Napoli, ma risiede a Dalmine, in provincia di Bergamo, la camionista che si aggiudica il Sabo Rosa 2013, ovvero uno speciale ammortizzatore per veicolo industriale prodotto in edizione limitatissima (un pezzo all’anno) e conferito, fin dalla prima edizione, nel giorno della Festa della Donna. La vincitrice è Agata De Rosa, autista e mamma, che da un decennio guida il suo camion per le strade italiane ed europee. Ad assegnare il Sabo Rosa 2013 è stata una giuria di 13 donne dipendenti del Gruppo Roberto Nuti Spa, main sponsor dell’iniziativa e produttrice di ricambi a marchio Sabo, esportati in oltre 80 Paesi.

La Galleria immagini della premiazione

«Ho dedicato tutta la mia adolescenza ai camion – racconta Agata De Rosa, che lavora alla Der Trans di Bergamo – e sono cresciuta fra i “bisonti” insieme a un papà camionista. Ho trentadue anni e sono alla guida da quattordici, dopo la patente B, ho preso la E a 21 anni. Ho iniziato con le tratte nazionali e ho anche trasportato esplosivo per l’esercito. Mio padre è mancato quando avevo 23 anni e ho continuato da sola, fino a quando non ho conosciuto mio marito che mi ha insegnato a girare l’Europa. E’ camionista anche lui e ora siamo una famiglia che vive per i camion, che ama e crede ancora in questa vita, che non è una professione ma una scelta, una vocazione, al punto che anche ancora al quinto mese di gravidanza partivo da sola per il Belgio e l’Olanda. E’ una vita che ti richiede tante rinunce, tanti sacrifici ma di cui non puoi fare a meno. Sono felice di ricevere il Sabo Rosa e lo dedico al mio papà, Giovanni De Rosa».

Questa è la motivazione del premio, consegnato a Bologna da Elisabetta Nuti, direttore finanziario della Roberto Nuti Spa: «La signora De Rosa dimostra quanto sia determinante il senso del dovere per chi esercita la difficile professione del camionista. Ancor più per una donna, che è anche madre. In più, la storia di Agata De Rosa e la riconoscenza che ella mostra nei confronti del proprio genitore, è una testimonianza del valore delle migliaia di piccole imprese italiane, trasmesse da una generazione all’altra con immutata grande passione».

Una passione che oggi si scontra con le difficoltà del mercato: «Ad eccezione di qualche raro caso virtuoso – dice la premiata –, le grandi aziende di trasporti cercano prestazioni a basso prezzo e per questo si rivolgono sempre più ad autisti di altri Paesi che non riescono a garantire la stessa qualità delle nostre piccole imprese, con il risultato di svilire la professionalità di noi camionisti italiani, che abbiamo investito tutto in questa professione».

Agata De Rosa si è presentata a ritirare il premio con il marito Simone Radaelli e il figlio Giovanni (che porta lo stesso nome del nonno) a bordo del suo decoratissimo Scania R500: «il camion della mamma», dice sempre il piccolo, facendo sorridere il papà, che preferisce guidare Volvo.

La Roberto Nuti Spa ha celebrato nel 2012 il mezzo secolo di attività. Per l’occasione l’azienda bolognese, nota in tutto il mondo per gli ammortizzatori e le molle ad aria a marchio Sabo installabili su tutti i principali modelli di autocarri, bus e rimorchi, ha presentato un nuova linea di prodotto: le teste e i tiranti per lo sterzo e le sospensioni. Il Gruppo Roberto Nuti Spa ha stabilimenti nel bolognese, in Toscana e in India, dove ha costituito la Sabo Hema Automotive, joint-Venture con il gruppo indiano Hema Engineering Industries.

Complimenti ad Agata e auguri di buona strada sempre!!!

 

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Un libro da leggere tutto d’un fiato…

libri 18 2 2013 (1)

 

“EQUILIBRIO”

Diario di un camionista

Di Antonio Sarcina

 

Ho trovato questo libro su Ibs. L’ho ordinato. E’ arrivato e l’ho letto tutto d’un fiato.

Perché questo è un piccolo grande libro. Piccolo perché dura (purtroppo) poche pagine, grande per il contenuto. La storia vissuta di un camionista. Le conclusioni di chi è arrivato in fondo al viaggio. Di chi ha terminato la carriera e ricorda. Sono ricordi di un’altra epoca, quella degli autotreni, quella in cui c’erano più strade statali che autostrade. Quella in cui il camionista, forse, era ancora visto come persona e non come ingranaggio di un sistema che va troppo di corsa, di un sistema che stritola.

Di un epoca diversa eppure in tanti casi, simile alla nostra…

Ve ne riporto una pagina:

“(…) vorrei far conoscere i nemici del camionista, quelli che contrastano e minacciano il regolare svolgersi del suo lavoro.

Il nemico più grande è la neve. Non si possono enumerare le insidie, le sventure che questo elemento bianco può procurare, nuocendo all’attività.

Il guidatore di un colosso di cinquecento quintali di peso è gravato da forti responsabilità, mentre gira e rigira per le arterie stradali frequentate da automezzi di tutti i tipi, con tanti ostacoli per la strada, che possono procurare incidenti di ogni tipo.

La neve, che rappresenta per tutti, grandi e piccini, uno spettacolo gioioso, per gli autisti invece procura solo grattacapi.

Sulla Firenze – Bologna, un anno siamo rimasti tre giorni bloccati in un ristorante di Barberino e i mezzi sull’autostrada sotto la neve.”

Per la serie “il passato non ritorna, ma può far rima”… niente di cosi diverso da ciò che capita ancora in questi giorni…

Questo è un piccolo grande libro, scritto con parole semplici e con il cuore, perché la semplicità forse è alla base dell’equilibrio del titolo, quell’equilibrio che, come dice l’autore,  serve per fare questo mestiere.

A me è piaciuto molto e ve lo consiglio.

Buona strada all’autore, Antonio Sarcina, e a tutti i blog-lettori!

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Dal passato…

Questo video l’ho trovato, come sempre, su Youtube.

E’ in tema col clima di questi giorni….

“Da Trondheim a Milano, nel 1969”: guardate che mezzo, che vita, che viaggio, che strade…. io non ci ho capito una parola, ma le immagini parlano da sole!!!

Buona visione e buona strada sempre!!!

Arriverà la primavera!

 

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Quanto vale il tempo dei camionisti?

In un mondo sempre più di corsa e sempre più egoista e menefreghista (esagero?) quanto costa il tempo di un camionista? Se mai ha un costo…
Forse dovrei dire quanto importa agli altri il tempo che ti fanno perdere in inutili (sbaglio??) attese?

31 12 2012 (1)

Eppure, nei luoghi dove i camionisti vanno, a caricare, a scaricare, a fare dogana, ecc., dovrebbe avere un valore…Dovrebbero essere a conoscenza del tempo…della sua importanza…
Mi capita spesso di parlare con Chiodo, ma anche con altri amici che fanno container, del FAMIGERATO CAMBIO TURNO nei porti. In che cosa consiste? Consiste semplicemente nel tempo che trascorre da quando un addetto scende dal carro ponte e ne sale un altro per continuare le operazioni di carico e scarico dei container. Per esempio al VTE (famoso porto genovese) ci vogliono MINIMO 45 MINUTI.
Minimo 45 MINUTI per scendere e salire…
Minimo 45 MINUTI nei quali i camion si ammucchiano inevitabilmente nelle corsie in attesa del loro pezzo da caricare….
Minimo 45 MINUTI che alla fine diventano un’ora abbondante, a volte anche due, se sei sfortunato di trovarti in fondo a qualche corsia…
45 MINUTI e oltre, che nessuno retribuisce, ma peggio ancora che vanno ad accumularsi al monte ore di impegno dell’autista. E’ già, perché i tempi sono cambiati…ora bisogna stare attenti a tutto. Anche all’impegno. E allora? Cosa si fa se un autista che arriva al porto con ancora almeno due ore di impegno, non riesce a venirne fuori rispettando le regole al minuto come pretendono quelli che poi fanno i controlli? Quelli che poi scrivono i verbali, quelli che poi tolgono i punti…??
Rimane dentro a fare la pausa delle nove/undici ore? Non è ammesso dal regolamento portuale però.
Deve trovare qualcuno che gli porta fuori il camion e poi fermarsi nove/undici ore nel piazzale? Ma non si può far guidare il camion a chicchessia…è una regola anche questa…
Dovrebbe avere qualcuno che dalla sede della ditta viene a prendere il camion e gli lascia un’auto per tornarsene a casa (questa poi non l’ho mai capita: se sono pericoloso a guidare il camion, non lo sono più se salgo su una vettura?).
E se è un padroncino che non ha nessuno che può fargli questa “cortesia”? Cosa fa?
Qualcuno ce l’ha una risposta SERIA??

31 12 2012 (2)

Poiché tutto il problema viene creato dalla disorganizzazione cronica dei tempi di lavoro degli addetti ai carri ponte, e non per colpa dei camionisti che si trovano loro malgrado invischiati in questa rete…(Due ore per caricare un container sono un po’ troppe, no??? Due ore ci stanno per riempirlo un container, non per prenderlo pieno e appoggiarlo su un pianale!) …vorrei girare questa domanda ai DIRIGENTI del Porto, a quelli che organizzano il lavoro degli addetti ai carri ponte. A loro, perché sono loro che hanno il potere di fare cambiare le cose!

Ho una nipote che faceva l’infermiera in ospedale, che faceva i turni.
“Ele – le ho chiesto – ma voi quanto ci mettevate a cambiare il turno?”
Mi ha risposto che, dopo che il turno era finito, doveva stare li comunque a “passare le consegne” alla collega che prendeva il suo posto, passare le consegne significa stare li a spiegare tutto quello che c’è da fare in reparto, le terapie per ogni malato, se qualcuno deve essere portato a fare qualche esame, ecc., significa stare li ancora minimo 10/15 minuti (non retribuiti) se bastano…perché se nel frattempo qualche paziente chiama bisogna andare…e i tempi si dilatano.
Un Porto non è un Ospedale, ma se si fanno i turni, non ci devono essere tempi morti cosi ABBONDANTI… o no?

Quello che ho raccontato sui cambi turno non è soltanto per sentito dire, ci sono “passata” anch’io…ho visto con i miei occhi l’orologio girare, il tempo scorrere, l’attesa farsi snervante…i camionisti sopportare questa ulteriore mancanza di rispetto nei loro confronti…
Buon lavoro a tutti…

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